Bella Thorne a Roma per Il sole a mezzanotte: video e intervista

Dal 22 marzo nei cinema italiani c’è il teen-drama Il sole a mezzanotte – Midnight Sun, distribuito da Eagle Pictures. Il film diretto da Scott Speer racconta la storia della diciassettenne Katie, interpretata da Bella Thorne, che è costretta fin da piccola a vivere nel buio della sua cameretta a causa di una rara malattia che rende per lei letale anche la minima esposizione alla luce solare. Il destino, però, porterà sulla sua strada Charlie (Patrick Schwarzenegger), quel bambino che osservava tutti i giorni dalla finestra e che, ormai adolescente, le permetterà di conoscere l’amore in un modo del tutto speciale.

In occasione dell’uscita nei cinema italiani del film, day-to-date con gli Stati Uniti, la bellissima attrice protagonista Bella Thorne ha tenuto una conferenza stampa a Roma prima di presenziare all’anteprima romana del film dedicata a un selezionato pubblico di superfans. Abbiamo incontrato Bella Thorne, ecco un estratto video dalla conferenza stampa.

Di seguito il “botta e risposta” completo che ha caratterizzato la conferenza stampa.

Possiamo definire Katie, la protagonista di Il sole a mezzanotte, un personaggio simile a quello di una favola?

Si, Katie è come un personaggio delle favole, ma sfortunatamente è affetta da una malattia che la tiene lontana dalla luce del sole. Lei è come Cenerentola, vorrebbe fare di più ma la sua malattia la costringe a stare segregata nel buio.

Nel film è molto importante il rapporto che Katie ha col padre…

Uno degli aspetti che mi ha colpito nella scelta di questo film è proprio il rapporto che il mio personaggio ha con il padre. Io ho perso mio padre alcuni anni fa e oggi vivo con mia madre un rapporto simile a quello che vediamo nel film. In una scena, Katie chiede il permesso a suo padre di uscire e andare in barca e li ho rivisto qualcosa dal rapporto naturale che vivo con mia madre.

Che difficoltà hai incontrato nell’interpretare un ruolo drammatico?

La più grande difficoltà è stata senz’altro quella di dover affrontare un personaggio molto diverso da quelli che avevo già interpretato, però è stata proprio questa difficoltà a spingermi ad andare verso questa caratterizzazione drammatica. Ogni giorno, almeno un’ora prima delle riprese, avevo un incontro col regista e andavamo ad esaminare proprio quello che accadeva al personaggio nelle scene che dovevamo girare. Cosa farebbe in questa situazione Bella e cosa Katie? La vera difficoltà è stata la costante lotta con me stessa per poter entrare in sintonia con Katie, perché gli altri personaggi che ho interpretato nella mia carriera sono per lo più “brillanti” e quindi più vicini alla vera Bella, su Katie, invece, ho fatto un lavoro particolare di immedesimazione.

Nel film si può cogliere un messaggio in particolare: “prendere il meglio della vita”. È giusto?

Il suggerimento che il film da non è diretto solo ai giovani ma è per tutti. Ho imparato quando ero bambina quanto fosse difficile soffrire per un problema che ho avuto, io mi sento di dire che i momenti in cui puoi stare con qualcuno non sono eterni, quindi bisogna approfittarne, per Katie è un miracolo essere viva ogni giorno. Vale la pena vivere, dando importanza ai piccoli momenti della vita quotidiana.

Bella, sei attrice e musicista e a questo si aggiungono battaglie di carattere civile. Come gestisci la tua carriera?

Se si fa un mestiere come il mio, quindi l’attrice o la musicista, si deve essere consapevoli che si veicola sempre un messaggio, a volte in grado di apportare un cambiamento in qualcuno ed è nei gesti quotidiani che esiste il bene che ognuno da all’altro. Quando ho interpretato il ruolo di Katie mi sono chiesta come sarebbe davvero la vita di questa ragazza con questo tipo di malattia. Quando interpreto un ruolo o canto una canzone mi pongo sempre la solita domanda: che cambiamento porterà in chi mi ascolta o mi guarda? Se ne viene fuori un buon messaggio allora ok, vuol dire che sto facendo la cosa giusta.

La protagonista di Il sole a mezzanotte soffre di una particolare malattia. Ti sei informata prima di iniziare a girare il film?

Non conoscevo questa malattia. Per prima cosa, ho fatto delle ricerche, anche se non sono mai abbastanza. Avrei voluto incontrare persone affette da questa malattia, ma è una cosa estremamente difficile, quindi non è stato possibile. Se capitasse a me sarebbe una tragedia io amo godermi la luce del sole, per me il sole è energia che mi da la possibilità di affrontare le difficoltà della giornata.

Per te cosa è il successo?

Un giorno stavo camminando con un mio amico e lui mi ha chiesto dove mi sarei vista tra venti anni, la mia risposta è stata che voglio vedermi felice e aiutare le persone. Se tra vent’anni ci sarò riuscita, vorrà dire che ho avuto successo.

Progetti futuri?

Ho interpretato un altro film per Scott Speer, il regista di Il sole a mezzanotte, e uscirà a ottobre in Italia; è un horror/fantasy e si intitola I Still See You. Con Scott basta un’occhiata, mi piace molto lavorare con lui. Il nuovo film anche fa piangere come Il sole a mezzanotte, ma è molto dark, ambientato in un futuro distopico.

A cura di Roberto Giacomelli

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