RomaFF 12. Lola + Jeremy, la recensione

Jeremy (Syrus Shahidi) ha 27 anni, è un graphic designer e gestisce una singolare agenzia che crea finti alibi a fidanzati infedeli. Lola (Charlotte Gabris), 25 anni, lavora in una fumetteria, adora i supereroi e il cinema di Michel Gondry. I due innamorati creano il  video-diario giornaliero della loro storia, col proposito di riguardarlo dieci anni dopo. Ma la curiosità, si sa, è femmina. Lola, infatti, cede alla tentazione di rivedere immediatamente i contenuti video… incappando in un filmato che non avrebbe dovuto scoprire e che la porta addirittura alla decisione di rompere con Jeremy. Quest’ultimo, da quel momento, farà di riconquistarla lo scopo della propria vita.

Lola + Jeremy, esordio al lungometraggio della francese July Hygreck, malgrado le apparenze, non è la solita commedia romantica. E’, al contrario, una rocambolesca e strampalata epopea in un microcosmo fatto di sogni e di improvvisati eroi in maschera, dietro cui si cela la volontà di raccontare la labilità dei rapporti, l’importanza del ricordo, il ruolo della fantasia. Si tratta di un film sentimentale nel senso migliore del termine, poiché protagoniste sono emozioni e paure descritte con briosa freschezza e un pizzico di originalità.  Lola e Jeremy hanno tentato di sublimarle attraverso il supporto audiovisivo: al pubblico stabilire se con successo o meno.

Il debito nei confronti del cinema di Gondry (che appare anche in un piccolo cameo) è innegabile, in particolare verso il film preferito di Lola, ovvero Eternal Sunshine of a Spotless Mind. 
Non a caso, in Lola + Jeremy ritroviamo una realtà da ricomporre come un puzzle; le conseguenze sconvolgenti del mal d’amore; il bisogno spasmodico di aver qualcosa di concreto cui ancorare la propria esistenza. Dal punto di vista visivo, Hygreck si serve di espedienti sfiziosi e insoliti quali gli inserti d’animazione, che avvicinano la dimensione in cui si muovono i protagonisti a quella del mondo Marvel, sebbene filtrata da un registro grottesco, divertente e inarrestabile. Una scelta cinematografica mirata a descrivere la quotidianità dei protagonisti come un collage posticcio, alienante e ipertrofico. In una parola, come un fumetto.

Da sottolineare anche il ruolo della maschera, deperibile e destinata a cadere eppure ardua da abbandonare. Non esiste limite alle identità che potremmo impersonare, suggerisce il plot, ma è possibile evitare in eterno la vita ‘reale’, con le sue sfide dolorose e la sua disarmante ineluttabilità? E immortalare ossessivamente ogni fugace momento su uno schermo non è forse un misero tentativo di aggirare la caducità e intrappolare il tempo? Gli spunti su cui riflettere non sono mai stati così complessi, e probabilmente anche in questo risiede l’efficacia di Lola + Jeremy.

Aspettiamo nelle nostre sale questo tuffo psichedelico e senza limiti tra l’affanno della perdita e la forza dell’amicizia a gennaio 2018, grazie a Sun Film Group.

Chiara Carnà

PRO CONTRO
  • La cura dal punto di vista grafico.
  • I dialoghi brillanti.
  • La naturalezza e l’efficacia con cui viene descritta una rosa di sentimenti.
  • Il cameo di Gondry è una bella occasione sprecata.
  • La caratterizzazione dei comprimari piuttosto trascurata.
VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +2 (da 2 voti)
RomaFF 12. Lola + Jeremy, la recensione, 7.0 out of 10 based on 1 rating
Condividi questo articolo

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *