Bumblebee, la recensione

Con oltre quattro miliardi di dollari di incasso mondiale, la saga cinematografica dei Transformers è tra i più grandi successi dell’entertainment hollywoodiano degli ultimi dieci anni, capace di rilanciare nell’olimpo iconografico i giocattoli Hasbro che hanno dato origine a tutto, affermare il potere produttivo di Micheal Bay e gettare l’esca per una nuova tendenza di cinema fanta-catastrofico a cui qualcuno ha già attinto con successo.

Il problema della saga è sempre stato legato, però, a un’ipertrofia nei ritmi, nelle durate e nelle immagini che, con il passare degli episodi, ha pagato in termini di fedeltà spettatoriale. Con Trasformers 3, che è uno dei capitoli migliori della saga ma anche il vero punto di non ritorno, Paramount Pictures ha avuto il suo personale successo perché a fronte di uno dei budget più bassi della saga, ha riscosso il maggior successo economico e critico. Ma dal capitolo successo, la strada si è dimostrata solo in salita: necessità di recasting, budget sempre più alti e incassi in calo, fino al quinto film del 2017, Transformers – L’ultimo cavaliere, che a fronte di un budget di 217 milioni di dollari, ne ha incassati in USA solo 130 milioni, sintomo che il pubblico ha cominciato a gettare la spugna di fronte a durate spropositate, battaglie sempre più inutilmente complesse e trame particolarmente idiote.

È questa dunque la fine cinematografica dei Transformers?

Assolutamente no, ne è semmai la rinascita!

Hasbro, Paramount Pictures e Lorenzo di Bonaventura hanno capito che qualche cosa doveva cambiare e così si è fatto un passo indietro, riportando tutto a quel relativo minimalismo che aveva decretato il successo del primo film. Con Bumblebee si torna indietro nel tempo, raccontando una storia ambientata 20 anni prima quella narrata in Transformers, si eliminano quegli assurdi intrecci con dozzine e dozzine di personaggi e si riporta in scena una storia semplice e lineare che fondamentalmente è il racconto di un’amicizia tra un giovane essere umano e un essere straordinario venuto da un altro mondo. Insomma, la chiave del successo è non solo ambientare Bumblebee negli anni ’80, con conseguente colonna sonora stilosa del periodo e look ad hoc, ma recuperare anche l’impianto narrativo dei film per ragazzi di quel periodo. E vedere Steven Spielberg ancora una volta tra i produttori esecutivi è solo un’ovvia quadratura del cerchio.

Bumblebee si apre mostrando la sempre ricorrente battaglia su Cybertron, il pianeta dei Transformers, in cui i Decepticon e gli Autobot si fanno guerra per affermare il proprio dominio. Si tratta del miglior momento di battaglia “spaziale” mai visto in un film di Transformers perché raccoglie il vero spirito di questo franchise, “giocattoloso” e con il look vintage che irrimediabilmente richiama ai “veri” Transformers, quelli che abbiamo imparato a conoscere noi che negli anni ’80 eravamo bambini. Quando gli Autobot sembrano in difficoltà, il loro leader Optimus Prime invia il suo emissario sulla Terra per preparare il terreno a una loro imminente migrazione. L’Autobot prima si scontra con l’esercito degli Stati Uniti, poi, mutato in maggiolone, finisce nel garage di Charlie, una ragazza molto introversa alla ricerca della sua prima automobile. Charlie, quando scopre che il maggiolone è un robot, lo battezza Bumblebee e ne diventa una grande amica. Ma l’esercito è sulle tracce dell’alieno e due Decepticon hanno individuato la posizione dell’Autobot fuggitivo e ora sono anch’essi sulla Terra per distruggerlo.

Il regista Travis Knight, che abbiamo conosciuto per il bel film d’animazione della Laika Kubo e la spada magica, dimostra di aver studiato a menadito la lezione del cinema fantastico anni ’80 e, come un giovane J.J. Abrams, riesce a ricreare perfettamente le atmosfere di quel tipo di cinema che oggi sembra essere tornato con prepotenza ad alimentare l’immaginario collettivo. Una colonna sonora che raccoglie praticamente tutte le hit musicali di metà anni ’80 è solo il primo e più ovvio passo in questa direzione, però giustificato dall’espediente che vuole Bumblebee privo di parola e capace di esprimersi solo attraverso la sua autoradio. È la struttura narrativa, poi, a ricalcare il canovaccio basico di quel cinema che oggi guardiamo con affetto e nostalgia, unita a personaggi ben studiati per richiamare archetipi riconoscibili.

Se la protagonista, interpretata dalla brava Hailee Steinfeld, è una outsider, imprigionata in una dimensione famigliare che le sta stretta e amica di un ragazzo forse anche più outsider di lei, un altro elemento topico è il militare ottuso e muscolare (John Cena, perfetto per il ruolo) che non usa il cervello ma solo le armi, incapace di capire che la vera minaccia non è Bumblebee ma i Decepticon che chiedono la collaborazione dell’esercito. Numerosi, a questo proposito, sono i riferimenti molto cheap alla situazione politica e sociale di quegli anni, con la corsa alle armi e alla tecnologia che contrapponeva Stati Uniti e Unione Sovietica nelle ultime e decisive fasi della Guerra Fredda. La sceneggiatrice Christina Hodson gioca molto sul ruolo che la politica ha sulle sorti dell’America e del Pianeta stesso, sottolineando in maniera intelligente una certa irresponsabilità dei governatori e allo stesso tempo non rinunciando mai a una indispensabile leggerezza di fondo che – a differenza dei film diretti da Michael Bay – qui è il vero elemento vincente.

Non troppi momenti d’azione, battaglie quasi assenti, ironia utilizzata con cognizione di causa e tanto cuore: Bumblebee vince così la sfida e si dimostra il miglior film realizzato fino ad oggi sul franchise dei Transformers.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Gli elementi tipici del cinema anni ’80 sono ben utilizzati, così come le caratteristiche del contesto d’ambientazione temporale.
  • Una trama semplice e lineare ci aiuta a disintossicarci dall’ipertrofia dei film diretti da Michael Bay.
  • Semplicemente il miglior Transformers di sempre.
  • Il suo essere molto legato a un preciso tipo di cinema, lo rende anche molto simile ad altri film.
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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Bumblebee, la recensione, 8.0 out of 10 based on 1 rating
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