Archivio categorie: In sala

La casa di famiglia, la recensione

Nonostante il successo ormai evidente agli occhi di tutti di altri generi come il thriller e i gangster movie, il cinema italiano continua imperterrito a puntare sulla commedia, come dimostrano i numeri relativi alla produzione e distribuzione di film di questo tipo e la tendenza a far esordire giovani registi ancora affascinati da questo genere. L’ultimo nome in ordine di tempo è quello di Augusto Fornari il quale, dopo una lunga attività di attore e autore teatrale, fa il suo esordio alla regia con  La casa di famiglia. Un battesimo bagnato in maniera sufficiente grazie ad una commedia che stenta a prendere quota e ritmo, ma che in fin dei conti si rivela riuscita, divertente e caratterizzata da un buon lavoro sui personaggi e su una storia che sa strappare più di qualche risata sana e divertita, nonostante difetti evidenti e fisiologici dati dall’inesperienza di Fornari.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Big Sick, la recensione

The Big Sick di Michael Showalter, frizzante commedia romantica indie, è ispirato alla vera storia degli sceneggiatori del film Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani e racconta le peripezie affrontate dai due innamorati per superare i pregiudizi delle rispettive famiglie e coronare il sogno di sposarsi.

Kumail Nanjiani, attore protagonista nel ruolo di se stesso, divide la scena con la brava Zoe Kazan, che interpreta la studentessa di psicologia Emily Gordon. Tutto comincia quando la ragazza interrompe un monologo sul palco di Kumail, aspirante comico, dando il la a uno spumeggiante litigio coronato da una notte di passione.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Justice League, la recensione

La strada che la Warner Bros e la DC Comics hanno intrapreso per giungere a Justice League è sicuramente la più tortuosa e dissestata. Arrivare a un film corale senza aver avuto modo di presentare i personaggi che ne avrebbero fatto parte è sicuramente una scelta impopolare e votata alla complicazione dei propri fini, per di più le innumerevoli critiche negative all’operato pregresso hanno fatto si che si cambiasse stile di film in film fino ad arrivare a quella che, forse, è la dimensione ultima del DC Extendend Universe. Insomma, realizzare Justice League è stato un parto pieno di complicazioni che, per forza di cose, sono destinate a riflettersi sulla qualità finale del prodotto.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La signora dello zoo di Varsavia, la recensione

Diretto da Niki Caro, regista e sceneggiatrice neozelandese, La signora dello zoo di Varsavia racconta la vera storia di Antonina Zabinski, eroina della Seconda Guerra Mondiale. Siamo nel 1939 in Polonia, patria di Antonia e del marito, il dottor Jan Zabinski. Innamorati e devoti l’uno all’altra, si occupano insieme dello lo zoo di Varsavia che attraversa un felice momento, di grande affluenza e riconoscimento, sia da parte della popolazione locale che a livello internazionale.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Broken Key, la recensione

Louis Nero è un regista munito di visione. Crede in un’arte impegnata, fa il processo all’intrattenimento, agita la coscienza del pubblico imbottendo i suoi film di domande domandine domandone e non si sogna mai, nemmeno per un momento, di inciampare in qualcosa che somigli vagamente a una risposta. Il suo è un movimento sovversivo che rifiuta le logiche di omologazione di toni e contenuti del cinema italiano contemporaneo, per cercare la sua verità alle sue condizioni. Scrive quello che dirige, dirige quello che scrive, produce da sé ciò che scrive e dirige, e quello che scrive produce e dirige assomiglia molto poco a ciò che lo circonda. Sia detto senza sarcasmi, un atto di eroismo.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Addio Fottuti Musi Verdi, la recensione

I The Jackal non si possono considerare come dei semplici youtubers, termine sicuramente riduttivo. Possiamo definire i The Jackal, invece, un vero e proprio fenomeno web, cominciato su Youtube ma continuato anche altrove. Si tratta di un gruppo ben amalgamato di creativi con grande talento, diventati intrattenitori professionisti che si occupano anche di pubblicità per la tv, collaborazioni commerciali e quant’altro. Sempre un passo avanti agli altri grazie alle loro idee originali, la comicità brillante e versatile e un talento fuori dagli schemi.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Place, la recensione

Quanto può influire un grande successo nella carriera di un autore? Tanto, sicuramente, e non essenzialmente in maniera positiva. È un po’ quello che viene da pensare dopo la visione di The Place, il nuovo film di Paolo Genovese, un film che sicuramente non sarebbe mai stato realizzato se il suo precedente lavoro, Perfetti Sconosciuti, non avesse incassato più di 17 milioni di euro guadagnando apprezzamenti dalla critica e acquisizioni dai mercati esteri. Perché The Place è un film che deve sicuramente da Perfetti Sconosciuti l’impianto corale (e condivide buona parte del cast), ma soprattutto è un film così anti-commerciale che difficilmente avrebbe trovato altrimenti un iter produttivo.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Paddington 2, la recensione

Nel 1958, Michael Bond crea Paddington, l’orsetto più amato dai bambini britannici! Nel 2014, il regista Paul King lo fa rivivere con enorme successo sul grande schermo, per la gioia di grandi e piccini. Successo che è destinato a ripetersi con Paddington 2, nei nostri cinema a partire dal 9 novembre, distribuito da Eagle Pictures e dedicato alla memoria dello scrittore padre dell’orsetto, scomparso a giugno di quest’anno.

In questo secondo capitolo vediamo il simpatico Paddington, ormai pienamente accettato dalla famiglia Brown e dalla comunità in cui vivono, che riesce a regalare sorrisi e aiutare, nel suo piccolo, ogni suo amico e conoscente grazie alla gentilezza di cui è naturalmente dotato.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Borg McEnroe, la recensione

Ogni partita di tennis è una vita in miniatura”, recita la didascalia che apre Borg McEnroe, il film che racconta la rivalità tra due dei più grandi tennisti degli anni ‘70/’80 all’alba della finale di Wimbledon del 1980. Quella frase proviene dall’autobiografia di Andre Agassi e racchiude efficacemente il fil rouge che percorre l’opera diretta dal danese Janus Metz.

Borg McEnroe, infatti, racconta non solo il match che ha fatto la storia del tennis, ma anche le vite dei due atleti, incastrate a ‘mo di flashback proprio prima e durante l’incontro. Scopriamo così che Bjorn Borg, quattro volte campione, è afflitto da una pressione mediatica e famigliare che ne ha fatto quell’uomo “di ghiaccio” su cui i media speculano. La sua vita è programmata a tavolino, ogni dettaglio deve essere perfetto per costruire di sé un’immagine che ne sollevi la sorte da “eroe”. Un impianto ossimorico costruito anche su una visione cristologica del personaggio (più che della persona), in bilico sulla ringhiera del balcone di un hotel a cinque stelle, pronto a immolarsi per la causa.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Square, la recensione

Abolita la monarchia svedese, il Palazzo Reale di Stoccolma diventa un museo d’arte e Christian ne è il curatore. Dopo aver trovato una compagnia di pubbliche relazioni, per promuovere la nuova installazione, si verificano una serie di eventi caotici. Una mattina, sulla strada per il lavoro, soccorre una donna in pericolo e si scopre derubato del telefono e del portafoglio. Su suggerimento di un collaboratore, Christian scrive una lettera in cui reclama i suoi averi rubati, innescando una serie di conseguenze che spingono la sua rispettabile ed elegante esistenza in una vertigine di caos.

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