Archivio categorie: Recensioni

Falla girare (The Last Joint), la recensione

Dopo 7 ore per farti innamorare, la sua opera prima, uscita nel 2020, il regista e attore campano Giampaolo Morelli, noto per le sue interpretazioni in Smetto quando voglio, A casa tutti bene e C’era una volta il crimine, ritorna in veste di regista con Falla girare, una action – comedy disponibile dal 26 novembre sul catalogo Amazon Prime Video.

L’improvvisa comparsa di un misterioso virus che sembra aver colpito l’intero pianeta, arrivando a far morire le piantagioni di cannabis, porta l’influencer napoletano Natan (Giampaolo Morelli) a mettere in salvo l’unica piantina maschio. L’uomo insieme a una scalmanata banda di amici decide di mettersi alla ricerca dell’ultimo esemplare femmina per far rinascere la specie e prendere in mano le redini del commercio di cannabis. La banda riuscirà nell’ardua impresa?

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Poker Face, la recensione

Russell Crowe ci aveva già provato nel 2015 a ricoprire il ruolo del regista, oltre che interprete, con il dramma The Water Diviner; il risultato non era incoraggiante e l’ambizione superava la qualità generale del film. Un campanello d’allarme più che un goffo esordio perché all’opera seconda dietro la macchina da presa l’ex Gladiatore fa anche peggio e Poker Face risulta un maldestro thriller con le idee poco chiare e la fattura generale di uno straight-to-video.

Jake Foley ha un passato da giocatore d’azzardo e un presente da milionario, dal momento che ha brevettato e fatto i soldi con un avveniristico sistema informatico di sicurezza nato dalla sua passione per il poker. Jake però nasconde anche un segreto che vorrebbe condividere con i suoi quattro amici d’infanzia, ma deve essere certo di potersi fidare di loro e per questo, dopo aver acquistato da uno sciamano un potente siero della verità, invita i suoi amici per una partita a poker che è però la scusa per metterli alla prova. Il piano di Jake va a rotoli quando un gruppo di ladri, capitanato da una sua vecchia conoscenza, si intrufola nella sua abitazione per derubarlo proprio mentre si sta svolgendo la rimpatriata con i suoi amici.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Gli occhi del Diavolo, la recensione

Se c’è un filone dell’horror cinematografico che davvero non è mai passato di moda, quel filone è il demoniaco/esorcistico, che spopola con concentrazioni periodiche da almeno cinquant’anni, ovvero da quando tutto il mondo tremò dinnanzi al capolavoro di William Friedkin L’esorcista. E il dato curioso è che da allora non ci sono mai stati reali “scossoni” in questo filone e tra imitazioni, ispirazioni e omaggi, gran parte del cinema esorcistico si è dovuto confrontare con L’esorcista focalizzandosi sui topoi narrativi introdotti nel film di Friedkin. Non fa di certo eccezione Gli occhi del Diavolo, anonimo titolo italiano per l’altrettanto anonimo titolo originale Prey for the Devil, che torna a raccontare la dura lotta contro il Maligno per la salvezza dell’anima di una ragazzina.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Strange World – Un mondo misterioso, la recensione

Per il suo 61° classico d’animazione, i Walt Disney Studios tentano la carta dell’innovazione mescolandola con coerenza con quella della tradizione. Da una parte c’è una storia moderna che parla della società contemporanea con le paure e i sentimenti che la muovono, dall’altra c’è un genere d’elezione e una dinamica dell’azione che arrivano direttamente dalla golden age dell’avventura fantastica, quella dei fumetti e delle riviste per ragazzi della prima metà del ‘900, dei romanzi di Verne, Asimov e Wells e da quei film d’avventura e fantascienza che hanno solcato l’immaginazione dei nostri padri e dei nostri nonni. Strange World – Un mondo misterioso racconta proprio tre generazioni ripercorrendo la storia di un popolo immaginario che è l’esatto riflesso della storia di tutti noi.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Glass Onion – Knives Out, la recensione

A tre anni di distanza dal gran successo dell’ottimo mistery Cena con delitto – Knives Out, il regista e sceneggiatore Rian Johnson riporta in scena il suo detective Benoit Blanc per una nuova detective story che stavolta lo trasporterà su un’isola (privata) da sogno al largo della Grecia per risolvere un delitto che non è ancora stato commesso.

Il magnate della tecnologia Miles Bron invia una misteriosa scatola/puzzle a cinque suoi cari amici, contenente un invito sulla sua isola per un “weekend con delitto”. Claire, Lionel, Birdie, Duke e Cassandra dovranno risolvere una serie di indizi per scoprire il colpevole dell’omicidio dello stesso Miles. Ovviamente si tratta di un gioco, una scusa per una periodica rimpatriata tra amici, a cui però è stato invitato misteriosamente anche il celebre detective Benoit Blanc. La presenza del detective, apparentemente non in programma, sarà forse il presupposto per il compiersi di un vero delitto?

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Bones and All, la recensione del film di Luca Guadagnino con Timothée Chalamet

In concorso alla 79esima Mostra del Cinema di Venezia, Bones and All è il nuovo film di Luca Guadagnino, di nuovo con Timothée Chalamet dopo Call Me By Your Name, che condivide lo schermo con Taylor Russell, la vera protagonista degli eventi narrati e vincitrice del Premio Mastroianni proprio a Venezia79.

Bones and All è un film che sulle prime può sembrare spiazzante per un regista come Guadagnino, ma che in realtà integra al suo interno tutti i suoi più recenti lavori e temi: la storia d’amore tra due personaggi fuori dalla norma dominante in Call Me By Your Name, l’horror violento e pieno di sangue di Suspiria, le insicurezze adolescenziali della serie We Are Who We Are.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Mercoledì, la banalità dell’anticonvenzionale nella serie Netflix di Tim Burton

Non è di certo una novità assistere al passaggio di un rinomato autore cinematografico dal grande al piccolo schermo, del resto in passato importanti personalità come Steven Spielberg, Martin Scorsese, David Lynch, Quentin Tarantino, Sam Raimi e perfino Alfred Hitchcock, hanno fatto incursioni nella serialità televisiva mentre erano nel fiore della loro carriera. Non ci deve stupire, quindi, trovare il nome di Tim Burton a caratteri cubitali sulla nuova serie Netflix, Mercoledì; a maggior ragione se lo stesso Burton si trova in un periodo poco roseo (è da poco terminata -poco bene- la collaborazione con Disney) e il materiale a disposizione è perfetto per apporre il suo marchio.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Notte fantasma, la recensione

Prendete Il sorpasso di Dino Risi, fondetelo con le suggestioni da noir metropolitano di Training Day di Antoine Fuqua e aggiungete un susseguirsi di eventi paradossali in ambientazione notturna e quasi in tempo reale come in Fuori orario di Martin Scorsese. Un curioso e improbabile mix che dà vita a uno dei più coinvolgenti e sorprendenti film italiani di questo autunno, Notte fantasma.

Il diciassettenne Tarek, romano di padre egiziano e madre indonesiana, si sta recando a casa di amici per un po’ di baldoria notturna, ma prima gli viene chiesto di fare una sosta a prendere del fumo. Il ragazzo, a piedi per il quartiere di San Lorenzo, si ferma in un parchetto per la commissione ma viene subito dopo fermato da un uomo che si identifica come poliziotto in borghese. Intimorito dalle conseguenze del possesso di stupefacenti, Tarek tenta la fuga ma viene immediatamente raggiunto e fermato dal poliziotto che lo carica in macchina per portarlo in centrale. La notte è ancora lunga per Tarek e il poliziotto non sembra intenzionato ad adempiere subito ai suoi doveri, inizia così una scorribanda per le strade di Roma che porterà il ragazzo e il poliziotto a confrontarsi, scontrarsi e cacciarsi costantemente nei guai.    

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Belle e Sebastien – Next Generation

Sebastien è un bambino di dieci anni che vive insieme a sua madre nel cuore di una grande città francese. Come molti suoi coetanei Sebastien è un bambino irrequieto e un giorno, per difendere una sua amica da alcuni bulli, finisce per mettersi nei guai con la polizia. Al piccolo serve necessariamente una lezione per mettere la testa a posto ma sua madre, prossima alla partenza per Praga, non sa come gestire la cosa. L’unica soluzione è mandare il piccolo a trascorrere le vacanze estive in montagna, nella piccola baita dove vive la giovane zia e la burbera nonna. Le giornate si prospettano subito estenuanti per Sebastien, decisamente schiavo dei ritmi cittadini e poco predisposto alla vita di campagna. Tutto cambia quando il piccolo incontra Belle, un grande cane bianco che è stato catturato da Gas e adesso si trova rinchiuso in una piccola gabbia. Amico e collega della zia di Sebastien, Gas è il figlio di un imprenditore locale senza scrupoli che è determinato a lucrare sul turismo imbiancando quelle splendide montagne con la neve artificiale. Sebastien, incapace di domare il suo spirito ribelle, fa fuggire Belle dalla gabbia e prova in tutti i modi ad ostacolare i piani imprenditoriali di Gas e suo padre.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Diabolik – Ginko all’attacco!, la recensione

Mentre l’Italia sembra essersi svegliata dal torpore cinematografico in cui ha vissuto per troppo tempo, il cinecomic prende d’assalto anche le produzioni nostrane e se il buon esordio della Bonelli con Dampyr non convince al botteghino, i Manetti Bros. ci riprovano con il secondo dei tre film annunciati su Diabolik.

Dopo il discreto successo commerciale dello scorso anno, Diabolik torna al cinema con Diabolik – Ginko all’attacco! che va a trasporre l’omonimo fumetto del 1964 scritto dalle sorelle Giussani e incentrato su un nuovo colpo del Re del Terrore, stavolta messo in seria difficoltà dall’Ispettore di polizia di Clerville.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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