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Shanda’s River, la recensione

L’horror Shanda’s River (2018) di Marco Rosson è una chiara dimostrazione di come il cinema sia fatto innanzitutto di idee, e del fatto che si possano fare buoni prodotti anche in un sistema indipendente. Anzi, ultra-indipendente in questo caso, visto che Rosson – come riporta Nocturno.it – utilizza un budget irrisorio, girando 88 scene in soli 9 giorni complessivi di riprese. Cast artistico e tecnico sconosciuto al grande pubblico, effetti speciali artigianali, fotografia essenziale: eppure il film funziona discretamente bene, nonostante alcune pecche estetiche e narrative, ha ottenuto premi in festival di tutto il mondo ed è stato distribuito in Italia in Dvd e Blu-ray dalla label indipendente Cine-Museum – un successo niente affatto scontato per un film indipendente.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Rossz Versek – Bad Poems, la recensione

Quando il trentenne Tamás viene lasciato dalla sua ragazza, il dolore e la confusione lo costringono a una analisi di sé stesso. E fra ricordi e immaginazione, rivive la sua infanzia attraverso tre alter ego: il sé bambino, adolescente e ragazzo.

L’opera seconda del regista ungherese Gábor Reisz, Rossz Versek – Bad Poems, in concorso al 36esimo Torino Film Festival, è una delicata commedia romantica che analizza i temi della crescita e della maturazione con sguardo autentico e originalissimo.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Dead Night, la recensione

Una famiglia si ritira in uno chalet in mezzo ai boschi per affrontare la diagnosi di cancro terminale di James, marito di Casey e padre di Jason e Jessica. Infatti, alcune voci sostengono che il luogo abbia proprietà curative. Con loro viaggia anche Becky, amica nonché compagna di classe di Jessica.

Con questo classico incipit da horror, si apre Dead Night, prima prova del regista Brad Baruh, presentato al 36esimo Torino Film Festival nella sezione After Hours.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Unthinkable, la recensione

Alex è un ragazzo svedese, impacciato e taciturno. Da una parte vive in un ambiente familiare soffocante, a causa di un padre iroso e violento; dall’altra alimenta un grande amore per Anna, sua coetanea con cui condivide la passione per la musica.

Ma arriva il giorno in cui l’equilibrio fragilissimo fra i suoi genitori s’incrina e, contemporaneamente, Anna è costretta a lasciare la città.

Se il film si basasse esclusivamente sulle dinamiche familiari e la storia d’amore del protagonista, sarebbe un disastro. Per fortuna, dopo i primi tre quarti d’ora, tutto cambia.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Happy New Year, Colin Burstead, la recensione

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro. Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.

L’incipit del romanzo Anna Karenina di Lev Tolstoj potrebbe essere senza problemi l’incipit del nuovo film di Ben Wheatley: Happy New Year, Colin Burstead, presentato nella sezione Festa Mobile del 36esimo Torino Film Festival.

La pellicola si apre in stile documentaristico con la presentazione dei Burstead, una famiglia inglese variegata che decide di passare il capodanno assieme in una villa di un Lord decaduto. I rapporti fra gli innumerevoli personaggi del lungometraggio sono pregni di tensione: segreti mai svelati, relazioni sessuali, crisi finanziarie e molto altro ancora si cela sotto la superficie pronto a esplodere da un momento all’altro.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Den Skyldige – The Guilty, la recensione

Den Skyldige – The Guilty è uno dei più brillanti esempi di come un film ambientato in un unico luogo e con un unico personaggio possa incatenarti allo schermo senza concederti un istante di respiro.

Gustav Möller presenta il suo primo lungometraggio in concorso al 36esimo Torino Film Festival.

La storia resta inchiodata per 85 minuti al poliziotto Asger Holm, costretto al pronto intervento telefonico per un’indagine interna in cui è l’indiziato principale.

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. All These Small Moments, la recensione

Crescita.

C’è solo un modo per raccontarla: attraverso le sfumature. E in questo All These Small Moments riesce bene.

Già dal titolo, il primo lungometraggio firmato da Melissa B. Miller e presentato in concorso al 36esimo Torino Film Festival, vuole farci capire che la pellicola terrà conto proprio di quei piccoli momenti che, caotici e imprevedibili, si sommano a generare un cambiamento. Nostro malgrado.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Wildlife, la recensione

“Nessuno conosce il perché delle proprie azioni. Tutto è fatto nel vago perseguimento della felicità.”

Queste sono parole di Richard Ford, scrittore del romanzo Incendi, da cui il film Wildlife è tratto.

L’attore trentaquattrenne Paul Dano si cimenta nella sua prima opera da regista, mettendo in scena un lungometraggio che non solo convince, ma che rispetta appieno lo spirito del romanzo di Ford.

Ma una cosa per volta.

Wildlife gareggia in concorso alla 36esima edizione del Torino Film Festival.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Hevi Reissu – Heavy Trip, la recensione

Symphonic post-apocalyptic reindeer-grinding Christ-abusing estreme war pagan fenno-scandinavian metal: questo il nome del genere di metal che gli Impaled Rectum, quattro ragazzi fin troppo buoni di un paesino finlandese, sognano di suonare al più grande festival metal della Norvegia.

Hevi Reissu – Heavy Trip, diretto da Juuso Laatio e Jukka Vidgren, è una commedia sorprendente presentata nella sezione After Hours delle 36esima edizione del Torino Film Festival.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Stan & Ollie, la recensione

Con 106 film interpretati in coppia tra il 1921 e il 1951, Stanlio & Ollio sono una delle più grandi leggende del cinema e della storia dell’intrattenimento mondiale, vere icone della risata e punto di riferimento imprescindibile per chiunque abbia intrapreso dopo di loro la strada della comicità. Al centro di una produzione gargantuesca, che comprende anche il teatro e altre forme di intrattenimento arrivate dopo la loro morte (pensiamo alla serie a cartoni animati prodotta da Hanna e Barbera nel 1966 o, addirittura, il videogame per Commodore 64 negli anni ’80!), Stanlio e Ollio, al secolo Stan Laurel e Oliver Hardy, sono ora protagonisti di un film, Stan & Ollie, prodotto da BBC Films ed Entertainment One e diretto dallo scozzese Jon S. Baird

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