Disponibili in dvd: Nico, 1988 e Morto Stalin se ne fa un altro.

Tra le più recenti uscite home video di CG Entertainment, in abbinamento al marchio Mustang Entertainment, troviamo due titoli che hanno esordito in sala circa un anno fa riscotendo elogi ed apprezzamenti un po’ ovunque. Due film da “festival”, potremmo dire, perché il primo ha saputo destreggiarsi al Festival di Venezia 2017 vincendo come miglior film nella sezione Orizzonti mentre il secondo ha conquistato la giuria del TFF 2017 che gli ha assegnato il premio Fipresci. Due film estremamente differenti, soprattutto nel linguaggio narrativo ed espressivo, ma accomunati dalla stessa voglia di raccontare qualcosa di estremamente vero che ha influito e condizionato la nostra Storia e la nostra Cultura in un passato più o meno recente. Arrivano in DVD il biopic Nico, 1988 e la black comedy Morto Stalin se ne fa un altro.

Da una coproduzione Italia/Belgio nasce Nico, 1988, un biopic molto più interessante per ciò che il film rappresenta piuttosto che per i suoi reali meriti artistici. Diretto dall’italiana Susanna Nicchiarelli, la stessa che anni addietro ci aveva regalato i discutibili Cosmonauta e Alla scoperta dell’alba, Nico, 1988 non solo ha conquistato la giuria veneziana che ha conferito all’opera un prestigioso riconoscimento ma è riuscito a fare incetta di premi anche all’edizione 2017 dei David di Donatello dove si è aggiudicato ben quattro riconoscimenti (miglior sceneggiatura originale, miglior suono, miglior trucco, miglior acconciatura).

Il film della Nicchiarelli decide di raccontare gli ultimi anni di vita di un personaggio particolarmente influente per ciò che riguarda la cultura pop del XX secolo: la tedesca Christa Päffgen, meglio conosciuta con il suo nome d’arte Nico, ex-modella e cantante che è stata musa di Andy Warhol ed ha suonato con Lou Reed e in iconiche band come i Velvet Underground. Protagonista di un certo movimento culturale di fine millennio, Nico è solitamente associata alle “ingombranti” figure che ha affiancato e solo in rarissime occasioni ha visto i riflettori puntati direttamente su di lei. Susanna Nicchiarelli fa esattamente questo: non le importa del passato da modella, non le importa di quel periodo quando ha suonato con i più apprezzati artisti di fine novecento, le importa solo di Nico (qui interpretata dalla bravissima Trine Dyrholm) e della sua attività da solista quando, negli ultimi anni della sua vita e ormai invecchiata e pentita per aver abbandonato suo figlio quando era ancora giovane, attraversa l’Europa per portare in scena uno dei suoi ultimi tour.

Andando al di là dell’importanza di chi si è scelto di raccontare, il vero elemento d’interesse in un film come Nico, 1988 è la natura squisitamente cinematografica di questo biopic. Il genere biografico, infatti, in Italia è spesso prerogativa di fiction o mini-serie tv e solitamente, ad essere raccontati in questi prodotti, sono tutti quei personaggi nazionalpopolari che hanno svolto un ruolo chiave nella Storia dell’Italia o nella sua cultura. Scegliere di raccontare un personaggio così “pesante” a livello internazionale, non italiano tra l’altro, e soprattutto in un film dal taglio così tanto cinematografico è sicuramente una cosa poco comune e perciò apprezzabile. Una scelta che, quasi sicuramente, non sarebbe stata tale se in produzione non ci fosse stata la quota belga.

A convincere, al tempo stesso, è il look di Nico, 1988. Girato nel formato 4/3 e fotografato con perizia da Crystel Fournier, il film della Nicchiarelli riesce in modo molto attento a riproporre la fine degli anni ottanta così che il film sembra provenire direttamente da quegli anni senza far respirare in alcun momento quel senso di “ricostruito” o “artificioso”.

Purtroppo però ci si deve fermare qui e Nico, 1988 non ha molte altre cartucce da sparare. Ad ostacolare principalmente la piena riuscita del film ci pensa proprio la sceneggiatura (e qui ci si potrebbe interrogare molto sul David di Donatello assegnato), esageratamente sgangherata e ripetitiva. Ricorrendo ad una narrazione inutilmente schematica (frammento di vita – esibizione – frammento di vita – esibizione), l’opera della Nicchiarelli finisce con il raccontare un “personaggio” così complesso in modo sterile ed anche superficiale.

CG Entertainment e Mustang Entertainment distribuiscono il film solamente su supporto DVD. L’assenza dell’alta definizione, tuttavia, non si lascia percepire più di tanto (visto e considerato il look da “reperto storico”) così che il DVD riesce a compiere egregiamente il suo lavoro. Tecnicamente il prodotto funziona molto bene, dunque, con un quadro video rispettoso nei confronti della fotografia ed un reparto sonoro di qualità (DD 5.1 e 2.0 sia per la versione originale che quella italiana) che riesce a rendere in modo soddisfacente sia nei momenti dialogati che nelle molte sequenze musicali. Tra i contributi extra troviamo un backstage di 20 minuti, arricchito da interviste alla regista che ci spiega come è avvenuta la nascita di questo progetto ambizioso, e la galleria fotografica.

Facciamo un salto indietro (sia temporalmente che qualitativamente) e da un biopic desideroso di restituire la depositava storica di un personaggio “importante” passiamo alla burletta-storica, una commedia sopra le righe che vuole raccontare – con il sorriso – i fatti che seguirono immediatamente la morte di Stalin nell’Unione Sovietica del 1953.

Nella notte del 2 marzo 1953 Iosif Stalin, capo supremo dell’URSS, cade a terra senza vita stroncato da un’improvvisa emorragia cerebrale. La sua morte, tuttavia, viene ufficialmente dichiarata due giorni più tardi e in questo brevissimo lasso di tempo tutta la squadra ministeriale del defunto dittatore inizia a sfidarsi, in modo astuto e calcolato, con l’inequivocabile obiettivo di prendere il posto del dittatore e acquisire il potere supremo.

Diretto dall’inglese Armando Iannucci e tratto dall’omonima graphic novel (The Death of Stalin) di Fabien Nury e Thierry Robin, Morto Stalin se ne fa un altro è una verbosissima opera cinematografica che intende minimizzare gli orrori della dittatura stalinista mediante lo strumento della risata e, in modo più preciso, della satira politica. Ne viene fuori un racconto costantemente sopra le righe che mette in scena personaggi (non persone) colorati e stravaganti, ridotti volontariamente a macchiette, coinvolti in situazioni grottesche dove – proverbialmente parlando – si ride per non piangere.

La sceneggiatura scritta dallo stesso Iannucci, assieme a David Schneider e Ian Martin, è sicuramente agile e dinamica e nella sua struttura claustrofobia (siamo quasi sempre all’interno dell’ufficio dell’ex dittatore) sembra essere la trasposizione cinematografica di una piece teatrale piuttosto che di un romanzo a fumetti. Per far funzionare al meglio uno script di questa tipologia serviva necessariamente un grande cast e infatti così è stato, vista e considerata la presenza dei grandi nomi coinvolti tra i quali è doveroso citare il sempre magnifico Steve Buscemi, Jeffrey Tambor, Jason Isaacs e Olga Kurylenko.

Differentemente da ciò che si può immaginare, trattandosi di una commedia, Morto Stalin se ne fa un altro non è un film adatto più o meno a tutti i palati. Può divertire come annoiare, far ridere come sbadigliare. Tutto dipende e varia dal rapporto che il singolo spettatore ha con la satira di carattere storico e politico.

Anche Morto Stalin se ne fa un altro arriva sul mercato home video direttamente su supporto DVD. A differenza del caso precedente, tuttavia, l’alta definizione in questo caso avrebbe aiutato molto l’opera di Iannucci vista la bella cura estetica del prodotto che, essendo ambientato prevalentemente in interni, gioca molto con la luce diffusa e i chiaro-scuri. Un’edizione blu-ray avrebbe potuto valorizzare queste pennellate di stile. Detto questo, ad ogni modo, il DVD distribuito da CG e Mustang si difende in modo egregio e restituisce un quadro video che sfrutta bene le capacità del supporto così come il reparto audio (Dolby Digital 5.1 sia per la traccia originale che quella doppiata in italiano).

I contenuti extra sono soddisfacenti e variegati. Tra questi troviamo un’interessante intervista di 6 minuti al co-autore della graphic novel Fabien Nury (Dalla graphic novel al film) ed una seconda intervista di 4 minuti allo storico Jean-Jacques Marie che ci illustra quali sono i punti di contatto che il film ha con la “Storia” reale (Dalla Storia al film). Si prosegue con un brevissimo filmato di ringraziamento (58 secondi) che il regista rivolge alla commissione del TFF 2017 ed otto brevi clip estratte dal film utilizzate per accompagnare la campagna marketing sui social network di Morto Stalin se ne fa un altro. L’offerta si chiude con il trailer del film.

Giuliano Giacomelli

NICO, 1988 di Susanna Nicchiarelli

Label: CG Entertainment e Mustang Entertainment

Formato: DVD

Video: 4:3 – 1,33.1

Audio: Italiano DD 5.1 – 2.0; Originale DD 5.1 – 2.0

Sottotitoli: Italiano

Extra: Backstage, Foto

MORTO STALIN SE NE FA UN ALTRO di Armando Iannucci

Label: CG Entertainment e Mustang Entertainment

Formato: DVD

Video: 16/9 – 1,85:1

Audio: Italiano Dolby Digital 5.1; Inglese Dolby Digital 5.1 con sottotitoli in italiano

Sottotitoli: Italiano per non udenti

Extra: Il regista e Stalin ringraziano il TFF per il premio ricevuto, Dalla graphic novel al film, Dalla Storia al film, Pillole social, Trailer

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