Monthly Archives: ottobre 2017

Gifted – Il dono del talento, la recensione

Gifted – Il dono del talento è diretto da Marc Webb e ha come protagonista Chris Evans. Il primo è stato regista dei due The Amazing Spider-Man soppiantati poi dall’entrata dell’Uomo Ragno nell’universo cinematografico Marvel, il secondo proprio di questo universo ne è perno centrale, interpretando da sempre il Primo Vendicatore Captain America. Eppure stavolta non ci sono calzamaglie ed esplosioni, continuity o mondi da salvare, si tratta di un dramma familiare e intimo che coinvolge una bambina che di talento ne ha fuori e dentro il film: Mckenna Grace.

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Catch Hell e Suddenly. Visioni Home Video ad alta tensione

Rapimenti, vendette personali e attacchi presidenziali. Sono queste le tematiche chiave dei due thriller recentemente distribuiti da Koch Media per il solo circuito home video. Entrambi prodotti tra il 2013 e il 2014, arrivano solo adesso sul mercato italiano in edizione DVD ed in alta definizione Blu-ray disc. Parliamo di Catch Hell, esordio alla regia dell’attore Ryan Phillippe, e  Suddenly, thriller-action firmato da Uwe Boll.

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Mistero a Crooked House, la recensione

Mistero a Crooked House: arriva al cinema dal 31 ottobre 2017 il primo film tratto dal romanzo di Agatha Christie È un problema, quello che la regina del Giallo inserì tra i suoi preferiti. Strano che non ne esistesse già una versione cinematografica e ad aver rimediato è stato il francese Gilles Paquet-Brenner, utilizzando un cast pieno di signori della recitazione: Terence Stamp, Glenn Close, Gillian Anderson, Max Irons, Christina Hendricks, Stefanie Martini e tanti altri.

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RomaFF 12. Abracadabra, la recensione

Periferia di Madrid. Carlos è un operaio tifoso del Real Madrid dall’indole animalesca e aggressiva. Insensibile verso sua moglie, la casalinga Carmen, e la figlia adolescente, un giorno Carlos accetta di farsi ipnotizzare durante la festa di matrimonio di un suo amico. Da quel momento la vita di Carlos cambierà: l’esperimento di ipnosi fa sì che lo spirito di uno sconosciuto, defunto 35 anni prima, entri nel suo corpo, trasformandolo in un’altra persona. Inizialmente colpita positivamente dal cambiamento di suo marito, Carmen capisce che lo spirito intruso potrebbe essere una minaccia per la sua incolumità e quella di sua figlia, così cerca un modo per scacciare il nuovo Carlos…

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RomaFF 12. Hostiles, la recensione

Presentato come film d’apertura alla 12^ edizione della Festa del Cinema di Roma, Hostiles si pone come un ritorno al cinema classico e per agganciarsi alle suggestioni della grande Hollywood di un tempo, il regista Scott Cooper utilizza il linguaggio dell’epica western. Il risultato lascia un po’ interdetti: Hostiles è senz’altro un bel film nel mentre lo si guarda, ma è cinema di maniera, un compitino ben svolto che lascia pochissimo addosso allo spettatore.

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La ragazza nella nebbia, la recensione

Finalmente, verrebbe da dire. Finalmente anche in Italia si produce un thriller per cinema che è Cinema, appunto, e non una mera riproposizione di ritmi, volti ed estetica televisiva. La ragazza nella nebbia è quel film che mancava nella produzione nostrana odierna e che potrebbe rilanciare un intero filone, vista la validità complessiva dell’opera e quel sapore commerciale indispensabile per creare il giusto appeal con il pubblico.

Artefice di questo bel giallo dal sapore europeo è Donato Carrisi, anche autore dell’omonimo romanzo di cui La ragazza nella nebbia è trasposizione nonché della sceneggiatura, un esordiente dietro la macchina da presa che nel mondo dell’entertaiment italiano aveva prestato il suo talento per le sceneggiature dei televisivi Nassiryia e La narcotici – Caccia al Re.

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Vittoria e Abdul, la recensione

Non è una coincidenza, o forse lo è, ma è comunque importante che il Festival di Venezia abbia deciso di programmare in spazi differenti ma quasi in sincrono film come Vittoria e Abdul, di Stephen Frears, e The Leisure Seeker di Paolo Virzì. Questa sorta di politica della terza età festivaliera fa a cazzotti con la cecità, oseremmo dire patologica, con cui il cinema di oggi si accosta all’argomento. Certo, questo elegante dramma in costume ottocentesco, ben scritto, ben recitato e ben diretto parte dal vantaggio indiscutibile di portare in scena una vecchiaia regale troppo, troppo interessante per essere relegata in un cantuccio. Eppure, questo è stato, per molto tempo, il suo destino.

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Terapia di coppia per amanti, la recensione

Gli intrecci amorosi sono da sempre alla base del genere comico. Fin dai tempi della commedia dell’arte settecentesca, infatti, a farla da padrone sono sempre coppie annoiate in crisi, quasi sempre di ceto borghese e nobile, e le conseguenti tresche clandestine con amanti che danno sempre così vita a situazioni grottesche, scambi di persona, corse contro il tempo e battute surreali per camuffare la realtà delle cose. Quasi mai però si era vista una storia in cui i protagonisti assoluti fossero solo e soltanto la coppia di amanti, come avviene in Terapia di coppia per amanti il nuovo film di Alessia Maria Federici che torna sul grande schermo con una commedia, tratta dall’omonimo romanzo di Diego de Silva, davvero mal riuscita e ampiamente dimenticabile.

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Good Time, la recensione

Connie (Robert Pattinson) e Nick (Ben Safdie) sono due fratelli che commettono una rapina in banca. Subito dopo vengono braccati dalla polizia, e nella fuga si salva solo Connie mentre Nick viene arrestato: il fratello a piede libero passerà una notte infernale nel tentativo di farlo uscire dal carcere.

Che déjà-vu. Sembra una storia già sentita mille volte quella di Good Time, e in effetti è così. Ma è anche vero che non annoia mai, nonostante i cliché presenti; anzi, ben vengano se sono raccontati così. Perché il film diretto dai fratelli Safdie fa quello che ogni buon thriller dovrebbe fare: tenere incollati allo schermo. Tutto il sacrosanto tempo.

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Sirene: una commedia con le pinne più che un fantasy!

Al sovraffollamento delle storie di mafia e criminalità ad alto budget, Ivan Cotroneo e Rai Fiction rispondono con la serie Sirene, progetto coraggioso, anomalo e rischioso per una televisione generalista che si mette in gioco pur di ritrovare un suo pubblico.

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