Archivio categorie: Serie TV

Vinland Saga: l’epopea vichinga che viene dal Giappone

La maggior parte dei comuni mortali sostiene che la “seconda invasione vichinga” che si è abbattuta non solo sull’Europa ma sul mondo intero nel secondo decennio del Ventunesimo secolo abbia avuto origine nel 2011 quando uscì nelle sale il film Marvel Thor, in cui il biondissimo Chris Hemsworth impersonava un impetuoso dio del tuono norreno e il fascinoso Tom Hiddleston il suo subdolo fratello Loki.

Visto il grande interesse di pubblico, il canale History non perse tempo a trasmettere nel 2013 la serie Vikings, incentrata sulla conquista vichinga dell’Inghilterra, e di lì alla primavera del 2017 Amazon Prime pubblica la prima stagione del mitologico American Gods, con un “epico” Ian McShane nei panni di Odino.

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Mindhunter: stagione 2. Mens sana in corpore sano

Si riparte proprio da dove ci eravamo lasciati.

La scena iniziale di Dennis Rader – sì, è proprio lui, il famigerato BTK Killer – è sinonimo di ansia pura, che scema in uno dei migliori anticlimax della serie tv.

All’inizio di (quasi) ogni puntata ci sono pochi minuti dedicati proprio ad uno dei serial killer più efferati della storia degli USA e quasi fanno presagire sia lui il main villain di questa seconda stagione, ma così non è… tutto lascia presagire diventi la vera nemesi di Holden nella terza stagione.

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Big Little Lies – seconda stagione

Non molto tempo fa si è conclusa la seconda stagione di Big Little Lies, la serie HBO che l’anno scorso aveva conquistato tutti, arrivando ad ottenere ben otto Emmy e due Golden Globe. La serie era stata inizialmente concepita come una miniserie ma dopo il suo straordinario successo ne venne annunciata la seconda stagione.

Big Little Lies vede giostrarsi un gruppo di madri nella città californiana di Monterey, unite dalla stessa classe elementare frequentata dai figli. Ogni donna ha le sue vicende da raccontare, diverse fra loro ma simili in quanto segreti inconfessabili. Nella prima stagione abbiamo visto Madeline (Reese Witherspoon) nascondere una relazione al marito, Celeste (Nicole Kidman) cercare di cambiare un insospettabile marito violento (Alexander Skarsgard), Jane (Shailene Woodley) la nuova arrivata alla ricerca dell’uomo che in passato aveva abusato di lei. Venivano sollevati sicuramente temi pressanti ed emotivamente disturbanti, ma con un cast e una sceneggiatura di quel livello, i risultati sono stati sbalorditivi. Un prodotto crudo e sincero, e allo stesso tempo un mistery inaspettato.

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The Boys: l’altra faccia dei supereroi

Il decennio che sta per concludersi lo ricorderemo senz’altro come il dominio cinematografico dei supereroi. Sdoganati già nei primi anni del terzo millennio con opere seminali come Spider-Man di Sam Raimi e X-Men di Bryan Singer ma portati al successo globale dalla titanica opera dei Marvel Studios definita Marvel Cinematic Universe, il cinecomic è oggi routine e i super-eroi di matrice fumettistica popolano quotidianamente i grandi così come i piccoli schermi. Non sono poche, infatti, anche le serie televisive che si ispirano al mondo degli eroi di carta, dall’ormai dispersiva opera targata The CW e definita Arrowverse all’ormai defunta impresa di Netflix di adattare con successo eroi minori della Marvel, fino alla piattaforma streaming DC Comics chiamata DC Universe. Un ambiente saturo tanto quanto quello cinematografico che oggi si arricchisce di un nuovo validissimo elemento, The Boys!

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Kengan Ashura: il nuovo anime seinen di Netflix

Il 31 luglio 2019 Netflix ha pubblicato la sua ultima fatica anime: la serie action Kengan Ashura, coprodotta assieme allo studio giapponese Larx Entertaiment, con la direzione di Seiji Kishi (Assasination Classroom, Angel Beats, Radiant), la sceneggiatura di Makoto Uezu (Ah! My Goddess: Flights of Fancy, Assasination Classroom, Radiant) e il character design di Kazuaki Morita (Assasination Classroom 2nd Season, Tsukigakirei).

Questa prima stagione di dodici episodi da ventiquattro minuti ciascuno è tratta dal manga omonimo scritto da Yabato Sandrovich e illustrato da Daromeon; il manga, come l’anime, è di genere seinen, cioè riservato ad un pubblico maschile maturo, e precisamente si inserisce nel filone di storie che hanno come nucleo narrativo i combattimenti di arti marziali.

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I Giganti sono tornati! La terza stagione di Attack on Titan

Dopo l’imperituro One Piece, il filosofico Full Metal Alchemist: Brotherhood e il già leggendario Death Note, Attack on Titan sta scalando la vetta degli anime contemporanei più visti al mondo tanto che dalla fine della terza stagione, avvenuta in Giappone il primo luglio, sono passati solo trenta giorni prima che Netflix pubblicasse la prima parte della medesima, precedentemente portata in Italia dalla web tv VVVVID.

La serie diretta da Tetsuro Araki (Black Lagoon, Death Note) e Masashi Koizuka e adattata da Yasuko Kobayashi è ispirata al manga Shingeki no Kyojin (“L’attacco dei Titani/ Il Titano d’Attacco”) di Hajime Isayama, tuttora in corso di pubblicazione sul mensile Bessatsu Shonen Magazine della mitica casa editrice Kodansha.

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Chernobyl: il nocciolo della questione

L’orrore.

Il dolore.

L’angoscia.

L’ansia.

Immagini truci, crude e che fanno letteralmente rivoltare lo stomaco.

Gli attori così bravi, da sembrare davvero i politici russi di fine anni Ottanta.

Una catastrofe immane, un evento realmente accaduto.

Sì, parliamo di Chernobyl, la serie tv più bella di sempre e con il voto più alto della storia dato dagli utenti (più di Breaking Bad, più di Game of Thrones, più di qualsiasi altro prodotto seriale).

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Stranger Things 3: un’estate per crescere

Nel momento in cui Netflix annuncia che Stranger Things 3 ha battuto tutti i record del colosso dello streaming raggiungendo in soli 4 giorni ben 40 milioni di account, ci troviamo a trarre le fila di una stagione chiaramente creata come punto di transizione all’interno dell’avventura larger than life dei ragazzini di Hawkins, nell’Indiana, e del loro particolare approccio con il soprannaturale e l’entrata nell’età adulta.

La terza stagione di Stranger Things, infatti, si concentra sulla crescita: l’estate di un gruppo di ragazzini che si fa metafora della loro passaggio all’età adulta. Perché l’estate si sa, è una stagione di transizione, di crescita, di esperienze: finisce l’anno scolastico e si apre un mondo che tra vacanze al mare, campi estivi, gite all’estero, riesce a segnare quei bambini, a farli crescere, dar loro quei ricordi che li fa sentire un po’ più maturi e pronti ad affrontare un nuovo, difficilissimo anno scolastico o, in generale, la vita.

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Fleabag: quello che Lena Dunham non vi ha mai detto

Tutto ebbe inizio nel 1998 quando l’HBO pubblicò la prima puntata dell’illustre Sex and the city, serie di culto per generazioni di giovani donne emancipate che, oltreché l’amore, sognavano di trovare l’ultimo paio di Manolo Blahnik; le celeberrime avventure di Carrie Bradshow (Sara Jessica Parker), Samantha (Kim Cattrall), Charlotte (Kristin Davis) e Miranda (Cynthia Nixon) erano ambientate in una patinatissima New York, tra interviste giornalistiche e happy hour con affascinanti uomini d’affari.

Ma dopo lo scintillio di inizio millennio, il sopravvento di Internet e l’attacco alle Torri Gemelle, nel 2012 la medesima HBO pubblicò la “bukowskiana” Girls, scritta e interpretata da Lena Dunham (Questi sono i 40, American Horror Story), le cui protagoniste erano delle disilluse e squattrinatissime millenials, con poco fascino e tanta instabilità emotiva.

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The Neon Thriller: Too Old to Die Young di Nicolas Winding Refn

È difficile. È veramente difficile parlare di Too Old to Die Young, la serie TV di Nicolas Winding Refn, uno degli autori contemporanei che non scende mai a compromessi, che non si inclina alle regole produttive, che non cerca il riscontro facile di pubblico e critica: è uno che ha una sua poetica forte, una concezione estetica manierista e sfacciata dove la sublimazione dell’immagine (sua madre è fotografa) è superiore a ciò che si sta raccontando.

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