Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa, la recensione

La storia del Gruppo Alcuni nasce nell’ormai lontano 1973, quando la compagnia creata da Sergio e Francesco Manfio si occupava prevalentemente di teatro. Da allora i settori di interesse di Gruppo Alcuni sono cresciuti di numero e capitale fino a diventare anche una importante realtà produttiva di animazione per la tv, grazie a una collaborazione con Rai Fiction che ha portato alla creazione di successi per l’infanzia come Cuccioli e il suo più recente spin-off Mini Cuccioli. Oggi, grazie a Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa, il Gruppo Alcuni esce dal sicuro brand dedicato ai colorati animaletti celebri su Rai Gulp, da cui sono già stati tratti due lungometraggi per il cinema, e si avventura in una nuova direzione dedicata a uno dei più importati personaggi della Storia italiana.

Diretto da Sergio Manfio, che l’ha anche scritto insieme al fratello Francesco Manfio, Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa ci catapulta nel 1400 e ci fa conoscere il giovane Leonardo Da Vinci, che già da ragazzino si contraddistingueva per il talento nel disegno e l’ingegno che lo portava a progettare e costruire macchine dal sapore fantastico. Voglioso di avventura insieme al fido amico Lorenzo e legato da un sentimento che potrebbe essere più di una semplice amicizia con Lisa, Leo apprende che la casa di Lisa è andata distrutta in un incendio. Il ragazzo approfitta della disgrazia per mettere alla prova la sua tenacia e si mette alla ricerca di un tesoro utile a riparare i danni, che lo conduce fino ai fondali marini al largo dell’Isola d’Elba. Aiutato nella sua missione dalla stessa Lisa, dall’orfanella Agnes e dal giovanissimo Niccolò (che noi sappiamo essere Copernico), Leo Da Vinci dovrà vedersela con una banda di pericolosi pirati che vorrebbero servirsi delle sue invenzioni per recuperare lo stesso tesoro.

Mirando a un target leggermente più in su con gli anni in confronto ai Cuccioli, i fratelli Manfio realizzano con Leo Da Vinci un film d’animazione che riesce a sposare con efficacia un’anima pedagogica con l’azione e il divertimento di una preponderante veste ludica. Il risultato è gradevole, sia per l’aspetto puramente tecnico che per quello narrativo, mostrando un sincero impegno da parte di Gruppo Alcuni nel confezionare un prodotto competitivo malgrado i tanti, troppi limiti che l’industria d’animazione italiana ancora riscontra.

Infatti, se andiamo a tessere un confronto con quanto si realizza all’estero, anche senza tirare necessariamente in ballo gli altissimi prodotti della Disney – Pixar, un film come Leo Da Vinci ci potrebbe apparire grezzo, a causa di un’animazione non troppo foto realistica e soprattutto una mancanza di espressività nei volti dei personaggi. Se però andiamo a contestualizzare il prodotto al mercato italiano, Leo Da Vinci rappresenta un passo in avanti in confronto a gran parte dell’animazione per bambini realizzata fino ad oggi. C’è da sottolineare il “per bambini” perché in Italia abbiamo anche un’altra realtà, quella composta dai lungometraggi di Alessandro Rak e il suo team (Cappiello, Guarnieri, Sansone) recentemente usciti con Gatta Cenerentola, che si trova su ben altri ambiti qualitativi ma ha anche ambizioni differenti. Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa, invece, è un prodotto per bambini al 100%, dal tratto semplice e coloratissimo, una storia lineare comprensibile da tutti e priva di backstories, ricco di gag e molto incentrato sulle emozioni. È un film diretto, schietto, che parla al suo pubblico come farebbe un adulto al proprio bambino.

Le gag sono fisiche, i personaggi di contorno sono realizzati proprio per veicolare il sorriso (basti pensare alla piccola Agnes) e l’intento pedagogico (la scena con il delfino) ne rivela facilmente il potenziale target in età scolastica.

Capirete, dunque, che un prodotto come Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa non è propriamente per tutti e gli adulti potrebbero tirare qualche sbadiglio o scatenare il proprio spirito critico, ma se consideriamo il suo pubblico primario, possiamo considerare questo film una scommessa vinta.

A firmare la colonna sonora di Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa è stato chiamato anche il cantante idolo dei teen-ager Riki, che abbiamo incontrato a Cinecittà World durante la premiere italiana del film e di cui vi parliamo qui.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
Semplice, schietto, diretto: perfetto per un pubblico di piccoli spettatori! Gli adulti potrebbero trovare più di qualche difetto, dalla mancanza di definizione ed espressività nell’animazione a una storia fin troppo lineare e priva di multi letture.
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Leo Da Vinci - Missione Monna Lisa, la recensione, 6.0 out of 10 based on 1 rating
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