Archivio categorie: Recensioni

La verità, vi spiego, sull’amore, la recensione

Il basso profilo è una virtù troppo spesso misconosciuta al cinema. È infatti apprezzabile la scelta del regista che si impone di non sovraccaricare il suo film di ambizioni pompose e squilibrate. Un discorso chiaro, lineare, divertente, sornione e disincantato, senza troppe pretese.

Fare commedia è mestiere arduo, forse il più difficile di tutti nel cinema, ma ancora più arduo è farlo con leggerezza e semplicità. Merito va dunque a Max Croci, che con La verità, vi spiego, sull’amore da comunque prova di umiltà e di coraggio.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La tartaruga rossa, la recensione e le featurette

La tartaruga rossa presenta uno degli incipit più classici del mondo: un uomo che naufraga su un’isola deserta e decide di costruire una zattera per tornare a casa. A partire da questo momento, il film si discosta però dalla solita rappresentazione del naufrago solitario, e lo fa inserendo in scena una bizzarra tartaruga rossa che distrugge più e più volte la zattera del nostro protagonista. Ma quando quest’ultimo avrà finalmente il sopravvento sull’animale, riceverà una sorpresa inaspettata.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Elle, la recensione

C’era un tempo in cui andavano forte i “rape & revenge”, un particolare filone realistico dell’horror in cui una donna vittima di violenza sessuale si vendica in maniera dieci volte più cruenta dei suoi stupratori. Un filone inconsapevolmente iniziato da Bergman con La fontana della vergine, reso famoso da Craven con L’ultima casa a sinistra e fiorito tra gli anni ’70 e ’80, con sporadici recenti esempi che sono, per lo più, remake di vecchi classici. Ora, in maniera del tutto singolare, anche il mitico Paul Verhoeven tenta la strada del rape & revenge, ma lo fa in maniera del tutto slegata dalla tradizione con Elle, un oggetto filmico affascinante e allo stesso tempo fortemente imperfetto.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Non è un paese per giovani, la recensione

È ormai un fatto risaputo che lo stato di crisi in cui versa il nostro paese ha costretto tanti giovani tra i venti e trent’anni a trasferirsi all’estero per cercare un futuro migliore e mettere a frutto in ambito lavorativo le conoscenze acquisite nel corso del lungo percorso di studi universitari. E non è neanche una novità che il cinema italiano, e in particolare la commedia, da sempre molto legata al contesto socio–culturale che la circonda, abbia la tendenza a raccontare tale fenomeno e a offrire così uno spaccato di un’epoca. L’ultimo titolo, in ordine temporale, appartenente a questo filone è Non è un paese per giovani, nuovo film di Giovanni Veronesi, nel quale viene raccontata l’avventura di due giovani italiani che si recano a Cuba in cerca di fortuna. Le buone intenzioni, però, lasciano subito spazio ad una pellicola che tratta un argomento così nobile complesso con un approccio semplicistico e uno sviluppo approssimativo.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Slam – Tutto per una ragazza, la recensione

Slam – Tutto per una ragazza di Andrea Molaioli sembra partire come una commedia romantica per poi diventare un racconto di formazione: Alice e Samuele detto Sam si conoscono, si mettono insieme, si lasciano. Eppure le loro strade sono destinate a incrociarsi ancora, perché Alice è rimasta incinta. A 16 anni. Proprio come era successo ai genitori di Sam! A quest’ultimo non rimane quindi che prendere esempio dai suoi o decidere di darsela a gambe.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Life – Non oltrepassare il limite, la recensione

La fantascienza e l’horror sono un connubio perfetto, due generi che si sposano con naturalezza e non raramente hanno dato vita a vere chicche capaci di trascendere entrambi i generi. Un esempio lampante? Alien e la sua portata ansiogena che ha ridefinito i dettami della paura. Non è strano, dunque, che ancora oggi alcuni ottimi film si inseriscano contemporaneamente in entrambi i generi, un po’ come accade per Life – Non oltrepassare il limite, il film di Daniel Espinosa in uscita il 23 marzo distribuito da Sony Pictures.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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In viaggio con Jacqueline, la recensione

In viaggio con Jacqueline, in originale La Vache (La Vacca), è una commedia francese di grande successo. In patria ha abbattuto la barriera del milione di spettatori e arriva sui nostri schermi con l’auspicio di confermare il buon trend di pubblico che la commedia transalpina può vantare a queste latitudini da qualche anno a questa parte.

Una favola dolce, stralunata e buffa, animata dalle migliori intenzioni, realizzata dal team produttivo di Quasi Amici.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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La Bella e la Bestia, la recensione

Qualcuno fermi la Disney, per carità!

Guardando La Bella e la Bestia di Bill Condon, si ha la sensazione che il gioco dei remake live-action dei classici d’animazione stia realmente sfuggendo di mano.

Tutto è iniziato, con ogni probabilità, nel 2010 con Alice in Wonderland e il grande successo di pubblico che si è trascinato dietro (inversamente proporzionale a quello di critica, ma questi sono dettagli). Quel film macina-botteghini ha seminato un’idea nei vertici dell’Azienda con sede a Burbank: perché non rifare con attori in carne e ossa le storie già affrontate con successo a cartoni animati? Non era un’idea nuova, visto che nel 1996 c’era stato il pregevole La carica dei 101 – Questa volta è magia vera, ma c’è voluto un nuovo successo massiccio e la complicità delle più moderne tecnologie affinché si arrivasse gradualmente a Maleficent (2014) e, soprattutto, a Cenerentola (2015). Se nel film con Angelina Jolie La bella addormentata era tangente alla storia inedita di Malefica, il film di Kenneth Branagh abbracciava in toto il classico d’animazione del 1950. E la stessa cosa è accaduta con Il libro della giungla lo scorso anno, dove il modello di riferimento era in maniera sempre più prepotente il cartoon di Wolfang Reitherman del 1967.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Ring 3, la recensione

Tutto ha avuto inizio da una videocassetta. La guardi, ti squilla il telefono e ti rimangono sette giorni da vivere. Erano gli anni ’90, ovviamente, quando le videocassette erano il modo più diffuso di fruire il cinema a casa e lo spunto è partito dal Paese del Sol Levante con un romanzo, Ringu, scritto nel 1991 da Koji Suzuki e trasformato in film nel 1998 da Hideo Nakata. Un grande successo cinematografico che ha letteralmente rilanciato la ghost story in tutto il mondo, con un massiccio sdoganamento dell’horror d’atmosfera di matrice asiatica. Ring ha dato origine a una saga cinematografica composta da un sequel-lampo non ufficiale (Spiral, nel 1998), un sequel ufficiale (Ring 2, nel 1999), un prequel (Ring 0 – Birthday, nel 2000), una saga spin-off iniziata nel 2012 (Sadako 3D e sequel) e un cross-over con la saga di Ju-On nel 2016 (Sadako vs Kajako). Gli Stati Uniti potevano rimanere indifferenti a tanto succulento ben di Dio orrorifico? Ovviamente no e nel 2002 ha visto la luce The Ring, riuscitissimo remake yankee del film di Nakata che ha sdoganato ancor di più le suggestioni da ghost story asiatico-tecnologica.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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John Wick: Capitolo 2, la recensione

Due anni fa il cinema action si è arricchito di un film e un protagonista che sono riusciti a ritagliarsi un posticino d’onore nel genere. Parliamo di John Wick, titolo del film e nome del protagonista interpretato da un Keanu Reeves in grandissima forma. Il successo – anche un po’ inaspettato – di quel film a budget medio/basso che portava la firma degli stunt-men Chad Stahelski e David Leitch ha creato un nuovo franchise, che oggi fa il bis con un frenetico John Wick: Capitolo 2.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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