Archivio tag: approfondimento

Analisi di un cult: Magnolia

Magnolia è una danza. Un giro tondo continuo di situazioni e personaggi che ruotano attorno a un centro invisibile, si incrociano, scappano dal proprio passato e arrivano ad una sovrannaturale redenzione.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +2 (da 2 voti)

Analisi di un cult: L’uomo che uccise Liberty Valance

John Ford nel suo penultimo western ci regala un’America in bianco e nero, in cui violenza e legge si scontrano con la posta in gioco dell’egemonia culturale, il predominio di un’idea sull’altra.

Ransom Stoddard (Jimmy Stewart) torna nella cittadina di Shinbone dove ha iniziato la sua carriera politica per il funerale di un amico, e inizia quindi a raccontare ai giornalisti la sua storia in un lungo flashback.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +4 (da 4 voti)

La fantastica signora Maisel, nascita di una cabarettista

Dopo aver fatto incetta di premi all’ultima edizione degli Emmy Awards e aver sbaragliato la concorrenza nella categoria commedia, è arrivato il momento di dare un’occhiata più da vicino alla serie TV prodotta dai lungimiranti Amazon Studios.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Omaggio a Wes Craven: Il serpente e l’arcobaleno

Anche se è bene star lontani dagli schematismi troppo rigidi, si può idealmente suddividere la filmografia di Wes Craven in (almeno) due tronconi, cioè i film pre e post Nightmare – Dal profondo della notte (1984). Il capolavoro incentrato sulle gesta di Freddy Krueger è diventato infatti non solo il film per eccellenza del regista, ma anche una pietra miliare del cinema horror, al pari di altre opere nate nella nuova generazione di cineasti (Carpenter, Hooper, Romero, etc.); Nightmare è inoltre un film-simbolo dell’horror anni Ottanta, almeno del cinema horror più riuscito e maturo, rappresentazione di una nuova estetica e di nuove sperimentazioni narrative, e fa dunque da spartiacque fra un prima e un dopo: il new-horror non è infatti un genere unico e uniforme, ma conosce un’evoluzione stilistica e narrativa anche nel singolo corpus di ogni autore – basti pensare alla differenza tra l’opera prima di Craven, L’ultima casa a sinistra (1972) e Nightmare, che ne rappresenta la piena maturità (senza nulla togliere ad altri significativi film precedenti). Dopo di questo, Craven prosegue nell’esplorazione di nuovi territori all’interno del cinema horror: Le colline hanno gli occhi II, tentativo poco riuscito di rinverdire i fasti del primo con il nuovo gusto eighties, il film-tv Sonno di ghiaccio, il sottovalutato Dovevi essere morta e soprattutto Il serpente e l’arcobaleno (1988), per poi chiudere il decennio con il cult Sotto shock. The Serpent and the Rainbow è sicuramente, se non un capolavoro, una fra le opere maggiori, più riuscite e significative di Craven, nonché uno fra i più originali zombi-movie.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Omaggio a Wes Craven: Benedizione mortale

Benezione mortale (USA, 1981) non è certamente tra i film più famosi di Wes Craven, né uno dei suoi capolavori: potremmo definirlo un “Craven minore”, anche se è meglio evitare definizioni del genere perché ogni film è a sé (di qualsiasi regista si parli) e non bisogna necessariamente confrontarlo con le opere maggiori. Deadly Blessing (questo il titolo originale) è il quinto lungometraggio di Craven: se escludiamo due opere poco conosciute come The Fireworks Woman (La cugina del prete), girato con lo pseudonimo Abe Snake, e il film per la televisione Summer of Fear, prima d’ora il regista aveva realizzato due tra i suoi film più riusciti, che sarebbero diventati col tempo due pietre miliari del new-horror, cioè L’ultima casa a sinistra e Le colline hanno gli occhi. Siamo quindi ancora nella prima fase della sua lunga filmografia, prima della sua opera più celebre Nightmare (1984) che fa da ideale spartiacque.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Omaggio a Wes Craven: Le colline hanno gli occhi

Le colline hanno gli occhi (USA, 1977) è tra i film più distintivi di Wes Craven: uno dei più celebri, riusciti, crudeli e seminali, un’opera girata durante il periodo cinematografico più “feroce” del regista.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Cobra Kai, un approfondimento sulla serie sequel di Karate Kid

In un articolo pubblicato su Variety sono stati resi noti i dati d’ascolto elaborati dalla Parrot Analytics riguardanti Cobra Kai, una produzione originale del servizio Youtube Red che punta di nuovo i riflettori sulla indimenticata saga di Karate Kid con tutti i suoi celebri protagonisti. Un’analisi di questo report ha evidenziato come nella settimana successiva al rilascio sulla piattaforma online, la serie abbia surclassato prodotti come Tredici (Netflix) e The Handmaid’s Tale (Hulu). È la prima volta che un prodotto targato Youtube Red conquista le vette dello streaming, rendendo lo show un caso nel filone della nostalgia cavalcato sempre più dalle grandi case di produzioni.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Paprika, il sapore piccante dell’eros brassiano

A tre anni di distanza dal flop commerciale di Snack Bar Budapest, con cui il regista si era allontanato dal genere erotico per portare in scena con stile surreale il romanzo noir di Marco Lodoli e Silvia Bre, Tinto Brass torna sui suoi passi e a quel tipo di cinema che l’ha reso in tutto il mondo celebre e celebrato come il Maestro italiano dell’Eros. È il 1991, infatti, quando arriva nelle sale Paprika, commedia erotica di ambientazione storica che trae liberamente ispirazione da Fanny Hill – Memorie di una donna di piacere di John Cleland, ovvero uno dei romanzi più banditi della storia della letteratura perché accusato di oscenità e pornografia. Materiale ghiotto per Brass, che da sempre ha dimostrato una certa dotta propensione per la letteratura più ardita e dissacrante.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +1 (da 1 voto)

Così fan tutte, il capolavoro di Tinto Brass torna in DVD

Mustang Entertainment, etichetta distribuita da CG Entertainment, continua il suo viaggio nel catalogo Achille Manzotti proponendo in DVD uno dei più celebri manifesti della vitalità e dell’emancipazione femminile nel cinema italiano, Così fan tutte di Tinto Brass.

VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: 0 (da 0 voti)

Batman v Superman: Dawn of Justice, la recensione

Dopo il successo internazionale di critica e pubblico della trilogia sul Cavaliere Oscuro firmata Christopher Nolan, e sull’onda della febbre da cinecomix inaugurata dalla Marvel/Disney, la Warner Bros. ha lanciato anch’essa il suo universo espanso dedicato ai supereroi e, a partire da L’uomo d’acciaio, è nato il cosiddetto DC Extendend Universe, che trova la sua affermazione nel cross-over Batman v Superman: Dawn of Justice.

VN:R_N [1.9.22_1171]
Valutazione: 7.0/10 (su un totale di 1 voto)
VN:F [1.9.22_1171]
Valutazione: +4 (da 4 voti)