Ralph Spacca Internet: incontro con i registi Rich Moore e Phil Johnston e con le voci italiane del film

Ve lo ricordate Ralph, il simpaticissimo e frustrato “cattivo” del videogame vintage Felix Aggiustatutto? Bene, adesso Ralph si prepara a spaccare internet insieme alla sua inseparabile amica Venellope von Schweetz e tutto il resto della banda. Il 2019, infatti, si aprirà proprio sotto il segno di Walt Disney che distribuirà nelle sale italiane l’attesissimo Ralph Spacca Internet, sequel di Ralph Spaccatutto uscito nell’ormai lontano 2012. Per il lancio di questo nuovo sogno a marchio Disney che sarà in tutti i cinema italiani a partire dal 1 gennaio 2019, abbiamo incontrato i due registi del film, Rich Moore e Phil Johnston, e alcune tra le guest star che hanno “prestato” la voce per l’edizione italiana del film.

Di seguito, un resoconto di quanto è stato raccontato in occasione della conferenza stampa che si è tenuta a Roma il 16 novembre 2018.

Pochi secondi dopo l’inizio della conferenza stampa ed ecco che Moore e Johnston hanno dovuto subito rispondere ad una domanda che nasce spontanea vedendo il film. Ossia come è avvenuto il processo di personificazione dei tantissimi elementi e luoghi astratti/virtuali raccontati nel film.

Rich Moore: L’idea di personificare internet è stata una diretta conseguenza di quanto avevamo già fatto nel primo film. Lì ad essere concretizzata e personificata, appunto, era una sala giochi con personaggi e situazioni che si spostavano da un videogame ad un altro. Certo, con internet è stato tutto un po’ più complesso poiché si tratta di un “mondo” molto più ampio e molto più astratto. Prima di iniziare a lavorare sull’idea, ci siamo consultati con alcuni esperti d’informatica che ci hanno spiegato nel dettaglio come funzionano molti di questi processi legati allo scambio di informazioni in rete. Subito le cose ci sono sembrate molto meno astratte rispetto all’inizio e abbiamo cominciato ad immaginare internet come una Città Antica: nel cuore c’è il “centro storico”, con tutti i siti più antichi, mentre in periferia tutte le realtà più recenti e attualmente in via di espansione.

Phil Johnston conclude aggiungendo.

Phil Johnston: Inoltre è interessante informarvi che in fase di progettazione del film, il nostro production design ha studiato proprio le caratteristiche urbanistiche della città di Roma. Quindi, in un certo senso, la vostra Roma è il nostro Internet.

Restando in tema di difficoltà e sfide, si domanda quale sia stata la cosa più ardua da realizzare.

Phil Johnston: Direi tutto! Non ce n’è stata una in modo particolare! (ride) E’ stato complesso lavorare su qualcosa che potesse essere al passo con i tempi. Nel senso, internet è un “luogo” in continua evoluzione e già adesso è sicuramente cambiato ed evoluto rispetto a mesi fa, quando stavamo ancora lavorando al film. Di conseguenza, per non invecchiare subito, avevamo la necessità di inserire una componente più concreta, universale, capace di sopravvivere al peso di “internet” e nel tempo. Abbiamo trovato questo elemento nella storia d’amicizia tra Ralph e Venellope. L’amicizia ha dei valori che vanno avanti da sempre e che saranno sempre attuali. È stata la nostra ancora di salvezza.

La conferenza prosegue e la domanda si sposta su Rich Moore, assumendo connotati leggermente più personali. Negli anni ‘90 Moore ha contribuito a ridefinire serie animate di successo come I Simpson e adesso, invece, costruisce nuovi mondi in casa Disney. Fin dove può arrivare, oggi, l’animazione?

Rich Moore: Una domanda giusta ma alla quale è difficilissimo rispondere. L’animazione è cambiata in modo inimmaginabile dai tempi quando lavoravo a “I Simpson”. Ed è divertente notare che, in fondo, non è che sia passato chissà quanto tempo. In fin dei conti, se ripenso attentamente, già sei anni fa, quando lavoravo al primo “Ralph Spaccatutto”, non si potevano fare molte cose che invece in “Ralph Spacca Internet” abbiamo fatto tranquillamente. Per quanto riguarda l’animazione siamo testimoni di una rivoluzione epocale incredibile. Non riesco ad immaginare dove potrà arrivare l’animazione tra qualche anno. Nel 2012 “Ralph Spaccatutto” mi sembrava fantastico…invece oggi è già superato. È tutto così elettrizzante…ma anche un po’ spaventoso, onestamente.

L’attenzione si sposta sull’operato dell’intera azienda Disney e ci si chiede quanto questa, nel suo portare avanti un programma ben preciso ed “infallibile”, possa limitare ed ostacolare la fantasia di un filmmaker esercitando richieste particolari o pressioni.

Rich Moore: Quando viene messo in lavorazione un film Disney non c’è nulla di facile, certo, ma questo semplicemente perché stiamo parlando del più grande e leggendario studio cinematografico di sempre. Questo significa che su ogni film c’è un gruppo immenso che lavora, con centinaia e centinaia di impiegati. È difficile imporre un solo punto di vista quando c’è così tanta gente che collabora. Fortunatamente però, una gran parte di loro è entrata in scena solo in un secondo momento, quando noi (Phil e io) avevamo già avuto tutto il tempo di capire cosa doveva realmente comunicare questo film. Inquadrato quello che sarebbe stato il contenuto del film e approvato dalla Disney, si è proceduto e il risultato è stato un “pacchetto” contenente una giusta idea e il lavoro di tantissimi professionisti al servizio di quell’idea.

Phil Johnston prende parte alla risposta e completa.

Phil Johnston: Nel momento in cui ti trovi a lavorare in un film della Disney la pressione c’è ed è sicuramente elevata. Più che altro si avverte una grande responsabilità dettata dal fatto che quello che stiamo facendo deve comunque onorare tutti quegli anni e anni di successi che ci hanno preceduto. Quando entri in questa dimensione è impossibile non andare sotto pressione, l’importante è cercare di non pensarci e lavorare il più sereni possibile.

Mille idee originali e tante trovate visive nuove, eppure Ralph Spacca Internet è destinato ad essere ricordato per la scena in cui tutte le Principesse Disney si trovano a confronto diventando il punto d’incontro di tante generazioni differenti. Come avete gestito queste figure iconiche tutte insieme? C’è stata una “gerarchia” tra principesse da rispettare?

Rich Moore: E’ stata un’esperienza strana, certo, ma confesso che non ci aspettavamo di smuovere così tanto l’entusiasmo degli spettatori con quest’idea. Quella di riunire tutte le principesse della Disney, dalle più “anziane” a quelle più “giovani”, è stata un’idea nata all’inizio come un gioco. Poi ci siamo affezionati a quest’idea e abbiamo deciso di tenerla e concretizzarla. Quindi ci siamo sbizzarriti e le abbiamo messe tutte insieme, tutte a confronto, tanti personaggi iconici nella stessa scena. Ci siamo divertiti ad umanizzarle, allontanandole da regni e castelli ma mostrandole come delle normalissime ragazze di oggi. Abbiamo dato una nuova vita a questi personaggi leggendari e, se ci penso, mi viene da ridere nel pensare che un “piccolo” film come “Ralph Spacca Internet” abbia avuto la forza di riscrivere personaggi che hanno fatto la storia del cinema d’animazione. Però si, la parte più divertente è stata proprio quella dell’ideazione, perché per capire quale principessa avrebbe parlato prima e quale dopo ci siamo messi a giocare come facevamo da bambini: abbiamo preso le bambole di tutte le principesse, le abbiamo disposte a cerchio e dando loro la voce abbiamo cercato di capire le interazioni più efficaci. Molto divertente!

Salutati Rich Moore e Phil Johnston si volta pagine per accogliere alcune delle “stellari” voci italiane che animeranno l’edizione italiana di Ralph Spacca Internet. Abbiamo così incontrato Serena Rossi (che torna a dare la voce alla Principessa Anna di Frozen – Il Regno di Ghiaccio), Nicoletta Romanoff (che presta la sua voce alla Principessa Aurora de La Bella addormentata nel Bosco) e la vera Principessa Mélusine Ruspoli (che diventa la disneyana Principessa Jasmine di Aladdin). A loro si aggiungono anche il blogger informatico Salvatore Aranzulla (che doppia un fastidioso pop-up) e i due gamer LaSabri e Favij pronti a doppiare due gamer anche nel film. Concludiamo con la presenza della talentuosa cantautrice Francesca Michielin che ha provveduto all’adattamento italiano del brano “Il mio posto è Slaughter Race” (“In this Place”).

L’attenzione cade subito su Serena Rossi, Nicoletta Romanoff e Mélusine Ruspoli visto e considerato questo gran parlare del film in riferimento alla scena dedicata alle Principesse Disney.

Serena Rossi: Io sono stata felicissima di ritrovare e ridoppiare la Principessa Anna di “Frozen”. Un personaggio che si traduce, per me, in un’esperienza molto importante. Mi rincuora, infatti, sapere che Anna tornerà in futuro ancora una volta ma su questo, ovviamente, non posso rivelare altro. Su questa scelta di mettere tutte queste Principesse insieme…trovo che sia una cosa stupenda! Si tratta di personaggi magnifici che fanno parte della nostra infanzia, ma anche di quella dei nostri genitori e dei nostri figli.

Nicoletta Romanoff: Quello che più mi ha divertito di quest’idea è il riuscire a mostrare queste Principesse “off-line”, ossia fuori dal loro mondo ordinario. Le vediamo per la prima volta come ragazze “normali” alle prese con i problemi di tutti i giorni.

Ci si interroga presto anche sui veri contenuti del film, molto più intelligenti di quanto possa sembrare ad una visione superficiale. Uno dei tempi principali in Ralph Spacca Internet è l’amicizia e, nel film, sembra che solamente grazie ad internet Ralph e Venellope riescano a capire il vero significato di questa parola. Eppure, spesso e volentieri, internet viene inquadrato come un luogo ostile che annichilisce i rapporti fra persone.

Salvatore Aranzulla: Internet è spesso un luogo in cui le persone si sentono autorizzate a dire tutto senza badare minimamente se ciò che dicono può far male o meno. Ogni forum, blog o social è pieno di commenti acidi lasciati da utenti per il solo gusto di attaccare. Io, personalmente, ho deciso di adottare una politica di “censura” sui miei blog perché sono arrivato ad un punto in cui ho capito che non si può lasciare libertà di parola proprio a tutti. E questo aspetto viene centrato molto bene nel film, nella parte tanto divertente quanto amara in cui Ralph riceve i brutti commenti ai suoi video. Inoltre trovo che Ralph Spacca Internet abbia anche il grande merito di essere – a memoria – il primo cartoon Disney dove appaiono dei siti veri. C’è Amazon, eBay, Facebook, Tweeter. Trovo sia una cosa davvero sorprendente!

Si conclude con una domanda di rito, ossia qual è il rapporto che sussiste tra ognuno di loro e l’universo disneyano.

Nicoletta Romanoff: Il mio rapporto con la Disney è inevitabilmente strettissimo. Ho quattro figli e questo significa che praticamente sono stata sempre sul “pezzo”. Quando ho finito di vedere i film Disney io, ho subito ricominciato per farli vedere ai miei figli. Praticamente da quando sono nata ad oggi non ho mai smesso.

Mélusine Ruspoli: Io ho un legame molto affettivo. Quando ero piccola, i miei genitori utilizzavano i film d’animazione della Disney per farmi imparare l’inglese. Ho dei ricordi davvero molto belli.

LaSabri: Vi dico solo che se guardate bene le mie gambe, adesso, dallo strappo nel jeans si può vedere benissimo Buzz Lightyear di “Toy Story” tatuato sulla gamba. E non è l’unico tatuaggio a tema disneyano che ho sul corpo.

Favij: Non so, come tutti anche io sono cresciuto con i film Disney a tal punto da non averne proprio uno preferito. Sono tantissimi i film che mi piacciono ma forse, pensandoci bene, credo che la trilogia di “Toy Story” abbia un posto speciale nei miei ricordi.

Francesca Michielin: “Mulan”, senza alcun dubbio. Da bambina avevo un sogno ed era quello di diventare una donna “cazzuta”. Di conseguenza, Mulan rifletteva questo mio sogno. Lei era una guerriera. Era “cazzuta”. Non doveva essere salvata da nessun principe, assolutamente, era lei che lottava per salvare la Cina. Si, “Mulan” è sicuramente il mio film Disney del cuore.

Ricordiamo a tutti, ancora una volta, che Ralph Spacca Internet sarà in tutti i cinema italiani a partire dal prossimo 1 gennaio 2019.

Giuliano Giacomelli

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