Guardiani della Galassia Vol. 2, la recensione

Quando nel 2014 i Marvel Studios lanciarono nel loro Universo Cinematografico i Guardiani della Galassia, si trattava di una grande scommessa perché, per la prima volta, i produttori si stavano affidando completamente alla fama del loro marchio creativo e non alla notorietà dei personaggi che stavano portando sul grande schermo. I Guardiani della Galassia, infatti, erano troppo poco noti (la formazione portata al cinema risale a una serie a fumetti reboot del 2008!) e facevano parte di un mondo bizzarro e fin troppo dislocato dalle avventure di Captain America, Iron Man e compagni per creare un automatico seguito di spettatori; eppure il film riscosse un enorme successo e, ad oggi, ricordiamo Guardiani della Galassia come uno dei più divertenti, inventivi e riusciti film dell’UCM. Va da sé che le aspettative per il sequel, che porta ancora una volta la firma in regia sceneggiatura del ‘bad boy’ James Gunn, fossero particolarmente alte. E possiamo tirare un sospiro di sollievo, perché Guardiani della Galassia Vol. 2 è riuscito perfino a superare qualitativamente il suo predecessore.

Avevamo lasciato Star Lord (Chris Pratt), Gamora (Zoe Saldana), Drax (Dave Bautista), Rocket (Bradley Cooper) e un appena (ri)nato Groot (Vin Diesel) pronti a intraprendere nuove spettacolari avventure spaziali dopo che l’Orbis (che abbiamo scoperto contenere una delle sei Gemme dell’Infinito) era stato dato in custodia al Nova Corps… e infatti ritroviamo lo spericolato gruppo di Guardiani alle prese con una creatura lovecraftiana che minaccia il popolo dei Sovereign.

L’inizio di Guardiani della Galassia Vol. 2 è già un colpo di fulmine: assistiamo alla pirotecnica battaglia tra i Guardiani e il mostruoso extraterrestre, ma il tutto avviene sullo sfondo dell’inquadratura, in secondo piano, perfino sfuocato, mentre seguiamo la danza dell’irresistibile Baby Groot sulle note di Mr. Blue Sky degli Electric Light Orchestra, mentre sullo schermo si susseguono i titoli di testa. Il miglior inizio di sempre per un film della Marvel.

Ma da questo momento in poi, Guardiani della Galassia Vol. 2 diventa un film molto diverso in confronto al primo capitolo e mette da parte le missioni stellari e le connessioni trasversali con l’UCM per raccontare una storia molto più intimistica e legata alla sfera personale di Peter Quill, aka Star Lord.

Il prologo del film, infatti, ci trasporta nel 1980 e ci mostra i genitori di Peter nel pieno del loro amore, quando sua madre Meredith era incinta e suo padre le rivelava di essere un extraterrestre. Una incredibile CGI ci svela che il padre di Peter un è ringiovanito Kurt Russell, ed è proprio sulla sua figura che si concentra Guardiani della Galassia Vol. 2, o meglio, sul rapporto tra padre e figlio. Ma così come ogni storia che mette a confronto due generazioni, abbiamo una vasta gamma di emozioni, che vanno dalla stima e l’entusiasmo per un ritrovato rapporto, all’inevitabile conflitto. Il padre di Peter, Ego – che i marveliani sicuramente già conoscono – è un personaggio complesso e stratificato che trova nell’attore Kurt Russell un interprete perfetto, con quell’aura cult che ben si lega ai continui richiami vintage di cui James Gunn infarcisce il film e che, in questo capitolo, si estendono anche a un divertentissimo cammeo di David Hasselhoff.

Un citazionismo spietato che passa inevitabilmente per Star Wars ma che non è mai fine a sé stesso e dà la possibilità a Gunn di approfondire in maniera esemplare ogni personaggio, a cominciare da Nebula (Karen Gillan) e Yondu (Michael Rooker), che nel film precedente ne uscivano meno caratterizzati. Anche in questo caso, si procede verso l’approfondimento delle dinamiche famigliari e se è inevitabile il confronto/scontro tra Gamora e Nebula in quanto sorellastre, il vero fiore all’occhiello di Guardiani della Galassia Vol. 2 è il risvolto che ha la storyline di Yondu, che risulta probabilmente come il miglior personaggio del film.

Impossibile non citare anche Mantis tra le new entries della saga, l’umanoide con poteri empatici comparsa per la prima volta sui fumetti nel 1973 al fianco degli Avengers e interpretata nel film da Pom Klementieff. In Guardiani della Galassia Vol. 2 Mantis viene utilizzata da Gunn come spalla comica di Drax, una caratterizzazione inedita e piuttosto bizzarra per un personaggio nato con intenti “seri”, che le conferisce una grande personalità e la fa imprimere ben salda nella mente dello spettatore anche se non ha un ruolo principale nel film.

Da segnalare la presenza in Guardiani della Galassia Vol. 2 di Starkar Ogord, meglio conosciuto come Starhawk, interpretato da Sylvester Stallone, che gli esperti conoscono come membro della formazione originale dei Guardiani, di cui faceva parte anche Yondu, e qui mostrato come elemento di spicco dei Ravagers. Sul questo personaggio James Gunn ha promesso che ci saranno importanti sviluppi per i successivi film dell’UCM, ma qui la sua presenza è limitata a poco più di un cammeo, insieme a Charlie-27 (interpretato da Ving Rhames) e Alita Ogord (Michelle Yeoh), altri membri originari dei Guardiani della Galassia. Tornano fugacemente anche Howard il Papero e Cosmo, già visti nel precedente film nella dimora del Collezionista, mentre il cammeo di Stan Lee, questa volta, diventa più rilevante perché va a confermare una fan theory riguardo le sue comparsate in tutti i film tratti dalla Marvel… vedere per credere!

Con una colonna sonora fantastica che annovera, tra i tanti, Fleetwood Mac (The Chain), George Harrison (My Sweet Lord), Cheap Trick (Surrender) e Cat Stevens (Father and Son), utilizzate tutte con una precisione che va a sottolineare determinati momenti della storia.

Con Guardiani della Galassia Vol. 2 abbiamo un ennesimo grandissimo film targato Marvel Studios e sembra quasi paradossale, ma a ogni nuovo tassello di questo magnifico universo, riescono a superarsi. Merito, in questo caso, anche di James Gunn, regista con una precisa personalità artistica, che in questo secondo capitolo è stato palesemente lasciato più libero di mettere la sua personale visione del cinema nel film, spesso fatta di momenti hard boiled, ironia demenziale e linguaggio scurrile.

Un film bellissimo e unico nel suo genere… e, se non era accaduto prima, vi innamorerete di Groot!

 Attenzione! Se siete spettatori dei film Marvel sapere che non dovete alzarvi dalla poltrona all’inizio dei titoli di coda, ma rimanere nei vostri posti fino alla fine, ma questa volta l’attesa sarà meno “faticosa”, dal momento che in Guardiani della Galassia Vol. 2 ci sono ben cinque scene bonus durante lo scorrimento di tutti i credits!

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Un approfondimento di tutti i personaggi, dai principali a quelli più marginali.
  • Colonna sonora favolosa.
  • La scena sui titoli di testa è già da antologia.
  • Uno dei film Marvel più riusciti di sempre.
  • … suvvia, gli sto dando 9!
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Guardiani della Galassia Vol. 2, la recensione, 9.0 out of 10 based on 1 rating
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