Contromano, la recensione

Mario Cavallaro è un uomo mite. La sua esistenza tranquilla si divide tra il lavoro in un negozio di calzini ereditato dal padre e la sua unica passione, un orticello che coltiva con cura sul terrazzo della sua palazzina. Mario è un tradizionalista che ama l’ordine, la precisione, il rispetto, la puntualità ed è cresciuto con un solo ed unico credo: per il bene del mondo, ogni cosa deve stare al suo posto! La vita di Mario, tuttavia, va letteralmente in tilt quando apprende che il bar in cui è solito fare colazione da cinquant’anni è stato acquistato da un egiziano kebabbaro desideroso di espandere l’attività. Un autentico shock per Mario, che culminerà nel folle gesto di rapire Oba, un venditore ambulante senegalese che vende calzini proprio fuori il suo negozio, con l’intento di riportarlo in Senegal. Un viaggio in auto, andata e ritorno Milano-Senegal, proprio per “rimettere le cose a posto”. Oba, inizialmente diffidente, si rassegna e accetta di essere riportato “a casa” ad una sola condizione: Mario dovrà riportare in Senegal anche la sorella, Dalida.

Nel 2018 l’immigrazione e la globalizzazione sembrano essere diventati davvero un problema serio. Almeno in Italia. Siamo nell’epoca in cui l’italiano viene chiamato alle urne e vota Salvini e in cui all’ora di cena le famiglie accendono la tv per seguire il talk show “Dalla vostra parte” (solo per farsi qualche risata, dicono mentendo). In quest’epoca “nera”, non sorprende di certo l’uscita nella sale di un film come Contromano, anzi, stupisce che ci sia voluto così tanto prima che qualcuno si decidesse ad ironizzare, in modo così convinto e preciso, proprio su questa difficile condizione dell’Italia di oggi.

Ci ha pensato il comico lombardo Antonio Albanese ed anche questo è un dato che non sorprende se si pensa alle sue maschere comiche d’inizio carriera. Tra i suoi personaggi più riusciti, quelli che lo hanno aiutato ad imporsi nel panorama della comicità italiana, c’era il disprezzabile ingegnere Ivo Perego, industriale della Brianza dedito al solo lavoro e contraddistinto da una vena “razzista” non indifferente verso tutto ciò che era del “sud”. Un personaggio cinico e ignobile, ben sfruttato da Albanese nel divertente La fame e la sete, che si faceva porta bandiera di una comicità a tratti innovativa e abile nel giocare con il politicamente scorretto. Una vena ironica così pungente e cattiva che ha saputo trovare l’apice della felicità con Cetto La Qualunque nel geniale Qualunquemente diretto da G. Manfredonia nel 2011.

Adesso, dopo ben sedici anni dalla sua ultima regia, Antonio Albanese torna al cinema con una commedia da lui diretta e interpretata e con una storia che ha tutte le caratteristiche per inserirsi alla perfezione nella sua filmografia. Partendo dal “giorno di ordinaria follia” di un uomo “qualunque”, mite e pacato, Contromano è l’occasione ghiotta per fare satira su un Paese evidentemente al collasso in cui le classi dirigenti non riescono più a soddisfare le richieste del cittadino così da lasciare il passo ad un inquietante populismo che avanza. Il potere politico del Paese è conteso da ex-comici ed esaltati e l’italiano, in tutto ciò, cosa può fare? Può restare a guardare… oppure si può rimboccare le maniche per cercare, nel proprio piccolo, di risolvere i problemi. È esattamente quello che fa Mario Cavallaro (Albanese), un Don Chisciotte dei nostri tempi, convinto di contribuire alla soluzione del problema “immigrazione” riportando personalmente in Senegal gli immigranti che “affollano” le strade italiane lavorando come ambulanti e chiamano “amigo!” chiunque capiti a tiro. Un’impresa folle ma non così impossibile, per Mario, perché con la scusa del viaggio umanitario “uno ad uno vi riportiamo a casa, tutti!”.

Un’intuizione giusta, quasi necessaria potremmo dire, eppure qualcosa è andato storto così che l’attore di Olginate (riduttivo, ormai, considerarlo solo un “comico”) non è stato all’altezza di maneggiare e plasmare una storia perfettamente nelle sue corde. Il problema più grande è che ci si annoia, e nemmeno poco, durante la visione di Contromano e così, con sorpresa, ci si ritrova spesso ad aprire la bocca per sbadigliare anziché ridere. Albanese sembra aver perso completamente la verve comica e, nonostante la storia sia ricca di spunti potenzialmente divertenti, non riesce in nessun momento a cogliere l’ironia insita nelle situazioni. In mano ad altri, compreso l’Albanese del passato, Contromano sarebbe stato sicuramente un campionario di situazioni esilaranti.

Non si capisce bene quale sia stato l’approccio al film, tanto di Antonio Albanese che di Domenico Procacci che produce,  perché la percezione che si ha è quella di un film tenuto paurosamente a freno, una commedia politicamente scorretta che ha paura di essere scorretta. Ne esce fuori un film senz’anima, inutile, che non diverte chi ha voglia di ridere ma, al tempo stesso, non si fa nemmeno messaggero di chissà quale allocuzione. C’è spazio solo per una piccola morale, banale e patetica, che si intuisce sin dai primissimi minuti di film.

In un cast ridotto all’osso, a peggiorare le cose ci pensa il co-protagonista Alex Fondja che, oltre ad avere delle doti recitative discutibili (imbarazzante il momento dell’avvelenamento nel tè) e vittima di un look che non aiuta, sfoggia una bruttissima presenza scenica che compromette il funzionamento di tante sequenze del film, a partire da quella in spiaggia. Indubbiamente meglio la co-protagonista femminile che ha il volto di Aude Legastelois.

A sedici anni di distanza da Il nostro matrimonio è in crisi, il ritorno alla regia di Antonio Albanese è più che mai deludente. Epifanio, Alex Drastico, Ivo Perego, Pacifico, Cetto La Qualunque…il talento comico di Antonio Albanese risiede sicuramente altrove.

Giuliano Giacomelli

PRO CONTRO
  • L’intuizione di fare ironia sull’attuale problema dell’immigrazione e delle integrazioni.
  • Fiacco oltre ogni limite.
  • Tante situazioni potenzialmente divertenti…tutte mancate.
  • Una morale finale prevedibile ed anche un po’ patetica
  • Alex Fondja.
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Valutazione: 4.0/10 (su un totale di 1 voto)
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