Sirene: una commedia con le pinne più che un fantasy!

Al sovraffollamento delle storie di mafia e criminalità ad alto budget, Ivan Cotroneo e Rai Fiction rispondono con la serie Sirene, progetto coraggioso, anomalo e rischioso per una televisione generalista che si mette in gioco pur di ritrovare un suo pubblico.

La serie racconta le vicende familiari di quattro sirene che arrivano sulla terraferma per ritrovare l’ultimo tritone del Mediterraneo.

Ivan Cotroneo, ideatore della serie e sceneggiatore insieme a Monica Rametta, dichiara durante la conferenza stampa: “Una commedia con le pinne più che un fantasy. Mi chiedevo: cosa ne sanno le sirene del nostro mondo? Combinare la commedia con il fantastico è stata la prima idea ed è questa la particolarità del progetto.”

Una commissione di generi non ordinaria pronta a distruggere i canoni televisivi e scuotere quell’immaginario che, spesso, imprigiona anche i luoghi in un’unica e immutabile lettura. La storia è ambientata a Napoli, una città diversa, quasi segreta, rispetto ai lati cupi che siamo abituati a vedere in tv e al cinema. Dopo Ammore e Malavita dei Manetti Bros., Sirene è un inno d’amore alle bellezze partenopee sul piccolo schermo.

Oltre i pregi e i difetti, prevale il coraggio determinante di cambiare prospettiva in un momento in cui è forte il desiderio di cercare nuove direzioni nella tv italiana.

 “Volevamo raccontare la contemporaneità ma vista da un altro punto di vista. Riuscire a guardare le cose in maniera diversa. Non è tanto una storia sulle sirene, ma una storia su come le sirene vedono gli uomini. L’elemento fantasy serve a descrivere il nostro mondo, per guardarci da fuori”. (Ivan Cotroneo)

Sirene è una serie sui generi e sui ruoli di genere, con un ribaltamento dell’ordinario: sono le sirene ad avere il potere (non solo in senso metaforico) e gli uomini vengono utilizzati e quasi maltrattati da quest’ultime. In fondo al mare vige un rigoroso matriarcato che porta a un matrimonio combinato e a un tritone fuggiasco in crisi d’identità. Tra controlli mentali e sottomissioni in chiave comica, gli uomini possono aderire alla formula “bello ma tonto” (il tritone Ares interpretato da Michele Marrone) o a quella del bravo ragazzo in ricerca dell’amore della vita (il Salvatore di Luca Argentero). Nella lotta tra maschi e femmine, i veri sconfitti sono i dialoghi, soprattutto quando si allontanano dalla commedia per avvicinarsi al sentimentalismo.

Sirene dà il meglio di sé quando decide di far sorridere: il contrasto tra il fantastico e il quotidiano è ben equilibrato e la comicità è supportata da battute semplici ma funzionali. La mamma sirena interpretata da Maria Pia Calzone e il suo colorito dialetto (imparato dai pescatori di Pozzuoli) sono un’arma vincente della serie.

Nel corso delle prime due puntate, è presente una meta-critica alla televisione italiana: le protagoniste rimangono ipnotizzate davanti a una fiction in costume dalla recitazione di dubbia qualità. Paradossalmente, la serie si allontana da quel tipo di narrazione solo per diventarne, in alcuni momenti, un esempio involontario.

Ivan Cotroneo firma il progetto come showrunner, e, almeno questa volta, non è semplicemente una scusa per utilizzare un termine americaneggiante sui cartelloni pubblicitari.  Gli elementi del regista televisivo e cinematografico sono ovunque: c’è la musica di Tutti Pazzi per Amore, i colori, i vestiti sfarzosi e soprattutto quell’aria vivace e spensierata che riesce a farci credere in quelle bellissime code almeno per qualche ora.

I primi due episodi di Sirene verranno trasmessi il 26 ottobre in prima serata su Rai1.

Matteo Illiano

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