Chi m’ha visto, la recensione

Al giorno d’oggi la popolarità e il successo sono diventati obiettivi molto facili da raggiungere e lo dimostrano i tanti personaggi che periodicamente impazzano tra tv, social network e tutti i mezzi di comunicazione: youtubers, fenomeni da baraccone virali e altre figure senza arte né parte… un po’ di fama non si nega davvero a nessuno! È questo lo spunto di partenza di Chi m’ha visto di Alessandro Pondi, che dopo una lunga carriera da scrittore sia di romanzi che per il cinema, firma il suo esordio dietro la macchina da presa con una pellicola che racconta la strampalata avventura di un musicista poco valorizzato e alla disperata ricerca di visibilità. Una storia grottesca e surreale dall’ottimo potenziale comico, sfruttato però solo in parte a causa di un lavoro di scrittura molto approssimativo e raffazzonato, cosa paradossale visto il curriculum del regista di origini ravennati.

Nel cast troviamo due star del cinema italiano come Pierfrancesco Favino e Beppe Fiorello, affiancati dalla giovane Mariella Garriga.

Martino Piccione è un chitarrista molto bravo, ma costretto a vivere nell’ombra dei tanti cantanti famosi per cui lavora a causa di un aspetto che non gli consente di bucare lo schermo e catturare l’attenzione del grande pubblico. Stanco di questa situazione, decide così di tornare nella sua Puglia, più precisamente nella piccola e sperduta Ginosa, dove, con l’aiuto del suo amico storico Peppino Quaglia, mette in atto il suo piano per sbarcare il lunario: nascondersi per far perdere le sue tracce e creare in questo modo un caso mediatico così roboante da renderlo famoso. Sarà l’idea giusta?

Se gli ultimi due anni hanno decretato una tendenza positiva del cinema italiano dal punto di vista qualitativo, con questo Chi m’ha visto siamo difronte a più di un passo indietro sotto questo punto di vista. Il film di Pondi, infatti, è una commedia scialba che si regge su un plot che impiega troppo tempo per decollare e quando lo fa mette in mostra evidenti limiti strutturali. Con più di qualche rimando al recente Omicidio all’italiana di Maccio Capatonda, la storia appare monocorde e si muove su binari scontati e poco adatti a smuovere dal punto di vista emotivo uno spettatore che fatica così a immedesimarsi in personaggi stereotipati, mal approfonditi e solo in parte capaci di ravvivare e riempire i numerosi momenti lenti del plot.

Anche la composizione del cast e le prove attoriali non convincono del tutto: se da un lato abbiamo un Favino in splendida forma e convincente nell’esprimersi in un accento pugliese esilarante, lo stesso non si può dire degli altri due interpreti, Beppe Fiorello e la Garriga, che danno vita anche ad un intreccio amoroso telefonato e anche poco credibile.

Nonostante qualche gag molto divertente, Chi m’ha visto si rivela alla resa dei conti una commedia dimenticabile e poco incisiva nel proporre una riflessione sul successo e sui modi per ottenerlo. Insomma, obiettivo mancato in tutto e per tutto.

Vincenzo de Divitiis

PRO CONTRO
  • Un Favino in ottima forma e ben calato nel ruolo.
  • Qualche gag divertente.
  • La storia fatica a decollare ed è monocorde.
  • Il resto dei personaggi mal interpretati e delineati.
  • Il tema di come raggiungere il successo è reso in maniera superficiale.
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Chi m'ha visto, la recensione, 4.0 out of 10 based on 1 rating
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