Archivio tag: Academy Two

SIR – Cenerentola a Mumbai, la recensione

C’era una volta la giovane e romantica Ratna che, arrivata da un villaggio di campagna, trova lavoro come domestica per Ashwin, erede di una ricca famiglia di Mumbai. Ashwin, un po’ come un principe, possiede tutto, me è disilluso sul futuro, Ratna, invece, non possiede nulla ma è piena di speranza e lotta per i suoi sogni. Lui e lei rappresentano due mondi distanti che si avvicinano, facendo emergere sentimenti inaspettati. L’attrazione tra i due è pari a quella tra il Principe e Cenerentola, ma far sì che la fiaba arrivi allo stesso lieto fine sarà ben più arduo per i due promessi sposi indiani.

Grazie alle distribuzione indipendente di Academy Two, arriva nelle sale italiane il 20 giugno, SIR –Cenerentola a Mumbai, presentato lo scorso anno durante la Semaine de la Critique del Festival di Cannes. SIR è il film d’esordio della regista indiana Rohena Gera.

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In Guerra, La recensione

5 ottobre 2015. Il capo delle risorse umane della KLM viene spogliato dai dipendenti della stessa compagnia aerea, in rivolta dopo la conferma di quasi tremila esuberi. La scena viene riprese e trasmessa nei telegiornali francesi, calamitando l’attenzione di tutto il mondo e, tra gli altri, di Stephane Brizé. La potenza e la violenza di quelle immagini, prima televisive e poi crossmediali, rappresentano la fonte d’ispirazione reale del regista francese per il suo nuovo film In Guerra, già in concorso alla scorsa edizione del Festival di Cannes.

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Parigi a piedi nudi, la recensione

Fiona (Fiona Gordon) non è mai uscita dal paesino canadese in cui abita, seppur sogni da sempre di andare a Parigi. L’occasione di visitarla le sarà data inaspettatamente da sua zia Martha (Emmanuelle Riva, qui nella sua ultima, splendida interpretazione), arzilla 88enne che vive proprio a Parigi e rischia di andare in ospizio: solo Fiona potrà salvarla da quest’infausta prospettiva, ma non prima di essere caduta nella Senna, aver perso lo zaino e conosciuto l’eccentrico senzatetto Dom (Dominique Abel). E soprattutto non prima di aver ritrovato Martha, che nel frattempo si è data alla macchia per sfuggire all’ospizio.

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Personal Shopper, la recensione

Una carriera ricca e variegata quella di Olivier Assayas, che comincia come critico cinematografico per  Cahiers du cinéma e si trasforma presto in una corposa attività da sceneggiatore e regista di corti, lunghi e documentari. Dal successo di Irma Vep (1996) a quello recente di Sils Maria (2014), con il quale la protagonista Kristen Stewart ha vinto un César. La collaborazione con la stessa attrice si ripete per Personal Shopper, che stavolta fa guadagnare allo stesso Assayas il premio alla regia al Festival di Cannes 2016.

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Amore e inganni, la recensione

La vedova Lady Susan Vernon (Kate Beckinsale) – venerata dagli uomini, ammirata dalle amiche e odiata dalle mogli altrui – coglie l’occasione di una visita a Churchill, nella proprietà dei cognati Charles e Catherine Vernon, per mettere a tacere disdicevoli pettegolezzi sul suo conto e – perché no? – accalappiare un nuovo marito per sé e la figlia Frederica.
Le sue preferenze ricadono sul giovane e affascinante Reginald DeCourcy (Xavier Samuel), fratello di Catherine, col disappunto di quest’ultima. Riuscirà Lady Susan, spalleggiata dalla fedele amica Alicia (Chloë Sevigny), a mandare in porto le seconde nozze mantenendo intatta la propria reputazione?

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Frantz, la recensione

Il perdono, sia verso sé stessi che verso gli altri, sembra essere una delle tematiche dominanti della 73^ edizione del festival di Venezia. Senz’altro è alla base delle vicende di Frantz, nuovo film del regista francese François Ozon, presentato in concorso.

Il film è tratto dalla pièce teatrale L’homme que j’ai tué di Maurice Rostard, da cui Ernst Lubitsch nel 1932 aveva tratto L’uomo che ho ucciso.

Anna Hoffmesiter (Paula Beer) è una giovane tedesca che ha perso l’amato fidanzato Frantz (Anton Von Luke) durante la Grande Guerra da poco conclusa. Un giorno, visitando la sua tomba, incontra Adrien (Pierre Niney), un ragazzo francese giunto da Parigi per conoscere la famiglia del defunto.

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La Corte, la recensione

Secondo film francese in concorso alla 72^ Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, L’hermine, che in Italia arriva con il titolo La Cortepiace al pubblico del Festival ed è una commedia piccola ma apprezzabile.

Xavier Racine è il Presidente di una Corte d’assise in toga di ermellino (l’hermine significa appunto “l’ermellino”). E’ un uomo insofferente, spesso di cattivo umore, piuttosto odiato in tribunale. Un giorno, si ritrova a dover giudicare le sorti di un uomo accusato dell’omicidio della sua bambina, che ha prima confessato e poi ritrattato. Il caso non è semplice, anche perché l’imputato si rifiuta di rispondere alle domande. Tra i giurati, c’è anche Birgit Lorensen-Coteret, un’affascinante e matura anestetista di origini danesi, che Xavier conobbe anni prima e amò praticamente in segreto. Non l’ha mai dimenticata e, quando se la ritrova di fronte, riprende un corteggiamento maldestro ma agguerrito.

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Barbecue, la recensione

I piaceri della buona tavola tornano alla ribalta sul grande schermo e diventano metafora della complessità dei rapporti umani; nelle sale, arriva Barbecue, piacevole commedia d’oltralpe diretta da Eric Lavaine e interpretata da alcuni dei volti più amati del cinema francese. La pellicola si basa su un intreccio semplice e assodato, dal quale tesse le fila una riflessione leggera ma non superficiale sull’amicizia, l’amore e l’importanza di avere dei complici fidati in questo folle e pazzo viaggio che è la vita.

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Rompicapo a New York, la recensione

Xavier (Romain Duris), alla soglia dei quarant’anni e papà di due bambini, non ha ancora smesso di sognare e di tentare di mettere ordine nella sua caotica quotidianità attraverso il processo creativo della scrittura. Il suo matrimonio con Wendy (Kelly Reilly) è agli sgoccioli; l’amica di sempre Isabelle (Cècile de France) gli chiede un “piccolo” contributo per aiutarla a rimanere incinta e coronare il suo sogno di avere una famiglia con la compagna Ju (Sandrine Holt); infine, c’è Martine (Audrey Tautou), primo amore forse mai sopito, che riappare nella sua vita all’improvviso… Forse per restare?

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