Codice Criminale, la recensione

Uscire da un sistema criminale radicato e anti-redentivo è possibile? Questa è la domanda al centro della narrazione (o per lo meno dovrebbe esserlo), del film Codice Criminale, scritto da Alastair Siddons, ed opera prima di Adam Smith. Il film, che esce in Italia il 28 giugno distribuito da VIDEA, segue la storia di tre generazioni della famiglia Cutler: fuorilegge moderni della campagna britannica. Chad Cutler (Fassbender) è stato addestrato dal padre Colby (Gleeson) per ereditare il suo stile di vita malavitoso. Ma quando Tyson (Georgie Smith), figlio di Chad, raggiunge l’età scolare, l’uomo inizierà una battaglia con il padre per decidere le sorti del futuro della famiglia. Come in una monarchia: Colby è il re, Chad il principe, Tyson l’erede al trono.

Nel frattempo l’irrequieta dinastia “reale” Cutler continua la sua fiera vita fuori della legge: sessioni di caccia alle lepri, rapine in case signorili, corse d’auto. Il tutto condito da sbeffeggiamenti alla polizia. È una tradizione, una sorta di ‘codice’ non scritto: la criminalità è scritta nei geni.

Chad, però, è tormentato tra il rispetto che nutre verso suo padre ed il desiderio di dare una vita migliore a sua moglie Kelly (emblema della forza trainante, verso una nuova vita) e ai loro bambini. Ma per raggiungere l’espiazione deve, necessariamente, scontrarsi con la rabbia di Colby e con un sistema che non permettere redenzione.

E’ una dinamica affascinante – dichiara Fassbender – una parte della famiglia vuole stabilirsi in modo permanente e l’altra, quella più anziana, rappresentata dal personaggio di Brendan, Colby, fa tutto ciò che è in suo potere per evitare che questo accada e per mantenere le vecchie tradizioni”. Una delle principali fonti di conflitto tra padre e figlio risiede proprio nel modo diverso di vedere le cose, argomento che, secondo il regista, possiede un fascino universale.

Con la polizia sempre più alle calcagna e la presa di suo padre sempre più serrata, Chad inizia a realizzare che il suo destino potrebbe non essere più nelle sue mani e che salvare la sua famiglia potrebbe comportare un doloroso sacrificio. No, uscire da un sistema criminale radicato non è poi così semplice.

Con Codice Criminale, Adam Smith, noto per il film-concerto dei The Chemical Brothers, Don’t Think e per la teen series Skins, tenta la sua prima prova cinematografica di un certo rilievo. Senza dubbio la pellicola deve moltissimo a Michael Fassbender, che propone un’interpretazione magnetica e molto interessante, da outsider maledetto. In maniera brillante, il protagonista è in grado di mescolare il lato sgradevole con una vulnerabilità che ti fa sentire dalla sua parte, comprendere il suo punto di vista e affogare nella melma che opprime la sua esistenza.

Per calarsi nella parte, gli attori, per alcuni periodi, sono stati a contatto con le comunità nomadi. Una parte del film è girata durante una vera fiera nomade. “Il campo rom era piuttosto grande ed è stato importante sentirsene parte. C’era confusione – racconta Fassbender – e a volte è stato un po’ caotico, ma ne avevamo bisogno. La visione dall’interno e l’autenticità sono stati aspetti davvero importanti per un film come questo”.

Fil rouge dell’intero progetto è la colonna sonora originale, dei The Chemical Brothers, il duo britannico di musica elettronica, che diviene quasi coprotagonista in alcuni passaggi. Nonostante la pellicola sia stata accostata in maniera piuttosto insensata a Drive e a Come un tuono, possiamo affermare che ha ben poco in comune con le stesse. La produzione del film azzarda anche paragoni con il film serbo del 1998, di Emir Kusturica, Gatto Nero, Gatto Bianco, capolavoro incentrato su un gruppo di zingari, insediati sulle rive del Danubio. No. Codice Criminale non ha quel mood, non ha quegli odori e non ha lo sfondo di folklore necessario. Ci prova moltissimo, questo dobbiamo ammetterlo, ma quella vena manca. Come ha ben poco in comune con Snatch, il film di Guy Ritchie, intriso di sadica ironia, che vedeva Brad Pitt nei panni di uno zingaro.

Codice Criminale segue più le fila del tipico gioco guardia e ladri, centrando poco il focus. Sembra un film sulla famiglia e sulla speranza…ma poi si perde. Sembra un film su uno zingaro ribelle…ma poi si perde. Sembra essere un affresco sulla vita in un campo nomade…ma poi resta solo un bozzetto. Sembra che da un momento all’altro debba partire una colonna sonora pazzesca…ma poi si perdono le tracce anche di essa!

Codice Criminale sembra molte cose, senza approfondirne per bene nessuna.

Ilaria Berlingeri

PRO CONTRO
Fassbender come protagonista.

Alcuni passaggi della colonna sonora.

La scena sull’albero.

Il film non fa centro e non risponde a pieno alla domanda fondamentale.

A tratti stimola il sonno.

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