Ricordi?, la recensione

Sono effettivamente passati quasi dieci inverni dall’esordio alla regia di Valerio Mieli, la cui delicatezza sconcertante ha aperto una breccia nel cuore di tanti. Quando poi, scorrendo il programma delle Giornate degli Autori all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è apparsa la sua opera seconda, si è riaperta l’antica ferita. Come fare a sostenere di nuovo lo sguardo di un regista così bravo a suscitarti qualcosa?

Il veicolo è ancora una volta l’amore. Vi rimangono invischiati stavolta Linda Caridi e Luca Marinelli, due personaggi che non hanno bisogno di un nome di scena per raccontarne le pieghe e le sfumature.  Basta seguirne i corpi e le emozioni nel vortice dei ricordi che si dipanano sullo schermo per capire come in una relazione l’uno si diluisca nell’altro in modi e tempi assolutamente personali.

Il punto qui non è seguire semplicemente un filo o ricomporre un mosaico di tessere apparentemente disordinate. Il compito di chi è seduto sulla propria poltroncina è per una volta comprendere, non mettere in una sequenza logica fatti e avvenimenti. Il patrimonio emotivo dell’innamorato è fatto sicuramente di ricordi, a cui noi affibbiamo etichette in continuazione, anche senza rendercene conto.

Come nel film, basta un profumo, un suono o una qualsiasi provocazione sensoriale per creare un mood con cui un evento specifico prenderà la forma di ricordo. È per questo che una festa può essere contemporaneamente grigia e piena di colori o che un episodio avvenuto sotto un cielo terso possa rivivere anni dopo sotto una leggera nevicata.

Valerio Mieli in questo modo non può sbagliare. La materia che tratta sfugge alle limitazioni del giusto e dello sbagliato, del vero o del falso, non esiste qualcuno che possa mettere bocca su questo. L’importante è dare consistenza visiva ad ogni episodio, ad ogni dettaglio e lo ha fatto con estrema cura nella preparazione di questo film, che in termini produttivi è una mosca bianca nel panorama italiana.  Una settimana di prove quasi teatrali con gli attori prima dell’avvio delle riprese, un montaggio da pazzi secondo il produttore Angelo Barbagallo (e per cui bisogna fare i complimenti a Desideria Rayner) ne riescono a dare solo parzialmente l’idea.

Qualcuno ci ha visto Micheal Gondry e il suo indimenticabile Se mi lasci ti cancello, qualcuno la serie TV americana The Affair, qualcuno ha scomodato anche Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes e questo gioco della rincorsa alla citazione è molto interessante. Ricordi? da frequentemente l’idea di aver già provato questa o quella sensazione o di aver già sentito parlare della relazione tra Marinelli e la Caridi. Ma la sensazione di déjà-vu e il gioco delle citazioni si trasformano per una volta in benedizioni.

Perché quando si tratta di viscere nessuno può dirsi estraneo o poco informato, soprattutto se torna a galla con una grazia irresistibile.

Andrea De Vinco

PRO CONTRO
  • Produzione fuori dall’ordinario italiano.
  • Nessuno degno di nota.
  • Due interpreti sopra la media.
 
  • Una sceneggiatura meticolosa.
 
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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Valutazione: +2 (da 2 voti)
Ricordi?, la recensione, 8.0 out of 10 based on 1 rating
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