Bob e Marys – Criminali a domicilio, la recensione

Da pochi anni a questa parte Napoli sembra essere diventata la seconda capitale del cinema italiano, una meta e fonte di ispirazione per tante nuove produzioni che raccontano la città partenopea, ma non solo, attraverso le sue caratteristiche e peculiarità più famose al mondo. Da qui la fioritura di serie tv sulla camorra, commedie spensierate e leggere e finanche film drammatici sulle difficoltà di Napoli che però, al di là della loro qualità, rischiano di somigliarsi troppo tra loro e risultare stereotipati e alla lunga poco credibili.

Una strada nella quale non sembra voler imbattersi Francesco Prisco il quale nel suo nuovo lavoro, dal titolo Bob e Marys – Criminali a domicilio, cerca ispirazione in atmosfere decisamente lontane dal contesto che ci circonda e più vicine al cinema d’oltreoceano. Il risultato è una commedia nera ottima sulla carta e nelle intenzioni, ma nel complesso balbettante nella resa e incapace di prendere una sua strada e identità ben precisa.

I protagonisti sono l’insolita coppia Rocco Papaleo e Laura Morante, affiancati da Simona Tabasco, Andrea Di Maria, Francesco Di Leva, Gianni Ferreri e Massimiliano Gallo.

Roberto e Marisa sono una coppia di mezza età annoiata e senza emozioni. Lui, istruttore di scuola guida, è il ritratto dell’uomo mediocre che cerca rifugio nelle sue poche passioni; lei, invece, è una donna di polso e insoddisfatta. La loro vita sembra svoltare quando la donna, stanca di vivere in una casa vecchia, decide di regalare l’appartamento alla figlia che sta per sposarsi e prendere una graziosa villetta fuori città. La voglia di aria nuova, tuttavia, sarà ben presto offuscata da un gruppo di camorristi che scelgono la loro abitazione per un’operazione di “accuppatura”, pratica che consiste nel lasciare pacchi misteriosi all’interno della casa come se fosse un magazzino.

Francesco Prisco è il degno rappresentante di una nuova generazione di registi che ha come obiettivo principale quello di ridare nuova linfa e una ventata di aria fresca ad un cinema italiano da diversi anni in crisi, e per farlo trae ispirazione dal cinema americano e le black comedy britanniche. Purtroppo, però, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e quest’ultimo è rappresentato da diverse scelte poco convincenti e un tipo di ironia che mal si sposa con la tradizione comica italiana, da sempre molto più vicina alla tradizionale commedia dell’arte farsesca e spontanea.

Bob e Marys – Criminali a domicilio, inoltre, gode di una sceneggiatura (scritta dallo stesso regista con Annamaria Morelli e Marco Gianfreda) solida e originale, ma che poco si adatta ai modelli di riferimento sia perché non affonda mai i colpi quando si tratta di essere “cattiva” e perfida al punto giusto, sia per la scelta di attori poco credibili in questi ruoli. Rocco Papaleo e Laura Morante, infatti, non sono a proprio agio nei panni di una coppia cinica e annoiata, così come sono poco credibili i camorristi della situazione il cui aspetto vuole, o almeno vorrebbe, ricordare i personaggi di Fargo o altre figure del cinema dei fratelli Coen.

L’unico livello nel quale Prisco riesce a pieno nel suo intento è rappresentato dalle scenografie che in effetti esulano dalla nostra realtà italiana, e ne è un esempio lampante la villetta di Roberto e Marisa il cui giardino esterno e l’architettura ricordano molto le dimore americane.

Bob e Marys, in definitiva, è una commedia lodevole nelle intenzioni, anche se con molte lacune da colmare.

Vincenzo de Divitiis

PRO CONTRO
  • La volontà di raccontare in un modo nuovo apprezzabile.
  • L’impianto scenografico si rifà molto al cinema americano.
  • Il Balck Humor non è mai sfruttato pienamente.
  • Scelta del cast poco adeguata.
  • Una sceneggiatura originale, ma pasticciata e poco incisiva.
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