Archivio categorie: Recensioni

#Alive, la recensione

L’adolescente nerd Joon-woo (interpretato da Yoo Ah-in, già apprezzato nel bellissimo Burning) passa le giornate in sessioni di gioco on-line e condivisioni di contenuti sui social network. Improvvisamente, al di fuori del gigantesco condominio dove vive, iniziano ad accumularsi grida e scontri. Accendendo la Tv, il giovane si accorge che è scoppiata un’epidemia che trasforma gli infetti in famelici cannibali assetati di sangue. Non avendo fatto la spesa per pigrizia, come riuscirà a sopravvivere con i pochi viveri che ha prima che giungano i soccorsi?

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Assandira: tra noir e tragedia euripidea

Presentato fuori concorso alla 77ª Mostra del Cinema di Venezia, Assandira è il quinto lungometraggio del regista dorgalese Salvatore Mereu (Ballo a tre passi, Sonetàula, Tajabone, Bellas Mariposas) che ancora una volta ci trasporta in una Sardegna di fine millennio, tanto cruda quanto suggestiva.

Alla fine degli anni Novanta, il burbero Costantino Saru (Gavino Ledda) è un pastore di settant’anni che vive da solo in un non meglio specificato paesino della Sardegna; un giorno suo figlio Mario (Paolo Zucca), emigrato in Germania, torna con la moglie Grete (Anna König) e comunica al restio genitore di voler aprire un agriturismo tradizionale nel terreno dove loro hanno le stalle degli animali.  La coppia di giovani sostiene che i turisti del Nord Europa pagherebbero bene per poter conoscere le vecchie tradizioni pastorali sarde e a forza di insistere convincono il reticente vegliardo, inizialmente convinto del fatto che non ci fosse niente di bello nel mostrare a tutto il mondo la miseria in cui era cresciuto.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Mister Link, la recensione

A dieci anni esatti dall’uscita nei cinema di tutto il mondo di Coraline e la porta magica (2009), film felicemente burtoniano diretto da Henry Selick e basato sul racconto di Neil Gaiman, la casa di produzione Laika festeggia il suo anniversario con un piccolo grande film d’avventura, Mister Link, sempre rigorosamente realizzato con una tecnica mista di stop-motion e animazione CGI.

Candidato agli Oscar e vittorioso di un Golden Globe come miglior film d’animazione, Mister Link arriva in Italia con gran ritardo a un anno e mezzo dal suo rilascio internazionale, distribuito in sala da 01 Distribution e Leone Film Group il 17 settembre 2020.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77. Miss Marx, la recensione

Il 1800 non è mai stato così punk. 

Susanna Nichiarelli, regista italiana al suo quarto lungometraggio, presenta in concorso alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia Miss Marx, un biopic fresco e pieno di energia su un personaggio poco conosciuto ma in realtà decisamente interessante: Eleanor “Tussy” Marx, figlia del filosofo e sociologo tedesco Karl Marx. Il film inizia proprio dalla morte del padre, per poi farci conoscere l’indole indipendente e ribelle della protagonista raccontandoci della sua vita privata e al contempo del suo impegno pubblico, portando avanti il discorso socialista e le critiche al capitalismo del padre.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Il figlio del Diavolo, la recensione

La scena cinematografica contemporanea sta vivendo un’ormai ventennale fase di appiattimento di idee che ha tra le sue conseguenze la fioritura di una miriade di remake e reboot di ogni tipo, anche a distanza di pochissimi anni fra di loro, e una desolante moria di sceneggiature originali, a discapito di una propensione spiccata ad attingere a piena mani da best seller per adulti e giovani, con lo scopo di attirare un pubblico sempre più vasto e variegato. Una tendenza, accompagnata come prevedibile da risultati di pubblico e di critica altalenanti, che nel cinema horror può essere traslata in una monotonia di prodotti ormai stereotipati e filoni triti e ritriti, come nel caso di quello esorcistico la cui verve sembra ormai spenta e i cui fasti de L’esorcista di Friedklin – più che un film dell’orrore, un’autentica esperienza col demonio – sono ormai uno sbiadito ricordo.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Vigil – Non ti lascerà andare, la recensione

Yakov (Dave Davis) ha un disperato bisogno di soldi. Non riesce più a pagare l’affitto e l’ultimo colloquio di lavoro è andato malissimo. Un rabbino suo amico gli propone di fare da shomer al capezzale di un defunto: lo shomer è, nella tradizione ebraica, colui che si occupa di vegliare il trapassato affinchè giunga a destinazione protetto da qualsiasi spirito maligno.

Lo shomer che era stato scelto ha deciso di darsela a gambe, spaventato da qualcosa che si cela nei meandri bui di quella piccola abitazione…

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77. Dashte Khamoush (The Wasteland), la recensione

Iran, una fabbrica di mattoni. Il proprietario annuncia tristemente ai suoi dipendenti che l’azienda per cui lavorano sta fallendo. In un bianco e nero perfetto in formato quadrato Ahmad Bahrami ci porta nella vita quotidiana dei vari personaggi che abitano il microcosmo della fornace, mostrandoci via via il loro punto di vista, i loro sogni, le loro aspirazioni e le loro richieste al titolare, che vengono puntualmente scansate, posticipate o ignorate.

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Valutazione: 8.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Venezia77. Nomadland, la recensione

In Inglese, a differenza che in italiano, ci sono due termini diversi per dire “casa”, a cui si accompagnano diverse accezioni: il primo è “House”, con cui si intende la casa come costruzione fisica, come edificio architettonico; il secondo è “Home”, il focolaio familiare, il posto in cui ci si sente a casa e dove si è sé stessi, il luogo che portiamo ovunque nel cuore. I protagonisti di Nomadland infatti non si definiscono “Homeless”, la parola inglese per identificare i senzatetto, ma “Houseless”.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77. Crazy, Not Insane, la recensione

Crazy, Not Insane, fuori concorso alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia, è un documentario diretto e prodotto dall’americano Alex Gibney, che segue le vicende professionali della psichiatra Dr. Doroty Lewis.

La Lewis si è occupata per tutta la sua vita di analizzare serial killer che avessero problemi di salute mentale.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Venezia77. Mandibules, la recensione

Mandibules

Presentato fuori concorso alla 77esima edizione della Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia, Mandibules di Quentin Dupieux, si rivela una parentesi piacevole e divertente, in un festival altrimenti contrassegnato da titoli interessanti ma con contenuti tutt’altro che leggeri.

Jean Gab (David Marsais) e Manu (Grégoire Ludig) conducono due vite sgangherate e alla giornata, raccogliendo quello che riescono dove possono. Un giorno Manu coinvolge Jean Gab in un “lavoretto facile” che necessita solo di “un’auto con un bagagliaio vuoto”, peccato che nel bagagliaio dell’auto che decide di rubare si scopre essere intrappolata una mosca gigante.

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