Ralph Spacca Internet, la recensione

Nella sala giochi del signor Litwak la vita dei personaggi dei videogames procede tranquilla e felice, a volte un po’ troppo monotona come accade a Vanellope, principessa del gioco di corse Sugar Rush, che vorrebbe qualche emozione nuova, qualche pista inedita. Per questo motivo, il suo inseparabile amico Ralph decide di costruirle una nuova pista che però manda in tilt il gioco e causa la rottura del volante con cui si controlla Sugar Rush. Il signor Litwak, allora, è costretto a staccare la spina in procinto di far portare via per sempre Sugar Rush, visto che non vengono più prodotti pezzi di ricambio e l’unico disponibile è venduto da un privato su eBay a prezzo esorbitante. Così Ralph e Vanellope, intenzionati a salvare il gioco e la loro amicizia, decidono di avventurarsi in internet sfruttando il modem wi-fi che Litwak ha appena istallato, così da raggiungere eBay e ordinare di persona il pezzo di ricambio. Ma non immaginano quanto sia vasta, stramba e piena di pericoli la rete…

Per la loro seconda avventura cinematografica, il rude gigante dal cuore d’oro Ralph e la scoppiettante principessa Vanellope von Schweetz espandono la loro azione (distruttiva, per lo più…) al web, facendo di Ralph Spacca Internet un sequel anomalo e coraggiosamente fuori dagli schemi. Pur seguendo una scansione degli eventi che inevitabilmente replica quella del suo predecessore, gli sceneggiatori Phil Johnston (Ralph Spaccatutto e Zootropolis) e Pamela Ribon (Oceania) riesco a non ripetersi, spostano l’azione altrove, creano un mondo completamente differente e portano in scena una marea di nuovi personaggi.

Se Ralph Spaccatutto parlava di videogames con un sapore nostalgico aperto soprattutto agli anni ’80 prima che questo diventasse un trend, Ralph Spacca Internet parla della società attuale, delle mode e delle manie dei “navigatori” (ovvero di tutti noi), dei pericoli ma anche delle bellissime cose che la rete offre. Non c’è mai, fortunatamente, un’aria saccente e ammonitrice ma semplicemente il punto di vista di un personaggio ingenuo, Ralph, che cade nelle trappole di internet, come il pop-up pubblicitario J.P. Spamley, personaggio simpaticissimo che si dimostra con il passare dei minuti utile per il bene dei protagonisti.

Ma Ralph Spacca Internet non rinuncia a mostrare i meccanismi dei motori di ricerca (il saputello e un po’ depresso KnowsMore), le dinamiche di acquisto di eBay (carinissimo il messaggero eBoy!), le fasi che portano a un’effimera popolarità su YouTube, fatta di improvvisi successi con sciocchezze come capre che urlano, prove autolesionati e battute sulle api, e poi l’improvviso declino dato dalla scoperta di nuovi influencer e la cattiveria degli haters che commentano. Ma c’è anche il mondo dei videogames su internet, giochi on-line che rappresentano una sorta di territorio anarchico open space dove tutto è possibile e i pericoli attendono in ogni angolo. Si tratta di Slaughter Race, una sorta di GTA ancora più estremo di cui Vanellope rimane catturata, grazie anche alla personalità e al fascino ambiguo della protagonista Shank (che in originale ha la voce di Gal Gadot).

Insomma, Ralph Spacca Internet è ampio e ricco di situazioni così come il mondo infinito in cui si ambienta, ma siamo sicuri che il momento che rimarrà nei cuori dei più (e nella storia del cinema d’animazione) è la visita che Ralph e Vanellope fanno nell’universo Disney, un momento autoreferenziale molto ironico in cui fanno la comparsa i personaggi di Star Wars, della Marvel e ovviamente le principesse Disney in una scena esilarante e tanto assurda.

Scricchiola un po’ l’epilogo con l’entrata in scena di un virus informatico, scelta decisamente scontata e un po’ forzata per riportare al centro dell’azione Ralph in quanto anti-eroe.

Nel suo complesso, comunque, Ralph Spacca Internet funziona proprio per la voglia di prendere ideologicamente le distanze dal predecessore, aprendosi a un mondo che sulla carta poteva apparire decisamente “strano” per un’opera d’animazione, invece i registi Phil Johnston e Rich Moore riesco a rendere il tutto estremamente naturale e coerente con la visione già espressa nel primo capitolo. E con questo numero due abbiamo la conferma che il franchise di Ralph è quello a marchio Disney che più si avvicina al linguaggio in questi anni sviluppato dalla Pixar.

Roberto Giacomelli

PRO CONTRO
  • Il franchise di Ralph e Vanellope va a un livello successivo, riuscendo a far si che Ralph Spacca Internet non risulti una semplice “copia” di Ralph Spaccatutto.
  • Il film esplora costi e benefici della rete senza risultare mai un moralizzatore.
  • Il momento auto-parodico con i personaggi Disney è bellissimo e divertentissimo.
  • L’epilogo è scontato e anche un po’ forzato.
  • Nonostante si tratti di un progetto con high-concept, la genuinità di Ralph Spaccatutto in questo sequel manca.
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Ralph Spacca Internet, la recensione, 7.0 out of 10 based on 1 rating
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