Archivio tag: Antonia Truppo

Il mio corpo vi seppellirà, la recensione

L’Italia pre-unificazione come l’America della Guerra di Secessione? Perché no! In fin dei conti ci sono molte affinità tra i due contesti storici, molte di più di quelle che si potrebbe inizialmente pensare. Ma la chiave per evidenziarle sta nel western, inteso come genere cinematografico. Questo è quanto ha fatto il regista Giovanni La Pàrola con Il mio corpo vi seppellirà, in cui sceglie coraggiosamente proprio il genere western per raccontare una storia di vendetta ambientata nel profondo Sud all’alba dell’Unità d’Italia.

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Black Pop Posta in anteprima su CG Digital!

Pop Black Posta, il thriller/black comedy di Marco Pollini con Antonia Truppo, Denny Mendez, Annalisa Favetti, Stefano Ambrogi, Enzo Garramone, Alessandro Bressanello, Hassani Shapi, Aaron T. Maccarthy, Pino Ammendola, Luca Lobina, Noemi Maria Cognigni e Luca Romano, è disponibile in anteprima digitale dal 21 Gennaio 2020 grazie a  CG Digital, il servizio di Video On Demand di CG Entertainment.

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Pop Black Posta: doppio evento a Isola della Scala

Distribuito da Ahora! Film, il thriller/black comedy Pop Black Posta di Marco Pollini arriva a Isola della Scala, in provincia di Verona, per due serate evento.

Alla presenza del regista e del co-sceneggiatore Luca Castagna, infatti, verrà proiettato alle ore 21.00 presso il Cinema Capitan Bovo nelle serate del 3 e del 4 Settembre 2019.

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Pop Black Posta approda a San Sepolcro

Nelle sale cinematografiche dallo scorso 22 Agosto distribuito da Ahora! Film, il thriller misto alla black comedy Pop Black Posta di Marco Pollini sarà oggetto di una serata evento il 28 Agosto 2019.

Alla presenza del regista e della sceneggiatrice Lucia Braccalenti, infatti, verrà proiettato alle ore 21.00 a San Sepolcro presso il Cinema Teatro Dante.

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Copperman, la recensione

«Sventurati i popoli che hanno bisogno di eroi».

Così recitava il drammaturgo tedesco Brecht nella prima metà del novecento e chissà cosa avrebbe detto o pensato oggi che la febbre da eroe, anzi “supereroe”, sta dilagando in tutto il mondo. Se è vero che non si contano più i cinecomics d’oltreoceano è bene notare come, a poco a poco e in maniera molto timida, anche in Italia si respira questa volontà di creare un paladino mascherato. Così, dopo lo sconcertate ragazzo invisibile di Salvatores e il ben più interessante superuomo di Mainetti, arriva un terzo supereroe mascherato che ha il volto di Luca Argentero. Corazzato fino ai denti con un’armatura di rame e armato di razzi segnalatori, questo nuovo combattente italiano si muove silente fra le stradine di un piccolo comune umbro per difendere i più deboli e sconfiggere i prepotenti. Signori e signore, ecco a voi Copperman.

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Se son rose, la recensione

Leonardo Giustini è un giornalista specializzato in tutto ciò che è tecnologico e nelle più moderne applicazioni per il web. Ormai disilluso nei confronti dell’amore e determinato a non impegnarsi più con una donna, Leonardo conduce una vita adagiata su una routine sempre uguale. Quando non è impegnato con il lavoro, si reca a casa di Fabiola, sua ex moglie, per trascorrere un po’ di tempo assieme a Yolanda, la figlia adolescente. Una sera quest’ultima, stanca di vedere suo padre sprofondare nell’ozio e ormai così cinico nei confronti dei sentimenti, decide di compiere di nascosto un gesto estremo: inviare un messaggio che recita “Sono cambiato. Riproviamoci!” alle dieci ex del papà. Quattro ex fiamme di Leonardo accolgono la proposta del messaggio e si rifanno avanti. Per Leonardo è l’occasione buona di rimettersi in gioco e capire quali sono stati i suoi limiti nel rapporto con le donne.

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Gli sdraiati, la recensione

Michele Serra scrive una lettera a un figlio che non riceve risposta, la chiama Gli Sdraiati e ottiene un grande successo. È il turno di Claudio Bisio prendere ispirazione dal testo di Serra, portare in scena uno spettacolo teatrale intitolato Father And Son e ottenere un altro grande successo.

Francesca Archibugi e Francesco Piccolo rubano (un bel furto!) il titolo a Serra, strappano Bisio ai palcoscenici e scrivono un soggetto che diventa il nuovo film della regista romana a due anni da Il nome del figlio. Va detto che Gli Sdraiati film, un adattamento molto libero del testo originale, allarga lo sguardo e gioca di prospettiva. E diventa la storia di un incontro che è anche un po’ uno scontro e possibilmente un confronto fra un padre e un figlio. E bisogna aggiungere, che se Gli Sdraiati film funziona, lo fa principalmente sul versante paterno.

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Omicidio all’italiana, la recensione

Una delle sorprese più divertenti e intelligenti della recente commedia italiana è stato due anni fa Italiano Medio, scritto, diretto, montato e interpretato da quel geniaccio di Maccio Capatonda. Un esordio fulminante, apprezzato dalla critica e capace di difendersi benissimo al botteghino non poteva rimanere un caso isolato e così, dopo la parentesi televisiva dell’esilarante sitcom Mariottide (che in un certo senso era spin-off di Italiano Medio) e una brillante esperienza da doppiatore nel film di Angry Birds, Capatonda – al secolo Marcello Macchia – è tornato al cinema con il suo secondo lungometraggio, Omicidio all’italiana.

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Indivisibili, la recensione

Viola e Dasy sono due gemelle siamesi, attaccate per il bacino, che hanno da poco compiuto diciotto anni. A Castel Volturno, comune in provincia di Caserta, sono delle vere e proprie star della canzone neomelodica e vengono chiamate per esibirsi di continuo a matrimoni o feste di compleanno. Con le loro esibizioni, Viola e Dasy danno da mangiare a tutta la famiglia, composta da un padre/manager attaccato al guadagno immediato, una madre etilista e due zii che insieme al parroco del paese, Don Salvatore, stanno convincendo la comunità che le due cantanti – grazie alla loro particolarità genetica – siano in grado persino di portare fortuna. Le cose vanno bene fino a quando, grazie ad un incontro fortuito con il Dott. Fasano, le due ragazze scoprono di potersi dividere con un intervento nemmeno troppo pericoloso. Da questo momento tutto cambia. Dasy inizia a desiderare una vita “normale” con una propria individualità, Viola teme di perdere il legame con la sorella e Peppe – padre delle due – sa che non potrà più continuare a lucrare sulle sue figlie nello stesso modo.

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