I 5 peggiori film del 2017 secondo DarksideCinema.it

Tolto il dente dei migliori film del 2017 (potete leggere la nostra classifica qui), ci affiliamo le unghie per far quello che ci riesce meglio: essere “cattivi”! Ed ecco a voi il peggio cinematografico del 2017 in cinque titoli, stilati da tutti noi redattori di DarksideCinema tra le cose più deludenti, imbarazzanti e palesemente brutte passate al cinema in Italia durante quest’anno che sta finendo.

E voi, in quale Flop 5 vi riconoscete maggiormente? Fatecelo sapere commentando questo articolo oppure sulle nostre pagine social Facebook e Twitter.

Ci auguriamo un nuovo anno povero di brutti film e auguriamo a voi un 2018 da veri darksiders!

Roberto Giacomelli

  1. SHIN GODZILLA

Il mito di Godzilla nasce nel 1954 in risposta alle paure dei giapponesi in seguito al disastro nucleare di Hiroshima e Nagasaki, quindi con un valore politico e antropologico ben preciso. L’idea alla base di Shin Godzilla, di restituire al Re dei Kaiju-eiga un valore politico, è dunque appetitosa, peccato che Hideaki Anno e Shinji Higuchi non cavalcano l’efficacia del messaggio metaforico e il valore del sottotesto per sacrificare lo spettacolo del “film di mostri” a un vero e proprio film di politica dove omini in giacca e cravatta parlano di crisi e relazioni internazionali. E Godzilla? E i mostri? E la distruzione? Relegati in secondo piano e con effetti ben poco speciali per i nostri tempi. Peccato… più che un brutto film, una delusione cocente!

  1. THE CIRCLE

Prendete un bel romanzo distopico come Il Cerchio di Dave Eggers e immaginatene la banalizzazione e lo svuotamento totale. Questo è accaduto con The Circle, lo scialbissimo thriller ai tempi dei social media che James Ponsoldt ha scritto e diretto affidandosi al (poco) carsima interpretativo di Emma Watson. E Tom Hanks messo lì a fare il verso di un evil Steve Jobs affossa ancor di più lo spettacolino.

  1. ASSASSIN’S CREED

Uno dei videogiochi più appassionanti, celebri e amati della nuova generazione di console è finalmente diventato film. Yeeeeee. Eh no, non c’è nulla da gioire, perché il pastrocchio condotto da Justin Kurzel è la dimostrazione che gli autori abbiano completamente frainteso la materia d’origine e stupisce che Ubisoft sia stata coinvolta in prima persona. Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Brendan Gleeson, Charlotte Rampling… quanti talenti sprecati. Fortunatamente ha floppato al botteghino, almeno non dovremo sorbirci eventuali sequel, prequel, midquel…

  1. CINQUANTA SFUMATURE DI NERO

Me l’ero promesso di non inserire un film della serie “50 sfumature” in classifica, perché è un po’ come sparare sulla croce rossa, ma non ce l’ho fatta, quando è troppo è troppo! James Foley è riuscito fare peggio del peggio (ovvero Cinquanta sfumature di grigio) e con Cinquanta sfumature di nero ha segnato lo zenit del brutto, una di quelle cose che non sfigurerebbe in rassegne trash, tanto il ridicolo sia più volte a pieno schermo. E niente, tra due mesi arriva la romantica conclusione di questa “appassionante” e “scabrosa” storia d’amore. [inserire facepalm]

  1. BAYWATCH

Ma vi ricordate la serie tv sui bagnini con David Hasselhoff che spopolò negli anni ’90 e ha lanciato il “talento” di Pamela Anderson? Bene, dimenticatevela. Il film Baywatch, diretto da regista del pregevole Come ammazzare il capo… e vivere felici, è una sgangherata farsa che si gioca tutte le sue carte tra gag demenziali e continue battute a sfondo sessuale. La simpatia di Dwayne Johnson e la bellezza di Alexandra Daddario sono inutili per salvare un film pensato male, scritto peggio e realizzato come se fossimo ancora negli anni ’90. Ah, dimenticavo! Non fa ridere. Mai.

 

Luca Marra

  1. THE RING 3

Rischi di quando si vogliono vivificare franchise in cantina da anni. The Ring è certamente stato un horror importante per la cinematografia moderna. Sia perché ha portato al grande pubblico l’estetica del J-Horror sia perché lavorava su un’inquietudine molto contemporanea: la morte dell’analogico e del suo modo di riprodurre le informazioni. L’aggiornamento al digitale del terzo capitolo non porta nessuna innovazione, solo qualche tentativo di salto dalla sedia e buchi di sceneggiatura. Peccato perché raccoglieva un’eredità importante e potenzialmente ancora ricca di spunti.

  1. COLLATERAL BEAUTY

Può un film con Kate Winslet, Helen Mirren, Will Smith, Edward Norton, Michael Peña e Keira Knightley essere tra i peggiori? Ebbene sì, il cinema può far meraviglie in un verso e nell’altro. Quando la sceneggiatura non funziona spalmando su oltre novanta minuti un guazzabuglio di banalità, aforismi, frasi a effetto e soluzioni a sorpresa senza sorpresa può capitare. Il fragore aumenta quando si trattano temi molto seri e delicati come quelli del film.

  1. JUSTICE LEAGUE

Il caso classico dove più sono alte le aspettative più grande può essere la delusione. Insomma in un film dove ci sono tanti supereroi interessanti tutto si appiattisce tranne per Wonder Woman che, dunque, si staglia come la più bella sorpresa dei cinecomic del 2017. Il film su di lei, con tutti i difetti, rimane quello del DC Universe più centrato. Justice League esaspera poi uno dei problemi più forti dei cine-fumetti odierni di qualsiasi sponda: un villain mai all’altezza.

  1. BEATA IGNORANZA

Dopo Gli ultimi saranno gli ultimi, forse il suo migliore, Massimiliano Bruno passa a quello che forse è il suo peggiore insieme a Viva l’Italia. Un concentrato di banalità in una commedia dalla sceneggiatura molto incerta. Insomma la tecnologia fa male, meglio tornare ai libri di carta e ai parchi con la gente vera. Mi sembra il momento più banale per sintetizzare il risultato, purtroppo, non centrato di questa commedia.

  1. LA TORRE NERA

Per carità, per me film e libro sono due cose diverse e spesso non direttamente paragonabili perché viaggiano su due mezzi paralleli. Ma veramente non capisco come una saga così grande e complessa possa essere stata ridotta a un film di inseguimento con una fattura quasi da tv movie. Si salvano solo Matthew McConaughey e Idris Elba.

 

Rita Guitto

  1. POVERI MA RICCHISSIMI

Inserire questo film in una classifica dei peggiori dell’anno è come sparare sulla croce rossa. Eppure deve esserci, perché la commedia italiana non può continuare ad essere così becera, stantia e triste.

  1. THE BYE BYE MAN

Una vera delusione. Un horror che pretende di essere tale ma non fa che annoiare a causa di un “mostro” non ben definito, scelte narrative viste e straviste e una trama per nulla interessante. Elementi buttati a caso e rimasti irrisolti in una sceneggiatura che non porta da nessuna parte. Un fallimento bello e buono.

  1. L’UOMO DI NEVE

Ecco un altro film che promette e non dà, che dalla trama, dal cast e dai vari trailer sembrava davvero interessante. Invece è vuoto, sia per chi ha letto il romanzo da cui è tratto sia per chi ne è all’oscuro. Un film, quindi, non riuscito di per sé, mal girato, mal montato e fastidiosamente indeciso.

  1. NAPOLI VELATA

Ozpetek prova a misurarsi con un thriller all’italiana e fallisce miseramente. Una regia e una messa in scena impeccabile che si scontrano, però, con la piattezza di una sceneggiatura poco interessante e molto confusa, priva della tensione che pretende un thriller. Attori meravigliosi interpretano i personaggi secondari, mentre la recitazione dei protagonisti risulta, addirittura, imbarazzante.

  1. MADRE!

O lo odi o lo ami. Io lo odio tanto da farmi decidere di boicottare Aronofsky, che già non apprezzavo prima, per il resto della mia vita. L’unico sentimento costante durante la visione di questo film, in una sala quasi vuota e che si andava svuotando minuto per minuto, è stata la rabbia cieca. Ottimo motivo per non amarlo.

 

Susanna Norbiato

  1. THE GREAT WALL

Normalmente non metterei mai un film senza pretese come questo nella classifica dei peggiori cinque, quest’anno però sono stata fortunata e di film che davvero non mi sono piaciuti ne ho visti pochi. Quello che mi ha lasciato delusa di The Great Wall è che, fondamentalmente, l’ho trovato mancare nell’unico proposito vero che aveva: intrattenere.  Sono entrata in sala aspettandomi divertimento e azione per due ore, invece mi sono ritrovata più volte a sbadigliare guardando l’orologio (nelle lunghe… lunghissime scene di preparazione alla battaglia) e sbuffare alle battute non eccessivamente divertenti dei protagonisti. Bene, ma non benissimo.

  1. MADRE!

Jean Claude! (scusate non potevo resistere…).

Il più discusso film del Festival di Venezia edizione 2017, è anche al quarto posto di questa classifica. Perché? Qui non c’entrano le teorie più o meno valide sul suo significato, le scelte registiche (alcune anche molto belle) o il mio noto fastidio nei confronti dell’onnipresente Jennifer Lawrence (che qui farebbe anche un bel lavoro e come età ci siamo -finalmente-). No, la ragione per cui si trova al quarto posto di questa classifica è semplicemente il disprezzo sconfinato che provo verso questo genere di film. Il film che se la canta e se la suona da solo, che si crogiola su sé stesso e si ripete “mioddio quanto sono profondo, quanto sono intellettuale ahh”, ma che di fondo trasmette un concetto (più di uno?) sentito mille volte. Aronofsky ti prego, smettila di guardarti allo specchio e ripeterti come sei bravo, lo sappiamo che sei bravo, andiamo oltre.

  1. ALIEN: COVENANT

Forse la peggiore interpretazione di Michael Fassbender, che in questo caso è perfino doppia, in un film che per metà è la copia di Alien e per metà un gomitolo di gloriosa noia allo stato liquido. Le due scene d’azione in croce non bastano a far dimenticare la mediocrità della maggior parte dei personaggi e la fondamentale inconsistenza di una trama che sembra un collage di idee sparse e accumulate negli anni (o già usate, anche). Cerchiamo di aggiungere qualcosa di davvero nuovo e interessante a questa saga o vogliamo stare lì a piangere sopra le antiche glorie?

  1. THE CIRCLE

L’imbarazzo (per chi l’ha fatto) senza fine. Un fondo di storia trita e ritrita, tanto per ricordarci (ancora, davvero) quanto le tecnologie oggi siano brutte e cattive e ci manipolino la vita e le relazioni. Considerato il quantitativo di film (e serie tv) che ad oggi hanno detto la stessa cosa e l’hanno detta bene, l’aspettativa era di qualcosa di interessante almeno sul piano registico o interpretativo, un plot twist finale inaspettato, un bel nudo artistico al limite se proprio stavamo a corto di idee… Quello che non si capisce è perché ci sia Emma Waston con la perenne espressione da sardina bollita a interagire a caso con personaggi appena abbozzati (che però a logica non dovrebbero esserlo), il tutto con un didascalismo di regia e montaggio mostruosi. Boh. Tom Hanks doveva comprarsi l’auto nuova.

  1. ASSASSIN’S CREED

“L’orrore… l’orrore… l’orrore”.

Per far capire la gravità della situazione mi sento di precisare che NON sono fan di Assasin’s Creed, ho accompagnato al cinema mia mamma che è grandissima fan (si, credo sia l’unico caso della storia di figlia che accompagna la madre a vedere Assassin’s Creed…). Al termine di due ore di disagio, mi volto verso di lei e niente… meglio che non dica cosa ho letto in quel momento nei suoi occhi, vi basti sapere che è stato abbastanza da farmi decidere di non proferire parola. Come mi fossi trovata davanti alla bara del morto alla fine del funerale. Due ore di storia che dire confusionaria è un eufemismo enorme (ho appurato, sia per chi conosce la serie che per chi come me non ne sapeva quasi nulla) piena di CGI fatta male, confusione, attori bravi sfruttati malissimo, confusione, pochissima azione (la cosa che mi ha lasciato più stupita) e ho già detto confusione? Si bene, confusione. Lo metto per primo perché questo era un film con una responsabilità grossa ed è il mio modo di dire BASTA a film brutti tratti da videogiochi. Nella maggior parte dei casi avete una base di storia invidiabile e possibilità vastissime, smettetela di insultarle in questa maniera.

 

Giuliano Giacomelli

  1. LEATHERFACE

Non solo un prodotto scadente, Leatherface è un brutto film che ha saputo farmi anche del male. Sono cresciuto a pane e Hooper, Non aprite quella porta è stato il mio libro di studi e Faccia di cuoio è stato il mio primo travestimento per Halloween. Detto ciò non posso accettare il modo vergognoso con cui Maury e Bustillo hanno deciso di raccontare le origini di un villan “sacro” come Leatherface. Un film povero di idee, ricco di scemenze e con un twist finale in stile Agatha Christie (chi sarà Leatherface?) da denuncia.

  1. JUSTICE LEAGUE

Ok, abbiamo visto il trailer. Il film quando?

  1. TRANSFORMERS – L’ULTIMO CAVALIERE

Ho sempre seguito questa saga senza mai amarla. Con L’ultimo Cavaliere è giunta l’ora di mollare. Vederlo fino alla fine è stata davvero un’impresa. 2h e 34 minuti pari all’eternità. Tanta confusione fine a se stessa, una trama che diventa sempre più complessa (e incomprensibile) senza motivo, effetti speciali fino alla nausea. Se volete vederlo, prima di farlo, non andate al bar a prendere i pop-corn, passate in farmacia a prendere una scatola di moment.

  1. BAYWATCH

Puntare il dito contro Baywatch è un po’ come sparare sulla croce rossa. Però, per onestà intellettuale, non posso fare altrimenti. Baywatch è la fiera del trash privo di gusto e fatto male. Le famose bagnine sexy che corrono a rallentatore sulla spiaggia vengono qui sostituite – ? – da continue battutacce a sfondo sessuale sul pene. Ne è venuto fuori un autentico “film del cazzo”!

  1. SONG TO SONG

Premetto che non ho nulla contro Malick. Le prese per il culo invece mi indispettiscono, molto. E Song to Song è un’evidentissima presa per il culo. Più di due ore e tutte le migliori star di Hollywood per raccontare il nulla. Un insieme di scene e situazioni che forse hanno senso solo nella testa di Malick.

 

Matteo Illiano

  1. UNA FAMIGLIA

Ok, sono usciti film italiani peggiori nel corso dell’anno, ma questo titolo rientra tra quelli che ci hanno delusi di più. L’opera seconda di Sebastiano Riso (ottimo esordio con Più buio di mezzanotte) ha voluto strafare negli intenti rimanendo completamente bloccato nello sviluppo e nelle dinamiche dei personaggi; ci tiene a sottolineare ad inizio film che è “ispirato a storie vere”, ma si dimentica di dare ragioni profonde alla protagonista interpretata da Micaela Ramazzotti.

  1. LA LUCE SUGLI OCEANI

Cast impeccabile per un melodramma che si è dimenticato di fare il salto dal romanzo al grande schermo. Il regista Derek Cianfrance confeziona la storia con luci perfettamente studiate, la colonna sonora di Alexandre Desplat e ottime interpretazioni, privilegiando sempre la forma e dimenticandosi completamente ogni tipo di psicologia.

  1. LA MUMMIA

L’inizio del Dark Universe firmato Universal non è stato particolarmente roseo. Non sono bastati Tom Cruise e Russell Crowe per far rinascere in maniera convincente la Mummia. La pellicola non cattura, anzi è inutilmente pomposa e dalla scrittura superficiale.

  1. THE RING 3

Samara ritorna dopo dodici anni dall’ultima volta, ma la saga horror non ha più niente da dire e le pochissime idee e la realizzazione traballante deludono anche i fan più accaniti.

  1. EMOJI – ACCENDI LE EMOZIONI

Perché fare un film sulle emoticon? Probabilmente nessuno ha una risposta a questo quesito: né chi ha visto il film né chi (per sua fortuna) non lo vedrà mai.

 

Giulia Sinceri

  1. HUMAN FLOW

Un documentario sulle migrazioni che è troppo, in tutti sensi: lunghissimo, noiosissimo e fastidiosamente furbetto.

  1. ROSSO ISTANBUL

Ferzan Ozpetek realizza un film dagli intenti riflessivi. Tuttavia la riflessione più pregnante al riguardo è che concilia il sonno.

  1. THE CIRCLE

Il film The circle potrebbe essere visto come una lezione esemplare sul prendere un libro interessante, ricco di potenziale, e ridurlo a un adattamento sterile che si limita a riportare gli eventi del libro senza dar loro una qualsivoglia rotondità. Un’occasione mancata, poteva essere un film cult e invece lo si dimentica in fretta.

  1. THE PLACE

Paolo Genovese non riesce a replicare il piccolo miracolo di Perfetti sconosciuti, pur disponendo anche in questo caso di un ottimo cast e una storia accattivante, perlomeno sulla carta (nonché ambientata in un solo luogo). Eppure spreca tutto ciò dando ampio spazio a una riflessione insistente e didascalica sul confine tra bene e male.

  1. LASCIAMI PER SEMPRE

Se volete girare un film brutto, ma brutto, guardate Lasciami per sempre di Simona Izzo e prendete nota.

 

Chiara Carnà

  1. ALLIED – UN’OMBRA NASCOSTA

Quali fossero le intenzioni di Zemeckis non e chiaro. Rispolverare e aggiornare il cinema classico? Dimostrare che l’amore non si può fingere, neanche se mistificare è il tuo mestiere?
Due ottimi protagonisti non bastano a salvare il film da un lento e prevedibile piattume, non agevolato dalla narrazione anonima.

  1. SOGNARE E’ VIVERE

L’esordio di Natalie Portman dietro la macchina da presa, a malincuore, è bocciato. Per celebrare le proprie origini e raccontare una tappa significativa della Storia del suo Paese, avrebbe forse fatto meglio a cimentarsi col linguaggio documentaristico invece che con questo spossante adattamento cinematografico di un romanzo.

  1. CHI M’HA VISTO?

Favino, vero mattatore, ce la mette tutta. Tuttavia, c’è ben poco da salvare in questo ennesimo esempio di mediocre cinema italiano intriso di cliché e trovate stantie.

  1. CINQUANTA SFUMATURE DI NERO

Ancora più noioso e nonsense dell’illustre precedente, che ci crediate o no.

  1. IL MONDO DI MEZZO

Vorrebbe essere un graffiante film di denuncia; tracciare un arguto e attuale ritratto di una Capitale velatamente in balia della malavita; far riflettere sui disastrosi risultati della comunella tra politici e alfieri del mattone. Purtroppo tutto ciò che lascia nello spettatore è grottesca delusione e un vago senso d’imbarazzo

 

Vincenzo de Divitiis

  1. RESIDENT EVIL: THE FINAL CHAPTER

La saga cinematografica tratta da uno dei videogiochi più popolari di sempre giunge al suo sesto capitolo e purtroppo conferma la china negativa presa fin dal secondo film della serie. Plot debole e pasticciato, regia confusa e poco pulita ed effetti speciali posticci caratterizzano un film mediocre e dimenticabile.

  1. NON E’ UN PAESE PER GIOVANI

Giovanni Veronesi cerca di raccontare la piaga della disoccupazione giovanile in Italia e la conseguente fuga di cervelli. Un tentativo, tuttavia, fallito miseramente in quanto il film si regge su una trama davvero poco credibile e del tutto inadeguata a rispecchiare il disagio di una generazione senza futuro.

  1. BAYWATCH

I bagnini più famosi della televisione piombano sul grande schermo con un film che non è né un remake in toto del telefilm, con tanto di personaggi uguali e dinamiche tra loro simili a quelli della serie tv. Il risultato, però, è un prodotto trash, volgare e finanche stucchevole nel momento in cui prova a inserirci un intreccio investigativo goffo e mal realizzato.

  1. L’INCREDIBILE VITA DI NORMAN

Joseph Cedar firma una pellicola impalpabile e piatta con protagonista Richard Gere nei panni di un cittadino americano che si occupa di tessere relazioni con politici e aiutarli in scalate di potere. A dominare è soprattutto la noia regalata da una storia poco appassionante e incapace di creare empatia con uno spettatore molto distaccato e distante da ciò che accade sullo schermo

  1. ASSASSIN’S CREED

L’ennesima delusione, la più cocente, di questo 2017 arriva ancora una volta da un film tratto da un videogioco. Nonostante le belle atmosfere e la presenza di Micheal Fassbender nei panni del protagonista, il lavoro di Justin Kurzel si rivela modesto ed evidenzia una regia al di sotto delle aspettative che viene meno nelle sequenze d’azione, quelle che in poche parole avrebbero dovuto rappresentare il piatto forte del film. Un primo posto tra i flop derivato anche dalle grosse aspettative attorno a questa pellicola.

 

Stefano Tibaldi

  1. PIRATI DEI CARAIBI: LA MALEDIZIONE DI SALAZAR

Il film non è poi così brutto, ma veramente inutile e privo di mordente. Fare cinque film su una giostra di Disneyland ha un che di masochista, visto che già il quarto capitolo era uno sfacelo. Almeno qui c’è una leggera ripresa.

  1. THE CIRCLE

Concentrate tutte le cose più brutte di Black Mirror in 100 minuti ed avrete questo film. E non mi capacito come un attore del calibro di Tom Hanks abbia potuto prestarsi ad un progetto così anonimo.

  1. PROPRIO LUI?

Una commedia sboccata che vorrebbe essere irriverente ma è solo di cattivo gusto, quel cattivo gusto che impera da decenni nei nostri cinepanettoni. Lo scatenato James Franco non basta a salvare la baracca.

  1. CINQUANTA SFUMATURE DI NERO

Confesso che il film non l’ho visto, ma lo inserisco sulla fiducia. E dubito che qualcuno avrà qualcosa da obiettare….

  1. LE VERITA’

Un thriller psicologico nostrano che vorrebbe essere un omaggio a “Memento” e “Apri gli occhi”, ma ne viene fuori un qualcosa di così sciatto ed inguardabile che non ci si crede. Bocciato su tutti i fronti.

 

Claudio Rugiero

  1. SUBURBICON

O sei un Coen o non lo sei. Con Suburbicon George Clooney decide di riportare alla luce una vecchia sceneggiatura dei fratelli del Minnesota, una storia ideale per un’opera prima o seconda, cimentandosi in un’impresa tutto sommato semplice. Il problema è che la sua regia risulta sinceramente fuori luogo e rovina anche i momenti cult del film.

  1. SONG TO SONG

Avrebbe potuto essere forse il miglior film di Malick. I presupposti c’erano tutti (quattro ottimi protagonisti, ambizioni alte e tutto), ma il regista preferisce crogiolarsi nello stile a cui si è ormai abituato da anni e che non sempre gli ha regalato grandi risultati. Dopo i primi trenta minuti la storia viene già inghiottita dal ciclone visionario di Malick e il film diventa troppo faticoso da seguire.

  1. IL DIRITTO DI CONTARE

Un mistero la ragione per cui il pubblico statunitense sia impazzito per questo filmetto che fa il verso (sguaiato) a The Help. Tutto cade nel facile stereotipo del biopic (senza gloria) per il grande pubblico e non c’è un solo momento interessante in tutto il film. Un cast di ottime interpreti sprecate in un film da recita scolastica di fine anno.

  1. IL TUO ULTIMO SGUARDO

Onestamente meno peggio di come lo descrivevano ma comunque un film dimenticabilissimo. L’ultimo lavoro da regista di Sean Penn sembra un prodotto pensato per qualche evento di pace. Trama già vista e per di più poco approfondita, dà l’idea di essere più lo spot di una qualche associazione umanitaria che un film in senso stretto. Beffardamente il titolo italiano cita un elemento che nel film manca del tutto (lo sguardo, appunto).

  1. MAL DI PIETRE

Un romanzo e un’attrice interessanti, ma il film diretto da Nicole Garcia è troppo “classico” nella forma e nei contenuti e finisce per risultare noioso e banale. L’attenzione dello spettatore è messa a dura prova e sembra che non ci sia davvero niente di salvabile.

 

Marcella Valenti

  1. BAYWATCH

Vi ricordate la serie Tv? Ecco, dimenticatela! Tanto, troppo trash fine a se stesso.

  1. DUNKIRK

Si, va bene, bellissima fotografia e regia strepitosa. Effetti sonori Wow! Ma per il resto?

  1. SLAM – TUTTO PER UNA RAGAZZA

Un film “giovane” che parla di adolescenti diretto da chi non ha ben chiaro che l’adolescenza di oggi non è più come quella di cinquant’anni fa. Ci si annoia tanto, veramente tanto.

  1. QUESTIONE DI KARMA

Cos’è successo alla commedia all’italiana? Con Questione di Karma ci troviamo tra le mani una storiella tanto sciocca quanto banale, fiacca come non mai e interpretata da due attori che non riescono in nessun modo a rendere godibile il tutto. La commedia meno divertente dell’anno.

  1. POVERI MA RICCHISSIMI

Un grande polverone ha preceduto l’uscita del film. In casa Warner Bros volevano togliere il nome di Fausto Brizzi per penalizzarlo. Gli avrebbero fatto un favore!

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