Archivio categorie: Recensioni

Io e Spotty, la recensione

La cosiddetta “furry culture” o “furry fandom” non è una realtà nota ai più, eppure in tutto il mondo – con una estensione maggiormente capillare in Giappone e Nord America – si è diffusa da tempo una vera e propria passione per animali antropomorfi, preferibilmente ricoperti di pelliccia. C’è chi fa risalire questo trend ai primi anni ’70, quando uscì il Robin Hood della Disney con i suoi magnifici personaggi provenienti dal mondo animale, e chi sposta la lancetta in avanti verso la diffusione capillare anche in occidente dei manga, o chi, addirittura, porta tutto a un discorso socio/antropologico ben più primordiale, quasi preistorico. Fatto sta che la furry culture ha preso piede in maniera esponenziale, diventando uno stile di vita per molte persone che hanno deciso di indossare le pellicce dei loro personaggi e contaminando perfino il settore dell’erotismo fetish. Un utile preambolo per introdurre Io e Spotty, il nuovo lungometraggio di Cosimo Gomez, prodotto da Mompracem e interpretato dalla Michela De Rossi di I molti Santi del New Jersey e La terra dell’abbastanza e il Filippo Scotti di È stata la mano di Dio.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Una boccata d’aria, la recensione

Nel cuore di Milano c’è una pizzeria, “I Gelsi”, che vanta di fare la miglior pizza della Lombardia. Il locale è gestito da Salvatore Macaluso, detto Salvo, un siciliano emigrato al nord quando era poco più che adolescente per inseguire sogni e successi. Adesso Salvo gestisce la pizzeria con la moglie Teresa e il figlio Enzo mentre Emma, la figlia più grande, sta per conseguire un master in Olanda. Tutto sembra apparentemente felice nella vita di Salvo ma purtroppo così non è. Per mantenere attivo il locale, infatti, l’uomo si è duramente indebitato con un’usuraia e adesso non ha la più pallida idea di come pagare i suoi debiti. La soluzione a tutto arriva una sera, all’improvviso, quando Salvo riceve la telefonata del notaio che lo informa della morte dell’anziano padre con cui Salvo ha da tempo tagliato ogni legame. Una notizia amara, certo, ma anche una boccata d’aria. Dopo tantissimi anni, Salvo fa ritorno al suo paesino siculo d’origine per riscuotere l’eredità lasciatali dal padre: un grande casale di campagna pronto per essere venduto e tirare su quella somma in denaro che gli risolverà ogni problema. Ma le cose, ovviamente, non sono così semplici e Salvo dovrà scontrarsi con la volontà del fratello minore, Lillo, un burbero contadino che non parla con Salvo da anni e che ha ben altri piani per l’eredità paterna.

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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Thor: Love and Thunder, la recensione

Dove avevamo lasciato il nostro amato Zio… ehm, Dio del Tuono? Niente paura, ci pensa la voice over del simpatico Korg, il roccioso guerriero Kronan già visto in Thor: Ragnarok e Avengers: Endgame, a rimettere ordine tra le molte avventure di Thor in un utile recap che fa testa a Thor: Love and Thunder. Ma ad aprire il 29° film del Marvel Cinematic Universe è un prologo dedicato a Gorr, il futuro “macellatore di dèi” le cui origini ci vengono raccontate partendo da quando non era ancora uno spietato villain.

E si trova proprio nella tragica storia di Gorr la chiave di volta del film co-scritto e diretto da Taika Waititi che, pur non rinunciando alla sua tipica vena umoristica ultra-demenziale, riesce a dare al suo film una particolare dignità drammatica che lo eleva al di sopra del precedente Ragnarok.  

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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La mia ombra è tua, la recensione

Emiliano De Vito è un venticinquenne che si è appena laureato con il massimo dei voti in lettere antiche. È un ragazzo non particolarmente attraente, timido e impacciato con le donne ma incredibilmente volenteroso e smanioso di far carriera. Afflitto dal pensiero che in un Paese come l’Italia la sua laurea sia decisamente inutile, Emiliano accetta di buon gusto un incarico molto delicato: al ragazzo viene chiesto di fare da assistente/controllore a Vittorio Vezzosi, uno scrittore sessantenne che si è ritirato in una vita da eremita dopo aver pubblicato I lupi dentro, il suo primo e unico romanzo divenuto anni prima un successo editoriale planetario. Dopo un silenzio durato decenni, Vezzosi ha annunciato la volontà di voler dare un seguito al suo capolavoro letterario. Lo scrittore accetta così l’invito alla “Fiera-Mercato degli anni ottanta e novanta” di Milano proprio per parlare del suo attesissimo sequel. Il ritorno sulle scene di Vezzosi, atteso per tutto questo tempo, non può far altro che smuovere l’euforia di orde impazzite di fans e influencer del web affamati di contenuti. Dopo aver conosciuto il burbero scrittore nella sua villa immersa nella campagna, Emiliano si ritrova in breve tempo “intrappolato” con Vezzosi in una jeep rosso fuoco degli anni ’70, un veicolo senza sportelli, senza tettino e senza parabrezza. Un viaggio on the road tra le strade d’Italia che ha come ultima mèta Milano e che cambierà entrambi in modo irreversibile.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Gold, la recensione del survival-movie con Zac Efron

L’Outback australiano è una location perfetta per il cinema, lande desolate, assolate e inospitali che fanno da sfondo a storie ambientate in un futuro distopico, ma anche un presente beffardo in cui la Natura fa di tutto per rendere davvero ardua la sopravvivenza a sprovveduti esseri umani. L’attore, regista e sceneggiatore Anthony Hayes unisce queste due anime del cinema di genere per dar vita a Gold, un survival-movie dal contesto distopico che arriva al cinema il 30 giugno grazie ad Adler Entertainment.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Black Phone, la recensione

Nel 2020 l’azienda di comunicazione Broadband Choices ha avviato uno studio scientifico denominato Science of Scare Project che, attraverso un’equipe di medici, ha sottoposto un campione di 250 spettatori alla visione di alcuni film horror per cercare di stabilire, dalla frequenza del battito cardiaco, quale fosse il film più spaventoso tra i selezionati. Il risultato ha decretato Sinister (2012) di Scott Derrickson il più ansiogeno di sempre.

A dieci anni esatti da Sinister, il team che ha dato vita a quel piccolo classico del terrore si è riunito per un’altra perla del brivido, Black Phone. Infatti, Scott Derrickson è tornato a collaborare con lo sceneggiatore C. Robert Cargill e con il produttore Jason Blum per portare al cinema uno dei primi racconti di Joe Hill, figlio di Stephen King, contenuto nell’antologia Ghosts.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Elvis, la recensione

La vita di Elvis Presley è stata mestamente breve, ma talmente roboante che nessun biopic sarebbe stato capace di contenerla tutta. Ma il regista australiano Baz Luhrmann pare abbia trovato la chiave giusta. Chi altri meglio di lui poteva raccontare un personaggio così eccessivo, faticoso, esuberante e spropositato come il Re del Rock ‘n Roll?

Elvis, infatti, non è un biopic come altri e non vuole affatto esserlo. La prima parte del film è talmente kitsch, forsennata e decisamente “too much” che mette subito in chiaro le sue intenzioni con lo spettatore: “Stiamo parlando di Elvis, il più grande uomo di spettacolo al mondo. Cosa ti aspetti?”.

E poi, insomma, Baz Luhrmann non ci ha abituati a nulla di diverso.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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In Fabric, la recensione

Quando chiudiamo gli occhi e pensiamo al sentimento della paura, esso viene collegato a fantasmi, demoni, serial killer mascherati e tutte le minacce convenzionali inculcateci dalla letteratura e dal cinema horror. Ma se il terrore provenisse dagli oggetti che ci circondano, anche quelli più banali o visti come fonte di piacere e gioia? Un’evenienza alla quale non potevano non pensare registi e scrittori di racconti del terrore che hanno saputo trasformare in simboli di morte e sangue oggetti come bambole (Annabelle e Chucky), automobili (Christine) o anche semplici vhs e tanti altri ancora. Tante storie, tanti gadget e altrettanti diversi e variegati modi di raccontare il terrore e le sventure che hanno come vittime i protagonisti a stretto contatto con essi: in alcuni casi gli oggetti prendono vita per uccidere chiunque si trovi davanti; in altri invece la loro maledizione incide sulla vita dei propri padroni con eventi funesti e tragici; in altri ancora influenzano la mente del suo proprietario fino a scavare dentro di questi e dare spazio al loro inconscio più terribile.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Pleasure, la recensione

Porno è una parolina magica che attiva immediatamente l’attenzione dell’interlocutore, nel nostro caso lo spettatore. Si sa, il sesso vende e per questo l’industria della pornografia è una delle killer application ormai risapute per testare e diffondere una nuova tecnologia, un mezzo di comunicazione. Il settore dell’entertainment, cinematografico e televisivo, si è spesso interessato al mondo del porno come fenomeno da analizzare e raccontare, testimone di epoche, di cambiamenti sociali, di costumi e abitudini e infatti quello del “racconto sul porno” è diventato un vero e proprio sotto filone molto frequentato dal mondo del cinema e della serialità televisiva contemporanea, basti pensare alla bellissima serie HBO The Deuce, che racconta i primi passi nel mondo della pornografia negli anni ’70 di alcuni aspiranti artisti del settore e della criminalità organizzata newyorkese, oppure tutta una sfilza di titoli per il cinema che vanno dall’imprescindibile Boogie Nights – L’altra Hollywood (1997) di Paul Thomas Anderson a Lovelace (2013) sulla star di Gola Profonda, passando per l’antesignano Larry Flynt – Oltre lo scandalo (1996) sullo storico editore di Hustler.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Lightyear – La vera storia di Buzz, la recensione

Nel corso di una delicatissima missione spaziale, lo Space Ranger Buzz Lightyear ha sulle proprie spalle il destino di un’intera comunità. Insieme alla collega Alisha Howthorne, Buzz ha il compito di esplorare un pianeta sconosciuto e scoprire se questo può essere idoneo alla vita umana. Tuttavia durante un’azione di decollo, a seguito di un errore di valutazione che si rivelerà fatale, Buzz  porta l’intera stazione spaziale a schiantarsi contro il pianeta danneggiando in modo estremamente grave il motore dell’astronave. Adesso Buzz e Alisha, così come tutto l’equipaggio, sono bloccati sul nuovo pianeta e Buzz, sentendosi responsabile dell’accaduto e fedele all’orgoglio di Space Ranger, è determinato a porre rimedio da solo alla situazione. Riparato il nucleo del motore che permette all’astronave di viaggiare in ipervelocità, Buzz deve intraprendere dei voli test attorno al pianeta per verificare il corretto funzionamento del velivolo spaziale. Ma durante ogni giro di prova, a causa dell’ipervelocità spaziale,  i quattro minuti di volo per Buzz equivalgono a quattro anni di vita sul pianeta. Così, test dopo test, Buzz vede invecchiare a vista d’occhio la sua amica Alisha e tutto il suo equipaggio rimasto sul pianeta. A seguito di continui fallimenti che si riveleranno sempre più frustranti e pericolosi per il nostro Space Ranger, volo dopo volo, Buzz si vede costretto ad affrontare una minaccia improvvisa: un esercito di pericolosi robot ha invaso il pianeta e tiene sotto scacco tutta la comunità.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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