Archivio categorie: Serie TV

Peaky Blinders: il crime pop-chiccoso della BBC

Era il 2014 quando la BBC presentò Peaky Blinders, la miniserie da sei episodi di un’ora ciascuno scritta da Steven Knight (Taboo, Allied: Un’ombra nascosta) e diretta dal fior fiore dei registi inglesi dell’ultima generazione  (Colm McCarthy, Tim Mielantis, David Caffrey, Anthony Byrne, Otto Bathurst, Tom Harper); probabilmente nessuno si sarebbe aspettato che questo show, partito come prodotto televisivo abbastanza targettizzato, dal taglio “serioso” e la durata inferiore a una qualsiasi trilogia cinematografica, avrebbe ottenuto un consenso di pubblico così vasto da far acquisire i diritti delle successive stagioni a Netflix.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Chi ha ucciso Sister Cathy? The Keepers di Ryan White

Alle volte capita che l’amato/odiato Netflix metta nella sua libreria delle chicche seriali veramente estreme ed inquietanti. È il caso di The Keepers, una docu-serie true-crime che affronta gli orrori perpetrati ed in parte ancora senza colpevoli accaduti nell’infame Archbishop Kenough High School di Baltimora.

Ciò che fece scoperchiare lo spaventoso vaso di Pandora fu il rapimento e successivo omicidio di suor Catherine Cesnik, la quale avrebbe raccolto testimonianze terrificanti dalle sue alunne: padre Joseph Maskell, il cappellano della scuola, avrebbe più volte abusato o fatto abusare da terzi molte giovani studentesse dell’istituto.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: -1 (da 1 voto)

CURSED: la serie dark fantasy “sorellina” di The Witcher

È ormai appurato che dopo il successo planetario de Il trono di spade il genere fantasy, in qualsiasi sua forma (libri, romanzi, fumetti, anime etc..), sia letteralmente passato al lato oscuro e che qualsiasi prodotto con questa etichetta deve avere protagonisti dannati e sfumature gritty “d’ordinanza”.

Un titolo come Cursed (traduzione di “maledetto”) non poteva non andare a nozze con questo “andazzo”: dal romanzo omonimo scritto da Tom Wheeler (Empire, Il Gatto con gli stivali, Lego Ninjago: Il film) e illustrato dal fumettista Frank Miller (300- L’alba di un impero, The Spirit) è stata tratta la serie tv Netflix rilasciata questo 17 luglio che rielabora la quasi millenaria “materia di Bretagna”  concentrandosi sulla figura di quella che diventerà la misteriosa Dama del Lago – a cui appartiene la famosa “manina” che in molti film/cartoni esce dalle acque per dare Excalibur a Merlino/Re Artù.  

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Il principio del Rancore. Ju-On: Origins

Il 3 Luglio è sbancata su Netflix Ju-On: Origins di Sho Miyake, miniserie di appena sei episodi che cerca di rilanciare sul “versante giapponese” la mitologia di una saga horror ormai ventennale. Dopo la disastrosa nuova versione americana di qualche mese fa (The Grudge di Nicholas Pesce), sembrava che ormai la linfa vitale e mortifera dello spettro rancoroso Kayako fosse inevitabilmente esaurita.

Eppure, lo spirito creato da Takashi Shimizu non si arrende, e sembra che la sua maledizione non solo colpisca i personaggi dei vari film della saga ma anche gli spettatori cinematografici, costretti ciclicamente ad avere a che fare con questo rancore che non conosce fine.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

His Dark Materials – Queste Oscure Materie: una serie tra steampunk e metafisica

Nel 1995 uscì in Inghilterra il primo volume di una serie per ragazzi rivoluzionaria, quasi pioneristica, il cui spessore letterario, decantato dalla critica di tutto il mondo, è al giorno d’oggi ancora un miraggio per pochi autori del genere young adult. Stiamo ovviamente parlando della saga intitolata Queste Oscure Materie del genio di Philip Pullman il cui primo romanzo La Bussola d’Oro è stato vittima di un orripilante adattamento cinematografico del 2007 che non è riuscito a valorizzarne appieno le complessità tematiche.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Atlanta: il “black lives matter” secondo Donald Glover

Mai come in questo periodo la creazione di Donald Glover, Atlanta, è incredibilmente attuale.

Pur essendo una serie la cui prima stagione risale al 2016, le tematiche di disparità razziale che evidenzia sono sempre le stesse che hanno smosso le recenti proteste mondiali a seguito dell’assassinio di George Floyd.

La serie racconta la storia di Earn Marks (Donald Glover stesso) che, dopo aver abbandonato Princeton, si trova al verde e decide di diventare il manager del cugino, Alfred, all’inizio della sua carriera da rapper. Vedremo quindi una manciata di personaggi cercare in ogni modo di avere successo ma anche semplicemente di fare soldi. Quella è la priorità principale dei protagonisti, abitanti dei sobborghi di Atlanta (città con il 54% di afroamericani), città natale dello stesso Glover.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

I Recuperoni: The Young Pope e The New Pope, i capoccia tormentati della casta meretrix

La frase preferita dei detrattori de La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino è “non ha vinto l’Oscar il film, l’ha vinto la città di Roma”; volendo dare credito a questa ipotesi non ci sorprende come mai HBO, Canal+ e Sky abbiano deciso di puntare tutto sul fascino millenario dell’Urbe, commissionando una serie tv che abbia come protagonista il Papa, ultimo grande simbolo della Città Eterna, allo stesso regista che ne ha glorificato il lato profano e decadente.

Dopo aver gustato The Young Pope e The New Pope, trasmesse su Sky rispettivamente dal 18 novembre 2016 e dal 10 gennaio 2020 e ora disponibili su Now tv, ci si domanda se per primo sia stato scritto il soggetto delle serie o sia nata l’estetica sorrentiniana.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Normal People: rappresentare l’intimità

Il 29 aprile è uscita su Hulu la miniserie Normal People ispirata all’omonimo libro di Sally Rooney. Ambientata in Irlanda, la serie vede l’intrecciarsi delle vite dei due giovani protagonisti, Connell (Paul Mescal) e Marianne (Daisy Edgar-Jones), accompagnandoli durante gli anni del liceo e dell’università.

Normal People vanta la regia di Lenny Abrahamson (Frank, Room) e Hattie Macdonald (Fortitude, alcuni degli episodi più acclamati di Doctor Who) ma soprattutto vede l’autrice del libro partecipare alla scrittura della sceneggiatura, scelta che rivela sicuramente nelle intenzioni rispetto per il materiale originale e una garanzia ulteriore di cura per il progetto.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

The Eddy: la musica protagonista

L’8 maggio è uscita su Netflix la nuova serie prodotta e diretta (le prime due puntate) da Damien Chazelle (Whiplash, La La Land), The Eddy. Per la sceneggiatura, Chazelle si è affidato alle capaci mani di Jack Thorne, affermato scrittore noto soprattutto per Skins, Shameless, This is England (la serie).

Come c’era da aspettarsi, visto che prima di tutto è un prodotto di Chazelle, The Eddy è una serie immersa dall’inizio alla fine nel suo grande amore per il jazz. Il protagonista è Elliot Udo (interpretato da Andrè Holland, già visto in Castle Rock, Selma e Moonlight) un ex pianista americano che, dopo la morte di un figlio e la separazione dalla moglie, decide di trasferirsi a Parigi e aprire un jazz club insieme al suo migliore amico. Le cose cambieranno radicalmente quando la figlia ribelle di Elliot (Amandla Stenberg) si trasferirà dal padre e il socio d’affari e amico verrà trovato morto.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Non ho mai…: il trionfo dell’inclusività in salsa camp

Il 27 aprile Netflix ha rilasciato lo scoppiettante Non ho mai… scritto e ideato da Lang Fisher (Brooklyn Nine-Nine, The Mindy Project, The Onion News Network) e Mindy Kaling (The Office, E poi c’è Katherine, The Mindy Project, Saturday Night Live) che racconta le disavventure di un’adolescente americana nerd e secchiona di origine indù e delle sue svitate amiche.

Nonostante la trama quasi banale, potete stare tranquilli, non è un’altra stupida commedia americana e il pubblico che ha amato Insatiable e le sue ciniche sfumature camp non rimarrà deluso.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)