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Unfacebook, recensione del cyber-thriller di Stefano Simone

Unfacebook

Il parroco di una cittadina sulla costa pugliese è stanco di assolvere i peccati dei parrocchiani che quotidianamente si confessano a lui. Fedifraghe, truffatori, pedofili, persone riprovevoli all’occhio di Dio che vengono però simbolicamente perdonate, come l’istituzione ecclesiastica impone. Il parroco, allora, si promuove giustiziere, “spada di Dio”, e con l’aiuto dell’ipnosi induce alcuni peccatori al suicidio. Con la scoperta della web chat Unfacebook, il parroco decide allora di arruolare uno stuolo di giovani seguaci che, ipnotizzati attraverso il mezzo internet, vanno a punire i peccatori, uccidendoli. Un commissario da poco trasferito lì da Torino si occupa del caso, cercando di trovare una connessione ai terribili fatti che stanno insanguinando la città.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Body Cam, la recensione

Negli ultimi anni il cinema americano si è fatto sempre più impegnato e assiduo portavoce di tematiche politiche e sociali, su tutti la lotta di classe e, ancor più nello specifico, la problematica razziale e la condizione degli afroamericani con la sua drammatica scia di morte e lotte furibonde, volte ad affermare libertà e parità di diritti. Una questione che sul grande schermo ha trovato naturale sbocco in film acclamati da pubblico e critica come Detroit, See You Yesterday e Il coraggio della verità – The Hate U Give – giusto per citare tre titoli noti ai più – nei quali la denuncia sociale diventa quanto mai toccante, dolente e incisiva grazie ad immagini talvolta forti, ma necessarie per recapitare un messaggio diretto ed efficace.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Soul, la recensione

Ventitreesimo lungometraggio d’animazione della Pixar, Soul è anche il primo a non raggiungere il grande schermo a causa delle restrizioni anti-covid che hanno spinto la Disney a convogliare parte delle sue uscite 2020 direttamente sulla piattaforma streaming Disney+. Un gran peccato, perché il film scritto e diretto da Pete Docter, con il supporto di Kemp Powers, fonda una importante componente della sua personalità sull’immagine e sul suono che sicuramente vengono valorizzati dalla fruizione al cinema, un lavoro in parte sperimentale che va a braccetto con l’esplorazione di tematiche inusuali per il cinema d’animazione per famiglie che Pete Docter sta portando avanti da diversi anni.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Tutti per 1 – 1 per tutti, la recensione

Esattamente due anni fa esordiva sul grande schermo I Moschettieri del Re – La penultima missione, singolare commedia mascherata da cappa e spada che traeva molto liberamente ispirazione da I tre moschettieri e Vent’anni dopo di Alexandre Dumas. Si trattava di un vero e proprio blockbuster, scritto e diretto da Giovanni Veronesi con un grande cast che annoverava Pierfrancesco Favino, Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea, Sergio Rubini e Margherita Buy, un vero e proprio esperimento di generi per il cinema italiano che però non riscosse lo sperato successo e fu stroncatissimo dalla critica. Eppure, nonostante tutto e perfino in barba a un colpo di scena finale che lasciava ben poche possibilità di continuare la storia, arriva un sequel, Tutti per 1 – 1 per tutti, con stesso cast tecnico e artistico ma un distacco ben più netto dall’opera letteraria di partenza e una curiosa virata verso il fantasy per famiglie.

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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Trasporto eccezionale – Un racconto di Natale, la recensione

In una zona che segna il confine tra la Finlandia e la Russia, un ricco uomo d’affari commissiona degli scavi sulla montagna Korvatunturi per estrarre un misterioso reperto lì sepolto da centinaia di anni. Contemporaneamente, nel paesino ai piedi del monte succedono strani eventi: tutte le renne vengono ritrovate morte, improvvisamente scompaiono stufe, forni e termosifoni dalle abitazioni e i bambini la mattina non sono più nel loro letto. Il piccolo Pietari è convinto che la causa di tutto sia Babbo Natale che in realtà non è il vecchio gioviale che la tradizione dipinge, ma un essere demoniaco che si ciba di bambini e che a suo parere è stato risvegliato dalla sua prigione nella montagna. Una mattina Pietari e suo padre trovano qualcosa nella trappola per lupi che il genitore aveva preparato in giardino: si tratta di un uomo anziano, malconcio, con la barba bianca e con uno sguardo decisamente inquietante.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Silent Night, la recensione

È la Vigilia di Natale e a Cryer, nel Wisconsin, sono in corso i preparativi per la tradizionale parata di Babbi Natale che si svolgerà in serata. Ma c’è un problema: uno psicopatico mascherato e vestito proprio da Santa Claus sta mietendo vittime a tutto spiano. L’unico movente che spinge il killer è far fuori le persone che in qualche modo si sono comportate male durante l’anno. Lo sceriffo Cooper e il suo vice, Aubrey Bradimore, sono sulle tracce del Babbo Natale assassino.

Con Silent Night di Steven C. Miller siamo nei territori “remake-solo-di-nome”.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Natale in Casa Cupiello, la recensione

L’operazione messa in atto da Picomedia e RaiFiction non era tra le più semplici perché confrontarsi con un capolavoro riconosciuto, che appartenga esso al mondo del cinema, della letteratura, della musica o del teatro, come in questo caso, è sempre rischioso. Rischioso perché si ha a che fare con qualcosa di molto alto e difficilmente replicabile con i medesimi risultati qualitativi, rischioso perché, nel pensar comune, è quasi un sacrilegio “rifare” quello che qualcuno ha già fatto (molto) bene. È un po’ quello che è avvenuto con Natale in Casa Cupiello, capolavoro di Eduardo De Filippo con cui hanno voluto “rischiare” Edoardo De Angelis e il suo team per la prima trasposizione filmica della pièce teatrale del grande Eduardo.

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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Into the Dark: Tutto distrutto, la recensione

Ottavo appuntamento con Into the Dark, la serie antologica targata Blumhouse destinata al circuito televisivo, recentemente distribuita in Italia da RaiPlay. Una serie di lungometraggi slegati tra loro, dodici (a stagione) come i mesi dell’anno, il cui unico punto in comune è quello di svolgersi durante una festività.

La ricorrenza di riferimento di All That We Destroy (Tutto Distrutto) è la Festa della Mamma anche se, in realtà, parliamo in linea assolutamente teorica visto che l’evento non viene nemmeno nominato nel corso del film. Il riferimento vero è la madre.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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The Mandalorian – Stagione 2: la saga di Star Wars rinasce da qui!

Kathleen Kennedy ha fatto bingo grazie al lavoro svolto da Jon Favreau con The Mandalorian, vedendo riabilitata la reputazione della saga di Star Wars, incrinata dal consenso non esaltante ricevuto sull’ultima trilogia. La prima serie live action di Lucasfilm, che di fatto è stata la killer application di Disney+, ha trovato il favore anche dei più esigenti starwarsiani e la prima stagione di The Mandalorian ha creato un nuovo punto fermo (qualcuno direbbe un nuovo inizio) all’interno della saga fantascientifica per eccellenza. Una seconda stagione, però, era attesa al varco con molte aspettative che pesavano sulla produzione come la leggendaria spada di Damocle: conferma o smentita? All’indomani della conclusione degli otto episodi (avvenuta il 18 dicembre) che compongono la seconda stagione di The Mandalorian possiamo affermare che non solo la serie su Mando e Baby Yoda si conferma un prodotto di qualità eccezionale, ma che questa seconda annata riesce perfino a superare per qualità di scrittura e messa in scena la già ottima prima stagione.

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Non aprite prima di Natale, la recensione

Un serial killer sta terrorizzando Londra sotto il periodo natalizio, ma il folle assassino ha delle vittime ben precise: individui travestiti da Babbo Natale!

L’ispettore Harris di Scotland Yard sta indagando insieme al detective Powell e in particolare seguono la pista legata alla morte del signor Briosky, dal momento che sua figlia e il fidanzato di lei hanno assistito all’omicidio. Nel frattempo, l’Ispettore vede recapitare a casa un pacchetto con su scritto “non aprite prima di Natale”.

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Valutazione: 5.5/10 (su un totale di 2 voti)
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