Archivio categorie: Recensioni

RomaFF16. Belle, la recensione

Presentato fuori concorso al 74° Festival del Cinema di Cannes e in concorso nella 19ª edizione di Alice nella Città, Belle è il nuovo film di Mamoru Hosoda, regista di animazione giapponese famoso per film come Summer Wars e Wolf Children.

Il film è ambientato in un mondo reale molto simile al nostro e in un mondo virtuale futuristico. U è un’applicazione che connette oltre 5miliardi di persone in un vero e proprio mondo alternativo dove si può impersonare un secondo sé, un AS. Attraverso l’analisi dei dati biometrici, l’applicazione propone al “giocatore” un avatar da accettare (o rifiutare) che diventa quindi come una vera e propria seconda personalità.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Welcome to the Blumhouse: Black as Night – Nero come la notte, la recensione

Secondo giro di lungometraggi per la serie antologica Welcome to the Blumhouse e nuova altalena qualitativa che ci conferma una grande discontinuità all’interno del circo degli orrori imbastito da Jason Blum per Amazon Prime Video. Dopo i demoni accalappia-vecchietti di Bingo Hell, si continua in direzione soprannaturale con Black as Night – Nero come la notte, mettendo in scena una storia di vampiri metropolitani e adolescenti caparbi che si ingegnano per combattere i succhiasangue.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Nessuno ne uscirà vivo, la recensione

Muoversi all’interno del mare magnum del catalogo Netflix è diventata un’impresa ormai ardua e con sempre meno certezze per gli appassionati di horror, alla costante e famelica ricerca di prodotti di qualità per passare una serata piacevole sulla piattaforma di streaming più famosa al mondo. Tra film per ragazzi e neofiti del genere, opere di qualità infima e molti altri dalla non facile classificazione, la mediocrità media è una spiacevole costante, interrotta soltanto da alcuni bagliori di qualità inaspettati: basti pensare a titoli come l’italiano Il legame di Domenico Emanuele De Feudis, il recente Blood Red Sky di Peter Thorwarth, o, ancora, la ghost strory a tema sociale His House di Remi Weekes. Tutti lavori che hanno in comune la volontà dei registi di slegarsi dagli stereotipi e proporre qualcosa di personale e originale, dal punto di vista dei contenuti o più semplicemente da quello visivo e di capacità di intrattenere.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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La Padrina, la recensione

Ci sono film di denuncia, film che raccontano la malavita, film che narrano di traffici e di periferie violente. Poi ci sono film comici, film grotteschi, film thriller, gialli, romantici ecc. ecc. Poi c’è questo film La Padrina – Parigi ha una nuova regina di Jean-Paul Salomé, in sala dal 14 ottobre, che è tutti questi film insieme. Un raro esempio di equilibrismo che si destreggia tra tanti per raccontare una storia, in modo delicato ed incisivo. Ammettiamolo: il rischio di fare un gran pastrocchio amalgamando toni e generi diversi era alto, ma Salomé ne esce egregiamente. Non lasciatevi influenzare dalla locandina del film perché sembra presentare una commediola mediocre e farsesca, ma siamo ben lontani da questa definizione!

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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RomaFF16. The Eyes of Tammy Faye, la recensione

Il film di apertura della sedicesima edizione della Festa del cinema di Roma è The Eyes of Tammy Faye, diretto da Michael Showalter, e vede come protagonisti Jessica Chastain e Andrew Garfield, oltre che, in ruoli di supporto, Vincent D’Onofrio e Cherry Jones.

Il film racconta attraverso gli occhi di Tammy Faye Bakker (Jessica Chastain) una storia vera, un capitolo di storia della televisione americana poco conosciuto all’estero, che mette al centro la vicenda che ha coinvolto l’impero mediatico di Jim Bakker (Andrew Garfield) e sua moglie Tammy Faye, che rivoluzionarono il mondo della televisione religiosa diventando dei moderni tele-evangelisti, usando il medium televisivo per comunicare il loro messaggio cristiano attraverso metodi di coinvolgimento innovativi che garantirono loro un grande successo, prima alla CBN (Christian Broadcasting Network) e poi mettendosi in proprio con un nuovo canale satellitare PTL (Praise The Lord) dal 1974, fino alla caduta in disgrazia a causa delle accuse di frode (e anche un’altra molto di attualità) nei confronti di Jim Bakker, di cui la moglie Tammy era ignara.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venom – La furia di Carnage, la recensione

Avevamo lasciato Eddie Brock e il suo simbionte Venom, nel 2018, davanti alla cella del serial killer Cletus Kasady, nel carcere di massima sicurezza di San Quintino. Una visita di lavoro per il reporter del Daily Globe inserita nella scena post-credits di Venom di Ruben Fleischer pronta ad annunciare il villain del prossimo film, che i lettori Marvel ben conoscono come il letale Carnage. Promessa mantenuta e tre anni dopo, posticipi pandemia compresi, arriva nei cinema Venom – La furia di Carnage.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Marilyn ha gli occhi neri, la recensione

Diego è un cuoco rinomato di mezza età, un vero perfezionista nel suo lavoro ma affetto da una sconfinata serie di disturbi comportamentali: ossessivo compulsivo, balbuziente cronico e soprattutto incapace di contenere le sue frequenti frustrazioni e scatti d’ira. Tutte queste imperfezioni caratteriali lo hanno condotto a perdere prima la famiglia e poi il lavoro. Ora Diego frequenta un centro di riabilitazione forzata ed è seguito da uno psichiatra che ha come obiettivo quello di placare le sue nevrosi e indirizzarlo verso il controllo dei suoi disturbi. Una delle attività del centro riabilitativo è quella di tenere impegnati i pazienti con servizi socialmente utili e così Diego, insieme ai suoi “compagni di riabilitazione”, si trova presto a dover gestire una piccola mensa che offre occasionalmente cibo agli anziani del quartiere. All’interno della brigata di cucina c’è anche Clara, mitomane e bugiarda cronica, pericolosamente instabile nelle relazioni interpersonali e convintissima di assomigliare a Marilyn Monroe. Tra Diego e Clara scatta subito una bizzarra sintonia e in breve tempo i due si convincono che possono trasformare la mensa sociale in un clandestino ristorante gourmet completamente gestito da personale affetto da disturbi psichiatrici.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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I’m Your Man, la recensione

I’m Your Man di Maria Schrader, già regista della miniserie Unorthodox (che trovate su Netflix), è una commedia tedesca ispirata all’omonimo racconto breve di Emma Braslavsky.

Alma (Maren Eggert) è una scienziata che lavora al Museo di Pergamo di Berlino e si trova a dover convivere per tre settimane con Tom (Dan Stevens), un robot umanoide. Tom è il prodotto di punta della società Terracea, che si occupa di creare androidi per persone single in cerca di un compagno di vita. Gli automi sono creati seguendo le inclinazioni e le preferenze del cliente, in modo da adattarsi perfettamente alle loro esigenze, umane e romantiche.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)

The Guilty, la recensione

Avevamo già visto Il colpevole – The Guilty, la sorprendente opera prima del regista danese Gustav Moller, presentata al 36° Torino Film Festival nel 2018, ma dal 1 ottobre sul catalogo Netflix è disponibile il remake americano diretto dal regista statunitense Antoine Fuqua, dal titolo The Guilty, che rimane fedele alla versione originale ma ha come protagonista Jake Gyllenhaal.

Joe Baylor, un ufficiale della polizia di Los Angeles, sta svolgendo il proprio turno in un call center, in attesa di un’udienza che lo riabiliti finalmente a lavorare nuovamente sul campo, sospeso a causa di un incidente dalle circostanze poco chiare. Un’improvvisa chiamata da parte di una donna che sospetta possa essere rapita, porta l’uomo a un’affannosa ricerca di quest’ultima e del suo presunto sequestratore.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Welcome to the Blumhouse: Bingo Hell, la recensione

Riprende il nostro approfondimento di Welcome to the Blumhouse, la serie antologica di lungometraggi (slegati tra loro) realizzata dalla casa di produzione di Jason Blum in collaborazione con gli Amazon Studios. Oggi parliamo di merce fresca considerando che, dallo scorso primo ottobre, Amazon ha reso disponibili i primi due episodi del secondo blocco da quattro, un anno dopo il precedente quartetto. Da una settimana, quindi, su Prime Video, potete trovare Bingo Hell e Black As Night. Se i primi quattro film erano accomunati dalla tematica della famiglia e dell’amore intese come forze redentrici o distruttrici, il nuovo poker gira intorno ad orrori istituzionali e fobie personali.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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