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Daitona, la recensione

Loris Daitona è un trentenne egocentrico, pigro, sociopatico e con una spocchia che gli causa non pochi problemi nell’intrattenere relazioni umane. Loris Daitona è il peggior esempio di essere umano che si possa immaginare, ma ha un insospettabile passato da romantico scrittore con il grande successo editoriale Ti lovvo, romanzetto teen-rosa scritto all’età di sedici anni. Oggi Loris è in cerca di un nuovo successo, chiestogli a gran voce dal suo editore, ma è l’ispirazione a mancare, ostacolata da una voglia di far nulla ormai epidermica. Noi conosciamo Loris al confuso risveglio nel letto di una ragazza, scacciato in malo modo dalla genitrice che lo sorprende mezzo nudo, sicuramente dopo aver rubato la virtù della figlia. Loris non ha idea di perché sia lì, chi è quella gente e – come nella commedia campione d’incassi Una notte da leoni – deve ricostruire cosa sia accaduto nelle sue ultime 24 ore per decifrare una serie di eventi incomprensibili che stanno accadendo attorno a lui: criminali da strapazzo gli danno la caccia e una misteriosa donna reclama un altrettanto misterioso “Passero rosso”.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Everybloody’s End: il nuovo horror made in Italy con tanti volti cult per i fan del genere

È iniziata la post-produzione di Everybloody’s End, nuovo lungometraggio horror diretto da Claudio Lattanzi, autore dello splatter cult del 1988 Killing birds – Raptors (prodotto dalla Filmirage del maestro del cinema di genere Joe D’Amato) e del documentario Aquarius visionarius – Il cinema di Michele Soavi.

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Fuck You Immortality: poster e teaser trailer dalla black comedy di Federico Scargiali

Sono approdati on line i primi succulenti materiali di Fuck You Immortality, la black-comedy dagli innesti splatter del regista Federico Scargiali. Possiamo mostrarvi il primo poster ufficiale del film e il folle teaser trailer.

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Shanda’s River, la recensione

L’horror Shanda’s River (2018) di Marco Rosson è una chiara dimostrazione di come il cinema sia fatto innanzitutto di idee, e del fatto che si possano fare buoni prodotti anche in un sistema indipendente. Anzi, ultra-indipendente in questo caso, visto che Rosson – come riporta Nocturno.it – utilizza un budget irrisorio, girando 88 scene in soli 9 giorni complessivi di riprese. Cast artistico e tecnico sconosciuto al grande pubblico, effetti speciali artigianali, fotografia essenziale: eppure il film funziona discretamente bene, nonostante alcune pecche estetiche e narrative, ha ottenuto premi in festival di tutto il mondo ed è stato distribuito in Italia in Dvd e Blu-ray dalla label indipendente Cine-Museum – un successo niente affatto scontato per un film indipendente.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Rossz Versek – Bad Poems, la recensione

Quando il trentenne Tamás viene lasciato dalla sua ragazza, il dolore e la confusione lo costringono a una analisi di sé stesso. E fra ricordi e immaginazione, rivive la sua infanzia attraverso tre alter ego: il sé bambino, adolescente e ragazzo.

L’opera seconda del regista ungherese Gábor Reisz, Rossz Versek – Bad Poems, in concorso al 36esimo Torino Film Festival, è una delicata commedia romantica che analizza i temi della crescita e della maturazione con sguardo autentico e originalissimo.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Dead Night, la recensione

Una famiglia si ritira in uno chalet in mezzo ai boschi per affrontare la diagnosi di cancro terminale di James, marito di Casey e padre di Jason e Jessica. Infatti, alcune voci sostengono che il luogo abbia proprietà curative. Con loro viaggia anche Becky, amica nonché compagna di classe di Jessica.

Con questo classico incipit da horror, si apre Dead Night, prima prova del regista Brad Baruh, presentato al 36esimo Torino Film Festival nella sezione After Hours.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Unthinkable, la recensione

Alex è un ragazzo svedese, impacciato e taciturno. Da una parte vive in un ambiente familiare soffocante, a causa di un padre iroso e violento; dall’altra alimenta un grande amore per Anna, sua coetanea con cui condivide la passione per la musica.

Ma arriva il giorno in cui l’equilibrio fragilissimo fra i suoi genitori s’incrina e, contemporaneamente, Anna è costretta a lasciare la città.

Se il film si basasse esclusivamente sulle dinamiche familiari e la storia d’amore del protagonista, sarebbe un disastro. Per fortuna, dopo i primi tre quarti d’ora, tutto cambia.

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36TFF. Happy New Year, Colin Burstead, la recensione

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro. Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.

L’incipit del romanzo Anna Karenina di Lev Tolstoj potrebbe essere senza problemi l’incipit del nuovo film di Ben Wheatley: Happy New Year, Colin Burstead, presentato nella sezione Festa Mobile del 36esimo Torino Film Festival.

La pellicola si apre in stile documentaristico con la presentazione dei Burstead, una famiglia inglese variegata che decide di passare il capodanno assieme in una villa di un Lord decaduto. I rapporti fra gli innumerevoli personaggi del lungometraggio sono pregni di tensione: segreti mai svelati, relazioni sessuali, crisi finanziarie e molto altro ancora si cela sotto la superficie pronto a esplodere da un momento all’altro.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. All These Small Moments, la recensione

Crescita.

C’è solo un modo per raccontarla: attraverso le sfumature. E in questo All These Small Moments riesce bene.

Già dal titolo, il primo lungometraggio firmato da Melissa B. Miller e presentato in concorso al 36esimo Torino Film Festival, vuole farci capire che la pellicola terrà conto proprio di quei piccoli momenti che, caotici e imprevedibili, si sommano a generare un cambiamento. Nostro malgrado.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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36TFF. Wildlife, la recensione

“Nessuno conosce il perché delle proprie azioni. Tutto è fatto nel vago perseguimento della felicità.”

Queste sono parole di Richard Ford, scrittore del romanzo Incendi, da cui il film Wildlife è tratto.

L’attore trentaquattrenne Paul Dano si cimenta nella sua prima opera da regista, mettendo in scena un lungometraggio che non solo convince, ma che rispetta appieno lo spirito del romanzo di Ford.

Ma una cosa per volta.

Wildlife gareggia in concorso alla 36esima edizione del Torino Film Festival.

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