Bene ma non benissimo, la recensione

Approcciarsi ad un prodotto come Bene ma non benissimo non è facile e non dev’essere stato semplice neanche dal punto di vista produttivo scommettere su un cavallo del genere per una giovane casa come la Viva Productions. Nell’attuale panorama della commedia italiana sempre più devoto alla riproposizione in chiave nazionale di popolari produzioni estere con altisonanti nomi protagonisti, in pochi si sarebbero presi la responsabilità di mettersi in gioco con un’originale commedia dall’alto contenuto sociale affrontato da un cast di giovanissimi semi-sconosciuti.

Presentato durante la Festa del Cinema di Roma nella sezione “Alice nella città” il film diretto da Francesco Mandelli ci porta a fare la conoscenza di Candida (Francesca Giordano) giovane adolescente orfana di madre (una splendida Maria di Biase) che trascorre le sue giornate in maniera spensierata nel suo ridente paesino del sud. A causa della precarietà lavorativa che affligge però il meridione la ragazza è costretta ad abbandonare la sua quotidianità per trasferirsi a Torino così che il padre possa prendere servizio come pizzaiolo in un locale dove già opera lo zio. Situazione che terrorizzerebbe chiunque ma non Candida che forte del suo entusiasmo e della sua simpatia riuscirà comunque ad affrontare di petto la difficile integrazione in una nuova scuola e ad un contesto sociale più duro del previsto.

Dietro al tono da spensierata commedia per ragazzi si nascondono comunque tematiche profonde e quotidianamente presenti nel nostro contesto sociale come la dura lotta al bullismo con cui Candida si troverà a fare i conti. Come da tradizione per tutti i nuovi arrivati, la giovane attrae da subito l’attenzione del gruppo di bulletti che spadroneggia all’interno della sua classe. Con il suo sorriso e la sua forza d’animo la ragazza riuscirà comunque a non lasciarsi scalfire dalle mire del trio e a metterli di fronte all’evidenza del chi siano i veri deboli della situazione.

A fare da sfondo alla vicenda una Torino che la ragazza avrà occasione di conoscere in compagnia del suo compagno di classe Jacopo (Yan Shevchenko), giovane di buona famiglia, vittima silente delle angherie dei suoi compagni che grazie all’amicizia con la nuova arrivata troverà la forza per reagire. Il rapporto tra i due dà modo al regista di mettere in scena il classico confronto tra nord e sud condizionato maggiormente dalle condizioni economiche dei due nuclei familiari vivono.

Mandelli al suo debutto dietro la macchina da presa dopo innumerevoli esperienze a livello attoriale (e un lungo periodo di assenza dalle scene) ci regala una commedia semplice ma efficace nell’affrontare con tenerezza e semplicità un tema spinoso e dilagante. Forte di un soggetto solido e di un cast di giovani (e non) attori ben diretto, il film si pone l’intento di parlare non solo alle nuove generazioni ma anche ai loro genitori troppo spesso inermi o al contrario troppo presenti nell’approccio a determinate questioni. Ed è proprio nella scrittura di questi confronti tra adulti e adolescenti che il film ci regala le sue sequenze più emotivamente riuscite e da cui potremmo un po’ tutti trarre qualche insegnamento.

Di notevole rilevanza soprattutto per un maggiore appeal sul pubblico di riferimento la presenza del rapper Shade; da sempre sensibile alle tematiche trattate dalla pellicola.

Non solo il titolo del film è tratto un suo celebre brano ma diventa vero e proprio live-motive per i giovani protagonisti della pellicola. Candida grande appassionata avrà più volte modo di confrontarsi con il suo idolo e nonostante il suo peso all’interno dell’ecosistema della pellicola sia poco più che marginale siamo sicuri che il giovane pubblico apprezzerà la sua presenza.

Data la bontà delle intenzioni e il target di riferimento non ci soffermeremo più di tanto sull’accentuare alcuni difetti da cui comunque la pellicola non è esente. Ad un occhio un po’ più smaliziato la scrittura di alcuni personaggi negativi potrebbe sembrare altamente sopra le righe quasi a risultare grottesca ed anche la resa di situazioni dai toni più drammatici non convince più di tanto nel ritmo e nella messa in scena. Alcune incertezze a livello di montaggio potrebbero far storcere il naso ma sono difetti marginali che non inficiano comunque il valore di una produzione intelligente che sa far sorridere ed emozionare, forte di una protagonista a cui sarà impossibile non affezionarsi.

Bene ma non benissimo è un film piccolo ma dalle grandi intenzioni e come sottolineato più volte dal regista potrà trovare la sua forza solamente grazie al passaparola di chi vorrà dargli una chance. Uno strumento necessario di questi tempi utile per veicolare le coscienze dei più giovani a cui la distribuzione allunga una mano promuovendo una serie di eventi e proiezioni mattutine dedicate alle scuole di tutta Italia.

Andy Pompeo

PRO CONTRO
  • Una commedia per ragazzi leggera ma dall’importante significato.
  • Francesca Giordano ci regala una protagonista adorabile.
  • La scrittura di alcuni personaggi negativi sfocia nel grottesco.
  • Alcuni dei momenti drammaticamente più intensi lasciano a desiderare.
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