Archivio categorie: In sala

Il grande spirito, la recensione

Ci vuole coraggio a unire metaforicamente il territorio martoriato di Taranto alle praterie delle tribù indiane. Dove sono i bisonti, i cavalli, gli accampamenti in una città di mare preda dei fumi del’Ilva? A rigor di logica la costruzione non dovrebbe reggersi nemmeno per scherzo, ma sullo schermo Sergio Rubini in veste di regista è riuscito a fare in modo che i conti tornino senza problemi.

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Ted Bundy – Fascino criminale, la recensione

Tra le figure più controverse dell’immaginario criminale statunitense, il killer seriale Ted Bundy ha spesso solleticato le corde dell’industria culturale spopolando nell’ambiente musicale come fermo punto di riferimento della fascinazione del Male, ispirando saggi e romanzi e finendo al centro di film, spesso dal taglio spudoratamente di genere, e quasi mai di buona qualità. Ora il famigerato assassino che ha avuto i natali nel Vermont è protagonista di un film che trascende i dettami del b-movie per raccontare la vicenda dell’uomo che ha sfidato la giustizia in un thriller processuale dal linguaggio brillante e molto pop: Ted Bundy – Fascino criminale.

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Che fare quando il mondo è in fiamme?, la recensione

Unico documentario in concorso alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, What You Gonna Do When The World’s on Fire? (Che fare quando il mondo è in fiamme?) è l’opera dell’italiano Roberto Minervini, autore già noto tra Cannes e Venezia.

Si tratta di un lungometraggio dalla tematica – come insegnano Spike Lee e l’Oscar a Moonlight – sempre attuale: il razzismo imperante negli Stati Uniti. E – ahinoi – non siamo più ai tempi di Martin Luther King e Malcolm X, bensì ai giorni nostri.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Pet Sematary, la recensione

Il clamore di pubblico e critica generato dal primo capitolo di It nel 2017, che ha fatto del film di Andy Muschietti l’horror di maggior incasso della storia del cinema, non poteva lasciare indifferenti produttori e majors che ora, prevedibilmente, si sono lanciati nella trasposizione cinematografica di racconti e romanzi di Stephen King. A volte ri-proposizioni, proprio come è stato per It che un film (però per la tv) lo aveva già avuto nel 1990. E così ora tocca a Pet Sematary, forse uno dei romanzi più belli e intensi del “Re del brivido”, che era già stato portato al cinema nel 1989 da Mary Lambert, con tanto di sequel nel 1992.

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Sarah & Saleem – Là dove nulla è possibile, la recensione

Sarah & Saleem (The Reports on Sarah and Saleem) è un film palestinese diretto da Muayad Alayan. Il cast è composto da Adeeb Safadi (Saleem), Sivane Kretchner (Sarah), Ishai Golan (marito di Sarah) e Maisa Abd Elhadi (moglie di Saleem).

Non c’è nulla di nuovo in un film basato sul racconto di una relazione “clandestina” tra un uomo e una donna; entrambi sposati ma non tra di loro. Il particolare che rende terribilmente pericoloso il suddetto rapporto è costituito dall’origine etnica dei due amanti: lui è palestinese mentre lei è israeliana.

A Gerusalemme non è cosa semplice la gestione di una tale relazione.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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I fratelli Sisters, la recensione

È notte. Sullo schermo si intravedono i tenui lineamenti di una casa in mezzo alla prateria avvolta nell’oscurità. Poi alcune voci rompono il silenzio, invitano un uomo, presumibilmente nascosto all’interno della casa a uscire senza opporre resistenza. Pochi secondi dopo il fuoco scaturito dalle canne delle pistole illumina l’esterno della casa, come rossi fuochi d’artificio.

I fratelli Sisters sono entrati in scena.

Inizia così il bel film di Jacques Audiard, in concorso alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia, un western che segue le gesta dei due fratelli del titolo, Eli e Charlie Sisters (ovvero “Sorelle”).

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Stanlio & Ollio, la recensione

Con 106 film interpretati in coppia tra il 1921 e il 1951, Stanlio & Ollio sono una delle più grandi leggende del cinema e della storia dell’intrattenimento mondiale, vere icone della risata e punto di riferimento imprescindibile per chiunque abbia intrapreso dopo di loro la strada della comicità. Al centro di una produzione gargantuesca, che comprende anche il teatro e altre forme di intrattenimento arrivate dopo la loro morte (pensiamo alla serie a cartoni animati prodotta da Hanna e Barbera nel 1966 o, addirittura, il videogame per Commodore 64 negli anni ’80!), Stanlio e Ollio, al secolo Stan Laurel e Oliver Hardy, sono ora protagonisti di un film, Stanlio & Ollio, prodotto da BBC Films ed Entertainment One e diretto dallo scozzese Jon S. Baird

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Attacco a Mumbai – Una vera storia di coraggio, la recensione

Nel Novembre 2008 una serie di spietati attacchi da parte del gruppo terroristico Lashkar-e Taiba (costola “armata” dell’organizzazione religiosa Markaz al-Dawa Wal – Irshad) tengono sotto assedio alcuni dei maggiori centri turistici della città di Mumbai. I terroristi tennero in pugno la città per circa tre giorni provocando 195 morti e all’incirca 300 feriti. Dopo cruenti assalti armati rimangono sotto il controllo dei terroristi alcuni dei più importanti alberghi della città tra cui il leggendario Taj Mahal Hotel Palace.

Dopo circa sessanta ore dagli inizi degli attentati con il blitz delle forze speciali indiane e la morte dei tre terroristi, si concludono le operazioni di liberazione dell’edificio al cui interno si evidenziano tra le innumerevoli vittime un gran numero di membri dello staff, ma al contempo i sopravvissuti alla vicenda lasciano emergere una prospettiva che ha del miracoloso.

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Un’altra vita – Mug, la recensione

Siamo abituati a vedere la famiglia come l’ambiente ideale in cui crescere e prepararci alla vita che ci aspetta una volta diventati adulti. Probabilmente è un retaggio del secolo scorso o un claim pubblicitario elaborato da qualche geniale mente creativa a Madison Avenue, ma la realtà dei fatti è molto più complicata di così.

Tra le mura domestiche molto più spesso si crea un organismo patogeno che non fa altro che imbrigliare e sopprimere le potenzialità dei suoi membri. Jacek (Mateusz Kościukiewicz) è un figlio di una piccola cittadina dell’estrema provincia polacca e gli basta amare soltanto l’heavy metal, la propria ragazza e il proprio cane per avere addosso l’etichetta del bizzarro e del diverso. Se la comunità in cui qualcuno come Jacek vive ti accetta, le cose possono anche andare bene. Quando l’ordine “naturale” delle cose cambia anche solo per un incidente fortuito, gli anticorpi sociali si mettono in azione inesorabilmente.

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Ancora un giorno, la recensione

Le parole sono più forti delle armi? Fondamentalmente sì, soprattutto quando si caricano delle esperienze personali e riescono a diventare significative e reali per chi le legge. Ryszard Kapuściński è un reporter di fama internazionale che ha fatto di questo il suo lavoro, documentando i fatti e le guerre nel mondo mettendo costantemente a rischio la propria vita per renderlo più comprensibile.

Effettivamente la sanguinosa storia dell’Angola raccontata in questo film non rientra nel bagaglio di conoscenze delle persone comuni. Basterebbe comprare un libro in materia per farsene un’idea o probabilmente oggi cercare del materiale su Internet, ma spesso i semplici avvenimenti logico-cronologici non restituiscono la drammaticità degli eventi e la ricaduta sul reale.

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