Élite, seconda stagione: il teatro dell’assurdo

Ad agosto Netflix ha pubblicato la seconda stagione di Élite, teen drama spagnolo che aveva tentato di portare scalpore nel panorama delle serie per ragazzi già l’anno scorso.

Élite parla di un gruppo di ragazzi ricchi, studenti in una scuola privata di Madrid particolarmente costosa. La loro vita cambia quando quattro ragazzi di classe medio-bassa vengono trasferiti lì a causa di un crollo nella loro vecchia scuola. Vediamo quindi le relazioni di questi ragazzi intrecciarsi e complicarsi, il tutto sostenuto dal mistero attorno a cui ruota la trama: chi ha ucciso Marina (Maria Pedraza)?

La serie infatti nella prima stagione era strutturata con questi continui salti temporali fra il presente, dove la polizia interroga i compagni di classe della ragazza assassinata, e il passato dove vediamo svolgersi gli eventi che porteranno alla tragedia. Quindi il mistero stava nello scoprire il nome dell’assassino, che ci veniva rivelato alla fine della prima stagione. La seconda quindi si concentra sulle reazioni al lutto dei compagni e sulla presunta scomparsa di uno di loro, utilizzando sempre la stessa struttura della prima.

elite stagione 2

Élite non è la prima serie ad utilizzare questo schema, che è semplicemente la modalità classica di funzionamento di un giallo, ma per qualche motivo i realizzatori credono di essere stati innovativi. Forse perché vogliono mostrarci il disagio giovanile di questi piccoli Rockfeller: la disinibizione, l’abuso di sostanze e lo sperpero continuo di denaro ma, come spesso succede con i teen drama, quello che viene presentato è una copia assurda della realtà. E non per i fatti che accadono, ma semplicemente per la rappresentazione degli adolescenti. Se spostassimo l’azione in una corporazione di subdoli cinquantenni che si fregano le mani e tramano il nuovo intrigo, le modifiche al copione non sarebbero poi così tante. L’unica cosa che trasmette l’idea di novità per questi ragazzi (perché questo è la gioventù, una mancanza di esperienza) sono i problemi riferiti agli occasionali personaggi omosessuali e quelli interni di una famiglia musulmana a disagio con la promiscuità del mondo occidentale.

elite stagione 2

Questi ragazzi hanno diciassette anni e ricordano il tempo in cui giocavano ai videogiochi come farebbe un ottuagenario ripensando alla gioventù andata. Ma quali sono gli adolescenti che organizzano serate di gala di beneficienza? Che fanno intrighi con la polizia per catturare il compagno? Che trattano il sesso come una cosa ormai trita e che necessita di nuovi stimoli? È una cosa risaputa ormai che nei teen drama gli adolescenti si comportino come adulti navigati (senza l’ombra di un controllo genitoriale oltretutto), basta ricordarci di prodotti come Gossip Girl o il nuovo, allucinante, Riverdale. Ma in questo modo sembra di aver fatto il salto dall’altra parte dei confini della realtà: prima ci lamentavamo di serie con un casting di persone evidentemente sopra i venti anni (o trenta) per interpretare sedicenni, adesso gli attori sono credibilmente giovani ma si comportano come adulti alle prese con intrighi aziendali.

elite stagione 2

Alla fine, ciò che ci rincuora è che malgrado serie come Élite, ci siano anche serie pensate davvero per parlare degli adolescenti e agli adolescenti (per fare un esempio, Sex Education). Al prossimo teen drama!

Silvia Biagini

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.