John Wick, la recensione

Da oggi il cinema di vendetta ha un nuovo volto e, soprattutto, un nuovo nome: John Wick.

Non proviene da fumetti, graphic novels o videogames, ne tantomeno da una vecchia serie tv o film di culto anni ’80, malgrado il linguaggio sia quello della letteratura a fumetti hard boiled, la frenesia mutuata da uno sparatutto da console e le atmosfere simili a quelle del b-movie d’azione reaganiano.

Ad interpretare John Wick c’è Keanu Reeves, che si fa protagonista di una sanguinosissima vendetta che conta dozzine e dozzine di cadaveri. Mentre a porre la firma su questo frenetico action movie sono Chad Stahelski e David Leitch – quest’ultimo anche produttore – che il mondo dell’azione lo conoscono in prima persona… e si sente!

Infatti quello che porta Stahelski e Leitch alla regia di John Wick è la loro ultra ventennale attività di stunt men in una miriade di film d’azione che spesso hanno l’attore e amico Keanu Reeves come elemento comune. Oltre ad essere tra i fondatori della 87Eleven, una delle più celebri società di stunts di Hollywood, Stahelski, ha cominciato la sua carriera come stunt dello stesso Reeves in Point Break, controfigurando l’attore anche nella trilogia di Matrix, The Gift e Man of Tai Chi, oltre che collaborando in veste di regista di seconda unità a titoli di un certo peso, come Sherlock Holmes – Gioco d’ombre, Hunger Games e  I mercenari 2.

Da queste premesse, che di certo non sono sinonimo di qualità, nasce John Wick, da molti pubblicizzato come il ritorno al cinema action dell’attore di Matrix, dimenticando che le più recenti prove di Reeves sono state proprio in questo settore, dal momento che appena lo scorso anno era protagonista del poco riuscito 47 Ronin e attore nonché regista di Man of Tai Chi. Che sia o meno il rilancio di un attore che forse ha intrapreso troppo presto la via del tramonto, John Wick è un grande film d’azione che incarna tutte le caratteristiche che dovrebbe avere un degno esponente di questo genere.

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Innanzitutto John Wick si fa forte di una trama minimale e poco originale per concentrarsi su un susseguirsi adrenalinico di ottima azione, senza tediare lo spettatore con inutili intrighi nella storia che, spesso e volentieri, nel cinema action servono solo a rallentare il ritmo e fare da noioso intervallo tra una sparatoria e l’altra. In John Wick, invece, si va diritti al punto con un uomo disilluso e distrutto per la prematura perdita della moglie, stroncata da una malattia, che ritrova la forza di andare avanti grazie a un regalo lasciatole proprio dalla donna: un cucciolo di beagle. Quando un gruppo di criminali appartenenti alla mafia russa si introducono per capriccio nell’abitazione di John, uccidendogli la cagnolina e rubandogli la macchina, l’uomo va su tutte le furie e getta la maschera, rivelandosi un temutissimo killer a pagamento che la stessa mafia russa ben conosce. Sarà una carneficina!

Incastrandosi nella migliore tradizione del moderno cinema di vendetta, con qualche eco dalla saga franco-americana Taken, John Wick punta tutto sul tenace protagonista ricordandoci quanto Reeves sia un volto da cinema adattissimo a questo tipo di film. Forse non è un caso se il personaggio protagonista sembra legarsi all’attore nel suo processo di re-inserimento nel mondo professionale di cui faceva parte, ma se Reeves è un iconico riferimento per lo spettatore che qui si fa mattatore, non vanno sottovalutati i comprimari dell’attore, soprattutto i villains, ovvero il Michael Nyqvist di Uomini che odiano le donne, l’Alfie Allen di Il trono di spade e l’Adrianne Palicki di G.I. Joe – La vendetta. Piccoli ruoli anche per Ian McShane, Bridget Moynahan e John Leguizamo, mentre una parte più corposa ma sostanzialmente inutile ai fini narrativi c’è anche per Willem Dafoe, che ormai troviamo in due film su tre, che siano prodotti indipendenti o mainstream.

John Wick 3

Quello che colpisce in positivo di John Wick, oltre alla qualità altissima delle sequenze d’azione, per lo più estremamente violente, e il ritmo forsennato, è anche l’utilizzo di una sottile ironia necessaria a stemperare le lunghe sessioni di sparatorie e inseguimenti.

Se contestualizzato nel suo genere, John Wick è un “must see”, cinema d’azione di primissima categoria, lontano sia dalle affettuose e quasi parodistiche spacconate dei Mercenari di Stallone e Co., che dal glaciale cinema in CGI Bay-style.

Fanatici dell’action-movie, fatevi avanti, qui c’è pane per i vostri denti!

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Scene d’azione girate in maniera magistrale.
  • Ironia piazzata al punto giusto e necessaria a stemperare.
  • È un mix di tutto quello che funziona oggi nel campo dell’azione: fumetto, videogame, revival anni 80.
  • Keanu Reeves è un ottimo protagonista.
  • Alcuni personaggi di contorno, come quello interpretato da Willem Dafoe, sono francamente inutili.
  • La storia, per quanto efficacemente basilare, sa di déjà-vu.
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Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +1 (da 1 voto)
John Wick, la recensione, 7.0 out of 10 based on 1 rating
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