Baby Driver: incontro con il regista Edgar Wright

Baby Driver – Il genio della fuga è l’ultimo film del regista inglese Edgar Wright, in uscita il prossimo 7 settembre, distribuito dalla Warner Bros, che vanta un cast incredibile, composto da Lily James, Ansel Elgort, Kevin Spacey, Jon Bernthal, Jon Hamm, Jamie Foxx, Flea e Sky Ferreira.

Alcuni giorni fa abbiamo partecipato alla conferenza stampa romana, a cui ha preso parte il regista. Ecco cosa ci ha raccontato!

Baby è quasi una somma dei protagonisti dei precedenti film di Wright, ma sembra più consapevole della realtà che sta vivendo. Effettivamente è un personaggio abbastanza diverso. Wright risponde:

In questo film il protagonista fa un percorso inverso rispetto agli altri. Baby è giovanissimo ma è già un ottimo criminale, è già arrivato al top ma sogna una vita normale. Mentre nei miei precedenti lavori, i protagonisti hanno una crescita e affrontano un percorso inverso”.

Anche il finale di Baby Driver è molto diverso da quello dei film precedenti, si può dire, quasi più convenzionale. Wright ci spiega come è arrivato a questa scelta:

Questo è sempre stato il finale originale, l’ho pensato così e non ha mai subito cambiamenti, anzi, gli Studios volevano un finale in cui Baby la facesse franca. Io no, volevo si prendesse le sue responsabilità, volevo un finale più etico e per questo mi sono ispirato ai gangster movie americani anni ’30. Quando mi è capitato di vedere un film alla fine del quale i protagonisti criminali riuscivano nel loro intento senza conseguenze, rimanevo un po’ deluso”.

Wright ci parla poi della sua prossima esperienza come giurato al Festival di Venezia:

È la seconda volta che mi capita di fare il giurato, qualche anno fa ero al Sundance Film Festival. È bello partecipare a questi eventi perché mi diverto a guardare film che normalmente non guarderei e, inoltre, alcuni di questi non saranno nemmeno mai distribuiti, purtroppo, come accade spesso a Los Angeles. Comunque sia, il mio compito è quello di essere un giudice obbiettivo e imparziale, i miei gusti non mi influenzeranno. Tra gli altri giurati conosco Rebecca Hall e Annette Bening e, come è successo già per il Sundance, dubito ci possano essere discussioni per la scelta dei premi. Io sono solo uno dei giurati, andrò lì senza strategie”.

Alla domanda di un giornalista sul cast, in cui gli si chiedeva se qualcuno degli attori abbia dato dei problemi, Wright risponde:

Questa risposta non è quello che vorresti sentire, probabilmente. Nessuno del cast mi ha dato problemi, anzi, sono stati tutti meravigliosi, e vederli tutti insieme è stato grandioso! A volte, quando fai un film con dei grandi nomi sono solo dei cammeo, invece in questo caso sono tutti qui, nella stessa stanza, per tutto il tempo. Le scene più belle da girare, a mio avviso, erano quelle dove punzecchiavano Baby. Inoltre, erano tutti rispettosi l’un l’altro, quando gli altri lavoravano Jamie Foxx si sedeva sulla sua sedia e si godeva lo spettacolo, così come facevo anche io. Quando poi c’erano inquadrature che vedevano protagonisti sia Foxx che Spacey, sussurravo all’orecchio dei miei assistenti: ‘Guarda, ci sono due premi Oscar nella stessa inquadratura!’. È stato molto divertente”.

Edgar Wright è ancora considerato un regista indie, nonostante tutto, e ci spiega il suo rapporto con gli Studios e come viene accolta la sua anarchia di generi in ogni lavoro che produce:

Ho trovato la mia strada dopo ben 5 film e trovo curioso che le persone mi considerino ancora un regista indie. In Baby Driver c’è tutta la mia anima anarchica, è un film adatto per gli Studios ma, allo stesso tempo, è pienamente mio. Amo mixare insieme generi diversi, misurarmi con tutti quelli che mi piacciono. Ci metto davvero molto tempo per scrivere un film e abbiamo sempre poco tempo per esprimerci, ecco perché mi piace misurarmi con più generi che adoro in un solo lavoro. Baby Driver, comunque, è un prodotto per me e per gli Studios, è come un cavallo di Troia che ha un’idea di base da ‘cult’ in una confezione commerciale. Sono contentissimo e orgoglioso di questo grande successo!”.

In Baby Driver la musica è tutto! Ma è stata scelta prima o dopo aver cominciato a girare?

I brani che sentite nel film sono stati acquistati da me già prima di finire la sceneggiatura e quando l’ho mandata agli attori, avevano anche la possibilità di premere play per ascoltare la canzone che sarebbe stata la base di quella scena. Prima di cominciare il film, quindi, avevo già il 90% della soundtrack poiché ho scritto partendo dai brani. Anche quando abbiamo girato, gli attori spesso indossavano auricolari con la musica di sottofondo, così da recitare a tempo. Kevin Spacey ha affermato che la sceneggiatura di Baby Driver sia stata la più sexy mai letta, proprio grazie alla musica scelta per ogni scena!”.

In Baby Driver c’è un cammeo vocale molto interessante: quello di Walter Hill, autore e regista del film Driver – L’imprendibile al quale il film di Wright si ispira. Ecco cosa ha raccontato il regista:

Io e Walter siamo amici da un po’ e sono un super fan del suo film! Ci siamo conosciuti proprio quando ho organizzato, 6 anni fa, una proiezione di ‘Driver – L’imprendibile’ e con lui ho partecipato ad un incontro sul film. Gli ho detto che avevo in mente di girare Baby Driver, ispirato al suo film, e quando è uscito in sala ha insistito per andarlo a vedere pagando il biglietto, nonostante lo avessi pregato in tutti i modi di venire alla prima. È un vero privilegio essere suo amico e il cammeo vocale alla fine del film non era che un modo per ringraziarlo di tutto”.

Durante la conferenza, un giornalista ha chiesto cosa fosse andato storto con la Marvel:

Ero orgoglioso della sceneggiatura di Ant-Man scritta per la Marvel, ma mi hanno detto che non potevo girare il film su quello script. Io, invece, sono abituato a dirigere i film che scrivo e non volevo trovarmi ad essere un semplice regista reclutato. È stata una decisione difficile quella di rinunciare al film ma è stata la cosa giusta da fare. La cosa curiosa è che pensavo che Ant-Man fosse l’occasione giusta che mi avrebbe permesso, poi, di girare Baby Driver. Invece, entrambi i film sono stati fatti e sono stati un grande successo. È un lieto fine per tutti!”.

A cura di Rita Guitto

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