Archivio categorie: Recensioni

Mistress & Slave: i ruoli del BDSM nel documentario Essere Linda Evil

BDSM è l’acronimo per Bondage, Dominance, Sadism, Masochism e sta ad indicare l’insieme delle pratiche erotiche/sessuali che coinvolgono la sfera del dolore, dell’umiliazione fisica e psicologica e del disequilibrio di potere tra partner consenzienti che traggono piacere da questa condizione.

Oggi, in ambito cinematografico, un inevitabile punto di riferimento per la sigla BDSM è la saga erotic/romance di 50 sfumature che si è fregiata di queste pratiche per solleticare le fantasie più pruriginose di un pubblico fondamentalmente interessato ad una storia d’amore molto canonica. Ma se la trilogia tratta dai romanzi di E.L. James ha un merito è proprio quello di aver stimolato la curiosità di un pubblico mainstream su un argomento abbastanza “oscuro” e solitamente attribuito a categorie di PornHub ma in realtà molto affascinante, con una nobile storia alle spalle e un vero e proprio mondo parallelo forgiato su regole e ruoli.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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A Taxi Driver: un’esperienza totalizzante!

In questi giorni su Sky è possibile vedere in prima visione (per l’Italia ovviamente, all’estero è già famoso) il film sud-coreano A Taxi Driver. Il film uscì in Corea nel 2017, e da allora ha sbancato nei festival asiatici ed era stato anche proposto agli Oscar per rappresentare il suo Paese.

Il regista Jang Hoon è largamente affermato nel contesto asiatico, ma purtroppo, in Italia soprattutto, fatichiamo ancora ad avvicinarci a quel mercato cinematografico; anche se, grazie a Parasite (vincitore degli Oscar 2020)sembra essersi aperto uno spiraglio. A questo proposito, il film di Jang Hoon e quello di Bong Joon-ho condividono l’attore protagonista: il talentuoso Song Kang-ho che in A Taxi Driver ci dona una prova attoriale intensa ed encomiabile, anche considerando gli eventi delicati trattati.

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Valutazione: 9.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Red Dot, la recensione

Se la sensazione fisica più vicina alla paura è quella del brivido di freddo, quale territorio può essere più indicato e avvezzo al genere horror se non la gelida penisola scandinava? Sono tanti, infatti, gli autori e i titoli provenienti dall’estremo nord d’Europa che hanno segnato la storia del genere con una varietà di filoni il cui denominatore comune è rappresentato dalla qualità stilistica, regia attenta e una particolare attenzione nel raccontare storie dai contenuti tutt’altro che banali e quasi mai allineate ai gusti del grande pubblico. Gli esempi sono innumerevoli e vanno dal recente Thelma di Joachim Trier, il cult vampiresco Lasciami entrare di Tomas Alfredson e i tanti thriller psicologici dai colori freddi e cupi che tanto hanno colpito gli appassionati del genere.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Una donna promettente – Promising Young Woman, la recensione

Cassie è una donna sulla trentina, molto introversa, quasi sempre sulla difensiva. Cassie lavora in una caffetteria e ha mollato ormai da tempo la facoltà di medicina, motivo per il quale i suoi genitori, con i quali abita, la rimproverano costantemente considerandola una fallita. Però Cassie ha una, diciamo, seconda vita notturna: si aggira nei locali tutta agghindata e, fingendosi ubriaca, adesca uomini con l’intento di umiliarli nel momento in cui cercano di approfittare di lei. Ma Cassie ha un piano ben preciso, una tagliente vendetta che cova dentro da troppo tempo.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Wrong Turn, la recensione

wrong turn

Con un rapido gioco di memoria, il pubblico del cinema horror sicuramente individuerà in Wrong Turn (2003) di Rob Schmidt uno degli slasher più caratteristici e incisivi dei primi vent’anni del terzo millennio, un efficacissimo miscuglio tra Le colline hanno gli occhi di Wes Craven e Un tranquillo week-end di paura di John Boorman condito da truci e spettacolari effetti di make-up. Un successo a tutto tondo che ha anche segnato l’inizio di una lunga saga proseguita fino al sesto capitolo del 2014, tutti sequel straight-to-video che hanno abbassato la qualità a mano a mano che cresceva il numero vicino al titolo. Giunti al classico punto morto con fantomatici prequel che non portavano più la storia da nessuna parte, i produttori di Summit Entertainment hanno mollato la presa e il franchise è rimasto in mano a Constantin Film che si è affidata a Saban Films per rebootare il franchise.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Bastardi a mano armata, la recensione

Bastardi a mano armata

Nell’aria c’è un ritrovato appeal per il poliziottesco, o meglio, per il cinema di storie criminali declinate in uno sguardo puramente di genere. Potremmo attribuire questa rinata fascinazione al successo che negli anni ha riscosso la serie Gomorra e tutto quello che gli gravita attorno e probabilmente non sbaglieremmo, ma il passo successivo che stiamo vivendo è quello di un ritorno puro alle origini, a quel cinema crudo e verace ma con meno pretese di realismo, proprio come si faceva negli anni ’70. In questo inizio 2021 notiamo che Minerva Pictures sta insistendo su questa via sfruttando le proprietà intellettuali della loro library, prima dando un sequel – purtroppo per nulla riuscito – a Milano Calibro 9, ora rielaborando il concept di Vacanze per un massacro, sempre di Fernando Di Leo, per dar vita a un film tutto nuovo, Bastardi a mano armata.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Pandorum – L’universo parallelo, la recensione

Nel 2174 la Terra è ormai sull’orlo del collasso, le risorse sono minime e la popolazione sempre più numerosa. La destinazione per continuare la specie umana è Tanis, un pianeta molto simile alla Terra, verso il quale la nave Elysium è stata spedita con a bordo una grande quantità di persone, animali e vegetali. Il tenete Payton e il caporale Bower si risvegliano dal sonno criogenico per effettuare il loro turno nel lungo viaggio che conduce a Tanis, ma si accorgono che qualcosa sull’Elysium non va. L’immensa nave spaziale sembra disabitata e abbandonata da tempo, inoltre poco ricordano della loro missione, a causa degli effetti collaterali dell’ibernazione. Mentre Payton rimane in cabina di comando, Bower procede nell’esplorazione della nave diretto verso la sala del reattore, ma ben presto si accorge che sulla nave non sono soli, c’è anche un branco di creature affamate di carne umana.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Chimera (Braid), la recensione

Braid

Due ragazze in fuga dalla legge, un luogo misterioso in cui sono custoditi terrificanti segreti, la follia come chiave di volta di tutta la storia.

Potrebbero essere gli elementi perfetti per un thriller di M. Night Shyamalan o, se utilizzati in maniera scellerata, gli ingredienti di un b-movie straight-to-video. Invece sono alcune delle suggestioni da cui si snoda il complesso e affascinante thriller psicologico di Mitzi Peirone Braid, disponibile in Italia con il titolo Chimera distribuito da Blue Swan Entertainment in TVOD e in home video.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Wonder Woman 1984, la recensione

Wonder Woman 1984 è il punto d’arresto del genere cinecomic, la prima vera dimostrazione concreta che un filone così strutturato, complesso e fortunato dopo vent’anni di successi, universi condivisi prima inimmaginabili e oltre dieci anni di produzioni milionarie ininterrotte comincia davvero a mostrare il fianco.

Stavolta non si tratta di problemi produttivi e divergenze creative, come accaduto in Justice League o Suicide Squad, ma un limite strutturale radicato nell’anima di un progetto che non ha mordente, ha il fiato cortissimo nonostante la durata mastodontica di 151 minuti, e delle pretese iniziali che non trovano il giusto quadramento nell’opera finale.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Bliss, la recensione

Bliss

Greg Little è un uomo sulla quarantina con un fresco divorzio alle spalle, due figli e un’esistenza grigia monopolizzata da un lavoro noioso. Quando il suo capo lo licenzia subito prima di morire in uno stupido incidente di cui Greg è responsabile, l’uomo cerca di insabbiare goffamente i fatti e, ancora scosso, viene avvicinato in un bar da una donna di nome Isabel che gli rivela che quella che stanno vivendo non è la vita reale ma una simulazione, dandogli subito dimostrazione dei suoi poteri che nella realtà non potrebbero esistere. Confuso e allo stesso tempo affascinato da questa verità, Greg decide di dar retta ad Isabel e scopre che ogni sua certezza è ormai compromessa.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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