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I 5 peggiori film del 2018 secondo DarksideCinema.it

Ok, sappiamo cosa di bello l’annata 2018 ci ha offerto e potete trovare la nostra classifica dei migliori film dell’anno a questo link. Ora ci affiliamo le unghie, limiamo i denti e ci inoltriamo nel nostro campo preferito, quello che ci permette di essere cattivi, perfidi, con i peggiori film del 2018.

Delusioni cocenti, aspettative tradite, pregiudizi confermati e schifezze varie… ecco la nostra classifica con i peggiori film usciti al cinema, su Netflix e Amazon Prime tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2018.

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I 5 migliori film del 2018 secondo DarksideCinema.it

Quest’anno ce la siamo presa comoda, abbiamo voluto che tutti, ma proprio tutti, i film dell’anno avessero fatto esordio nelle sale cinematografiche, anche quelli post-natalizi, in modo da dare ai Darksiders la possibilità di valutare anche i titoli usciti durante le feste. Ma eccoci, pronti ad augurarvi buon 2019 con la classifica dei migliori film del 2018 secondo la redazione di DarksideCinema.it!

Ogni top 5 rappresenta il gusto del redattore chiamato in causa e a strettissimo giro seguirà la classifica dei peggiori, di quei film la cui onta ancora ci perseguita.

Quest’anno, oltre a prendere in considerazione i film uscite sui nostri schermi cinematografici dall’1 gennaio al 31 dicembre 2018, abbiamo esteso la scelta anche ai film distribuiti quest’anno anche sulle principale piattaforme di streaming, Netflix e Amazon Prime.

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Natali di sangue: tutto sulla saga horror Silent Night

Silent night, deadly night (USA, 1984) di Charles E. Sellier Jr. è probabilmente, insieme a Black Christmas (1974) di Bob Clark, l’horror natalizio per eccellenza – nonché un film robusto e seminale nel filone slasher, conosciuto da noi anche col titolo Natale di sangue.

Nonostante il budget relativamente basso e la mancanza di star, il suo successo fu tale da generare ben quattro sequel e un remake, più o meno riusciti, e rimane un classico del genere: il serial killer vestito da Babbo Natale merita di stare nell’olimpo dei grandi assassini di celluloide insieme ai “colleghi” dei vari Halloween, Venerdì 13 e Nightmare. Anzi, rispetto a Michael, Jason e Freddy, il protagonista di Silent night è più “umano” – inteso come più realistico, approfondito psicologicamente e per questo forse ancora più inquietante.

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Pascal Laugier: regista di martiri e bambole

In questo mondo ci sono soltanto vittime, i martiri sono molto più rari!

(Mademoiselle – Martyrs)

La filmografia di Pascal Laugier, tra i più talentuosi registi francesi contemporanei di cinema fantastico, è costituita da tematiche e figure ricorrenti, ribadite anche dal suo ultimo lungometraggio, La casa delle bambole – Ghostland, in arrivo nei cinema italiani dal 6 dicembre grazie a Midnight Factory.

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Legami di sangue: le 10 famiglie più terrificanti del cinema horror

In occasione dell’uscita del film La casa delle bambole – Ghostland, il nuovo brutale horror di Pascal Laugier, nei cinema italiani dal 6 dicembre distribuito da Midnight Factory (etichetta di proprietà di Koch Media), vi proponiamo un breve (ma intenso) excursus attraverso le famiglie disfunzionali del cinema di paura.

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Ralph Spacca Internet: incontro con i registi Rich Moore e Phil Johnston e con le voci italiane del film

Ve lo ricordate Ralph, il simpaticissimo e frustrato “cattivo” del videogame vintage Felix Aggiustatutto? Bene, adesso Ralph si prepara a spaccare internet insieme alla sua inseparabile amica Venellope von Schweetz e tutto il resto della banda. Il 2019, infatti, si aprirà proprio sotto il segno di Walt Disney che distribuirà nelle sale italiane l’attesissimo Ralph Spacca Internet, sequel di Ralph Spaccatutto uscito nell’ormai lontano 2012. Per il lancio di questo nuovo sogno a marchio Disney che sarà in tutti i cinema italiani a partire dal 1 gennaio 2019, abbiamo incontrato i due registi del film, Rich Moore e Phil Johnston, e alcune tra le guest star che hanno “prestato” la voce per l’edizione italiana del film.

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Terry Gilliam racconta il suo Don Chisciotte

In occasione dell’uscita nei cinema italiani di L’uomo che uccise Don Chisciotte, ultima sudatissima opera di Terry Gilliam, in sala dal 27 settembre con M2 Pictures, il regista e showman inglese ha incontrato la stampa a Roma, nella lussuosa cornice dell’Hotel Bernini a Piazza Barberini, e ha raccontato molti interessanti aneddoti sul suo “figlio” più problematico e sulla sua visione dell’arte. Eccone un sunto.

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Omaggio a Wes Craven: Il serpente e l’arcobaleno

Anche se è bene star lontani dagli schematismi troppo rigidi, si può idealmente suddividere la filmografia di Wes Craven in (almeno) due tronconi, cioè i film pre e post Nightmare – Dal profondo della notte (1984). Il capolavoro incentrato sulle gesta di Freddy Krueger è diventato infatti non solo il film per eccellenza del regista, ma anche una pietra miliare del cinema horror, al pari di altre opere nate nella nuova generazione di cineasti (Carpenter, Hooper, Romero, etc.); Nightmare è inoltre un film-simbolo dell’horror anni Ottanta, almeno del cinema horror più riuscito e maturo, rappresentazione di una nuova estetica e di nuove sperimentazioni narrative, e fa dunque da spartiacque fra un prima e un dopo: il new-horror non è infatti un genere unico e uniforme, ma conosce un’evoluzione stilistica e narrativa anche nel singolo corpus di ogni autore – basti pensare alla differenza tra l’opera prima di Craven, L’ultima casa a sinistra (1972) e Nightmare, che ne rappresenta la piena maturità (senza nulla togliere ad altri significativi film precedenti). Dopo di questo, Craven prosegue nell’esplorazione di nuovi territori all’interno del cinema horror: Le colline hanno gli occhi II, tentativo poco riuscito di rinverdire i fasti del primo con il nuovo gusto eighties, il film-tv Sonno di ghiaccio, il sottovalutato Dovevi essere morta e soprattutto Il serpente e l’arcobaleno (1988), per poi chiudere il decennio con il cult Sotto shock. The Serpent and the Rainbow è sicuramente, se non un capolavoro, una fra le opere maggiori, più riuscite e significative di Craven, nonché uno fra i più originali zombi-movie.

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Omaggio a Wes Craven: Le colline hanno gli occhi II

Negli anni Ottanta, Wes Craven (e il cinema horror in generale) stava attraversando una nuova fase: esaurito il decennio più “selvaggio” dei seventies, stavano nascendo nuovi filoni e si stava codificando una nuova estetica, altrettanto sanguinaria ma più raffinata.

Gli eighties sono gli anni per eccellenza del genere slasher: Halloween di Carpenter (in anticipo sui tempi, è del 1978) e Venerdì 13 di Cunningham (1981) sono le due opere seminali insieme a Nightmare di Craven (1984), che introduce il soprannaturale. La grandezza di Craven, come di tutti i maestri del cinema, consiste anche nel saper leggere i cambiamenti socio-culturali e tradurli in immagini nuove, riprendendo elementi della tradizione horror precedente e creando qualcosa di nuovo.

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Omaggio a Wes Craven: Benedizione mortale

Benezione mortale (USA, 1981) non è certamente tra i film più famosi di Wes Craven, né uno dei suoi capolavori: potremmo definirlo un “Craven minore”, anche se è meglio evitare definizioni del genere perché ogni film è a sé (di qualsiasi regista si parli) e non bisogna necessariamente confrontarlo con le opere maggiori. Deadly Blessing (questo il titolo originale) è il quinto lungometraggio di Craven: se escludiamo due opere poco conosciute come The Fireworks Woman (La cugina del prete), girato con lo pseudonimo Abe Snake, e il film per la televisione Summer of Fear, prima d’ora il regista aveva realizzato due tra i suoi film più riusciti, che sarebbero diventati col tempo due pietre miliari del new-horror, cioè L’ultima casa a sinistra e Le colline hanno gli occhi. Siamo quindi ancora nella prima fase della sua lunga filmografia, prima della sua opera più celebre Nightmare (1984) che fa da ideale spartiacque.

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