Archivio categorie: Recensioni

La festa, L’occhio che uccide in un found-footage d’autore

Dopo Gli arcangeli e Appunti per la distruzione, Simone Scafidi – alla continua ricerca di innovativi linguaggi artistici – sperimenta una nuova forma di cinema: o meglio, acquisisce la tecnica oggi abusata del found-footage, la fa sua e la plasma secondo la propria concezione cinematografica. Nasce così La festa (2013), un found-footage d’autore al di fuori di ogni schema, un thriller/horror che però (come ogni film del regista) sfugge alla classificazione in un genere preciso per diventare qualcosa d’altro.

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Pepe Mujica – Una vita suprema, la recensione

Attivista, politico, guerrigliero orgoglioso del proprio passato e soprattutto sognatore. “El Pepe” è diventato il Presidente dell’Uruguay restando sempre fedele ai suoi ideali e abbracciando la possibilità del cambiamento e della novità.

Con Pepe Mujica – Una vita suprema, Emir Kusturica torna a dirigere un documentario, questa volta, appunto, su José ‘Pepe’ Mujica, per tutti El Pepe, l’ex membro dei Tupamaros (organizzazione di guerriglieri) ed ex prigioniero politico, diventato presidente dell’Uruguay.

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Hole – L’abisso, la recensione

Il cinema horror ci ha insegnato che se una mamma con figlio preadolescente fugge dal caos cittadino e dai fantasmi del passato per cercare la pace in un idilliaco ambiente isolato, andrà sicuramente in contro ai più impensabili orrori. Un tòpos ormai consolidato che ritroviamo con frequenza in tanti racconti di paura, efficacemente rielaborato in Hole – L’abisso, l’esordio alla regia di un lungometraggio dell’irlandese Lee Cronin che arriva nei cinema italiani dal 10 ottobre sotto il marchio Midnight Factory.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Non succede, ma se succede…, la recensione

Forse gli spettatori più giovani non conoscono Mr. Smith va a Washington (1939) di Frank Capra, premiato con un Oscar al soggetto (si, all’epoca c’era l’Oscar per il soggetto!), omaggiato dai Simpson in una ormai leggendaria puntata con Mel Gibson e antesignano di una serie tv della ABC andata in onda nei primi anni ’60. Nel film di Capra, James Stewart era la pedina in mano a un gruppo di politicanti disonesti intenzionati a costruire una diga per scopi di speculazione economica. Ma il signor Smith, invece, portava avanti un disegno di legge per fare tutt’altro, mettendo i bastoni tra le ruote ai senatori che lo stavano supportando e scatenando le loro ire, con conseguente ripicca e macchina del fango ai danni dell’onesto neo-politico. Gli sceneggiatori Dan Sterling e Liz Hannah riprendono di fatto proprio il soggetto di Mr. Smith va a Washington e lo adattano ai nostri tempi, ribaltandone i sessi e abbracciando il linguaggio della satira di costume con piglio politicamente scorretto. Il risultato è Non succede, ma se succede… (in originale Long Shot) e ad interpretarlo sono stati chiamati Charlize Theron e Seth Rogen.

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Le verità, la recensione

Il film scelto per aprire la 76° edizione della Mostra del Cinema di Venezia è anche il primo girato da Kore’eda Hirokazu al di fuori del suo Giappone. Pensare che i limiti linguistici (il maestro parla solo giapponese) possano rendere la realizzazione di un film simile, tutto giocato sui dialoghi, un’impresa impossibile, o perlomeno fallimentare, vuol dire sbagliare. Il francese non lede la lieve potenza del maestro, come sempre abilissimo nel dipingere ritratti familiari.

La diva Fabienne (Catherine Deneuve), grande star del cinema francese, pubblica la propria autobiografia. La figlia Lumir (Juliette Binoche) la raggiunge dall’America assieme alla figlioletta e al marito (Ethan Hawke). Il rapporto tra le due, ben distante dall’essere idilliaco, è segnato da mille recriminazioni e non detti. Le bugie e le omissioni di cui l’autobiografia è zeppa saranno la scusa per sturare il vaso di Pandora. Questo il semplice presupposto di un film stratificato, capace di farci conoscere a fondo i suoi protagonisti, senza mai costringerli sotto un’etichetta.

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Gemini Man, la recensione

Al servizio della Defense Intelligence Agency, Henry Brogan è il miglior sicario in circolazione. Superati i cinquant’anni, Henry inizia a fare un bilancio della vita condotta fino ad ora e così, tormentato da dubbi e sensi di colpa, decide di abbandonare il mestiere e dire addio ai servizi svolti per il governo. Ma alla Defense Intelligence Agency non tutti si fidano di lui, in modo particolare il suo superiore Clayton Verris che decide di “sguinzagliargli” addosso il secondo miglior agente dell’Intelligence. Henry Brogan si trova così faccia a faccia con un pericolosissimo killer capace di prevedere ogni sua singola mossa e spaventosamente simile a lui anche nelle fattezze fisiche.

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Thanks!, la recensione

Dal 4 ottobre sarà nei migliori cinema italiani distribuito da Eliseo Cinema Thanks!, adattamento cinematografico diretto da Gabriele Di Luca della fortunata opera teatrale Thanks for vaselina da lui stesso realizzata, attualmente in tour per i teatri italiani con Carrozzeria Orfeo.

Thanks! è una storia di vite sconclusionate che sono insieme o che lo sono state o che si intrecciano le une con le altre per la prima volta.

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Joker, la recensione

Tutto iniziò con César Romero, il primo attore a interpretare il Joker nella serie tv Batman della ABC. Poi si passò al grande schermo con le incredibili performance di Jack Nicholson, Heath Ledger e Jared Leto. Confronto difficile, da far intimorire qualsiasi attore.

Non Joaquin Phoenix.

In puro stato di grazia, l’attore interpreta il glorioso villain della DC Comics nella pellicola Joker, vincitrice del Leone d’Oro alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia.

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Appena un minuto, la recensione

Claudio è un agente immobiliare, un cinquantenne spiantato che vive ancora in casa con sua madre e costretto ad ogni tipo di umiliazione da parte della sua ex-moglie che lo ha lasciato per Manfredi, il “Re della Zumba”, portandosi via anche i suoi due figli adolescenti, Greta e Luca. A dare man forte a Claudio, tuttavia, ci pensano i due amici Simone ed Ascanio che un bel giorno gli consigliano di ricominciare daccapo iniziando proprio dai dettagli: buttare il vecchio cellulare e comprarsi un tecnologico smartphone. Claudio segue il consiglio dei suoi amici e subito si reca in un negozio gestito da cinesi per acquistare un telefono moderno e a prezzo contenuto. Qui, ad attenderlo, trova un anziano venditore cinese che gli vende un particolarissimo smartphone che consente a Claudio di portare indietro il tempo di sessanta secondi. Euforico per l’acquisto, Claudio inizia sin da subito ad usare l’aggeggio tecnologico per soddisfare piccoli capricci effimeri ma, pian piano, capirà che quei “sessanta secondi” possono essergli sufficienti per raddrizzare pezzo dopo pezzo la propria vita partendo proprio dal rapporto disastrato che ha con la sua famiglia.

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Obsessio – La storia di Trevor McNills, la recensione

Tra i più prolifici registi italiani di genere possiamo oggi individuare il giovanissimo Giovanni Marzagalli, catanese classe 1988, attivo nel panorama indie horror/thriller fin dal 2011 con il nome d’arte John Real. Dal suggestivo Native fino ad arrivare al derivativo e non particolarmente riuscito Il Carillon, passando per Midway – Tra la vita e la morte, Marzagalli/Real ha sempre tenuto una costante soprannaturale nelle sue storie che oggi, con Obsessio – La storia di Trevor McNills viene messa da parte in favore del racconto di un’ossessione dai forti connotati drammatici.

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