Santiago, Italia, la recensione

Esistono pagine di storia che, seppure irreversibilmente tragiche, rimangono sconosciute ai più. Una di queste è quella che fu scritta in Cile l’11 settembre 1973 e alla quale Nanni Moretti dedica il suo ultimo film Santiago, Italia.

Quel giorno l’esercito guidato da Pinochet rovesciò il governo di Salvador Allende, ponendo fine alla democrazia e instaurando una violenta dittatura destinata a durare diciassette anni. Una vicenda che vide il tramonto di una dirompente speranza, quella del cambiamento, soffocata per sempre. Moretti, attraverso le testimonianze dei rifugiati politici cileni in Italia, si concentra sul ruolo svolto dall’ambasciata italiana a Santiago, che a tantissimi oppositori diede non solo asilo (e quindi modo di sfuggire alle persecuzioni) ma anche l’occasione di raggiungere il nostro Paese, dove la permanenza fu loro garantita a tempo indeterminato.

Santiago, Italia è un documentario dal taglio insolito, poiché affronta questioni sociali oggi urgentemente dibattute nel Bel Paese (la tolleranza e il razzismo in primis) pur guardando a eventi di quasi 50 anni fa. Il regista non cela il proprio punto di vista, pur mostrandosi con parsimonia, e intervista principalmente i profughi sfuggiti dal colpo di stato. Quando lascia che a raccontarsi sia un ex militare sostenitore del golpe, l’intenzione è affermare che – parafrasando Oscar Wilde – la lezione più importante che la Storia ci insegna è che gli uomini, da essa, non imparano granché.

Il dolore del popolo cileno è palpabile nei volti vissuti, negli occhi gonfi di lacrime, nelle parole dense di rimpianto dei testimoni dell’orrore. Accanto ad esso, c’è il commosso ricordo dell’accoglienza trovata in Italia. Moretti desidera che lo spettatore italiano osservi la nostra penisola attraverso le testimonianze dello straniero – distante culturalmente e letteralmente – ascoltando inedite storie di solidarietà. Il ritratto che emerge, infatti, è quello di un Paese ospitale e pronto a soccorrere i rifugiati, nonostante le difficoltà che stava a sua volta affrontando. Il Paese delle Meraviglie, verrebbe da dire, tanta è la riconoscenza espressa dai protagonisti.

Come si accennava, Santiago, Italia non è una celebrazione nostalgica. Piuttosto, offre un contributo dissonante in un momento in cui le tendenze nazionaliste e il malcelato disprezzo per l’immigrato vanno sempre più radicandosi, spesso dimenticando il buonsenso. Siamo davvero così diversi dal Cile degli anni Settanta, domanda indirettamente il regista? E uno dei maggiori pregi della pellicola è proprio lo spirito di onesta riflessione che la anima e invita il pubblico, attraverso l’informazione, a interrogarsi sui propri errori. Siamo davvero inesorabilmente destinati a ripeterli?

Per contro, non manca qualche forzatura nel tracciare punti di contatto tra le due realtà in questione (Cile e Italia: entrambe problematiche ma per ragioni completamente diverse). Tuttavia, si è già scritto sopra, non si tratta di un documentario canonico né di un film super partes. Moretti stesso, nell’unico momento in cui appare sullo schermo, ammette di non voler essere obiettivo. Ogni storia ha due versioni e lui ha scelto quale sposare, perché ci sono situazioni e momenti storici in cui schierarsi non è un’opzione, ma un dovere. E se paragonare il Cile di allora all’Italia di oggi è effettivamente azzardato, d’altra parte riesaminare speranze e drammi del passato alla luce del presente può essere un passo decisivo verso la consapevolezza per poi, chissà, remare in direzione di un rinnovamento.

Chiara Carnà

PRO CONTRO
  • Una riflessione profonda e interessante sull’attualità guardando a una pagina di storia del recente passato.
  • Nanni Moretti decide di mettersi da parte e far parlare testimoni e materiali d’archivio, informando su fatti storici non molto conosciuti ai più.
  • Manca di obiettività con alcuni parallelismi storico-politici un po’ forzati.
VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)
Santiago, Italia, la recensione, 6.0 out of 10 based on 1 rating
Condividi questo articolo

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.