Archivio categorie: Speciali / Dossier

Pascal Laugier: regista di martiri e bambole

In questo mondo ci sono soltanto vittime, i martiri sono molto più rari!

(Mademoiselle – Martyrs)

La filmografia di Pascal Laugier, tra i più talentuosi registi francesi contemporanei di cinema fantastico, è costituita da tematiche e figure ricorrenti, ribadite anche dal suo ultimo lungometraggio, La casa delle bambole – Ghostland, in arrivo nei cinema italiani dal 6 dicembre grazie a Midnight Factory.

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Legami di sangue: le 10 famiglie più terrificanti del cinema horror

In occasione dell’uscita del film La casa delle bambole – Ghostland, il nuovo brutale horror di Pascal Laugier, nei cinema italiani dal 6 dicembre distribuito da Midnight Factory (etichetta di proprietà di Koch Media), vi proponiamo un breve (ma intenso) excursus attraverso le famiglie disfunzionali del cinema di paura.

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Omaggio a Wes Craven: Il serpente e l’arcobaleno

Anche se è bene star lontani dagli schematismi troppo rigidi, si può idealmente suddividere la filmografia di Wes Craven in (almeno) due tronconi, cioè i film pre e post Nightmare – Dal profondo della notte (1984). Il capolavoro incentrato sulle gesta di Freddy Krueger è diventato infatti non solo il film per eccellenza del regista, ma anche una pietra miliare del cinema horror, al pari di altre opere nate nella nuova generazione di cineasti (Carpenter, Hooper, Romero, etc.); Nightmare è inoltre un film-simbolo dell’horror anni Ottanta, almeno del cinema horror più riuscito e maturo, rappresentazione di una nuova estetica e di nuove sperimentazioni narrative, e fa dunque da spartiacque fra un prima e un dopo: il new-horror non è infatti un genere unico e uniforme, ma conosce un’evoluzione stilistica e narrativa anche nel singolo corpus di ogni autore – basti pensare alla differenza tra l’opera prima di Craven, L’ultima casa a sinistra (1972) e Nightmare, che ne rappresenta la piena maturità (senza nulla togliere ad altri significativi film precedenti). Dopo di questo, Craven prosegue nell’esplorazione di nuovi territori all’interno del cinema horror: Le colline hanno gli occhi II, tentativo poco riuscito di rinverdire i fasti del primo con il nuovo gusto eighties, il film-tv Sonno di ghiaccio, il sottovalutato Dovevi essere morta e soprattutto Il serpente e l’arcobaleno (1988), per poi chiudere il decennio con il cult Sotto shock. The Serpent and the Rainbow è sicuramente, se non un capolavoro, una fra le opere maggiori, più riuscite e significative di Craven, nonché uno fra i più originali zombi-movie.

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Omaggio a Wes Craven: Le colline hanno gli occhi II

Negli anni Ottanta, Wes Craven (e il cinema horror in generale) stava attraversando una nuova fase: esaurito il decennio più “selvaggio” dei seventies, stavano nascendo nuovi filoni e si stava codificando una nuova estetica, altrettanto sanguinaria ma più raffinata.

Gli eighties sono gli anni per eccellenza del genere slasher: Halloween di Carpenter (in anticipo sui tempi, è del 1978) e Venerdì 13 di Cunningham (1981) sono le due opere seminali insieme a Nightmare di Craven (1984), che introduce il soprannaturale. La grandezza di Craven, come di tutti i maestri del cinema, consiste anche nel saper leggere i cambiamenti socio-culturali e tradurli in immagini nuove, riprendendo elementi della tradizione horror precedente e creando qualcosa di nuovo.

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Omaggio a Wes Craven: Benedizione mortale

Benezione mortale (USA, 1981) non è certamente tra i film più famosi di Wes Craven, né uno dei suoi capolavori: potremmo definirlo un “Craven minore”, anche se è meglio evitare definizioni del genere perché ogni film è a sé (di qualsiasi regista si parli) e non bisogna necessariamente confrontarlo con le opere maggiori. Deadly Blessing (questo il titolo originale) è il quinto lungometraggio di Craven: se escludiamo due opere poco conosciute come The Fireworks Woman (La cugina del prete), girato con lo pseudonimo Abe Snake, e il film per la televisione Summer of Fear, prima d’ora il regista aveva realizzato due tra i suoi film più riusciti, che sarebbero diventati col tempo due pietre miliari del new-horror, cioè L’ultima casa a sinistra e Le colline hanno gli occhi. Siamo quindi ancora nella prima fase della sua lunga filmografia, prima della sua opera più celebre Nightmare (1984) che fa da ideale spartiacque.

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Omaggio a Wes Craven: Le colline hanno gli occhi

Le colline hanno gli occhi (USA, 1977) è tra i film più distintivi di Wes Craven: uno dei più celebri, riusciti, crudeli e seminali, un’opera girata durante il periodo cinematografico più “feroce” del regista.

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Cobra Kai, un approfondimento sulla serie sequel di Karate Kid

In un articolo pubblicato su Variety sono stati resi noti i dati d’ascolto elaborati dalla Parrot Analytics riguardanti Cobra Kai, una produzione originale del servizio Youtube Red che punta di nuovo i riflettori sulla indimenticata saga di Karate Kid con tutti i suoi celebri protagonisti. Un’analisi di questo report ha evidenziato come nella settimana successiva al rilascio sulla piattaforma online, la serie abbia surclassato prodotti come Tredici (Netflix) e The Handmaid’s Tale (Hulu). È la prima volta che un prodotto targato Youtube Red conquista le vette dello streaming, rendendo lo show un caso nel filone della nostalgia cavalcato sempre più dalle grandi case di produzioni.

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Aspettando Deadpool 2… i “peggiori” (super)eroi del cinema e della tv

Dopo un’attesa di quasi due anni finalmente ci siamo, Deadpool 2 sta per arrivare nelle sale. Il 15 maggio potremo porre fine alla curiosità e vedere cosa David Leich (John Wick, Atomica Bionda) abbia in serbo per noi. Ma se non volessimo aspettare? Non possiamo continuare a rivedere Deadpool all’infinito. Nessun problema, ecco un piccolo elenco da spizzicare di titoli simili al film sul nostro supereroe politicamente scorretto preferito.

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Paprika, il sapore piccante dell’eros brassiano

A tre anni di distanza dal flop commerciale di Snack Bar Budapest, con cui il regista si era allontanato dal genere erotico per portare in scena con stile surreale il romanzo noir di Marco Lodoli e Silvia Bre, Tinto Brass torna sui suoi passi e a quel tipo di cinema che l’ha reso in tutto il mondo celebre e celebrato come il Maestro italiano dell’Eros. È il 1991, infatti, quando arriva nelle sale Paprika, commedia erotica di ambientazione storica che trae liberamente ispirazione da Fanny Hill – Memorie di una donna di piacere di John Cleland, ovvero uno dei romanzi più banditi della storia della letteratura perché accusato di oscenità e pornografia. Materiale ghiotto per Brass, che da sempre ha dimostrato una certa dotta propensione per la letteratura più ardita e dissacrante.

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I 5 peggiori film del 2017 secondo DarksideCinema.it

Tolto il dente dei migliori film del 2017 (potete leggere la nostra classifica qui), ci affiliamo le unghie per far quello che ci riesce meglio: essere “cattivi”! Ed ecco a voi il peggio cinematografico del 2017 in cinque titoli, stilati da tutti noi redattori di DarksideCinema tra le cose più deludenti, imbarazzanti e palesemente brutte passate al cinema in Italia durante quest’anno che sta finendo.

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