Amore saffico e fossili di dinosauri: la recensione di Ammonite

Kate Winslet e Saoirse Ronan sono le protagoniste di Ammonite, film biografico ispirato alla vita di Mary Anning, paleontologa britannica che tra i tanti fossili recuperati scoprì quello di un esemplare di ittiosauro tuttora esposto al National History Museum di Londra, e in particolare la sua relazione con Charlotte Murchison.

Le due donne sembrano apparentemente diversissime e lontane tra loro, Mary (Kate Winslet) è una donna burbera, schiva, forte e molto pratica, mentre Charlotte (Saoirse Ronan) sembra essere a suo agio nelle situazioni sociali, diafana e delicata ma goffa quando deve fare cose manuali. Dalla loro convivenza inizialmente forzata e malvista da entrambe, si sviluppa un forte rapporto di amicizia che si trasforma pian piano in un amore passionale e spesso esplicitamente carnale. 

Ammonite

Charlotte infatti soffre di depressione, imprigionata in un matrimonio infelice con un uomo incapace di ascoltarla e apprezzarla. In una simbolica scena iniziale Charlotte passa il tempo ad osservare un’ape  chiusa in un bicchiere, precisamente allo stesso modo in cui lei è imprigionata nella sua stanza incapace di alzarsi dal letto e vestirsi in quanto priva di qualsiasi motivazione a vivere. Una gabbia dorata, come quella in cui cercherà ingenuamente di invitare Mary più avanti nel film, arrivando al totale capovolgimento della situazione iniziale, trasformandosi da prigioniera a carceriere.

Mary invece vive da sola con sua madre mentre continua instancabilmente nel suo lavoro di ricerca scientifica, seppur ai margini della comunità in quanto donna. Le vicende del film iniziano appunto con l’arrivo di Roderick Murchison, che dopo aver chiesto alla famosa scienziata di poterla osservare nel suo lavoro decide di partire lasciando la moglie a Lyme in modo da farla riprendere dalla sua condizione. Mary accetta con molta riluttanza le offerte dell’uomo e cerca sempre di mantenere la sua libertà e indipendenza nonostante le precarie situazioni economiche e il dover supportare la madre prima e Charlotte poi. 

Ammonite

Ammonite è un film pieno di silenzi, di sguardi e di rumore di onde del mare in sottofondo, con una colonna sonora che interviene solo nelle scene di maggiore pathos e che non ha paura di lasciare posto al silenzio. La fotografia poi è uno dei punti di forza del film, con i suoi desaturati e marittimi toni grigio azzurri (che volteranno verso il giallo con un cambio di ambientazione verso il finale).

Ammonite è sicuramente un film molto lento, in cui le relazioni tra i personaggi si sviluppano pian piano e non per eventi improvvisi e sconvolgenti ma anzi quasi quotidiani e prevedibili. Il fatto poi che negli ultimi anni siano usciti film come Ritratto della giovane in fiamme e The World To Come che con le loro specifiche unicità raccontano allo stesso modo storie d’amore al femminile, forse rende il soggetto già meno fresco in partenza (anche se visto che per molto tempo l’argomento è stato ignorato non è sicuramente un male il fatto che si stia dando tanta importanza a questo tipo di storia e di relazioni) e costringe un po’ lo spettatore al giochino della comparazione in cui Ammonite difficilmente può uscire vincitore, in particolare con il meraviglioso film di Cèline Sciamma. 

Ammonite

Il vero difetto che rende Ammonite non del tutto convincente più che il ritmo però è il finale, una conclusione che non soddisfa e che sembra chiudersi nel momento in cui avrebbe potuto cominciare un film intero. Non voglio dire che il finale debba essere obbligatoriamente esplicito o che mi aspettassi un classico “vissero felici e contenti”, però non è neanche positivo che un film finisca lasciandoti un senso di incompiutezza nei confronti di ciò che il film voleva narrare facendoti pensare “ok e quindi?”.

Dunque, Ammonite è un film che ha degli spunti interessanti e apprezzabili e due protagoniste affascinanti e che rubano lo sguardo dello spettatore, ma che sembra un po’ mancare il punto e che non riesce ad avere quella forza e originalità di altri film recenti con cui è difficile non entrare in competizione, risultando comunque un buon film ma decisamente non il capolavoro che molti si aspettavano di vedere.

Mario Monopoli

PRO CONTRO
  • Kate Winslet e Saoirse Ronan.
  • Fotografia e atmosfera.
  • Finale non del tutto soddisfacente.
  • Sa un po’ di già visto.
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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Amore saffico e fossili di dinosauri: la recensione di Ammonite, 6.0 out of 10 based on 1 rating

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