Ogni giorno, la recensione

Le vie dello young adult sono davvero infinite!

Da quando certa letteratura per adolescenti è finita al cinema con successo (si veda Twilight e Hunger Games, ma in un certo senso un illustre precedente potrebbe essere Harry Potter!), le major prima e le realtà produttive un po’ più piccine dopo si sono interessate con voracità a qualsiasi cosa lontanamente di target young adult abbia superato un tot di vendite in libreria. Ed è così che abbiamo visto nascere tante saghe fanta-adolescenziali al cinema che non sono mai andate oltre il primo film, spesso risultando pesanti flop, come è accaduto con Shadowhunters o, ancora peggio, con Divergent, che saga lo è diventata ma con incassi in calo da film a film fino alla cancellazione del capitolo conclusivo.

Oggi che la tendenza un po’ si è smorzata proprio a causa dei continui flop, arriva nei cinema un altro film che può essere annesso al filone, anche se ha il grande vantaggio di essere opera a sé, lontana da qualsiasi devastante logica seriale. Parliamo di Ogni giorno, teen-romance dai risvolti fantasy che proviene dall’omonimo romanzo di David Levithan, pubblicato nel 2012 e rimasto per mesi nella lista dei bestseller del New York Times.

Ogni giorno ci racconta la stramba storia di “A”, un’entità incorporea che per vivere deve infestare i corpi di esseri umani: ogni giorno A si sveglia nel corpo di una persona differente, non importa il sesso o l’etnia, l’importante è che abbia all’incirca la stessa età (attorno ai 16 anni) e viva in un arco geografico contiguo. Una mattina A si sveglia nel corpo di Justin, un ragazzo molto popolare nel liceo della città, fidanzato con la dolce Rhiannon… ma qui scatta l’imprevisto! A si innamora di Rihannon e così, ogni giorno che passa, in ogni differente corpo sia, va alla ricerca della ragazza per corteggiarla.

Un incipt intrigante che fornisce spunto per una serie di riflessioni che implicano l’andare oltre l’aspetto fisico per trovare la propria anima gemella. Questa è l’anima di Ogni giorno e il regista Michael Sucsy, già noto nell’ambiente del cinema sentimentale per il dramma La memoria del cuore con Channing Tatum e Rachel McAdams, si fa da parte per concentrare tutta l’attenzione sull’high concept. E l’abilità dello sceneggiatore Jesse Andrews, conosciuto per il gradevole Quel fantastico peggior anno della mia vita, sta nel riuscire a concentrare con efficacia in uno script da 90 minuti una storia piuttosto stratificata e con alcuni elementi difficilmente codificabili per immagini. Parliamo ovviamente del passaggio di corpo in corpo del “parassita” A, gestito senza l’ausilio di effetti speciali ma affidandosi alle suggestioni di tanti attori, tanti volti, ognuno dei quali riesce a rendere la dolcezza e la determinazione dell’invisibile protagonista.

Grazie a questi piccoli accorgimenti che puntano essenzialmente sull’empatia del concetto stesso che sta alla base della storia, Ogni giorno dimostra di essere un film gradevole e ben al di sopra della media qualitativa di questa tipologia di prodotti. Nessun eccesso di sentimentalismo, nessuno struggimento lacrimevole, solo una strana, stranissima love story in itinere che scalza ogni tipo di cliché. Si riesce anche ad andare oltre i potenziali moralismi del messaggio di fondo, quello legato all’andare oltre la forma estetica, e quando A assume la forma di una ragazza o di un ragazzo obeso, il film affronta queste “trasformazioni” con estrema naturalezza, senza mai sottolineare la percezione che la protagonista ha del cambiamento del suo potenziale partner.

Soddisfacente anche la performance dell’attrice protagonista Angourie Rice, già vista in Spider-Man Homecoming, The Nice Guys e L’inganno, capace di trasmettere sia l’incredulità che lo smarrimento di una persona messe di fronte a un fatto che ha dello straordinario.

Ogni giorno è, dunque, un film leggero e gradevole, mai realmente interessato ad approfondire con acume drammatico le tematiche importanti che tocca ma limitandosi a rimanere sulla superficie del sentimentalismo adolescenziale, magari con virate poliamorose. Motivi, questi, che potrebbero anche essere il limite stesso del film.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Traspone con efficacia cinematografica una storia che spesso si affida a concetti astratti.
  • Angourie Rice è brava.
  • Tematiche di una certa importanza sono trattate con molta superficialità per dar spazio a dinamiche da teen movie sentimentale.
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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Ogni giorno, la recensione, 6.0 out of 10 based on 1 rating
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