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I 5 peggiori film del 2018 secondo DarksideCinema.it

Ok, sappiamo cosa di bello l’annata 2018 ci ha offerto e potete trovare la nostra classifica dei migliori film dell’anno a questo link. Ora ci affiliamo le unghie, limiamo i denti e ci inoltriamo nel nostro campo preferito, quello che ci permette di essere cattivi, perfidi, con i peggiori film del 2018.

Delusioni cocenti, aspettative tradite, pregiudizi confermati e schifezze varie… ecco la nostra classifica con i peggiori film usciti al cinema, su Netflix e Amazon Prime tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2018.

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I 5 migliori film del 2018 secondo DarksideCinema.it

Quest’anno ce la siamo presa comoda, abbiamo voluto che tutti, ma proprio tutti, i film dell’anno avessero fatto esordio nelle sale cinematografiche, anche quelli post-natalizi, in modo da dare ai Darksiders la possibilità di valutare anche i titoli usciti durante le feste. Ma eccoci, pronti ad augurarvi buon 2019 con la classifica dei migliori film del 2018 secondo la redazione di DarksideCinema.it!

Ogni top 5 rappresenta il gusto del redattore chiamato in causa e a strettissimo giro seguirà la classifica dei peggiori, di quei film la cui onta ancora ci perseguita.

Quest’anno, oltre a prendere in considerazione i film uscite sui nostri schermi cinematografici dall’1 gennaio al 31 dicembre 2018, abbiamo esteso la scelta anche ai film distribuiti quest’anno anche sulle principale piattaforme di streaming, Netflix e Amazon Prime.

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Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, la recensione

Willem Dafoe interpreta Vincent Van Gogh nel nuovo film diretto da Julian Schnabel. Non è la prima volta che il regista statunitense si cimenta in un racconto di vita, ma Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità (At Eternity’s Gate in originale) non è affatto un biopic sull’artista olandese. A Schnabel non interessano particolarmente gli eventi biografici in sé, qui addirittura ridotti all’essenziale, ma piuttosto il suo tormento interiore. Il regista, a sua volta egli stesso pittore, si identifica in Van Gogh e tratta il film come se fosse la tela su cui sfogare liberamente la sua creatività. In effetti l’intero lungometraggio è costellato di soluzioni sperimentali e non c’è un solo momento che non tenti l’innovazione sul piano visivo.

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Ralph Spacca Internet, la recensione

Nella sala giochi del signor Litwak la vita dei personaggi dei videogames procede tranquilla e felice, a volte un po’ troppo monotona come accade a Vanellope, principessa del gioco di corse Sugar Rush, che vorrebbe qualche emozione nuova, qualche pista inedita. Per questo motivo, il suo inseparabile amico Ralph decide di costruirle una nuova pista che però manda in tilt il gioco e causa la rottura del volante con cui si controlla Sugar Rush. Il signor Litwak, allora, è costretto a staccare la spina in procinto di far portare via per sempre Sugar Rush, visto che non vengono più prodotti pezzi di ricambio e l’unico disponibile è venduto da un privato su eBay a prezzo esorbitante. Così Ralph e Vanellope, intenzionati a salvare il gioco e la loro amicizia, decidono di avventurarsi in internet sfruttando il modem wi-fi che Litwak ha appena istallato, così da raggiungere eBay e ordinare di persona il pezzo di ricambio. Ma non immaginano quanto sia vasta, stramba e piena di pericoli la rete…

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Profumo: supplire la mancanza

Il 21 dicembre è uscita su Netflix una serie accolta con particolare curiosità: Profumo. La serie si ispira all’omonimo romanzo di Patrick Süskind del 1985 e all’omonimo film del 2006. Tutti e tre di origine tedesca, parlano della storia di Grenouille, orfano francese che grazie ad un olfatto super sviluppato si appassiona all’arte della creazione di profumi, per poi trasformarsi in omicida.

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Suspiria, la recensione

Presentato in concorso alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il Suspiria di Luca Guadagnino esce finalmente allo scoperto dopo un’attesa lunga quasi più di un anno. A precederlo c’è ovviamente il notevole successo riscosso dal precedente Chiamami col tuo nome, ma anche una certa diffidenza (non del tutto ingiustificata) da una parte dei devoti all’originale di Dario Argento.

Possano questi ultimi rasserenarsi: come già precedentemente anticipato dallo stesso Guadagnino, il suo NON è un remake dell’originale del 1977!

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Aquaman, la recensione

Nonostante il palese fallimento del progetto “DC Extended Universe”, avviato da Warner Bros. con Batman V Superman: Dawn of Justice nel 2016 e naufragato progressivamente fino al fallimento di Justice League nel 2017, di alcuni film era comunque già stata avviata la produzione e se Wonder Woman 1984 è comunque una conseguenza del successo del film di Patty Jenkins, con Aquaman e Shazam! si è andati decisamente in un territorio ignoto, in cui era soprattutto Aquaman a risultare una pericolosa incognita sia per il massiccio costo produttivo di 200 milioni di dollari, sia per la scomoda parentela proprio con l’odiato Justice League.

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Moschettieri del Re – La penultima missione, la recensione

Nella Francia del 1600, la Regina Anna teme che il viscido e perfido Cardinale Mazzarino stia tramando contro la Corona e il proprio Paese. Per garantire la libertà ai perseguitati Ugonotti e aver salva la vita del giovanissimo Luigi XIV, la Regina decide di riunire un’ultima volta i quattro Moschettieri per affidare loro quest’ultima – anzi penultima, stando al titolo – missione. Ma i tempi non sono più quelli di una volta e i quattro Moschettieri del Re sono drasticamente invecchiati. Adesso D’Artagnan è un allevatore di maiali con il ginocchio fragile, Athos è affetto da sifilide e costantemente in lite con le sue due mogli, Aramis per sfuggire ai debiti si è riscoperto abate e Porthos, a causa di problemi con l’alcool, ha la memoria fortemente annebbiata. Nonostante lo scetticismo di partenza, fatta eccezione per il sempre esuberante D’Artagnan, i quattro decidono di accettare l’incarico e difendere ancora una volta il Regno.

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Natali di sangue: tutto sulla saga horror Silent Night

Silent night, deadly night (USA, 1984) di Charles E. Sellier Jr. è probabilmente, insieme a Black Christmas (1974) di Bob Clark, l’horror natalizio per eccellenza – nonché un film robusto e seminale nel filone slasher, conosciuto da noi anche col titolo Natale di sangue.

Nonostante il budget relativamente basso e la mancanza di star, il suo successo fu tale da generare ben quattro sequel e un remake, più o meno riusciti, e rimane un classico del genere: il serial killer vestito da Babbo Natale merita di stare nell’olimpo dei grandi assassini di celluloide insieme ai “colleghi” dei vari Halloween, Venerdì 13 e Nightmare. Anzi, rispetto a Michael, Jason e Freddy, il protagonista di Silent night è più “umano” – inteso come più realistico, approfondito psicologicamente e per questo forse ancora più inquietante.

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La Befana vien di notte, la recensione

Sul finire degli anni ’80 è nato il progetto “Ciak Junior”, iniziativa promossa dal Gruppo Alcuni che si propone di insegnare ai giovani studenti tutte le fasi della produzione audiovisiva, dalla scrittura alla produzione vera e propria di cortometraggi, realizzati da ragazzini per ragazzini. Chi, come me, ha superato da almeno un lustro i 30 anni, ricorderà che questi corti venivano proposti su Canale 5 la domenica mattina (è probabile che ci siano ancora nel palinsesto Mediaset visto che l’iniziativa è ancora viva, non ho indagato) e si trattava di prodotti modesti ma apprezzabili soprattutto per il nobile scopo che si prefiggevano. Ora nei cinema arriva un film per ragazzi, interamente italiano, che si intitola La Befana vien di notte: non c’entra nulla con Ciak Junior e il Gruppo Alcuni, sia ben chiaro, ma a guardarlo torna immediatamente alla mente quel tipo di prodotti pedagogici e poco più che amatoriali che Canale 5 mandava in onda per scopi puramente promozionali.  

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