Archivio categorie: Recensioni

The Turning, la recensione

Se la caratteristica principale di un’opera d’arte è la capacità di essere riprodotta e di vivere in più forme, anche a costo di vedere svalutata la sua aura e il suo valore come asseriva il filosofo tedesco Walter Benjamin, l’espressione artistica che può godere di più vite è per distacco la letteratura il cui rapporto col cinema è da sempre strettissimo e molto redditizio. Nel mondo horror questo connubio fa rima con gotico e il relativo immaginario di tematiche ed ambientazioni, descritte sia nelle pagine dei romanzi che sul grande schermo, fatto di castelli antichi e maestosi, passaggi segreti, ragnatele, fantasmi e storie rese torbide da maledizioni, vendette e personaggi dall’etica discutibile e tormentati da un terribile passato che ritorna.

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Train, la recensione

Un gruppo di studenti americani si trova nell’Europa dell’Est per gareggiare in un torneo internazionale di wrestling. La mattina in cui devono spostarsi a Odessa, in Ucraina, i cinque atleti della squadra arrivano in ritardo alla stazione a causa di una notte brava, perdendo il treno. Il loro allenatore, allora, accetta il consiglio di un’attraente passeggera incontrata in stazione di seguirla sul suo treno, che farà tappa proprio a Odessa. In realtà il treno nasconde un segreto e per i passeggeri americani sarà l’inizio di un terribile incubo a base di torture mortali.

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The Woman, la recensione

Chris Cleek esce a caccia nel bosco e si imbatte in una donna che si aggira tra gli alberi come un animale. Il signor Cleek cattura la donna e la porta a casa, la pulisce, la incatena in cantina e le dà da mangiare, proprio come se fosse un cane. La famiglia Cleek rimane quasi impassibile di fronte al “trofeo” di Chris e continua a svolgere la propria vita come se nulla fosse. La situazione però comincia pian piano a degenerare: Chris violenta la donna selvaggia, suo figlio adolescente Brian comincia a sviluppare un’attrazione morbosa per la prigioniera, sua sorella Peggy ha evidenti problemi con i suoi coetanei e con la scuola, finchè proprio la visita di un’insegnante di Peggy a casa Cleek fa precipitare la situazione.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Urban Explorer, la recensione

Denis e Lucia sono due giovani turisti americani in vacanza a Berlino. Vogliosi di qualche emozione proibita, i due entrano in contatto con Kris, un ragazzo del posto che dovrebbe condurli come “urban explorers” nei sotterranei della città. Oltre ai due americani, fanno parte della squadra anche la francese Marie e la coreana Juna. L’esplorazione non comincia nel migliore dei modi: tra neonazisti con cane feroce al seguito e una moltitudine di vicoli ciechi, i ragazzi finiranno per cacciarsi nei guai. Inoltre, nei cunicoli su cui è costruita la città si aggira qualche cosa di molto pericoloso.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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In viaggio verso un sogno – The Peanut Butter Falcon, la recensione

Il cinema ha raccontato spesso la disabilità, in diverse occasioni partorendo film che sono entrati nella storia della settima arte, ma gran parte delle volte l’approccio verso questo argomento è di serioso rispetto, di impegno civico, di taglio fortemente drammatico. Eppure, di tanto in tanto, qualcuno ci prova a riderci un po’ su, come accade in The Peanut Butter Falcon, maldestramente tradotto in Italia come In viaggio verso un sogno. Ridere e scherzare ok, ma non estremo rispetto e delicatezza, come hanno fatto, appunto Tyler Nilson e Michael Schwartz che hanno confezionato questo film tutto attorno a Zack Gottsagen, un loro amico nella vita reale, nato con la sindrome di Down ma determinato nel diventare un attore.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Profondo, la recensione

Leonardo è un fotoreporter. La sua carriera è stata costellata di successi, ma da qualche anno le cose non vanno più come sperato. Alla soglia dei cinquant’anni, con molti scheletri nell’armadio e armato di tanta determinazione, l’uomo decide di avventurarsi in quello che potrebbe essere l’ultimo scoop di una carriera che sta andando a rotoli: individuare e svelare al mondo l’esistenza del Diavolo Rosso, una leggendaria manta dalla schiena color ruggine che si aggira da secoli nei mari dell’Adriatico. Ma il Diavolo Rosso esiste davvero oppure è solo il frutto del folklore popolare?

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Terrifier, la recensione

Lo slasher-movie, croce e delizia del genere horror.

Sottoposto a ferree regole, ironicamente e intelligentemente esplicate e parodiate nel capolavoro di Wes Craven Scream, lo slasher negli anni ha trovato una veloce affermazione autoriale (si pensi ai contributi al genere da parte di Tobe Hooper, John Carpenter e Wes Craven) e un altrettanto repentino decadimento – dato dall’eccessivo sfruttamento, in primis – che ne ha sostanzialmente sdoganato i dettami e la famigliarità a un pubblico di tutte le età, diventando in breve tempo un genere/simbolo molto riconoscibile dell’horror. Allo stesso tempo, però, lo slasher si è sottoposto a una innegabile banalizzazione, un oggettivo prosciugamento di qualità a cui solo operazioni singolari come il su citato Scream o Quella casa nel bosco di Drew Goddard sono riuscite a donare nuova linfa. Poi però ci sono opere come Terrifier che rimescolano le carte in tavola riportando questo filone direttamente alla sua origine senza dimenticare, però, il pregresso, ponendosi quindi come astuti omaggi che hanno però la sufficiente personalità per camminare sulle proprie gambe.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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The Conjuring – L’evocazione, la recensione

1971, Harrisville, Rhode Island. Roger e Carolyn Perron, con le loro cinque figlie e cane a seguito, si sono appena trasferiti in una grande casa in campagna, proprio al confine con il lago. La casa, che risale alla fine dell’800, ha però qualche cosa di sinistro ed è il cane ad accorgersene per primo, così diffidente a mettervi zampa all’interno. Dopo la misteriosa morte proprio dell’animale, dentro l’abitazione cominciano ad accadere strani eventi: rumori sinistri che suggeriscono inquietanti presenze e Carolyn che ogni mattina si sveglia con un nuovo livido sul corpo. A questo punto, la donna decide si rivolgersi ai coniugi Warren, investigatori del paranormale di fama mondiale, che tengono un corso all’università locale. Le basterà mettere piede nell’abitazione dei Perron che Lorraine Warren è già in grado di individuare un’entità maligna che sembra essersi attaccata pericolosamente a Carolyn e ne minaccia l’intera famiglia.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Battleship, la recensione

In un sistema solare differente dal nostro viene identificato un pianeta “G” dalle caratteristiche del tutto simili alla Terra e dunque potenzialmente abitato da forme di vita intelligenti. Gli scienziati decidono allora di inviare un segnale per stabilire un ipotetico contatto con extraterrestri. Durante un’esercitazione della marina militare statunitense nel Pacifico, a cui partecipano i fratelli Alex e Stone Hopper, scapestrato perditempo il primo e responsabile il secondo, la risposta aliena giunge proprio in mare. La razza extraterrestre che abita il pianeta “G”, prossimo al collasso, è in cerca di un luogo da colonizzare e la Terra si presenta a loro come luogo ottimale. La marina degli Stati Uniti, alleata con la flotta giapponese, dovrà così intraprendere una battaglia navale con gli invasori alieni per difendere il pianeta.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Honey Boy, la recensione

Classe 1986, Shia LaBeouf ha iniziato all’età di 12 anni a lavorare attivamente nel mondo dello spettacolo, prima in tv, poi al cinema a partire dal 2003, quando in breve tempo è diventato il beniamino di molte majors, partecipando a blockbuster del calibro di Charlie’s Angels, Io, Robot, Transformers, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, Wall Street – Il denaro non dorme mai. Ma la vita di questo ragazzo di origini cajun non è stata tutta rose e fiori e come spesso accade alle baby star, ha avuto un’adolescenza scandita da vizi e un successo incontrollato che lo hanno portato spesso a confrontarsi con le forze dell’ordine e a una dipendenza dall’alcool che gli ha quasi compromesso la carriera.

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