Darkest Minds, la recensione

Siamo in America, nel pieno di un futuro distopico (sì, di nuovo). Una misteriosa epidemia colpisce tutti i bambini, causandone la morte o facendo sì che sviluppino dei superpoteri. Chi ne è dotato, come Ruby (Amandla Stenberg), viene considerato una minaccia dal governo e spedito in un campo di prigionia: qui la giovane finge per diversi anni di non essere un’arancione (controllano la mente altrui e perciò vengono eliminati), finché non viene scoperta e costretta a darsi alla macchia.

Se la trama vi ricorda quella della saga Divergent con Shailene Woodley, non siete nel torto. Infatti anche Darkest Minds è l’adattamento del primo libro di una trilogia in cui la protagonista è costretta a nascondere il suo status atipico; dapprima impacciata ma via via sempre più consapevole della sua forza, la giovane diventerà un simbolo di ribellione contro la società divisa in rigide caste.

Il quadro distopico-young adult è ovviamente completato da una storia d’amore con un ragazzo sensibile e attento. Dunque Darkest Minds non solo non spicca per capacità innovative, ma riesce anche ad appiattire i cliché del genere a cui appartiene: i dialoghi, il setting, tutto sembra inautentico perché è l’imitazione di un’imitazione. Per citare Samuele Bersani, più che un film è la copia di mille riassunti.

Non aiutano, inoltre, i buchi di sceneggiatura: molti risvolti narrativi presentano spiegazioni vaghe e perciò insoddisfacenti, come la profonda idiosincrasia di Ruby e i suoi amici nei confronti della Lega, organizzazione paramilitare contrapposta al governo, o la natura del campo di Slip Kid, e tanti altri misteri che si spera verranno sviscerati nei capitoli seguenti.

Un altro elemento che ci auguriamo di ritrovare nei prossimi film è la chimica tra Ruby e i suoi compagni di disavventura, coi quali intraprende un viaggio on the road che risulta la parte leggermente più vivace di Darkest Minds, in quanto c’è la storia d’amore col ragazzo sensibile e attento di cui sopra, un nerd super intelligente e buffo nonché una bambina che ci ispira tenerezza. Per il resto, c’è ancora parecchio su cui lavorare.

Giulia Sinceri

PRO CONTRO
Il feeling tra Ruby e i suoi compagni di viaggio. I buchi di sceneggiatura e una quasi totale piattezza.
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Valutazione: 5.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Darkest Minds, la recensione, 5.0 out of 10 based on 1 rating
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