Ferdinand, la recensione

Ferdinand è un toro che adora i fiori e odia combattere. Cresciuto in un allevamento di tori da corrida è l’unico degli ospiti a non voler morire nell’arena. Come dargli torto? Ha visto suo padre partire e non tornare più. Ferdinand ha capito che non sono sempre i tori a trionfare contro il matador. Da cucciolo, quindi, fugge per trovare la sua dimensione a casa di Nina, una bambina il cui padre coltiva fiori: è il paradiso per Ferdinand ma un equivoco lo riporta sulla strada della competizione. Riuscirà il bel toto buono ad affermare la propria natura pacifica? Siamo a Natale: la favola animata e animalista è servita, in salsa squisitamente gioiosa e ribelle!

Ferdinand è la versione cinematografica del corto disneyano Ferdinando il toro, vincitore nel 1938 di un Oscar per il soggetto, a sua volta basato su La storia del toro Ferdinando dell’americano Munro Leaf, illustrato da Robert Lawson. Il libretto è una sorta di manifesto pacifista antifranchista, messo al macero perfino dai nazisti. Infatti, questa favola che Leaf ha scritto nel 1936, in meno di un’ora, su un taccuino, è stata vietata nella Spagna franchista e nella Germania nazista e, alla fine del conflitto, è stata distribuita ai bambini reduci dalla guerra come simbolo di pace.

Il regista è il brasiliano Carlos Saldanha, già co-regista di L’Era glaciale, e autore di Rio e Rio 2 e L’era Glaciale 2 e 3. Saldanha riesce a rimanere fedele alla storia originale diluendo, necessariamente, tratti della trama, aggiungendo qualche personaggio ed alcuni passaggi caratteristici del suo cinema: l’ironia, la comicità fisica e gli elementi di attualità pop. La regia incalza sulle scene d’azione rocambolesche, riuscendo nel difficile intento di mantenere la narrazione vicina sì allo stereotipo etnico ispanico, ma senza mai risultare eccessiva e sgradevole.

Nonostante i temi molto profondi Saldhana si ricorda soprattutto di divertire regalando allo spettatore una carrellata di personaggi comici. L’ironia degli autori è evidente anche nella scelta del doppiatore americano di Ferdinand, il campione di wrestling John Cena, che recentemente ha limitato il suo impegno full time nel wrestling, per intraprendere una carriera parallela come attore e doppiatore.

Ferdinand si concentra su un tema molto in voga nel cinema di animazione recente: seguire la propria natura! Tema che risulta arricchito da un forte messaggio pacifista, animalista, ambientalista e…vegetariano! La corrida ne esce ritratta come barbarie travestita da tradizione e il mattatoio è dipinto come l’incubo dei bovini. La resistenza passiva del toro Ferdinand davanti all’arrogante e leggendario torero Primero è un tripudio di colori e di animazione di eccellente livello. E come cantava Caparezza in un brano di qualche anno fa è bello vedere “(…) i paganti sugli spalti, in tanti sono dalla parte del toro… olè!”. In sintesi, si può dire senz’altro che Ferdinand è un ottimo prodotto per famiglie che riesce a coniugare il divertimento con l’educazione a temi importanti.

Il modo con cui vengono trattati argomenti, davvero delicati, come la morte di un padre e il destino delle bestie da macello, riesce ad essere garbato senza per questo negare la realtà dei fatti. Come visto in altri film di animazione recenti (Inside out su tutti) la facciata fanciullesca e ludica per piccoli si amalgama armoniosamente con un convinto contenuto politico per i grandi. Ne risulta un’esperienza piacevole ed edificante. Stiamo infatti parlando sia di un messaggio pacifista, che di un appello alla necessità di seguire la propria natura, indipendentemente da cosa ne pensino gli altri. Il filo rosso che unisce tutti i personaggi e che rappresenta il vero spirito del racconto è tutto qui: rifiutare qualsiasi catalogazione di “genere”, affermando con forza il proprio diritto a essere “diverso”.

Come si accennava, il tratto comune di tutto un certo tipo di animazione di qualità degli ultimi anni è fare film in grado di divertire i piccoli intrattenendo anche i genitori, con il risultato che spesso i bambini capiscono solo la parte più superficiale del film, quella costituita da gag “fisiche” ed i genitori recepiscono il senso profondo del film. Si spera! Ferdinand, che pure sa intrattenere i genitori-accompagnatori, in questo è molto più semplice. La storia è immediatamente e completamente comprensibile anche ai bambini. I più piccoli possono vivere un’esperienza cinematografica autonoma, comprendendo quanto hanno appena visto, senza il bisogno della spiegazione degli adulti

Ferdinand, dei Blue Sky Studios, è in uscita nei cinema italiani il 21 dicembre, distribuito da 20th Century Fox.

Ilaria Berlingeri

PRO CONTRO
  • La scena della corrida, di alto livello visivo.
  • Fa ridere e fa piangere: cosa chiedere di più!?
  • Alcuni personaggio di contorno hanno un sapore di “già visto”.
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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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