Il vegetale. Conferenza stampa con Fabio Rovazzi, Luca Zingaretti e Gennaro Nunziante

Il 18 gennaio uscirà nelle sale italiane Il Vegetale, la nuova commedia scritta e diretta da Gennaro Nunziante e che si pone l’obiettivo di creare e lanciare una nuova – ed inaspettata – maschera comica. Stiamo parlando di Fabio Rovazzi, giovanissimo (classe ’94) cantante e youtuber milanese fattosi conoscere ai più con i tormentoni “Andiamo a comandare” e “Tutto molto interessante”. Nel cast del film, tra gli altri, anche Luca Zingaretti e Ninni Bruschetta. Il film è prodotto da Piero Crispino per 3zero2 e co-prodotto da The Walt Disney Company Italia.

In occasione dell’uscita del film, abbiamo avuto modo di incontrare il regista e i due interpreti principali del film (Rovazzi e Zingaretti). Di seguito, un resoconto di quanto ci è stato raccontato circa la lavorazione del film.

Per tematiche e registro comico, il film ricorda molto i successi con Checco Zalone. La cosa è voluta? Fabio Rovazzi ha qualche affinità con Checco?

Assolutamente no – risponde Gennaro Nunziante – Fabio Rovazzi e Checco Zalone sono due cose differenti. L’idea di portare Fabio al centro di una vicenda comica mi è venuta dopo aver visto su internet un suo video, “Tutto molto interessante”. Sono stato colpito immediatamente dal suo volto, veramente interessante e carico di potenziale. Mi è piaciuto così tanto da volerlo contattare e incontrare per esporgli un progetto. C’è stata subito una buona sintonia. Abbiamo parlato a lungo del film e costruito insieme il percorso che avrebbe fatto. È stato un lavoro di squadra notevole, il nostro.

Qualche parola sulla bizzarra coppia cinematografica Rovazzi-Zingaretti. Luca Zingaretti interviene: 

Verissimo, siamo una coppia decisamente atipica. È stata una bella esperienza, soprattutto lavorare con Fabio, tanto che siamo diventati molto amici dopo il set nonostante l’enorme divario d’età. Noi ci siamo divertiti. Speriamo che adesso si diverta anche il pubblico.

Fabio Rovazzi dice la sua:

Diciamo che con Luca c’è stato uno scambio alla pari: da lui ho appreso come si recita, io però gli ho insegnato come si fa una instagram-story. Sicuramente uno scambio alla pari, il nostro.

Al che anche Gennaro Nunziante interviene:

Quando si fa commedia, per me, è fondamentale agire di sottrazione e non aggiungere. Altrimenti si scivola nel cattivo gusto. In Italia si finisce spesso per eccedere in tutto. A me piace lavorare con persone intelligenti, professionisti capaci di capire fin dove è opportuno spingersi. Luca Zingaretti, a tal proposito, è stata la persona perfetta. In qualunque momento aveva sempre in mente l’intero film e non le singole scene. Una cosa, questa, che ha aiutato molto anche Fabio.

Ci sono possibilità che il pubblico possa restar deluso per non aver concesso a Fabio Rovazzi nessun balletto o stacchetto canoro?

Assolutamente no – ribatte Gennaro Nunziante – Io deluderei il pubblico dandogli qualcosa di scontato. Non penso mai al pubblico, non mi interessa, non voglio modellare le mie idee per piacere al pubblico. Il Rovazzi cantante non mi interessava e questa cosa l’ho chiarita con Fabio sin dal primo incontro. Fabio Rovazzi è stato contattato per fare altro, ovvero l’attore.

Anche Fabio Rovazzi interviene:

Io sono molto contento di non aver dovuto fare canzoni, nel film. Non mi sarebbe piaciuta l’idea d’essere scelto solo perché si voleva sfruttare quella “maschera” che magari era stata vista ed apprezzata su youtube. Non volevo sfruttare il mio passato e tutto ciò che ho costruito in precedenza. Il Vegetale segna l’inizio di qualche cosa di nuovo, per me, e sono contento che anche Gennaro la pensa alla stessa maniera.

Il Vegetale, in fin dei conti, è una favola al contrario e per questo motivo sfrutta bene il marchio “disneyano”.

Certo – dice Gennaro Nunziante – Il nostro è un Paese che deve ancora capire il significato della parola “riconciliazione”. È proprio questo il concetto che sta alla base di tutto il mio film. Fabio, il protagonista, non fa altro che riunire con onestà e sincerità tutto ciò che all’inizio della storia è diviso. È un messaggio importante che spero venga colto, dal pubblico e dall’Italia.

Per concludere una domanda d’obbligo a Fabio Rovazzi. E’ risaputo che nasci come filmaker. La musica, per te, è stata un mezzo per mettere mano ai videoclip. Ora che hai assaporato il cinema pensi anche ad un futuro come regista

In questo non ho fatto solo l’attore. Ho fatto qualcosa di più importante, l’osservatore. Onestamente ci penso e spero di poter fare, nei prossimi anni, anche qualche cosa di mio. Ma prima vorrei comprendere altre cose, formarmi bene. Voglio procedere piccoli passi alla volta.

a cura della Redazione

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