I Giganti sono tornati! La terza stagione di Attack on Titan

Dopo l’imperituro One Piece, il filosofico Full Metal Alchemist: Brotherhood e il già leggendario Death Note, Attack on Titan sta scalando la vetta degli anime contemporanei più visti al mondo tanto che dalla fine della terza stagione, avvenuta in Giappone il primo luglio, sono passati solo trenta giorni prima che Netflix pubblicasse la prima parte della medesima, precedentemente portata in Italia dalla web tv VVVVID.

La serie diretta da Tetsuro Araki (Black Lagoon, Death Note) e Masashi Koizuka e adattata da Yasuko Kobayashi è ispirata al manga Shingeki no Kyojin (“L’attacco dei Titani/ Il Titano d’Attacco”) di Hajime Isayama, tuttora in corso di pubblicazione sul mensile Bessatsu Shonen Magazine della mitica casa editrice Kodansha.

Se il manga di Isayama è un esempio calzante di come una storyline avvincente e dialoghi profondi possano conquistare critica e milioni di lettori nonostante uno stile grafico quasi abbozzato, la serie è invece una gioia per gli occhi: i contorni spessi dei disegni vengono esaltati da una colorazione lucente e ricca di giochi di sfumature (chiunque non ammetta di aver cercato su Google il colore preciso degli occhi del protagonista mente sapendo di mentire. P. s. è il pantone numero 342) che risaltano nelle scene di combattimento più rocambolesche. Per dare vita alle dinoccolate movenze dei giganti la produzione ha adoperato le migliori tecniche di computer grafica, in modo da dare loro una corposità ancora più “mostruosa”.

Attack on Titan 3

La qualità dell’animazione è senza dubbio uno dei motivi per cui questo prodotto ha attirato l’attenzione di tutti gli appassionati di anime del mondo, ma gli elementi che ne hanno fatto un vero e proprio fenomeno cult sono l’originalità dell’ambientazione, lo stile drammatico e i misteri che fanno da sfondo alla vicenda.

In un mondo finto-medievale post-apocalittico la cui cultura ricorda molto quella dell’Europa centrale, la popolazione mondiale vive rinchiusa dentro tre cerchia di mura da quando, cento anni prima, comparvero i giganti, esseri dalle fattezze umanoidi ma dal cervello sottosviluppato, che mangiano qualsiasi forma di essere vivente.

Attack on Titan 3

Dietro le mura del Wall Maria, il piccolo Eren Jaeger vive assieme ai genitori e alla sorella adottiva Mikasa Ackermann; le sue giornate scorrono serene giocando per le strade col suo amico Armin Arelet e sognando di far parte di uno dei tre corpi militari (Corpo di gendarmeria, Corpo di guarnigione e Corpo di ricerca) che difendono la gente, questo sino al funesto giorno in cui un titano di sessanta metri – gli altri sono alti massimo quindici – sfonda le mura più esterne e dà inizio a una vera e propria carneficina, in cui rimane vittima la madre di Eren.

Dopo quel drammatico evento e la misteriosa scomparsa del padre, che sin da bambino gli parlava di un importante segreto custodito nella loro cantina, Eren ha giurato di eliminare tutti i giganti sulla faccia della terra e per far ciò si addestra assieme ai suoi amici per entrare in uno dei corpi militari e riconquistare i terreni del Wall Maria in cui era cresciuto.

Durante una cruenta battaglia coi giganti che per la seconda volta sono riusciti a entrare nelle mura grazie al Gigante Colossale, Eren scopre di potersi a sua volta trasformare in un gigante se preso da forti emozioni quali la rabbia e il dolore; dopo questa scoperta diviene membro del Corpo di Ricerca sotto la guida del fascinosissimo e letale capitano Levi – sospiro di ammirazione con occhi a cuore – e del sagace comandante Erwin che cerca di trovare una risposta sull’origine dei titani.

attack on titan 3

Nel corso degli episodi si verrà a sapere che anche altre persone, spesso ritenute fidate, oltre al protagonista possono trasformarsi in titani e che usano il loro potere per scopi spregevoli, tuttavia, solo nella terza stagione finalmente la verità sull’origine di questa razza comincerà a venire  a galla e con essa anche quelle legate ai complotti degli uomini.

L’originalità della storia e dell’ambientazione nasce da un intreccio di vari stili e generi: un osservatore attento non potrà non trovare una connessione tra gli esseri umani che si trasformano in giganti per distruggere/proteggere la Terra e la longeva tradizione di anime “coi robottoni” divenuta un simbolo stesso del Giappone; oltre a ciò i richiami “fantascientifici” proseguono ad altre serie tv cult di tipo survivor più contemporanee quali The Walking Dead o Lost (notare il costante cambio di paesaggio tra città-natura fuori dalle mura).

L’etichetta di “dark fantasy dalle tinte steampunk” è certamente accattivante in un’epoca in cui Game of Thrones ha riscritto i parametri di un genere tornato in auge, ma Attack on Titan è molto di più: nella terza stagione si vedranno espedienti narrativi che passano dal genere western al thriller politico, il tutto mischiato con scontri degni dei migliori action seinen.

L'attacco dei giganti 3

Altro tassello fondamentale a questa caleidoscopica opera è il tono drammatico;  i personaggi si trovano davanti all’eterna questione del senso della sofferenza umana e ognuno di loro reagisce in maniera diversa: Eren, discostandosi dal tipico protagonista degli shonen sicuro di sé, è guidato da rabbia e desiderio di vendetta, Mikasa trova la sua forza nel proteggere le persone a cui tiene, Armin vuole  conoscere il mondo al di fuori delle mura e il capitano Levi è figo e basta… oltre a ciò è anch’egli guidato dal desiderio di liberare il mondo dalla violenza e dal disordine.

I dialoghi profondi donano spazio a ogni personaggio, dando allo spettatore il tempo di affezionarsi e soffrire con loro nelle scene più truculente.

Aspettando dunque la fine della vicenda con la quarta e ultima stagione che uscirà a ottobre 2020, godiamoci questo gioiello di varietà stilistiche e innovazione.

Ilaria Condemi de Felice

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