EIFF 2016: The White King

Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore danese György Dragomán, The White King racconta la vita del dodicenne Djata (Lorenzo Allchurch), e della sua famiglia, sotto il regime totalitario di Homeland. Un futuro distopico, fittizio, ma dal profilo a tutti noi fin troppo familiare. Homeland ricorda l’Europa della seconda guerra mondiale. Anche se ambientato nel futuro, ogni forma di tecnologia è totale monopolio del governo che ne priva la popolazione, condannandola a un’esistenza di arretratezza, paura e repressione.

Tecnologia come simbolo di progresso, di cui Djata ha un assaggio in occasione della visita alla casa del generale Meade (Greta Scacchi) dove, sbigottito, viene invitato a giocare una partita a scacchi da un androide.

Ciò che resta della tecnologia che una volta apparteneva agli abitanti, il bambino la trova successivamente accatastata dentro una grotta all’interno di un’area preclusa, dove all’inizio del film il padre gli aveva raccontato essere nascosto un “inestimabile tesoro”.

Il progresso tecnologico visto quindi in una doppia veste; come mezzo di libertà e comunicazione, ma anche come mezzo di controllo se concentrato nelle mani di pochi.

The White King Agyness Deyn

Quando il padre Peter (Ross Partridge) viene arrestato in quanto ribelle e condotto in un campo di lavoro, Djata giura che non si darà pace finché non riuscirà a rivederlo. Per lui e la madre Hannah (Agyness Deyn) però le difficoltà si moltiplicano e il giovane scopre un mondo ancora più meschino e oscuro, dove la paura corrompe e fa avvizzire l’anima degli uomini e li rende incapaci di qualsiasi azione coraggiosa o altruista.

Troviamo i vicini codardi, che pur non condividendone i principi appoggiano il governo per paura di venire puniti, le spie che tradiscono e gli sciacalli che se ne approfittano. Tutti coloro che in seno al sistema hanno costruito la propria fortuna sulle spalle dei più deboli.

The White King dipinge un quadro della natura umana che la storia ci ha mostrato più volte. Quando in situazioni difficili, per paura o per interesse, diamo il peggio di noi a discapito della libertà degli altri.

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A fronte di una storia relativamente semplice, per raccontare questo delicato contesto sociale gli autori privilegiano i piccoli avvenimenti, attuando alcune scelte narrative non scontate. Un esempio è il tentativo di stupro da parte di un generale donna ai danni della madre di Djata, dinamica che raramente vediamo su grande schermo e sicuramente di forte impatto.

Non tutto però è quello che sembra e ognuno nasconde nel cuore le proprie ragioni e la propria triste storia da raccontare, “Homeland è crudele e io ho fatto quello che era meglio per il bene di tuo padre” dice il nonno (Jonathan Price) a Djata durante uno dei momenti più toccanti del film.

La regia di Alex Helfrecht e Jörg Tittel, elegante e discreta, non grava mai sull’opera, lasciando che le vicende si raccontino al meglio attraverso le efficaci interpretazioni del giovane e talentuoso protagonista Lorenzo Alluchurch e degli altri interpreti tra i quali spiccano i grandissimi Jonathan Price e Fiona Shaw.

The White King Jonathan Pryce & Lorenzo Allchurch

The White King non ci racconta nulla di nuovo, Homeland è il ritratto di un’umanità che periodicamente ritorna sui suoi passi e compie i medesimi errori, incapace di accettare il diverso e la libertà di pensiero e azione. Una storia che abbiamo già sentito molte volte, ma che sembra sempre nuova, sempre attuale.

Un film che va visto perché ci aiuta a ricordare ciò che siamo stati e ciò che potremmo essere di nuovo, nella speranza di un futuro diverso e migliore.

Susanna Norbiato

PRO CONTRO
  • Interpretazioni perfette.
  • Una storia che fa leva sullo sviluppo della caratterizzazione dei personaggi.
  • Regia funzionale e non invasiva.
  • Sono cose che fa sempre bene rivedere e risentire.
  • Alcuni momenti eccessivamente stucchevoli soprattutto verso il finale.

 

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EIFF 2016: The White King, 8.0 out of 10 based on 1 rating
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    2 Responses to EIFF 2016: The White King

    1. Lorenzo Allchurch ha detto:

      Grazie Susanna, girare questo film e’ stata una grande esperienza per me, anche perche’ la storia e’ reale: per farsi valere e capire dove sta la verita’ non e’ necessario essere supereroi!
      Ciao
      Lorenzo

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      Valutazione: 5.0/5 (su un totale di 1 voto)
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    2. Maria Gabriella Cerreta ha detto:

      Speriamo di vedere presto il film anche in Italia!

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