Archivio categorie: Cinema

Attenti a quelle due, la recensione

Il gioco del remake al femminile continua ad entusiasmare Hollywood nonostante il buzz negativo che spesso si genera intorno a questo genere di operazioni e i risultati sulla carta spesso dolenti. Dopo gli acchiappafantasmi di Ghostbusters e i ladri di Ocean è ora il turno dei due seduttori interpretati da Marlon Brando e David Niven di tingersi di rosa.

Dopo una navigata esperienza alla direzione di alcuni episodi dell’acclamata serie Veep, Chris Addison al suo debutto sul grande schermo confeziona una commedia della truffa sciatta, prevedibile e tutt’altro che memorabile: Attenti a quelle due.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Voglio una vita a forma di me, la recensione

Il 10 agosto 2018 la piattaforma Netflix pubblicò la serie Insatiable che venne incompresa e accusata di fat shaming, con tanto di petizione on line per approvarne la cancellazione; esattamente un mese dopo, lo stesso colosso dell’home video annunciò di aver comprato i diritti per la trasposizione del romanzo Dumplin (edito in Italia dalla Mondadori col titolo, appunto, Voglio una vita a forma di me) scritto da Julie Murphy, la cui trama può essere definita la “gemella buona” – anzi, body positive- di Insatiable.

Voglio una vita a forma di me, uscito il 3 maggio su Netflix, è stato presentato come il film che ogni madre sogna di far vedere alla propria figlia: è all’altezza delle aspettative?

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Pokémon: Detective Pikachu, la recensione

Ad oggi, quello di Pokémon è il franchise video ludico più remunerativo al mondo, secondo solo a Super Mario. Cifre astronomiche che hanno fatto si che la proprietà intellettuale creata nel 1996 da Satoshi Tajiri si sia diffusa a macchia d’olio su praticamente ogni medium: dai manga agli anime passando irrimediabilmente per un celeberrimo gioco di carte e un merchandising sterminato. Era inevitabile che, prima o poi, Pikachu & co. finissero anche sul grande schermo in versione live action seguendo il trend dei numerosi personaggi dell’immaginario d’animazione protagonisti negli ultimi anni di film a tecnica mista.

In realtà, ai Pokémon sono stati dedicati una lunghissima sequela di lungometraggi, alcuni arrivati nei cinema, iniziata nel 1997 e con all’attivo ben 21 film (un 22° è atteso per quest’anno in Giappone), ma Pokémon: Detective Pikachu è il primo a vantare una collaborazione distributiva con una major americana e il primo a coinvolgere attori in carne ed ossa, quindi destinato ad essere fruito da un pubblico molto più ampio dei già numerosi irriducibili fan del franchise.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Red Joan, la recensione

La placida routine dell’anziana Joan Stanley (Judi Dench) viene improvvisamente sconvolta quando le autorità bussano alla sua porta per arrestarla, accusandola nientemeno che di spionaggio. L’attempata signora viene condotta fuori dalla tranquillità del suo villino, tra la curiosità del vicinato, e sottoposta a un serrato interrogatorio. Al suo fianco c’è il figlio Nick (Ben Miles), avvocato di successo dapprima adirato per l’affronto che sua madre sta subendo, poi sempre più incredulo nell’apprendere che le ragioni dell’arresto potrebbero non essere prive di fondamento.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il grande spirito, la recensione

Ci vuole coraggio a unire metaforicamente il territorio martoriato di Taranto alle praterie delle tribù indiane. Dove sono i bisonti, i cavalli, gli accampamenti in una città di mare preda dei fumi del’Ilva? A rigor di logica la costruzione non dovrebbe reggersi nemmeno per scherzo, ma sullo schermo Sergio Rubini in veste di regista è riuscito a fare in modo che i conti tornino senza problemi.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ted Bundy – Fascino criminale, la recensione

Tra le figure più controverse dell’immaginario criminale statunitense, il killer seriale Ted Bundy ha spesso solleticato le corde dell’industria culturale spopolando nell’ambiente musicale come fermo punto di riferimento della fascinazione del Male, ispirando saggi e romanzi e finendo al centro di film, spesso dal taglio spudoratamente di genere, e quasi mai di buona qualità. Ora il famigerato assassino che ha avuto i natali nel Vermont è protagonista di un film che trascende i dettami del b-movie per raccontare la vicenda dell’uomo che ha sfidato la giustizia in un thriller processuale dal linguaggio brillante e molto pop: Ted Bundy – Fascino criminale.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Che fare quando il mondo è in fiamme?, la recensione

Unico documentario in concorso alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, What You Gonna Do When The World’s on Fire? (Che fare quando il mondo è in fiamme?) è l’opera dell’italiano Roberto Minervini, autore già noto tra Cannes e Venezia.

Si tratta di un lungometraggio dalla tematica – come insegnano Spike Lee e l’Oscar a Moonlight – sempre attuale: il razzismo imperante negli Stati Uniti. E – ahinoi – non siamo più ai tempi di Martin Luther King e Malcolm X, bensì ai giorni nostri.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Pet Sematary, la recensione

Il clamore di pubblico e critica generato dal primo capitolo di It nel 2017, che ha fatto del film di Andy Muschietti l’horror di maggior incasso della storia del cinema, non poteva lasciare indifferenti produttori e majors che ora, prevedibilmente, si sono lanciati nella trasposizione cinematografica di racconti e romanzi di Stephen King. A volte ri-proposizioni, proprio come è stato per It che un film (però per la tv) lo aveva già avuto nel 1990. E così ora tocca a Pet Sematary, forse uno dei romanzi più belli e intensi del “Re del brivido”, che era già stato portato al cinema nel 1989 da Mary Lambert, con tanto di sequel nel 1992.

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Valutazione: 4.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Sarah & Saleem – Là dove nulla è possibile, la recensione

Sarah & Saleem (The Reports on Sarah and Saleem) è un film palestinese diretto da Muayad Alayan. Il cast è composto da Adeeb Safadi (Saleem), Sivane Kretchner (Sarah), Ishai Golan (marito di Sarah) e Maisa Abd Elhadi (moglie di Saleem).

Non c’è nulla di nuovo in un film basato sul racconto di una relazione “clandestina” tra un uomo e una donna; entrambi sposati ma non tra di loro. Il particolare che rende terribilmente pericoloso il suddetto rapporto è costituito dall’origine etnica dei due amanti: lui è palestinese mentre lei è israeliana.

A Gerusalemme non è cosa semplice la gestione di una tale relazione.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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I fratelli Sisters, la recensione

È notte. Sullo schermo si intravedono i tenui lineamenti di una casa in mezzo alla prateria avvolta nell’oscurità. Poi alcune voci rompono il silenzio, invitano un uomo, presumibilmente nascosto all’interno della casa a uscire senza opporre resistenza. Pochi secondi dopo il fuoco scaturito dalle canne delle pistole illumina l’esterno della casa, come rossi fuochi d’artificio.

I fratelli Sisters sono entrati in scena.

Inizia così il bel film di Jacques Audiard, in concorso alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia, un western che segue le gesta dei due fratelli del titolo, Eli e Charlie Sisters (ovvero “Sorelle”).

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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