Arrivano i Prof, la recensione

Per i peggiori studenti, i peggiori professori. È la formula che sta alla base del rilancio del Liceo Manzoni di Milano, dove si ambienta Arrivano i prof in uscita l’1 maggio 2018. Il nuovo film di Ivan Silvestrini, già regista di Monolith e 2night, è l’adattamento italiano della commedia francese Les Profs.

In pratica, per risollevare le sorti del liceo con la maggior percentuale di bocciati, il provveditore, attraverso un diabolico algoritmo, invia nella scuola milanese un manipolo di scapestrati docenti. Quello di Storia è una guida turistica interpretata da Lino Guanciale. Claudio Bisio è nei panni variopinti e mal abbinati di un prof genio ma fannullone, amante di cannabis e videogiochi. Il campione di arti marziali, Sakara, ovviamente è scelto per un inusuale professore d’educazione fisica, mentre Maria Di Biase del celebre duo comico Nuzzo Di Biase, insegna inglese e, al primo errore, spara gessetti. La femme fatale della situazione è Shalana Santana, professoressa di Italiano. C’è poi un graditissimo ritorno: Maurizio Nichetti che fa lezione di Chimica all’insegna di Buster Keaton, Chaplin e Jacques Tati. Incarna il sinistro provveditore invece Francesco Procopio, mentre Pietro Ragusa è il docente di Filosofia.

Il cinema italiano ci riprova adattando successi d’area francese:  Poveri ma ricchi, Un paese quasi perfetto, Il nome del figlio e ovviamente il dittico Benvenuti al Nord/Sud sono solo molti degli esempi recenti. Les Profs non è ancora uscito in Italia ma, stando al trailer, certamente la commedia adolescenziale di Silvestrini, scritta da Michele Abatantuono, Giorgio Glaviano, Serena Patrignanelli, ne riprende l’impianto cromatico e diverse delle gag demenziali.

Nell’adattamento italiano si fa accenno alla “Buona Scuola” e Rocco Hunt è il rapper che cura il brano trainante per il marketing. È anche attore ma con risultati non entusiastici. E la performance, quella cinematografica, del cantante salernitano non è la sola cosa che non funziona. Purtroppo.

Arrivano i prof comincia bene: con i docenti outsider presentanti alla stregua grafica di Suicide Squad e con introduzione divertente. Ma tutto passa entro i trenta minuti. Alla lunga il film non mantiene le promesse di intrattenimento e l’ingranaggio che fa deviare la macchina dal buon risultato è quello tra i più importanti: la sceneggiatura.

La commedia dal cast corale prodotta anche da Giannandrea Pecorelli, che firmò  il successo Notte prima degli esami, è confusa negli intenti e negli esiti. Non si capisce bene a chi si rivolge: certo i giovani ma sembra un prodotto più per ragazzi della scuole medie che liceali. Vuole essere ironica e dissacrante, e ci riesce spesso, ma poi ha dei tagli satirici sull’Attualità (La Buona Scuola) che sono inseriti in modo superficiale quando richiederebbero un minimo di contestualizzazione e approfondimento.

Poco giustificabile poi l’assenza di caratterizzazione, specialmente degli alunni. Sono tutti bidimensionali e, a tratti, stereotipati: il secchione, il fannullone, il copione ecc. La linea romantica scelta, inoltre, dà poco o nulla alla storia. Aggiungiamo poi la tirata moralistica affidata al personaggio di Bisio verso il finale e allora il pressapochismo della scrittura esce fuori. Un film senza un punto di vista, un disegno, fatto di qualche buona intuizione ma poca struttura. Certo ci prova a essere diverso: a mischiare i generi e sottogeneri, da heist a stoner movie.

Nonostante tutti i difetti, Arrivano i prof mantiene una grande qualità: è un film sempre simpatico con un’idea di base divertente e tanti spunti. Alla fine però ne esce fuori un racconto troppo, davvero troppo, sgangherato. Anche più dei docenti che ne sono al centro.

Luca Marra

PRO CONTRO
  • La simpatia del film.
  • Il ritorno di Maurizio Nichetti.
  • La sceneggiatura.
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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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