Archivio categorie: Speciali / Dossier

This is Us: non ci sono solo i Pearson!

La quarta stagione di This is Us si è conclusa di recente lasciando il pubblico, come di consueto, stravolto da un fuoco incrociato di emozioni e interrogativi. Sappiamo che ci sarà una quinta stagione – probabilmente l’ultima – sebbene non sia stata ancora comunicata la data di uscita.  I fans dello show creato da Dan Fogelman, questo è certo, sono ansiosissimi di immergersi nuovamente nella movimentata quotidianità della famiglia Pearson, perno pulsante attorno al quale ruota la narrazione. Tuttavia, sebbene i protagonisti di This is Us siano Jack (Milo Ventimiglia), Rebecca (Mandy Moore) e i Big Three, è innegabile il valore aggiunto apportato alle loro dinamiche da personaggi esterni al nucleo familiare ma, non per questo, meno significativi.

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Dove abita l’orrore. Approfondimento sulle tre “Case” della Filmirage

La Casa 4 - Witchcraft

C’era un’epoca in cui in Italia il cinema di genere era fertile ma, allo stesso tempo, in crisi. Parlo della seconda metà degli anni ’80, quando l’horror, in particolare, cercava spesso storie e titoli dai successi d’oltreoceano, che venivano clonati, rivisitati o semplicemente richiamati da titolazioni che sostanzialmente funzionavano da “specchietti per le allodole”, con i quali si promettevano sequel ma offrivano film completamente nuovi. Era l’epoca di Bruno Mattei, Claudio Fragasso, Ciro Ippolito e, a volte, di Umberto Lenzi; grandi artigiani della settima arte che scrivevano e dirigevano film cercando – e a volte promettendo – il collegamento con blockbuster statunitensi. Ma non sempre (a volte si, va detto!) questo espediente non era sinonimo di “film-sola” perché con queste operazioni abbiamo potuto scoprire gioiellini, oggi giustamente celebrati con affetto, che altrimenti non avrebbero, con ogni probabilità, mai visto la luce.

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The Hateful Five: 5 insopportabili eroine delle serie TV

Hanno volti incantevoli, capelli perfetti e carattere da vendere.
Quante protagoniste del piccolo schermo potrebbero rientrare in questa descrizione?
La quasi totalità delle serie TV che hanno raggiunto una solida popolarità vanta nel cast almeno una ragazza bella e tosta. Oggi, a circa tre anni dallo scandalo Weinstein e sull’onda dirompente del movimento culturale #MeToo, questa costante è più che mai una certezza, grazie anche alla crescente presenza dietro le quinte (e non solo) di sceneggiatrici e showrunner donne (un esempio su tutti, la Phoebe Waller-Bridge di Fleabag).
I prodotti seriali sono da sempre una fucina di ritratti femminili destinati a imprimersi nell’immaginario collettivo. Esilaranti reginette della commedia o spietate muse del dramma, capaci di tracciare, ciascuna a suo modo, un affresco non convenzionale della sensibilità femminile.

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I Recuperoni: Fushigi Yuugi, l’anime millennial che tutti stavamo aspettando

A metà degli anni ’90, quando i Millennials non sapevano di essere Millennials e il girl power non era uno slogan che faceva vendere t-shirt, la globalizzazione riuscì a portare nelle tv occidentali alcune pietre miliari dell’animazione giapponese quali I Cavalieri dello Zodiaco, Ken il Guerriero, Dragon Ball e soprattutto Sailor Moon. In ciascuno di questi anime la lotta fra il Bene e il Male era sublimata da alcuni espedienti narrativi tipici della cultura nipponica: la retorica del sacrificio, lo spirito di squadra, le battaglie cruente e anche una certa sensualità velata.

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I Recuperoni: Berserk, quando dal Mainagioia Assoluto nasce la resilienza

In questi procellosi tempi di quarantena è di conforto dedicare alcune ore della giornata alla salvifica arte del binge watching; ma, ancor più che confortante, si può dire che è meraviglioso anche avere l’occasione di scoprire dei veri e propri tesori nascosti, quali potrebbero essere quegli anime o quelle serie tv che, come delle comete, illuminarono il palinsesto televisivo degli anni ante streaming e si dispersero nell’oscurità prima di raggiungere il grande pubblico.

Uno di essi fu la serie animata Berserk, composta da 25 episodi di venticinque minuti ciascuna che, a causa dei suoi contenuti adulti, fu trasmessa da Mediaset in tarda serata dal dicembre 2001 all’aprile del 2002. L’opera è tratta dall’omonimo manga del 1989, non ancora concluso, del maestro Kentaro Miura, l’uomo dalla perfezione maniacale che riesce a tenere col fiato sospeso generazioni di lettori da ben trent’anni.

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L’ultima casa a sinistra, il primo capolavoro di Wes Craven. Analisi del film e recensione del blu-ray Midnight Factory

Per il mese di marzo 2020 Midnight Factory, etichetta dedicata all’horror proprietà di Koch Media, ha riservato agli acquirenti collezionisti un titolo speciale, uno dei film horror più importanti della seconda metà del ‘900: L’ultima casa a sinistra. Il film si inserisce nella collana Midnight Classics dedicata ai cult del passato ed è il secondo film diretto da Wes Craven ad essere inserito in questa collection dopo La casa nera.

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Reclusione da Covid-19: i nostri consigli film e tv per passare meglio l’isolamento

L’Italia sta vivendo un periodo davvero drammatico.

Lo sta vivendo l’Italia ma anche molte altre nazioni del mondo e tutto a causa di un virus, un organismo vivente invisibile ad occhio umano che sta creando un gran sconquasso per la salute, l’economica mondiale e la routine delle persone.

Per rallentare e poi arrestare il più velocemente possibile un contagio che non ha eguali nella storia moderna dell’umanità ci sono chieste regole da osservare, tra queste c’è l’esigenza di rimanere a casa, così da non creare assembramenti e non favorire il diffondersi di questa “nuova peste”. Ma a casa cosa facciamo (oltre che lavorare, per chi ha la fortuna di averlo e un lavoro e operare in modalità smart working)? Soprattutto, cosa possiamo fare per così tanto tempo (al momento lo stato di emergenza stanziato è fino al 3 aprile).

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Oscar 2020: resoconto della cerimonia e tutti i premi

Los Angeles, notte tra il 9 e 10 febbraio 2020, ore 5:25 italiane, circa. Si è fatta la Storia del cinema internazionale grazie alle 92^ edizione degli Academy Awards con l’assegnazione al film sudcoreano Parasite della statuetta come Miglior Film, dopo la vittoria dell’Oscar come Miglior Film Internazionale. È la prima volta che un film non in lingua inglese vince l’ambita statuetta di miglior film, nonché prima volta che un film di nazionalità sudcoreana non solo vince un Oscar, ma viene addirittura nominato!

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I migliori e i peggiori horror del 2019 secondo DarksideCinema.it

2019, anno di orrori cinematografici.

Orrori intesi ovviamente come film di genere horror, ma va detto che nel nostro genere preferito si sono contraddistinti un po’ troppi “orrori” anche a livello artistico. Insomma, diciamo che forse l’hanno che sta per concludersi non è stato tra i migliori per gli horror-maniaci.

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I peggiori film del 2019 secondo DarksideCinema.it

Nonostante il 2019 si sia contraddistinto per una generale ottima qualità dei film usciti, non sono mancate le grandi delusioni, le boiate colossali, i sequel e reboot non richiesti, le occasioni clamorosamente sprecate. Non sempre la cattiva qualità si traduce in flop al botteghino, ma in alcuni casi i risultati altamente deludenti al box office hanno coinciso con la bocciatura generale della critica.

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