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Stan & Ollie, la recensione

Con 106 film interpretati in coppia tra il 1921 e il 1951, Stanlio & Ollio sono una delle più grandi leggende del cinema e della storia dell’intrattenimento mondiale, vere icone della risata e punto di riferimento imprescindibile per chiunque abbia intrapreso dopo di loro la strada della comicità. Al centro di una produzione gargantuesca, che comprende anche il teatro e altre forme di intrattenimento arrivate dopo la loro morte (pensiamo alla serie a cartoni animati prodotta da Hanna e Barbera nel 1966 o, addirittura, il videogame per Commodore 64 negli anni ’80!), Stanlio e Ollio, al secolo Stan Laurel e Oliver Hardy, sono ora protagonisti di un film, Stan & Ollie, prodotto da BBC Films ed Entertainment One e diretto dallo scozzese Jon S. Baird

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Laissez bronzer les cadavres, la recensione

Dopo essere stato presentato in numerosi Festival di tutto il mondo, Laissez bronzer les cadavres (Francia/Belgio, 2017) dei registi belgi Hélène Cattet e Bruno Forzani ha conosciuto la sua prima visione in Italia: è stato proiettato sabato 13 ottobre nella sezione Fuori Concorso del TOHorror Film Festival, prestigiosa kermesse torinese dedicata al cinema e alla cultura horror, thriller, noir e fantasy in genere.

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Valutazione: 10.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Soldado, la recensione

Per parlare di Soldado (2018), che senza mezzi termini è uno dei migliori film dell’anno, è opportuno fare una premessa sul regista, l’italiano Stefano Sollima. Due sono le cose che saltano subito agli occhi. Primo. Sollima, figlio d’arte (suo padre Sergio diresse alcune pietre miliari del western e del poliziesco italiano negli anni Sessanta e Settanta), è dotato del tocco di Re Mida, cioè su qualsiasi film o serie-tv metta la mano, la trasforma in oro: i grandi noir italiani degli ultimi anni, Romanzo criminale, Gomorra e Suburra, hanno conosciuto sia una versione cinematografica sia una televisiva, e il prodotto più riuscito, più spettacolare e di maggior successo è sempre stato in tutti e tre i casi quello diretto da Sollima, e non può essere un caso. Secondo. Stefano Sollima è un motivo di orgoglio per il cinema italiano, essendo uno dei pochi registi del nostro Paese in grado di conquistare l’America dirigendo un film negli States con una grossa produzione alle spalle; in tempi recenti, i registi riusciti in una simile impresa si contano sulle dita di una mano – pensiamo a Gabriele Muccino con La ricerca della felicità e Sette anime e Luca Guadagnino con Suspiria.

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Daitona, il trailer della dark-comedy con Ornella Muti

Ornella Muti è un’affascinante e misteriosa femme fatale nel primo trailer di Daitona, irriverente dark comedy diretta da Lorenzo GiovengaNel cast, accanto alla star italiana, il talento emergente Lorenzo LazzariniPietro De Silva (La vita è bella), Luca Di Giovanni (The startup) e Lina Bernardi (L’imbalsamatore).

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After Midnight, la recensione

Dopo l’esperimento di 17 a mezzanotte (2014), l’attivissimo Davide Pesca si rimette al timone di un nuovo horror antologico italiano, After Midnight (2018): questa volta si è scelto saggiamente di diminuire gli episodi e puntare più sulla qualità che sulla quantità; inoltre, se il primo era progettato per la distribuzione sul web, questo è pensato specificamente per la distribuzione in homevideo (uscirà per la Home Movies il prossimo autunno): 8 registi per 8 episodi, tutti curatissimi nella realizzazione e negli aspetti tecnici (fotografia, montaggio, musica), episodi che vanno a comporre una specie di Creepshow all’italiana.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 75. The Nightingale

The Nightingale è forse il film più chiacchierato di questa 75ª Mostra del Cinema di Venezia e per ragioni totalmente sbagliate.

Basta fare una piccola ricerca online per avere un quadro piuttosto pittoresco di quanto avvenuto alla fine della proiezione stampa di questo film, un fatto increscioso che ha attirato molta attenzione forse divergendola un po’ troppo dalla pellicola stessa.

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Venezia 75. Zan (Killing)

È davvero difficile scrivere di Shinya Tsukamoto al Lido di Venezia, visti i precedenti del regista in laguna.  Nel 2002 vince il Gran Premio della Giuria con Un serpente di giugno, nel 2011 fa il bis con Kotoko: premio Orizzonti miglior film, premio speciale della Giuria Orizzonti. Ecco qui, quanto è difficile trattare i lungometraggi del fenomeno giapponese.

Ad ogni modo, quando arrivo in Sala Darsena vengo da tre proiezioni consecutive, ciascuna della durata di almeno un paio d’ore. Sulla necessità di tagliare mezze ore da almeno il 70% dei film in concorso meglio non parlare, è sicuramente più interessante notare come gli ottanta minuti di questa proiezione nipponica, rispecchiano un cinema sempre molto fedele alla limitazione degli sprechi di pellicola, alla cultura del “necessario”, al non volere strafare, al rimanere aderenti alle narrazioni. E nulla di più.

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Venezia 75. Nuestro tiempo

Un gigantesco e luminoso toro rosso campeggia sulla veduta notturna di una città. Questa è la suggestiva immagine che vediamo sulla locandina di Nuestro tiempo, il nuovo lavoro del sempre controverso Carlos Reygadas (e che avrebbe dovuto in origine più poeticamente intitolarsi Donde nace la vida). E in effetti è un’immagine che riassume bene un conflitto centrale e che riprende un topos già incontrato nel precedente Post Tenebras Lux (il purtroppo indimenticabile Minotauro luminoso).

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Venezia 75. Capri-Revolution

Capri-Revolution è il titolo poco piacevole (decisamente meglio l’originario Capri-Batterie, che se non altro trova giustificazione nel corso del film) dell’ultima fatica di Mario Martone, che con quest’opera termina un trittico di affreschi storici iniziato con Noi credevamo e proseguito con Il giovane favoloso.

Protagonista è la brava Marianna Fontana, la star di Indivisibili che regala una nuova preziosa performance che la conferma come attrice dal futuro promettente.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia 75. Un giorno all’improvviso

Prima opera del regista napoletano Ciro D’Emilio, fattosi notare prima di Venezia 75 con i due cortometraggi Piove e Massimo; probabilmente è perché si tratta di un esordio che ha deciso di non sbilanciarsi troppo, con Un giorno all’improvviso. Scelta sicuramente registica, visto che quando c’è da creare del dramma il regista napoletano dimostra notevoli capacità.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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