Archivio categorie: In sala

Le Streghe, la recensione

Appetitosa fonte narrativa per il cinema hollywoodiano di genere fantastico, l’opera omnia di Roald Dahl sta passando di mano in mano ai più celebri e amati autori di cinema fantasy contemporaneo, da Tim Burton che ha prodotto James e la pesca gigante (1996) di Henry Selick e diretto la seconda trasposizione di La fabbrica di cioccolato (2005) a Steven Spielberg che ha firmato la regia del più recente adattamento de Il Grande Gigante Gentile (2016), passando per Danny De Vito (Matilda 6 mitica) e Wes Anderson (Fantastic Mr. Fox). Ora l’onere e l’onore di trasporre Dahl spetta a Robert Zemeckis che, dietro la produzione di Alfonso Cuarón e Guillermo Del Toro – che firma anche la sceneggiatura – dà vita alla seconda trasposizione live-action de Le Streghe.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Kadaver, la recensione

Arriva dalla Norvegia direttamente sul colosso dello streaming Netflix, Kadaver, l’horror sociale diretto da Jarand Herdal che immagina una società post-apocalittica in cui è la cultura a dispensare la morte. Un assunto molto accattivante che da vita a un survival-movie dagli innesti fantascientifici che si fa forte di un soggetto vincente ma di uno sviluppo non all’altezza, penalizzato da una prevedibilità di fondo e da un’assoluta mancanza di coraggio.

In un futuro post-nucleare, o un presente distopico, una grande metropoli è stata rasa al suolo da una guerra atomica e i sopravvissuti si rifugiano in fatiscenti abitazioni o in pertugi inospitali vivendo alla giornata, ovviamente di stenti, in mezzo ai cadaveri e privi di qualsiasi comfort.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Borat – Seguito di film cinema, la recensione

A 14 anni di distanza dal mockumentary ormai cult Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan (2006), l’attore Sacha Baron Cohen torna a vestire i panni del giornalista kazako che gli ha dato notorietà in tutto il mondo e arriva, in esclusiva su Amazon Prime Video, Borat – Seguito di film cinema, che in originale ha un titolo a prova di memoria che si traduce Borat – Seguito di film cinema: consegna di portentosa bustarella a regime americano per beneficio di fu gloriosa nazione di Kazakistan.

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I Predatori, la recensione

Pietro Castellitto, classe 1991, figlio del noto attore/regista Sergio Castellitto e della scrittrice Margaret Mazzantini esordisce al cinema come attore nel 2004, all’età di 13 anni, diretto dal padre in un piccolo ruolo in Non ti muovere, finché nel 2012 riesce a guadagnare il ruolo da protagonista in È nata una star? di Lucio Pellegrini. Una strada nel cinema praticamente già spianata, ma il giovane Castellitto non si dice troppo soddisfatto, dichiarando che a lui, di recitare, in fin dei conti non interessa granché, non si sente attore, forse non è neanche troppo bravo come interprete, a lui quello che interessa maggiormente è scrivere! Sceneggiature, libri… ma soprattutto sceneggiature ed è per questo che all’età di 22 anni mette la parola “fine” su uno script che a distanza di sette anni è diventato un film, tra l’altro per la stessa regia di Pietro Castellitto, prodotto da Fandango. Parliamo de I Predatori, premio alla sceneggiatura nella sezione Orizzonti di Venezia77, che lo stesso Castellitto ammette di essere in (piccola) parte autobiografico e che mai sarebbe riuscito a realizzarlo se non avesse prima tastato il mondo del cinema come attore.

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Rebecca, la recensione

Se oggi il romanzo di Daphne du Maurier Rebecca, la prima moglie (1938) è così noto, buona parte del merito va senz’altro ad Alfred Hitchcock che nel 1940 esordì con un lungometraggio di produzione statunitense adattando proprio quel romanzo e vincendo ben due Oscar. Da allora, Rebecca, la prima moglie è stato oggetto di molti adattamenti in forma di film per la tv o miniserie/sceneggiato, oltre che un celeberrimo radiodramma a cura di Orson Welles e diversi adattamenti teatrali, ma nessuno aveva “osato” cimentarsi nuovamente con il cinema, finché nel 2018 Wotking Title Films ha annunciato l’avvio della produzione di un nuovo film diretto da Ben Wheatley e interpretato da Lily James, Armie Hammer e Kristin Scott Thomas.

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Anja – Real_Love_Girl, la recensione

André, di origini russe ma in Italia fin da quando era bambino, vive in una città portuale del Nord, intrappolato in una vita che non riesce più a soffrire, schiavo della solitudine e di un lavoro che non sente suo. Quando viene licenziato, André decide di consolarsi con un nuovo ritrovato tecnologico dell’autoerotismo, un video porno in VR che lo porta direttamente nel letto della bella Anja. Ma qualcosa non va e in quel video ci sono immagini violente e disturbanti che lo spingono a rinunciare all’esperienza. Il giorno dopo, l’uomo fa la conoscenza di una ragazza che dice di chiamarsi Anja e sembra proprio la protagonista del video! Dopo alcuni giorni che i due hanno iniziato a frequentarsi, però, Anja viene rapita da un’organizzazione criminale esteuropea che non ci mette troppo a trovare anche André, credendolo coinvolto nei loschi giri in cui si è cacciata la ragazza.

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La vita straordinaria di David Copperfield, la recensione

Spesso, scrivendo recensioni delle prossime uscite cinematografiche, servirebbero competenze ben più complesse della conoscenza della macchina cinematografica e della nobile arte della scrittura. La tendenza documentaristica che, nonostante un genere dedicato e florido, si è insinuata nelle maglie dell’intrattenimento sul grande schermo pone sempre più spesso domande apparentemente fuori luogo: è corretto che in un film sulla Londra ottocentesca il protagonista sia un attore indiano? È coerente con la materia trattata che la multiculturalità di un cast sia un riflesso del presente e non di una veridicità storica?

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Lockdown all’italiana, la recensione

L’instant movie non è di certo una novità al cinema, ne in Italia ne nel resto del mondo. Anche se al giorno d’oggi sembra essere più vicino alla logica della tv (o delle piattaforme vod) che della sala, cavalcare l’onda di un fatto di strettissima attualità (cronaca, politica o costume) e costruirci attorno un film è una pratica sedimentata nella settima arte e, soprattutto negli anni ’70, ha dato vita a una quantità di film che forse oggi in molti non ricordano neanche, o magari non legano alla contemporaneità tra accadimento e opera di fiction. Questo è ben chiaro a leggere le immotivate critiche che si è tirato addosso Lockdown all’italiana, la nuova commedia della ditta Vanzina, che rappresenta anche l’esordio alla regia di Enrico, sbeffeggiata (anche violentemente attaccata) sui social nel momento dell’annuncio della sua esistenza.

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The Boy 2 – La maledizione di Brahms, la recensione

THE BOY 2 LA MALEDIZIONE DI BRAHMS

La demonizzazione del mondo infantile e la conseguente trasformazione dei giocattoli in strumenti di morte e di terrore sono da sempre uno dei temi più sfruttati, e talvolta inflazionati, dai registi di film horror di ogni generazione. Un immaginario orrorifico che ha visto nelle bambole di porcellana – che già di per sé incutono inquietudine – il proprio soggetto preferito, a partire dal capolavoro anni Ottanta La bambola assassina il cui mitico protagonista Chucky fu il capostipite di una stirpe di bambolotti armati di coltello e capaci di efferati delitti ai danni degli adulti e degli stessi suoi “amici fino alla fine” bambini.

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Greenland, la recensione

Mentre il mondo intero guarda con fascino l’attraversamento di una cometa nei cieli terrestri, l’ingegnere edile John Garrity, in crisi con sua moglie Allison e pronto a festeggiare il compleanno del figlioletto Nathan, riceve un’allerta presidenziale: il passaggio della cometa non è un evento innocuo come i media stanno dicendo, ma entrerà in rotta di collisione con la Terra e causerà un’estinzione di massa più disastrosa di quella che portò alla morte dei dinosauri. John e la sua famiglia sono stati selezionati per trovare salvezza in un bunker governativo segreto, insieme ad altre persone, e hanno poche ore per presentarsi all’aeroporto e concludere tutte le procedure utili ad essere messi in salvo. Ma non hanno fatto i conti con un imprevisto: Nathan, che soffre di diabete, ha smarrito la sua insulina e questo dettaglio potrebbe compromettere l’imbarco!

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