Carmen y Lola, la recensione

Siamo nelle periferie di Madrid. Paco (Moreno Borja) ha un banco di frutta e verdura che gestisce insieme alla moglie Flor (Rafaela Leon) e alla figlia sedicenne Lola (Zaira Morales). Una famiglia gitana, fiera delle origini e delle tradizioni ataviche da cui ha tratto abitudini di tipo patriarcale ed uno stile di vita che potremmo definire “integralista”.

Antiche usanze hanno plasmato i loro costumi fin dai tempi lontanissimi con regole non scritte ma ugualmente categoriche. Un regime talmente totalizzante da intimidire chiunque avesse mai cercato di cambiare le cose. Un ragazzo ed una ragazza devono sposarsi giovanissimi per poi procreare numerosi figli. La cultura scolastica passa in secondo piano. È sufficiente saper calcolare “il resto” per gestire un banco al mercato o, per le donne, lavorare preferibilmente come parrucchiere.

Famiglia, lavoro e spiritualità (o superstizione).

Carmen y Lola

La giovane, ma volitiva, Lola non accetta di piegarsi a questi rigidi dettami culturali perchè sente nascere una potente attrazione nei riguardi di altre donne. Il drastico bivio che le si presenta innanzi non porta a nulla di semplice. La conoscenza, fortuita, della coetanea Carmen (Rosy Rodriguez) scatena in Lola una forte passione mista ad un profondo sentimento. Pur sapendo benissimo che un amore lesbico può risultare più devastante di un terremoto (in una famiglia così tradizionalista), Lola non rinnega se stessa e decide di corteggiare Carmen.

La telecamera, spesso “a spalla”, segue delicatamente gli approcci tra le due ragazze e ne delinea un tenero rapporto intimo senza scadere nel pruriginoso gratuito. Un tratteggio così morbido da lasciare che l’occhio dello spettatore venga assorbito in profondità oltrepassando i confini cinematografici per entrare nell’animo profondo.

Un’opera prima del tutto convincente e, soprattutto, coraggiosa per la neo-regista Arantxa Echevarría che si è aggiudicata il premio Goya 2019 (il David di Donatello iberico) come migliore film d’esordio dopo avere transitato per il Festival di Cannes 2018 (nella sezione Quinzaine des Réalisateurs).

Carmen y Lola

Nei giorni scorsi Carmen y Lola è stato proiettato al Festival Mix di Milano ed uscirá ufficialmente nelle sale italiane giovedi 27 giugno distribuito da EXIT Media.

In questa calda estate, in cui era stata promessa una programmazione cinematografica ‘bomba’, in realtà si stanno seguendo le stesse orme degli anni scorsi con numerose uscite di film poco accattivanti. Carmen y Lola ne è una piacevole eccezione e merita una visione. Un film d’autore, intenso, profondo e capace di sondare un mondo spesso sconosciuto (in Italia) come quello dei gitani. Non un documentario ma un vero e proprio film di pacata (ma impietosa) denuncia sociale contro le chiusure di un mondo moderno che, spesso, si mostra più medievale di quanto si pensi.

Un plauso aggiuntivo alle due ragazze protagoniste che non sono attrici professioniste ma sanno riempire lo schermo con estrema naturalezza.

Marcello Regnani

PRO CONTRO
Intensità narrativa ed equilibrata analisi sociale. Non adatto agli integralisti (anche occidentali).
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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Carmen y Lola, la recensione, 7.0 out of 10 based on 1 rating
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