Archivio categorie: Serie TV

Giovani, carini e psicopatici: The End of the F***ing World

Nel 2013 Charles Forsman vinse il premio fumettistico Ignatz Award per la sua storia a fumetti The end of the fucking world, a modern ballad of angst and murder il cui sottotitolo, abbastanza “spoileroso”, è stato tagliato nell’adattamento televisivo coprodotto da Netflix e dai canali britannici Channel 4 e All 4 e pubblicato nel mondo il 5 gennaio 2018.

Il 5 novembre 2019 è stata rilasciata la seconda e ultima stagione di questa nerissima commedia adolescenziale, senza dubbio studiata per diventare un vero e proprio cult per cinefili e nerd fumettari.

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Il ritorno dei marziani invasori: La guerra dei mondi versione BBC

la guerra dei mondi

L’immortale capolavoro di fantascienza di H.G. Wells viene riportato in auge da un nuovo adattamento della BBC, suddiviso in tre puntate tutte dirette da Craig Viveiros. La vicenda è arcinota: nella Londra dei primi del Novecento, alcuni misteriosi oggetti provenienti da Marte iniziano ad attaccare e colonizzare l’Inghilterra. Per una coppia di innamorati sarà l’inizio di un calvario composto da continue separazioni e tragedie.

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Kidding – Il fantastico mondo di Mr. Pickles

In attesa della nuova stagione, che sarà pubblicata negli Stati Uniti il 3 novembre, recuperiamo questa chicca dell’anno scorso firmata Showtime, canale televisivo noto per le sue serie provocatorie, che faticano a essere classificate in un genere.

Kidding è stata creata da David Holstein, già sceneggiatore per un’altra serie Showtime, la divertente Weeds. Holstein propose la parte da protagonista a Jim Carrey, che disse che ne avrebbe preso parte solo se a dirigere gli episodi fosse stato Michel Gondry, grande regista visionario che aveva già collaborato con Carrey nello splendido The Eternal Sunshine of the Spotless Mind (come è noto, tradotto orribilmente in italiano con Se mi lasci ti cancello). E così è stato: la visione e visionarietà di Gondry abbracciano tutta la serie, anche se non tutti gli episodi sono diretti dal regista.

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Chaos Reigns: Tokyo Vampire Hotel di Sion Sono

Recentemente è approdata su Netflix l’ultima fatica dell’anarchico Sion Sono, autore che viaggia sempre a briglia sciolta nelle sue ossessioni e nei suoi deliri. Ed è strano ritrovare la sua nuova follia su una piattaforma streaming che ha come marchio di fabbrica un mainstream (talvolta anche autoriale) assolutamente fruibile a tutti.

Nel 2017 Amazon Prime, da sempre molto più sfacciato ed “eroico” nella scelta di catalogazione dei suoi contenuti, aveva permesso al regista giapponese di realizzare una miniserie in dieci episodi: Tokyo Vampire Hotel. Gli episodi hanno una durata variabile, e sostanzialmente raccontano lo scontro tra due fazioni di vampiri che si contendono un’umana che sembra avere delle particolari abilità, abilità in grado di spostare gli equilibri della millenaria battaglia. Nello stesso tempo, i vampiri organizzano una sorta di party dove vengono invitati centinaia di ragazzi suddivisi equamente tra uomini e donne; questo perché la fine del mondo sembra oramai imminente e c’è bisogno di riserve di sangue per la sopravvivenza della specie vampira. Solo l’Hotel che dà il titolo all’opera sembra essere immune al bombardamento atomico.

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True Detective: in blu-ray la terza stagione completa

Per quanto riguarda la serialità televisiva il 2019 si è aperto col “botto”, con la nuova stagione di una delle serie più amate, discusse, applaudite e premiate di questi ultimi anni: True Detective. Era il 2014 quando lo sceneggiatore Nic Pizzolatto, insieme all’emittente televisiva HBO, rivoluzionò il modo di fare serie televisive con la prima (e tutt’ora inarrivabile) stagione di True Detective, un’opera magistrale in grado più di ogni altra nel traslare il linguaggio cinematografico sul piccolo schermo. Un caso torbido e apparentemente impossibile da risolvere, location soffocanti, sceneggiatura e regia sempre attente al dettaglio (visivo e psicologico) e due interpreti magistrali in assoluto stato di grazie (Matthew McConaughhey e Woody Harrelson). Questi sono solo alcuni degli elementi che si sono perfettamente allineati facendo si che la prima stagione di True Detective potesse entrare di diritto, e a gamba tesa, nella Storia della serialità televisiva. Elementi che sono stati prontamente riproposti – più o meno – nella seconda stagione (arrivata sempre su HBO nel 2015) che però non ha convinto tutti, mostrando un linguaggio narrativo più “addomesticato” e ambientando il caso in un contesto troppo differente dal precedente (dalle campagne senza vita della Louisiana alla caotioca Vinci, città immaginaria della California). Quattro anni dopo Nic Pizzolatto ci riprova, corregge il tiro e cerca di accontentare tutti quei fan delusi della seconda stagione. Trasmessa sulla HBO tra gennaio e febbraio (in Italia su Sky Atlantic tra gennaio e marzo), la terza stagione di True Detective è da poco disponibile in blu-ray con Warner Bros Entertainment che distribuisce un cofanetto a 3 dischi contenente tutti e 8 gli episodi della stagione.

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El Camino – Il film di Breaking Bad, la recensione

Avevamo lasciato Jesse Pinkman (Aaron Paul) in fuga verso un destino ignoto e forse libero, con le lacrime agli occhi alla guida della sua El Camino lanciato a tutta velocità. Dopo la sanguinosa sparatoria che ha permesso la sua liberazione, il nostro Jesse è rimasto sospeso in un limbo nell’abitacolo della sua auto per sei lunghi anni. E ora con El Camino – Il film di Breaking Bad, Vince Gilligan ha deciso di dare un seguito a quegli ultimi frame così potenti e liberatori. Ma la domanda sorge spontanea: ce ne era veramente bisogno? C’era così bisogno di dare un sequel ad una delle più grandi epopee televisive della nostra epoca?

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Undone: disfare la serie animata

Nell’ultimo paio d’anni, la piattaforma streaming Amazon Prime Video si è resa una vera e propria concorrente di Netflix per quanto riguarda i prodotti originali. Serie streaming come The Marvelous Mrs Maisel e Fleabag sono prodotti freschi e interessanti, e Undone non è da meno.

Il primo punto per cui Undone spicca rispetto alle altre serie di animazione è sicuramente l’uso da primato del rotoscopio (o anche rotoscope, o rotoscoping), che prima di quest’opera non era mai stato usato per l’intera durata di una serie, ma solo per dei frammenti. Il rotoscopio è infatti una tecnica di animazione piuttosto laboriosa, che consiste nel delineare con il disegno delle riprese live-action. In questo caso, la tecnica coinvolge non solo live-action e animazione 2D, come i classici Disney (per esempio Biancaneve), ma anche la digitalizzazione 3D, che come effetto lo rende più simile a un altro prodotto realizzato con il rotoscopio, ovvero A Scanner Darkly, di Richard Linklater.

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A.P. Bio: lezioni di vendetta

Tra i palinsesti dei canali Mediaset Premium e Infinity si nasconde una perla rara di raffinata comicità: la prima e la seconda stagione della serie NBC A.P.Bio, ideata da Mike O’Brien (Saturday Night Live) e interpretata dal talentuoso Glenn Howerton (That ’80 Show, E.R.- Medici in prima linea, Fargo).

Dando un primo sguardo all’episodio pilota sembrerebbe che la Musa delle serie tv abbia realizzato i sogni degli studenti svogliati che  sognavano la versione malvagia di L’Attimo fuggente – soprattutto la scena dello strappo dei libri: Jack Griffin (Glenn Howerton) era un giovane e promettente professore di filosofia ad Harvard ma per motivi imprecisati  perde la sua cattedra e torna a vivere in Ohio, nella confettosissima casa della sua defunta madre; per superare il proprio crollo emotivo decide di prendere il posto suo rivale Miles Leonard (Tom Leonard) – colpevole, a suo dire, di essere uno “spacciatore” di filosofia positivista da due soldi – alla  Stanford University.

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Élite, seconda stagione: il teatro dell’assurdo

Ad agosto Netflix ha pubblicato la seconda stagione di Élite, teen drama spagnolo che aveva tentato di portare scalpore nel panorama delle serie per ragazzi già l’anno scorso.

Élite parla di un gruppo di ragazzi ricchi, studenti in una scuola privata di Madrid particolarmente costosa. La loro vita cambia quando quattro ragazzi di classe medio-bassa vengono trasferiti lì a causa di un crollo nella loro vecchia scuola. Vediamo quindi le relazioni di questi ragazzi intrecciarsi e complicarsi, il tutto sostenuto dal mistero attorno a cui ruota la trama: chi ha ucciso Marina (Maria Pedraza)?

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Legion, terza stagione: un loop narrativo

Nel mese di agosto si è conclusa con la terza stagione Legion, la serie creata dalla mente di Noah Hawley (Fargo) e ispirata all’omonimo personaggio Marvel Comics.

Legion è diventata famosa per il grande apprezzamento della critica e per dei tratti estetici particolarmente curati: dalla fotografia alla scelta dei colori, dalla colonna sonora al montaggio fino ad arrivare alla regia. Insomma, Legion spicca come un prodotto di grande qualità e sicuramente non è la classica serie sui supereroi Marvel a cui siamo stati abituati da Netflix o ABC Studios.

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