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L’ufficiale e la spia – J’accuse, la recensione

j'accuse

L’ignoranza, che grande risorsa. Una persona ben informata sull’affaire Dreyfus difficilmente vivrà questo thriller spionistico con il medesimo trasporto di chi ne ignora i rivolgimenti e le sentenze. Allo stesso modo conviene ignorare le polemiche che hanno circondato Roman Polanski (l’uomo, non il regista) durante la 76^ Mostra del Cinema di Venezia. Ciò che non può essere ignorata è la qualità di questo film.

Un soldato viene degradato dinanzi ai commilitoni: decorazioni strappate, sciabola spezzata. Il popolo vocia aldilà di una cancellata. Il soldato si sforza di mantenere un contegno dignitoso, ma i baffi fremono. Mentre si allontana con passo marziale dichiara a gran voce la propria innocenza. La gente non gli crede. Neanche i commilitoni sono dalla sua parte. Per tutti Alfred Dreyfus (Louis Garrel) è colpevole di tradimento.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +7 (da 7 voti)

Countdown, la recensione

Memento mori, ovvero ricordati che devi morire, recitava un’antica locuzione latina utilizzata per lo più per ridimensionare l’entusiasmo dei generali vittoriosi in rientro da una guerra. Rielaborata in chiave comica da un noto sketch del grande Massimo Troisi, il memento mori è poi stato spesso al centro di fantasiosi concept per film horror di nuova generazione: leitmotiv dell’indimenticabile saga Final Destination – che vedeva al centro del racconto proprio la difficoltà, se non impossibilità, di sottrarsi alla morte – e punto di partenza (e arrivo) di The Ring, dove a scandire le lenta venuta della Triste Mietitrice è un conto alla rovescia di 7 giorni. Un countdown verso il momento della morte è anche l’idea primaria del film d’esordio di Justin Dec che si intitola, appunto, Countdown e arriva nei cinema italiani dal 21 novembre distribuito da Eagle Pictures.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

Sono solo fantasmi, la recensione

Che il Sud Italia, e Napoli in particolare, abbia una tradizione esoterica ben sedimentata, un folklore importante e una superstizione ancora viva sono cose note, in fin dei conti un insospettabile Ferzan Ozpetek in tempi recenti l’ha ribadito con il suo non troppo riuscito mistery Napoli velata. Ma privo di reali velleità artistiche e più votato alla pochade che lo ha fatto amare al pubblico, anche Christian De Sica ha eletto a capitale italiana del sovrannaturale il capoluogo campano, ambientandovi la sua horror-comedy Sono solo fantasmi.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Le Mans ’66 – La grande sfida, la recensione

Se ci fate caso, quando il cinema ha a che fare con le storie vere racconta con grande efficacia soprattutto le grandi vite di personaggi secondari, chi è stato nell’ombra, non è conosciuto ai più eppure ha compiuto imprese straordinarie, meritevoli di essere al centro di un film, appunto. A confermare questa paradossale regola non scritta arriva anche Le Mans ’66 – La grande sfida, l’ultimo film del talentuoso James Mangold che racconta la vita di Ken Miles e Carroll Shelby.

E chi sono? Direte voi se non siete appassionati di vecchia data di automobilismo…

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Zombieland – Doppio colpo, la recensione

zombieland doppio colpo

Ci sono voluti ben dieci anni e una serie tv andata male sul nascere per avere finalmente un sequel a quel gioiellino della zombie-comedy che è Benvenuti a Zombieland! E, come è giusto che sia, in Zombieland – Doppio colpo ritroviamo la stessa squadra con Ruben Fleischer al timone di regia dopo il successo al botteghino di Venom, Rhett Reese e Paul Wernick di Deadpool alla sceneggiatura e un cast che riporta in scena Woody Harrelson, Emma Stone, Jesse Eisenberg e Abigail Breslin.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Doctor Sleep, la recensione

L’astio che Stephen King ha riservato negli anni verso Shining e il suo regista è cosa nota, un rancore che nel tempo ha portato il “Re di Bangor” a sviluppare in prima persona, insieme all’allora fido Mick Garris, una miniserie tv tratta dal suo romanzo a cui era ben più fedele, oggi quasi dimenticata dai più e di certo neanche lontanamente paragonabile al grande lavoro svolto da Stanley Kubrick. Negli anni, però, la fama dello Shining cinematografico non si è placata e, un po’ per rivendicare la propria paternità sull’opera originaria e un po’ perché aveva ancora una storia da raccontare, Stephen King ha sentito il bisogno di rimettere ulteriormente mano alle vicende dei Torrance e della “luccicanza” buttando giù un romanzo sequel a quello risalente al 1977. Vede luce, così, nel 2013 Doctor Sleep, che riprende le fila della storia riportando in scena un Danny Torrance ormai cresciuto e ancora perseguitato dai fantasmi del passato.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Attraverso i miei occhi, la recensione

Attraverso i miei occhi

Una lunghissima tradizione cinematografica vuole cani e cagnolini protagonisti di film per tutta la famiglia, un modo per avvicinare i più piccoli alla settima arte coinvolgendo gli amici a quattro zampe e per strizzare l’occhio agli adulti che adorano il migliore amico dell’uomo. Da Beethoven a Zanna Bianca, passando per gli imprescindibili Lassie, Lilli & il vagabondo, Hachikō e La carica dei 101, fino ad arrivare ai più recenti Qua la zampa! (2017) e Un viaggio a quattro zampe (2018), entrambi tratti da romanzi dello specialista in letteratura canina W. Bruce Cameron e tutti e due focalizzati sul dar voce ai pensieri dei protagonisti pelosetti. Con Attraverso i miei occhi, abbiamo un’impostazione molto simile agli ultimi due film citati e non solo perché anche questo viene da un romanzo di successo, L’arte di correre sotto la pioggia di Garth Stein, ma soprattutto per la scelta di mostrare il film attraverso gli occhi e il pensiero del cane protagonista, uno splendido golden retriever di nome Enzo.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Gli uomini d’oro, la recensione

Gli uomini d'oro

Non lasciatevi ingannare dai volti di Fabio De Luigi, Edoardo Leo e Giampaolo Morelli che campeggiano sul manifesto. Non interpretate malamente l’ambiguo trailer dai toni fin troppo brillanti. Gli uomini d’oro non è la solita commedia all’italiana… anzi, Gli uomini d’oro non è una commedia!

Il secondo film da regista del talentuoso Vincenzo Alfieri, dopo il divertente ma ancora acerbo I Peggiori, è un heist-movie ambizioso, dal sapore internazionale e dai toni progressivamente drammatici; un tipo di film che di rado vediamo tra le produzioni italiane, coraggiosissimo per certi aspetti e del tutto incosciente per altri.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Parasite, la recensione

Per capolavoro s’intende un’opera generalmente considerata eccelsa, oppure la prima in ordine d’importanza di un artista, artigiano o autore. Ecco, in sintesi, Parasite di Bong Joon-ho, in sala dal 7 novembre distribuito da Academy Two, è un capolavoro. Ci era andato vicino anche con Madre, altra sua straordinaria opera del 2009 ma, con Parasite, si aggiudica, oltre alla meritatissima Palma d’Oro al Festival di Cannes 2019, l’appellativo di capolavoro senza se e senza ma!

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Valutazione: 10.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La Belle Époque, la recensione

Storicamente parlando, con l’espressione “belle époque” possiamo definire quel periodo che va dall’ultimo ventennio dell’800 fino ai primi quindici anni del ‘900, ovvero finché non scoppiasse la Prima Guerra Mondiale, localizzando il centro del un fermento culturale e tecnologico nella capitale francese. Idealizzazione nostalgica di un periodo fiorente per la Parigi dell’epoca, ma anche di altre capitali europee in una manciata di anni in cui l’arte e la scienza avevano notevolmente alzato gli standard di benessere e culturali della classe borghese. Una valutazione retroattiva, ovviamente, coniata quando la povertà e la guerra avevano lasciato molti di quei luoghi in cumuli di macerie, sedati da morte e disperazione.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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