Archivio categorie: Cinema

-2: Livello del terrore, la recensione

Vigilia di Natale. Angela è costretta ad intrattenersi fino a tardi nell’ufficio in cui lavora per sbrigare delle pratiche. Quando finalmente è pronta a tornare a casa, si accorge che la sua auto ha un guasto e nell’edificio non è rimasto nessuno che possa aiutarla, ad eccezione di Tom, il guardiano del parcheggio. Ma Tom ha un debole per Angela e sarebbe molto felice se potesse passare la serata con lei. La donna rifiuta le avances del guardiano, ma l’uomo non reagisce bene e intrappola Angela nel garage dell’edificio, cominciando con lei un gioco di tortura destinato a durare tutta la notte.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Frozen, la recensione del survival horror di Adam Green

È una domenica di svago per Dan, Joe e Parker, tre amici che decidono di passare il weekend in montagna a sciare. Desiderosi di un’ultima emozionate discesa notturna, i tre chiedono al guarda pista il far fare loro un altro viaggio in funivia per raggiungere la cima. L’uomo accetta, ma un imprevisto lo costringe ad allontanarsi dalla sua postazione lasciando il compito di chiudere la funivia a un suo collega. Un disguido però porta il sostituto a bloccare la funivia prima che i tre amici abbiano raggiunto la vetta. Per Dan, Parker e Joe si prospetta una situazione da incubo: sospesi a quindici metri di altezza, al gelo e con la consapevolezza che la stazione sciistica non riaprirà prima del venerdì successivo! 

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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La stanza, la recensione

La stanza

Una donna in abito bianco, da sposa, è in piedi in bilico sul davanzale della finestra. Fuori una pioggia torrenziale, sotto di lei il vuoto. Ma suona il campanello e la donna viene richiamata alla realtà, distolta dal gesto che indiscutibilmente è un tentativo di suicidio. Alla porta c’è Giulio, che chiede ospitalità nel bed & breakfast che Stella, l’aspirante suicida, gestisce insieme a suo marito Sandro, che presto raggiungerà la donna e il loro ospite. Dire di più della trama del thriller La stanza sarebbe un delitto perché il terzo lungometraggio del talentuoso Stefano Lodovichi è un continuo susseguirsi di sorprese e colpi di scena.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Long Pig, la fame oscena nel corto di Riccardo Suriano

Una didascalia apre Long Pig, il cortometraggio scritto e diretto dal giovane Riccardo Suriano, che ci informa sui numeri statistici delle morti violente: ogni anno, nel mondo, un milione e mezzo di persone perdono la vita a causa di violenze, ogni giorno sono circa 3800. Dati sconcertanti che in un anno flagellato dalla pandemia, in cui sentiamo quotidianamente dai mass media aggiornamenti sulla triste conta dei decessi, ci fanno riflettere sulla fragilità, la volatilità della vita umana. La didascalia è abbastanza pretestuosa perché Long Pig non è e non vuole essere un’opera documentativa sull’argomento, ma un genuino mini shock-movie che gioca la carta del disgusto per inserirsi in un sapiente discorso di genere.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Into the Dark: Fateci entrare, la recensione

Nono appuntamento con Into the Dark, la serie antologica targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una festività.

Seguendo quella che è da sempre la sua filosofia produttiva e imprenditoriale, Jason Blum ha deciso anche per questa serie di dare spazio a registi emergenti o quantomeno alla caccia della grande occasione per farsi conoscere al grande pubblico, lasciando loro carta bianca per quanto riguarda l’interpretazione delle tematiche e delle festività affidategli. Un’impostazione che sta dando vita ad una serie di episodi variegati sia dal punto di vista stilistico che, soprattutto, di quello qualitativo con film davvero meritevoli ai quali fanno da contraltare altri dal valore decisamente deludente.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Unfacebook, recensione del cyber-thriller di Stefano Simone

Unfacebook

Il parroco di una cittadina sulla costa pugliese è stanco di assolvere i peccati dei parrocchiani che quotidianamente si confessano a lui. Fedifraghe, truffatori, pedofili, persone riprovevoli all’occhio di Dio che vengono però simbolicamente perdonate, come l’istituzione ecclesiastica impone. Il parroco, allora, si promuove giustiziere, “spada di Dio”, e con l’aiuto dell’ipnosi induce alcuni peccatori al suicidio. Con la scoperta della web chat Unfacebook, il parroco decide allora di arruolare uno stuolo di giovani seguaci che, ipnotizzati attraverso il mezzo internet, vanno a punire i peccatori, uccidendoli. Un commissario da poco trasferito lì da Torino si occupa del caso, cercando di trovare una connessione ai terribili fatti che stanno insanguinando la città.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Body Cam, la recensione

Negli ultimi anni il cinema americano si è fatto sempre più impegnato e assiduo portavoce di tematiche politiche e sociali, su tutti la lotta di classe e, ancor più nello specifico, la problematica razziale e la condizione degli afroamericani con la sua drammatica scia di morte e lotte furibonde, volte ad affermare libertà e parità di diritti. Una questione che sul grande schermo ha trovato naturale sbocco in film acclamati da pubblico e critica come Detroit, See You Yesterday e Il coraggio della verità – The Hate U Give – giusto per citare tre titoli noti ai più – nei quali la denuncia sociale diventa quanto mai toccante, dolente e incisiva grazie ad immagini talvolta forti, ma necessarie per recapitare un messaggio diretto ed efficace.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Soul, la recensione

Ventitreesimo lungometraggio d’animazione della Pixar, Soul è anche il primo a non raggiungere il grande schermo a causa delle restrizioni anti-covid che hanno spinto la Disney a convogliare parte delle sue uscite 2020 direttamente sulla piattaforma streaming Disney+. Un gran peccato, perché il film scritto e diretto da Pete Docter, con il supporto di Kemp Powers, fonda una importante componente della sua personalità sull’immagine e sul suono che sicuramente vengono valorizzati dalla fruizione al cinema, un lavoro in parte sperimentale che va a braccetto con l’esplorazione di tematiche inusuali per il cinema d’animazione per famiglie che Pete Docter sta portando avanti da diversi anni.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Tutti per 1 – 1 per tutti: il regista e il cast raccontano la lavorazione del film

La sera di Natale è stato trasmesso in prima assoluta su SkyCinema ed è tutt’ora disponibile on demand su NOW Tv Tutti per 1 – 1 per tutti, il sequel de I Moschettieri del Re – La penultima missione, che nel 2018 portava Giovanni Veronesi a confrontarsi con il cappa e spada (ma dal sapore comedy) derivato dal capolavoro letterario di Alexandre Dumas. Veronesi torna dietro la macchina da presa e dirige Pierfrancesco Favino, Rocco Papaleo e Valerio Mastandrea di nuovo nei ruoli di D’Artagnan, Atos e Portos, a cui si aggiungono Margherita Buy, Giulia Michelini, Federico IelapiSara Ciocca e Giulio Scarpati, che abbiamo incontrato in conferenza stampa.

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Tutti per 1 – 1 per tutti, la recensione

Esattamente due anni fa esordiva sul grande schermo I Moschettieri del Re – La penultima missione, singolare commedia mascherata da cappa e spada che traeva molto liberamente ispirazione da I tre moschettieri e Vent’anni dopo di Alexandre Dumas. Si trattava di un vero e proprio blockbuster, scritto e diretto da Giovanni Veronesi con un grande cast che annoverava Pierfrancesco Favino, Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea, Sergio Rubini e Margherita Buy, un vero e proprio esperimento di generi per il cinema italiano che però non riscosse lo sperato successo e fu stroncatissimo dalla critica. Eppure, nonostante tutto e perfino in barba a un colpo di scena finale che lasciava ben poche possibilità di continuare la storia, arriva un sequel, Tutti per 1 – 1 per tutti, con stesso cast tecnico e artistico ma un distacco ben più netto dall’opera letteraria di partenza e una curiosa virata verso il fantasy per famiglie.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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