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FEFF22. Ashfall, la recensione

L’improvvisa eruzione del vulcano Paektu, posto al confine tra Corea e Cina, causa una fortissima scossa sismica che crea ingenti danni alle zone limitrofe. L’esperto sismologo Kang Bong-rae prevede altre due eruzioni che, oltre una pioggia di lapilli, causeranno altri terremoti di intensità crescente capaci di radere al suolo l’intero Paese. Si decide, così, di optare per una soluzione drastica: piazzare un ordigno nucleare nella zona dell’ultima esplosione vulcanica così da inibirne la portata. Per far ciò, il governo sudcoreano organizza una task force guidata dal capitano Jo In-chang che dovrà intrufolarsi nella zona off-limits della Corea del Nord grazie a una spia sotto copertura, rubare un nucleo di uranio e piazzarlo nel vulcano. Tutto questo in poco più di 70 ore, dopo di ché l’intera penisola coreana potrebbe scomparire dalle cartine geografiche!

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ema di Pablo Larraín, anteprima nazionale su MioCinema

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Ema, il film scritto e diretto da Pablo Larraín, sarà presentato al pubblico di MioCinema in anteprima nazionale sabato 13 giugno alle 21:00. Sarà lo stesso Larraín a introdurre il film e per dialogare con lui è stato chiamato Alberto Barbera, direttore della Mostra D’arte Cinematografica di Venezia, dove Ema è stato presentato in concorso nell’edizione 2019.

Dopo la presentazione, visibile gratuitamente sul sito e sulla pagina Facebook di MioCinema, partirà la proiezione a pagamento del film (visibile e non replicabile oltre la mezzanotte del 14 giugno). 

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Un amico straordinario, la recensione

Prima di avvicinarsi o subito dopo aver visto il film di Marielle Heller, bisogna fare un piccolo sforzo di contestualizzazione per capirlo del tutto. Fred Rogers è un leggendario conduttore televisivo americano che con il suo show Mister Rogers’ Neighborhood, andato in onda per 31 stagioni per oltre 900 episodi, ha educato adulti e bambini di ogni età e ceto sociale offrendo una casa dietro lo schermo in cui rifugiarsi dalla vita reale. Insomma, è come se si mettessero insieme i personaggi dell’Albero Azzurro, del Fantabosco, Piero Angela, Pippo Baudo e il maestro Manzi all’interno di un singolo essere umano in carne ed ossa e lo si piazzasse davanti alle telecamere.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Boy 2 – La maledizione di Brahms, la recensione

THE BOY 2 LA MALEDIZIONE DI BRAHMS

La demonizzazione del mondo infantile e la conseguente trasformazione dei giocattoli in strumenti di morte e di terrore sono da sempre uno dei temi più sfruttati, e talvolta inflazionati, dai registi di film horror di ogni generazione. Un immaginario orrorifico che ha visto nelle bambole di porcellana – che già di per sé incutono inquietudine – il proprio soggetto preferito, a partire dal capolavoro anni Ottanta La bambola assassina il cui mitico protagonista Chucky fu il capostipite di una stirpe di bambolotti armati di coltello e capaci di efferati delitti ai danni degli adulti e degli stessi suoi “amici fino alla fine” bambini.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Charlie’s Angels, la recensione

In un momento storico in cui ad Hollywood i produttori hanno l’esigenza di un riscatto morale, per urlare al mondo che loro non sono come Weinstein, anzi è fondamentale andare oltre e allo stesso tempo non dimenticare, spuntano come funghi progetti che inquadrano sotto una luce differente la donna, sia a livello professionale (quindi più registe e più sceneggiatrici) sia nelle storie raccontate nei film.

Step praticamente obbligato per questa “rivincita rosa” è Charlie’s Angels, simbolo del girl power fin dai suoi esordi in tv negli anni ’70, che ora diventa nuovamente un film dal sapore blockbuster.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Haunt, la recensione

Controverso, discusso, eclettico, eccentrico e al tempo stesso amato da molti appassionati del genere horror, Eli Roth è un regista che ha segnato gli ultimi quindici anni della scena contemporanea con il suo stile a metà fra il serio e il faceto e intriso di tanta voglia di esprimere tutto il suo amore verso i filoni cinematografici che più ama (trai quali un posto di gran rilevo ha il cinema di genere made in Italy). Caratteristiche che l’autore statunitense ha messo in evidenza sia nei panni di regista che in quelli di produttore, attività fertile portata avanti negli ultimi anni con sempre maggior costanza e in cui si è cimentato nuovamente con Haunt, alla cui regia troviamo Scott Beck e Bryan Woods.

Questi ultimi, reduci dal successo di A Quiet Place, di cui hanno firmato la sceneggiatura, tornano dietro la macchina da presa dopo il thriller/horror Nightlight (2015) con uno slasher in piena regola che risente tantissimo delle loro esperienze artistiche passate e dell’ala protettrice di un Roth sicuramente entusiasta del risultato.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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TFF37. Letto n.6

Letto n. 6

La dottoressa del turno di notte di una importante clinica pediatrica muore suicida. La sostituisce Bianca (Carolina Crescentini), che accetta il lavoro senza rivelare di essere incinta. Quando viene a sapere che dovrà passare le notti proprio nella stanza dalla quale si è buttata la collega, le inquietudini hanno inizio. Malgrado lo scetticismo del marito (Pier Giorgio Bellocchio), i timori di Bianca non tarderanno a essere confermati: una notte, seguendo rumore di singhiozzi, fa conoscenza con il bambino del letto numero sei. Vuole la sua mamma. Bianca lo rassicura: domani mamma arriva. Ma la notte seguente il bambino si presenta in infermeria, accusandola di essere una bugiarda. Bianca cerca informazioni sul bambino, scoprendo che il letto numero sei è vuoto da tempo.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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TFF37. Wet Season

Il primo vero colpo di fulmine tra i titoli passati in concorso al 37° Torino Film Festival è arrivato durante i primi giorni di proiezione. Inaspettatamente, ma non troppo: il regista Anthony Chen si era già fatto notare con Ilo Ilo, splendida e toccante opera prima premiata con la Caméra d’or a Cannes nel 2013.

Con Wet Season Chen si conferma uno dei giovani autori più promettenti del panorama orientale portando alla ribalta la cinematografia di un paese come Singapore.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 2 voti)
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TFF37. Le rêve de Noura

Che lo stile di Asghar Farhadi abbia segnato le nuove generazioni di cineasti, in particolare quelli provenienti dal Medio Oriente, è noto. Così dopo Il dubbio – Un caso d’incoscienza e Melborune, realizzati però da due connazionali del regista due volte premio Oscar, ecco Le rêve de Noura di Hinde Boujemaa, regista per metà belga e per metà tunisina che realizza un’opera che deve molto alla lezione del maestro iraniano.

È soprattutto la sua attenzione per i dialoghi e per la gestione dei personaggi, in questo caso ristretti a tre, ad accostarla al cinema di Farhadi (peraltro apertamente citato in una delle sequenze centrali del film). Tuttavia, lo sguardo prettamente femminile che emerge e l’attenzione che la regista dedica a determinate realtà la fa sembrare più vicina alla libanese Nadine Labaki (Cafarnao – Caos e miracoli), con la quale pure sembra avere molto in comune.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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TFF37. Algunas Bestias

Il titolo più sconvolgente in concorso al 37° Torino Film Festival arriva dal Cile. Rimasto a sorpresa fuori dal palmares deciso dalla giuria presieduta da Cristina Comencini, Algunas Bestias lancia il nuovo promettente sguardo del giovane Jorge Riquelme Serrano.

Con un solo cortometraggio alle spalle, il regista esordisce al lungometraggio avvalendosi di un cast d’eccezione in cui spuntano perfino due nomi importanti: Alfredo Castro, divenuto popolare grazie alla sua collaborazione con l’acclamato Pablo Larraín (per il quale ha interpretato Tony Manero e Post mortem) e Paulina García, la frizzante protagonista di Gloria (poi rifatto con Julianne Moore) del premio Oscar per Una donna fantastica Sebastián Lelio. I due attori, peraltro entrambi noti al grande pubblico per aver preso parte alla serie Narcos, vestono i panni di una matura coppia borghese che conduce un’esistenza tanto solitaria quanto privilegiata in una bellissima casa che sorge in mezzo al verde. Contro di loro si scontra un altro nucleo familiare, quello composto dalla figlia Ana, da suo marito Alejandro e dai loro figli, Consuelo e Máximo, due adolescenti vicini alla tempesta ormonale.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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