Archivio categorie: Cinema

Sofia, la recensione

Uno degli esordi più interessanti dell’anno è Sofia diretto da una promettente giovane autrice dal nome altisonante, Meryem Benm’Barek-Aloïsi. La regista, classe 1984 e originaria di Rabat, firma con questo primo lungometraggio un’opera bellissima nella sua apparente semplicità e forse presagio di una nuova interessante linea autoriale.

Probabilmente la tematica scelta dalla regista potrà stupire il pubblico occidentale, essendo quest’ultima ispirata ad un volto a noi poco noto di un paese pur sempre affacciato sul Mediterraneo.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Un viaggio a quattro zampe, la recensione

Il cinema ha trovato negli animali degli ottimi protagonisti, non-attori spontanei e dal sicuro appeal verso il pubblico. Personaggi naturalmente in prima linea quando si parla di cinema d’animazione ma garanzia anche per il cinema live action che, dai tempi di Babe – Maialino coraggioso, vincitore di un premio Oscar, ha stipulato con gli amici a quattro zampe un vero sodalizio artistico.

Arriva nei cinema un’opera che rinnova proprio questo sodalizio, Un viaggio a quattro zampe (A Dog’s Way Home, in originale) che ha il sapore della storia vera – pur non essendolo – ed è tratto dal romanzo di W. Bruce Cameron Una casa per Bella, già autore di Dalla parte di Bailey da cui è stato tratto il film Qua la zampa!.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Escape Room, la recensione

Nel 1997 usciva un piccolo film destinato a lasciare il segno e lanciare il mini-filone horror dei trap-movie, parliamo di Cube – Il cubo, stupendo esordio al lungometraggio dell’italo-canadese Vincenzo Natali. Da allora in molti hanno seguito l’orma di quell’opera escogitando fantasiose trame con personaggi intrappolati in prove mortali, alcuni con estrema fortuna reinventando il filone e contaminandolo con violenza estrema e splatter, come accaduto con la saga di Saw, altri cadendo nell’assoluto anonimato, come del resto è successo ai due seguiti dello stesso Cube.

Oggi Adam Robitel, già responsabile di Insidious: L’ultima chiave, tenta di ripercorrere la strada aperta da Cube, lasciando da parte le truculenze di Saw, e porta sul grande schermo Escape Room.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Triple Frontier, la recensione

Soldi, soldi, soldi” avrebbe intonato Mahmood vedendo questo film.

Il leitmotiv per ben due ore è proprio questo: i soldi.

Santiago “Pope” Garciainterpretato dal sempre ottimo Oscar Isaac – è un agente delle forze speciali, un “mercenario” che agisce quasi sempre ai limiti della legalità durante le sue missioni.

Molto preparato e intelligente cerca, da ben tre anni, di poter incastrare il super boss del narcotraffico Lorea. Quest’ultimo è nascosto nella giungla con una vera e propria montagna di soldi; la “soffiata arriva grazie alla bellissima informatrice (ma purtroppo secondaria) Yovanna, interpretata da Adria Arjona.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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May the Devil Take You, la recensione

Quando il padre, un tempo imprenditore di successo e ora pieno di debiti fino al collo, cade vittima di un misterioso morbo che ne mette a repentaglio la vita, la figlia Alfie gli fa visita in ospedale, rivedendolo dopo una decina di anni. Lo aveva volutamente evitato per tutto questo tempo, incolpandolo di essersi risposato dopo la misteriosa morte della madre. Qui trova anche la nuova compagna del genitore, una famosa attrice non più giovanissima e i suoi fratellastri, con i quali ha un rapporto burrascoso. Alfie, ancora scossa dalla morte della mamma, inizia a vedere proprio al capezzale del padre una spaventosa figura che tenta di agguantarla. La ragazza si reca così nella vecchia casa per cercare di capire cosa stia succedendo a ciò che resta della sua famiglia e poco dopo vede arrivare anche l’odiata matrigna con prole, giunta sul luogo con l’intenzione di venderla al più presto per sanare i debiti ospedalieri del moribondo marito…

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Cocaine – La vera storia di White Boy Rick

La voglia di esplorare, al cinema e in tv, con puntualità chirurgica il decennio degli anni ’80 non mostra segnali di arresto e ancora una volta Hollywood guarda all’epoca dei capelli cotonati per raccontare una storia vera che affonda le mani nel crime più nero. Arriva nei cinema distribuito da Warner Bros. Entertaiment Italia Cocaine – La vera storia di White Boy Rick, period drama criminale che estende il racconto nel triennio 1984-1987.

L’adolescente Rick aiuta il padre nel recupero e il commercio illegale di armi da fuoco in una Detroit grigia e allagata dalla criminalità. Per guadagnarsi il rispetto delle gag, Rick vende personalmente armi a spacciatori di colore che lo soprannominano White Boy Rick e lo accolgono come un fratello. Per evitare l’arresto a suo padre, Rick si lascia però corrompere dalla polizia che intende utilizzarlo come informatore per mettere le mani sullo spaccio di cocaina che sembra avere radici fino al gabinetto del sindaco.

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C’è tempo, la recensione

Stefano (Stefano Fresi), precario e un po’ immaturo, vive a Viganella, un paesino di montagna dove svolge due lavori bizzarri: l’osservatore di arcobaleni e il guardiano di uno specchio che riflette i raggi del sole illuminando il paese, dove si è trasferito insieme alla moglie Luciana. Alla morte del padre, straricco e mai conosciuto, Stefano scopre, nel giro di pochi minuti, di avere un fratello tredicenne, Giovanni (Giovanni Fuoco), e di doversi prendere cura di lui, essendo l’unico parente in vita. Un notaio gli affida, quindi, la tutela legale del ragazzino. Stefano, in difficoltà economica, inizialmente accetta l’incombenza della gestione di un minore per ricevere in cambio un generoso lascito.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Non sposate le mie figlie! 2, la recensione

Nel 2014 il parigino Philippe de Chauveron dirigeva Non sposate le mie figlie! (Qu’est-ce qu’on a fait au Bon Dieu?), regalando alla commedia d’oltralpe un ennesimo frizzante successo. Uno degli ultimi, a dire il vero.
L’inesorabile calo di piacevolezza e originalità che, di lì a poco, avrebbero subito le brillanti pellicole francesi è tutt’altro che un mistero. Ed ecco che, mentre continuiamo a domandarci sconsolati, film dopo film, cosa sia capitato alla cinematografia gallica per intorpidirsi a tal punto… un’improvvisa speranza squarcia il grande schermo. Si tratta di un sequel inaspettato quanto atteso: Non sposate le mie figlie! 2 (il titolo originale, letteralmente, si chiede: Che cos’altro abbiamo fatto al buon Dio?).

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Gloria Bell, la recensione

Annotate questa data: giovedì 7 marzo la distribuzione Cinema porta nelle sale un nuovo lungometraggio diretto da Sebastián Lelio, vincitore del premio Oscar per il miglior film straniero nel 2018 con Una Donna Fantastica.

Con questo suo nuovo lungometraggio, Gloria Bell, sulle orme di registi come Michael Haneke e il suo Funny Games (1997) rifatto dieci anni più tardi con più noti volti hollywoodiani, Lelio ci propone un remake shot-by-shot di Gloria (2013) diretto dallo stesso.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Guilty – Il colpevole, la recensione

Den Skyldige – The Guilty è uno dei più brillanti esempi di come un film ambientato in un unico luogo e con un unico personaggio possa incatenarti allo schermo senza concederti un istante di respiro.

Gustav Möller presenta il suo primo lungometraggio in concorso al 36esimo Torino Film Festival.

La storia resta inchiodata per 85 minuti al poliziotto Asger Holm, costretto al pronto intervento telefonico per un’indagine interna in cui è l’indiziato principale.

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