Crawl – Intrappolati, la recensione

Crawl - Intrappolati

Un argomento particolarmente florido nel filone horror dei beast movies è quello che interessa alligatori, coccodrilli e altri rettili acquatici. Non sono pochi, infatti, i film che hanno incentrato su questa particolare minaccia gustosi divertissment a base di sopravvivenza estrema, gore massiccio, un pizzico d’avventura e urla a squarciagola. Se torniamo indietro negli anni, possiamo trovare autentiche perle come l’ineguagliato Allligator (1980) di Lewis Teague, il gustoso Killer Crocodile (1989) di Fabrizio De Angelis, Lake Placid (1999) di Steve Miner e Crocodile (2000) di Tobe Hooper. Dopo di che, in mezzo a una marea di scadenti produzioni televisive e direct to video a cui ha contribuito la famigerata trash-maker The Asylum, possiamo citare giusto un terzetto di titoli che si fanno ricordare con gran piacere, tutti prodotti nel 2007: Paura Primordiale di Michael Katleman, Rogue di Greg McLean e Black Water di David Nerlich. Poi il buio, se non sporadici tentativi di utilizzare rettili realizzati in brutta CGI per filmetti da seconda serata televisiva. Fino a oggi.

Il gran riscatto del beast movie a base di famelici rettili acquatici arriva con Crawl – Intrappolati, ritorno alla regia del beniamino dell’horror/splatter Alexandre Aja, che qui ha il benestare (in produzione) di Sam Raimi, decano del sangue a secchiate e autore di autentici capolavori come La Casa e Darkman.

Crawl - Intrappolati

In un paesino della Florida impazza un uragano classe 5, ma questo non ferma Haley che si dirige verso la casa d’infanzia per cercare suo padre Dave, convinta che gli sia successo qualcosa visto che non risponde al telefono da diverse ore. E pensava bene visto che Dave è ferito e svenuto nello scantinato di casa, che pian piano si sta allagando a causa della pioggia incessante. Come se non bastasse, dei giganteschi e famelici alligatori infestano l’area circostante l’abitazione e sono riusciti ad entrare proprio nello scantinato! Per Haley sarà una dura lotta per la sua sopravvivenza e quella di suo padre.

Crawl – Intrappolati, oltre a rappresentare uno dei rari esempi di beast-movie a base alligatori prodotti negli ultimi anni, è anche uno dei migliori mai realizzati.

Quel che funziona maggiormente nel film di Alexandre Aja scritto da Michael e Shawn Rasmussen è il sagace mix tra disaster movie e il filone degli animali assassini. Lasciando completamente da parte l’ironia, Crawl va diritto al punto e dopo pochi minuti mirati a presentarci la protagonista – interpretata da una convincente Kaya Scodelario – e il suo conflittuale rapporto con il genitore, ci troviamo catapultati in un tesissimo spettacolo a base di uragani e alligatori killer.

Crawl - Intrappolati

L’idea di ambientare gran parte del film in un’unica location è ben giustificata proprio dalla situazione di pericolo generata dall’uragano che costringe i personaggi a movimenti limitati, oltre a trasformare in habitat ideale per gli alligatori anche un’abitazione a due piani.

Aja, che in passato ci ha deliziato con gioielli come Alta tensione e il remake de Le colline hanno gli occhi, gestisce benissimo la tensione riuscendo a tenere costante il senso di pericolo per l’intera durata del film. Non c’è un attimo di cedimento e gli attacchi degli alligatori sono piazzati sempre al punto giusto per tenere alta l’attenzione. A questo gioca anche l’espediente di inserire al momento opportuno altri personaggi pronti a far da carne da macello, classico flick del cinema horror per riempire i tempi morti e accrescere il body count.

Anche in quanto a grand guignol, Crawl ci offre diversi momenti memorabili che non si risolvono con la classica chiazza rossa sul filo dell’acqua ma puntano su arti mozzati e sbranamenti in bella vista, come un patito dell’horror chiede. E il look dei “mostri” è un altro punto a favore del film, dal momento che gli alligatori di Crawl sono realizzati in buona parte con convincenti animatronic (spesso sono mostrati in maniera parziale, soprattutto nella prima parte) e per il resto con buoni effetti visivi mai troppo invasivi.

Crawl - Intrappolati

Come spesso accade in questa tipologia di film, è richiesta anche una buona dose di sospensione dell’incredulità allo spettatore, soprattutto per le doti da “wonder woman” della protagonista e la sua incredibile capacità di resistere al dolore. Una scivolata di credibilità su cui si può senz’altro soprassedere.

Asciutto, cruento, dall’impianto minimale ma solido e ricco di tensione: Crawl – Intrappolati è il riscatto di un sotto-filone che davamo per spacciato dopo le agonizzanti recenti performance di scarsissimi prodotti televisivi. Invece gli alligatori tornano ruggenti e affamati per un beast-movie estivo che non delude.

Dal 15 agosto al cinema distribuito da 20th Century Fox.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Una storia semplice e ben raccontata.
  • Ricco di momenti di tensione.
  • Va diritto al punto e non lesina in gore.
  • A volte è chiesto allo spettatore di sospendere in maniera massiccia la propria incredulità.
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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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