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Croce e delizia e Scappo a casa disponibili in DVD

Con Warner Bros il recente intrattenimento home video è all’insegna della commedia all’italiana. Due film passati in sala nei primi mesi dell’anno ed entrambi interessati a riflettere, in modo intelligente quanto divertente, su problematiche legate all’intolleranza. Da una parte, infatti, abbiamo il brillante Croce e delizia di Simone Godano che ci parla di omosessualità in modo tutt’altro che banale; dall’altro lato invece, con Scappo a casa di Enrico Lando si riflette in modo decisamente più giocoso sulla condizione degli immigrati in Italia e all’estero. Come da tradizione per quanto riguarda certo cinema italiano, i due film sono da poco disponibili in home video solo su supporto DVD.

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Scappo a casa, la recensione

Costantemente stressato, calvo ed impiegato in una piccola officina di Milano, Michele non è quella che potremmo definire una “bella persona”. È un uomo che vive di pregiudizi, praticamente verso tutti, e sui social network si diverte a re-inventarsi come un ricco seduttore, vanitoso e vanesio. In particolar modo Michele detesta i “negri” che, in base ad una sua personalissima selezione naturale, sono persone inferiori e come tali vanno trattati. Ma il destino ha in servo per lui un crudelissimo scherzo. Recatosi a Budapest per una vacanza di piacere, Michele viene accidentalmente derubato di tutti i suoi averi e così, senza soldi né documenti, viene scambiato dalla polizia locale per un immigrato tunisino. Per Michele inizia una travagliata fuga verso casa e proprio come i clandestini che ha sempre odiato, anche lui dovrà inventarsi mille peripezie per entrare “illegalmente” nel suo Paese. Affinché il suo viaggio abbia successo, Michele è costretto ad unirsi con il medico Mugambi e la bella Babelle, due nigeriani diretti in Italia.

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Fuga da Reuma Park, la recensione

Ma ve li ricordate Aldo, Giovanni e Giacomo? Quante risate ci siamo fatti con loro!

Sicuramente Mai dire gol era un appuntamento fisso se avete vissuto negli anni ’90, con i loro irresistibili e bizzarri personaggi, nonché il loro esordio cinematografico con Tre uomini e una gamba è stato uno dei più felici passaggi dalla tv/cabaret al cinema dai tempi di Carlo Verdone e Massimo Troisi. Quanti ricordi, quanto divertimento… poi Aldo, Giovanni e Giacomo che fine hanno fatto? Sono diventati testimonial di una odiosissima campagna pubblicitaria per una compagnia telefonica, hanno continuato a riempire i teatri con spettacoli forse ormai ripetitivi ma sempre gustosi, e, di tanto in tanto, hanno fatto cinema… sempre più stancamente e privi di quel brio che li aveva fatti arrivare tra i più grandi comici nostrani.

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Il ricco, il povero e il maggiordomo, la recensione

Dopo quattro lunghi anni, il trio all’italiana più famoso e ben assortito dello spettacolo contemporaneo torna a popolare le nostre sale cinematografiche con la sua ottava fatica: Il Ricco, il Povero e il Maggiordomo. La nuova commedia, diretta da Aldo, Giovanni e Giacomo insieme a Morgan Bertacca, è molto diversa dai precedenti lungometraggi e, sotto alcuni aspetti, persino inedita nella filmografia dei tre alfieri della comicità chiassosa ma mai trasandata.
Il dottor Giacomo Maria Poretti è un riccone che abita in una villa da sogno e non si cura di altri che di sé; il suo maggiordomo, Giovanni, lavora sodo e intrattiene un’appassionata relazione con la cameriera venezuelana Dolores (Guadalupe Lancho), ansiosa di convolare a nozze; Aldo, infine, è un venditore abusivo che sogna una bancarella tutta sua, vive sulle spalle dell’energica mamma Calcedonia (Giuliana Lojodice) e allena una sgangherata squadra di calcio composta da bimbi stranieri.

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