Archivio categorie: In sala

Richard Jewell, la recensione

Richard Jewell

Il 27 luglio del 1996, durante i giorni delle Olimpiadi di Atlanta, al Centennial Olympic Park si è consumato un tragico evento che ha portato via la vita di una persona e causato 111 vittime. Un attentato terroristico causato da uno zaino esplosivo abbandonato dall’attentatore su una panchina nel bel mezzo di un concerto organizzato per salutare i giochi olimpici.

1 morto e 111 feriti, un bilancio che sarebbe potuto essere molto più tragico se la guardia di sicurezza Richard Jewell non si fosse accorta dell’oggetto sospetto allertando la polizia e contribuendo allo sgombero dell’area prima dell’innesco dell’esplosivo. Un eroe, in pratica. Un ometto sovrappeso di 34 anni, incredibilmente ligio al dovere che è stato però al centro di uno dei più clamorosi processi mediali americani del XX secolo. Infatti Richard, nonostante fosse stato inizialmente incensato dai media come esempio dell’eroe americano che può nascondersi nell’uomo comune, in un batter d’occhio è diventato bersaglio di una macchina del fango che ha danneggiato la sua immagine personale e professionale.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Jojo Rabbit, la recensione

Taika Waititi deve aver odiato i boy scout.

Un pensiero che sorge spontaneo osservando il piccolo Jojo (Roman Griffin Davis) alle prese con le insensatezze della Gioventù Hitleriana. Ma Jojo Betzler è disposto a sopportare ogni angheria, perché dalla sua ha un amico (immaginario) molto speciale: il Führer.

Waititi veste i panni di Adolf Hitler in Jojo Rabbit, una commedia lieve e grottesca, nella quale ogni risata è al servizio della crescita del protagonista. Non sono le gigionesche buffonerie di Waithitler a fare il film, quanto piuttosto la progressiva presa di coscienza di un bimbo appassionato di svastiche.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +3 (da 3 voti)

The Lodge, la recensione

Ci sono film che andrebbero visti a scatola chiusa. Un minimo accenno alla trama basterebbe a rovinare la potenza esplosiva di alcune scene. La nuova fatica di Veronica Franz e Severin Fiala (Ich seh, ich seh altrimenti noto come Goodnight Mommy) rientra nel novero. Potremmo limitarci a parlare di The Lodge come di un claustrofobico thriller dalle tinte horror, girato con sapienza, capace di tenere le dita dello spettatore ben avvinghiate ai braccioli. Ma è un po’ come non dire niente, no? Quindi dal terzo paragrafo si spoilera. Sappiatelo.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +2 (da 2 voti)

Piccole donne, la recensione

Chi non conosce le Piccole Donne di Louisa May Alcott? Con i quattro romanzi e i vari adattamenti cinematografici e televisivi sembra incredibile non avere familiarità con le storie delle componenti della famiglia March.

Greta Gerwig, già regista del candidato agli Oscar Lady Bird, porta nelle sale cinematografiche italiane il racconto di una delle piccole donne, Jo, qui interpretata da Saoirse Ronan.
Il suo più grande sogno è quello di divenire una scrittrice di buona fama e scrive, da una parte per passione e dall’ altra per racimolare qualche soldo, alcuni racconti per un giornale. Di qui lo spettatore è introdotto in un racconto nel racconto, quasi come Jo fosse la stessa Alcott scrittrice del romanzo, della famiglia, delle sue difficoltà economiche, degli affari sociali e di quelli romantici.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Hammamet, la recensione

Vent’anni fa moriva uno dei leader più influenti e discussi della politica italiana del Novecento. Un uomo capace di finire ogni giorno sulla prima pagina di tutti i giornali ma che oggi nessuno vuole più ricordare. Un “elemento” scomodo – per la Nostra Storia – che forse sarebbe bene dimenticare. È Bettino Craxi (all’anagrafe Benedetto Craxi), Presidente del Consiglio dei ministri dal 1983 al 1987 nonché Segretario del Partito Socialista Italiano. Per alcuni, ancora oggi, è un uomo da ricordare come precursore della modernizzazione del Paese e della politica italiana mentre per altri resta solamente uno dei protagonisti delle indagini di Tangentopoli così come tra i responsabili della fine della Prima Repubblica. A seguito dell’inchiesta Mani Pulite, Bettino Craxi abbandona l’Italia e si rifugia ad Hammamet, in Tunisia, e ci resta fino all’ultimo dei suoi giorni mentre in Italia continuano inarrestabili i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. L’opinione pubblica ancora una volta è contrastante: per molti un latitante, per altri un esiliato.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La ragazza d’autunno, la recensione

Un intenso primo piano iniziale incornicia lo sguardo vitreo di una radiosa e altissima figura femminile (il titolo originale “dylda” significa infatti “spilungona”). Lo sfondo è quello di una lavanderia a cui lavorano sole donne. Qualcuno cerca di richiamare l’attenzione di Iya – questo il nome della nostra protagonista –, ma senza successo: la giovane è come imprigionata nella propria immobilità. Poi la sua espressione muta e Iya finalmente torna alla realtà.

Questa è la prima sequenza de La ragazza d’autunno (Beanpole – Dylda), l’opera seconda di Kantemir Balagov, il talentuoso ventottenne che si era fatto notare già con il suo primo lungometraggio Tesnota (Closeness).

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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18 regali, la recensione

Elisa e Alessio sono una giovane coppia non ancora sposata che vive giorno dopo giorno con l’idea di costruire delle solide basi su cui erigere una famiglia. Ma il desiderio più grande, tanto per lei quanto per lui, è quello di diventare genitori. Un desiderio che, dopo tanti tentativi, finalmente si sta avverando. Un giorno, durante una semplice visita ginecologica, Elisa scopre di avere un tumore al seno e all’improvviso si trova costretta davanti un bivio: iniziare la cura con l’inevitabile perdita della gravidanza o, al contrario, portare a termine la gravidanza e abbracciare la certezza di non superare quel “male”?

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Sorry We Missed You, la recensione

Ken Loach ha un grosso problema: è talmente bravo a raccontare il tessuto sociale della nostra epoca da risultare spesso e volentieri ridondante e poco originale. Dare voce al paese reale è una pratica scomoda di questi tempi, senza lo stesso appeal garantito da kolossal, supereroi e produzioni mainstream. Fortunatamente però il regista inglese ha sempre scelto di infischiarsi di indorare le sue pillole e anche in questo ventisettesimo lungometraggio ha fornito un megafono agli ultimi e ai dimenticati.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Tolo Tolo, la recensione

Sognatore impenitente, Checco vive a Spinazzola, nel cuore della Puglia, rifiuta il reddito di cittadinanza e apre un sushi bar che, tempo un mese, chiude per fallimento. Inseguito dai creditori e dal fisco, Checco fugge in Africa e si reinventa come cameriere in un resort di lusso. Qui incontra Oumar, appassionato di cinema neorealista che sogna invece di andare in Italia e sfondare come regista, ma nel paesino dove i due vivono scoppia la guerra e Checco, insieme a Oumar, si vede costretto ad abbandonare l’Africa da clandestino verso l’Europa… purché non sia l’Italia, dove la burocrazia lo attende a braccia aperte ma le ex mogli e gli ingrati parenti lo ripudiano.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Valutazione: -1 (da 1 voto)

Playmobil: The Movie, la recensione

Uscendo dalla proiezione di Playmobil – The Movie si prova un po’ di imbarazzo misto a tenerezza che richiama alla mente l’annosa disputa che ha da sempre contrapposto la linea di giocattoli tedesca ai ben più fortunati mattoncini danesi che rispondono al nome LEGO. Perché è inutile girarci attorno, nonostante ci sia un principio sostanzialmente diverso tra i giocattoli della Playmobil e quelli della LEGO, i due marchi sono sempre stati visti in competizione con l’ideale “sconfitta” del colosso bavarese sotto i colpi dei mattoncini colorati di Billund.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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