Notte nuda, la recensione

Lorenzo Lepori appartiene a quella cerchia abbastanza ristretta di registi indipendenti italiani che hanno il coraggio di osare, cioè esporsi, adottare un proprio stile e una propria poetica, e anche mostrare scene forti. Accanto a Lepori possiamo citare registi come Raffaele Picchio, Domiziano Cristopharo, Lorenzo Bianchini e Simone Scafidi (i primi nomi che vengono in mente, ma ce ne sono anche altri): ciascuno in modo molto differente, ma tutti accomunati dalla particolare e personale impronta che infondono alle loro opere. Dopo il gustosissimo horror a episodi Catacomba (2016), ispirato ai fumetti (e film) horror/sexy italiani degli anni Settanta, le aspettative riguardo a Lepori sono molto alte, per chi ama questo particolare modo di fare cinema – Lepori vuole sempre fare un cinema orgogliosamente di serie B: in particolare gli ultimi due episodi dell’omnibus – cioè Una messa nera per Paganini e La maschera della morte rossa – mostravano un gusto estetico particolarmente ricercato, con fotografia e scenografie eleganti, e una messa in scena molto spinta nelle sequenze di sangue e di sesso (talvolta rasenti l’hard).

notte nuda

A distanza di due anni, Lepori ripropone una ricetta simile con Notte nuda (2018), distribuito in DVD dalla 30 Holding, riuscendo però a soddisfare solo in parte l’aspettativa degli spettatori: dispiace dirlo, ma il suo nuovo film – pur essendo assolutamente godibile e con vari punti di forza – rappresenta un passo indietro rispetto a Catacomba. L’intenzione di Lepori è ancora quella di girare un horror erotico di ispirazione fumettistica e con citazioni da vari film dell’orrore (non solo italiani): lo stile però non è più quello raffinato dei due suddetti episodi, bensì ricorda quello più grezzo dei suoi primi film, quali Ressurrection in blood, I love you like a twist, o l’episodio Alien lover (il più acerbo di Catacomba, mentre Evil tree mostra già chiari segnali di evoluzione). È possibile che quella di Lepori sia una scelta ben precisa: per gli episodi gotici di Catacomba adotta uno stile più ricercato, mentre per Notte nuda decide di tornare alle origini, privando però lo spettatore di quel gusto estetico tipicamente seventies che avevamo visto nel precedente film.

Scritto dallo stesso Lepori insieme all’ormai consolidato collaboratore Antonio Tentori – nome illustre del cinema horror italiano e della critica cinematografica – e girato con attori quasi tutti già rodati nei precedenti film, ha come protagonista Paolo (Pascal Persiano, attore di Paganini Horror e Voci dal profondo), un uomo che sta attraversando un momento difficile. Ci pensa l’amico Andrea (Henrj Bartolini) a risollevargli il morale con una serata a base di sesso e droga con la prostituta Milena (Yana Proshkina): tornati a casa dopo la discoteca, proseguono la loro orgia, ma qualcosa va storto. Un gruppo di ladri, con la complicità della donna, entra in casa per derubare i malcapitati, e durante la lotta Milena viene uccisa: i due amici decidono quindi di sbarazzarsi del cadavere, farlo a pezzi, metterlo in una valigia e seppellirla in un bosco. Nella radura, qualcuno ha però inavvertitamente risvegliato creature demoniache assetate di sangue e carne umana, in particolare una vampira (Simona Vannelli) che dà la caccia ai due uomini, scatenando un massacro e malefici di vario genere.

notte nuda - simona vannelli

Notte nuda ingrana subito la marcia con un buon inizio, dove un boscaiolo (Pio Bisanti, altro volto noto del cinema di Lepori) trova all’interno di un tronco il cadavere mummificato di una creatura mostruosa; il sangue sgorgato da un suo dito risveglia la vampira (un po’ come accadeva nel capolavoro La maschera del demonio di Mario Bava: si perdoni il paragone azzardato) e una sorta di lupo mannaro, che sbrana il volto della formosa Concetta Pagliarella. Se il cinema di Lepori si ispira ai registi “poveri ma belli” italiani degli anni Settanta come Renato Polselli, Luigi Batzella o – una spanna sopra – Joe D’Amato, l’incipit è però un chiaro omaggio a La casa di Sam Raimi (o meglio, alla sua rivisitazione italiana, Il bosco 1 di Andrea Marfori), con la steady-cam e le frenetiche inquadrature in soggettiva. I venti minuti successivi sono invece una descrizione, inutilmente prolungata, dell’incontro fra i due amici, la cena, la discoteca, il festino in casa – che ha comunque il merito di mostrare le nudità della bellissima Yana Proshkina (già vista in Possessione demoniaca di Alessio Nencioni) – e la rapina (l’elemento noir/pulp è quasi sempre presente nel cinema di Lepori, accanto alla formula “sangue più sesso”). Come il serial killer de I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino, i due protagonisti fanno a pezzi il cadavere per nasconderlo in una valigia, e finalmente può riprendere il discorso orrorifico che era rimasto in sospeso all’inizio.

notte nuda

Comincia così la parte più interessante di Notte nuda, anche se talvolta troviamo dei tempi morti che rischiano di annoiare, a differenza di quanto accadeva in Catacomba dove il ritmo era sempre sostenuto. La splendida Simona Vannelli, truccata con un buon make-up vampiresco, vaga nuda nel bosco in cerca delle sue prede, con atmosfere che ricordano certi film di Jess Franco e Jean Rollin, mentre le vittime si risvegliano sotto forma di mostri dall’estetica tipicamente fumettistica, e a loro volta trasformano in mostri i malcapitati.

Gli effetti speciali, a cura della Pizzolitto FX Studios, sono di buon artigianato, tutto a base di lattice e sangue finto, niente digitale: troviamo un campionario abbastanza ampio, fra squartamenti, effetti gore e splatter e maschere mostruose, il tutto realizzato in economia ma con un certo gusto per la mimesi dei modelli degli anni Settanta e Ottanta (così anche le musiche, basate su percussioni pompatissime tipicamente eighties). Non mancano elementi gotici, come le suddette atmosfere alla Jess Franco e la vampira che si rivela essere il doppelgänger della moglie defunta di Paolo.

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L’intenzione di Lepori è ancora una volta quello di creare un film-fumetto, ispirato ai sexy/horror italiani anni Settanta: dunque, effetti speciali raccapriccianti ed erotismo, ma entrambi gli elementi non sono spinti a dovere come in Catacomba. A questo problema si aggiunge – come preannunciato – la presenza di tempi morti e un’estetica poco curata, una fotografia (diretta dallo stesso Lepori) abbastanza grezza, talvolta con una patina quasi amatoriale che non aiuta di certo a immergersi nella vicenda; Lepori si è espresso decisamente meglio con gli episodi gotici di Catacomba, sia come fotografia sia come messa in scena.

Il legame di Notte nuda con il mondo dei fumetti è testimoniato anche da alcuni accorgimenti grafici (i fermo-immagine sul volto deturpato della Pagliarella, la nebbia che avvolge la Vannelli al risveglio nel tronco) e dal relativo fumetto, realizzato dal disegnatore omonimo Lorenzo Lepori, che accompagna l’edizione DVD.

Davide Comotti

PRO CONTRO
  • Realizzazione di un gustoso film-fumetto che si lascia vedere volentieri.
  • Capacità di osare, anche se meno che in altri suoi film.
  • Citazioni da vari modelli horror.
  • Effetti speciali artigianali di discreta fattura.
  • Belle attrici, spesso nude.
  • Estetica poco curata, con una fotografia grezza e quasi amatoriale.
  • l versante horror ed erotico poteva essere spinto di più.
  • Presenza di vari tempi morti.
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