Before Midnight, la recensione

A diciotto anni dall’indimenticabile magia del primo incontro tra Jesse (Ethan Hawke) e Celine (Julie Delpy), narrato nel cult Prima dell’Alba (Before Sunrise, 1995), il regista Richard Linklater svela finalmente al pubblico, in trepidante attesa, cos’è accaduto dopo l’enigmatico interludio parigino di Prima del Tramonto (Before Sunset, 2004), ambientato a nove anni di distanza dal primo capitolo e altrettanti anni prima della nuova intensa pellicola Before Midnight.
I diciotto anni rappresentano la prima tappa significativa nella vita di ciascuno di noi. La cosiddetta ‘maggiore età’; il momento in cui, dalla fanciullezza, si intraprende il cammino verso la crescita, umana e spirituale, e la consapevolezza di quale sia il nostro posto nel mondo, destinata ad accrescere, cambiare e confonderci di più ogni anno a venire. È proprio ciò che è successo ai nostri protagonisti, che certamente non sono più i giovani impulsivi che, quasi vent’anni prima, decisero di scendere insieme da quel treno, pur essendosi appena conosciuti, e trascorrere un’eccitante nottata in giro per le strade di Vienna prima di separarsi forse per sempre.

Certo, lei è ancora la donna passionale, leggermente paranoica e senza peli sulla lingua di sempre e lui non ha perso la sua abilità nell’improvvisare, il suo estro vulcanico e la sua imprevedibilità.
Tuttavia, oggi hanno quarant’anni, due splendide gemelle e qualche ruga o chilo in più.
E soprattutto, tante piccole questioni irrisolte da affrontare hanno preso il posto della romantica poesia di quella prima notte.
Jesse, romanziere di successo, ha appena accompagnato all’aeroporto Henry (Seamus Davey-Fitzpatrick), il figlio avuto dalla prima moglie, di ritorno negli Stati Uniti dopo aver trascorso l’estate in Grecia col padre e Celine. La coppia, infatti, è ospite in Messinia, nel suggestivo ritiro dello scrittore Patrick (Walter Lassally), insieme a un’affiatata comitiva di personaggi più o meno giovani e tutti con qualcosa da raccontare.
La carriera di Celine nel campo dell’attivismo ambientale si trova invece a un punto di svolta. Le si è finalmente presentata l’occasione che aspettava, ma proprio nel momento in cui Jesse le propone di abbandonare la loro casa a Parigi per tornare a vivere a Chicago, dove potrà diventare una presenza costante per Henry, che gli manca terribilmente.
Stefanos (Panos Koronis) e Ariadni (Athina Rachel Tsangari), ospiti a loro volta del ritiro, li obbligano letteralmente a concedersi un po’ di tempo per stare soli e rilassarsi, offrendo a Jesse e Celine una notte in un lussuoso resort sul mare, con tanto di calici di vino rosso e massaggio di coppia inclusi. Ma proprio nell’incantevole e sofisticata cornice della camera d’albergo, quando la seduzione e la gioia per l’idillio ritrovato sembrano sul punto di avere la meglio sulla realtà, le tensioni irrompono con violenza e le sgradevoli verità, fino ad allora taciute, che si scagliano addosso a vicenda li investono come una doccia fredda.
Il loro rapporto giungerà al capolinea prima che l’orologio batta la mezzanotte, oppure, ancora una volta, il loro amore supererà anche la prova più difficile, rappresentata dalla paura del tempo che passa, del futuro, delle responsabilità?

Julie Delpy e Ethan Hawke ancora protagonisti in Before Midnight

Julie Delpy e Ethan Hawke ancora protagonisti in Before Midnight

Il terzo capitolo della trilogia romantica più originale e amata di sempre appassiona e convince soprattutto in virtù dell’onestà intellettuale e del realismo con i quali racconta gli attriti quotidiani che affronta ogni nucleo familiare e ogni coppia che sta insieme da molti anni. La fatica che crescere i figli richiede costantemente, la sensazione di non essere apprezzati dall’altro, non sentirsi più attraenti come una volta. Ciò che il regista e i suoi protagonisti dichiarano con convinzione nei 108 minuti di durata della pellicola, è che il sospirato lieto fine, tanto rassicurante quanto poco credibile, va conquistato lottando duramente giorno per giorno.
Forse i fan di vecchia data di Jesse e Celine immaginavano, dopo nove anni di attesa, di vederli rappresentati come una sorta di famiglia del Mulino Bianco, ma Linklater sa che questo non corrisponde quasi mai alla realtà. Tuttavia, non ha paura di tradurre quest’ultima in immagini, dialoghi e situazioni evocativi ed incisivi, continuando a far sì che il pubblico conosca e scopra o meno cambiati i suoi beniamini di pari passo con Jesse e Celine stessi.

Dal punto di vista registico, Before Midnight è una perfetta ed equilibrata fusione del lavoro svolto nei due precedenti lungometraggi. A lunghe sequenze ‘in tempo reale’ e apparentemente prive di stacchi (in cui Before Sunset trovava prevalentemente la propria ragion d’essere), che ritraggono Jesse e Celine in viaggio in auto o perdersi nel favoloso paesaggio greco, si alternano momenti più dinamici e un cauto ricorso all’ellissi, espedienti tipicamente riscontrabili in Before Sunrise (probabilmente il più ‘turistico’ dei tre film). Il monumentale lavoro interpretativo – che, assicura Linklater, non lascia spazio all’improvvisazione e che si cela evidentemente dietro ogni scena – produce l’effetto di un’accattivante e incredibile spontaneità. Hawke e Delpy continuano ad essere sullo schermo più affiatati che mai e ascoltarli discutere, guardarli punzecchiarsi, osservare i loro gesti da l’impressione che tutto stia nascendo per la prima volta proprio davanti ai nostri avidi occhi. Rispetto ai primi due episodi, inoltre, maggior spazio è riservato all’interazione e al confronto con altri personaggi, fonti di interessanti punti di vista sull’amore, la vita e i suoi misteri.

Il soggiorno greco di Jesse e Celine in Before Midnight

Il soggiorno greco di Jesse e Celine in Before Midnight

La sceneggiatura, scritta anche stavolta a sei mani e firmata dal regista, da Ethan Hawke e da Julie Delpy, è assolutamente impeccabile, imprescindibile punto di riferimento nel percorso dei personaggi verso la loro serata d’intimità – efficace metafora del percorso di una vita insieme – fatto di ironiche frecciatine, domande a trabocchetto, lunghissime chiacchierate.
Proprio i fiumi di parole, spaziando con disinvoltura (ma senza che chi ascolta perda mai il filo) dall’esistenzialista, al nonsense, all’irriverente, si riconfermano la geniale peculiarità della storia d’amore tra Celine e Jesse. Ancora una volta, grazie a questo eccellente lavoro di scrittura, i due sono in grado di regalare energiche emozioni e stimolare riflessioni senza però scadere mai nel facile romanticismo spicciolo, anzi, dando a ciascuno di noi la possibilità di riconoscersi nei repentini cambi d’umore, nei legittimi timori sul presente e sull’avvenire, negli sguardi accesi ora dall’ira ora dal desiderio.
I protagonisti hanno acquisito molti dei difetti che inevitabilmente emergono con l’età: lo stress, il cinismo, la rabbia repressa. In una notte, per certi versi molto più movimentata di quella trascorsa a Vienna, sviscerano ogni problema, si accusano, si scambiano i ruoli (in passato era Celine l’idealista e la sognatrice tra i due, ora sembra essere più Jesse). Ma riusciranno, infine, a ricordare cosa li ha tenuti insieme finora e decidere che, in nome di questo, vale la pena mettercela tutta per lasciarsi la crisi alle spalle?

Before Midnight è un accurato e onesto spaccato di vita di coppia, coerente e autentico coronamento di un percorso d’amore iniziato quasi quattro lustri or sono, ma il cui ingranaggio funziona senza intoppi anche autonomamente. Appassionerà e commuoverà tanto i neofiti delle logorroiche vicissitudini di Jesse e Celine quanto chi li ha seguiti sin dal principio, fornendo la rassicurante dimostrazione di come non sempre i sequel siano peggiori dei proprio archetipi… Anzi!

Il film, prodotto da Richard Linklater, Cristos V.  Konstantakopoulos e Sara Woodhatch, arriverà nelle sale italiane, distrubuito dalla Good Films, a partire dal 31 ottobre.

Chiara Carnà

PRO CONTRO
  • È la convincente e appropriata conclusione della trilogia iniziata nel 1994 con Before Sunrise.
  • Non siamo di fronte alla ‘solita commedia romantica’
  • Situazioni e dialoghi hanno costantemente il sapore dell’autenticità.
  • Le straordinarie prove d’attore e il ritmo dei dialoghi presenti nel film sono merce rara.

 

  • Sicuramente ci sarà chi lo troverà troppo cerebrale e ‘ciarliero’ per i propri gusti.
  • Il personaggio di Celine potrebbe risultare antipatico a una fetta di pubblico maschile.

 

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Before Midnight, la recensione, 8.0 out of 10 based on 1 rating
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