Archivio tag: Barry Levinson

Paterno, uno scandalo all’americana nell’ultimo film di Barry Levinson

Tra gli ospiti internazionali dell’edizione appena conclusasi del Festival di Karlovy Vary segnaliamo Barry Levinson, protagonista di una mini-retrospettiva di tre film: l’imprescindibile Rain Man (1988), il satirico Sesso & potere (1997) e il recentissimo Paterno (2018), un tv movie HBO trasmesso la prima volta lo scorso aprile e già disponibile in Italia su Sky.

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Rock the Kasbah, la recensione

Quasi non sembra vero, ma questa commedia in pieno stile Bill Murray, divertente e un po’amara, è tratta da una storia vera. Quella di Setara Hussainzada, la prima donna musulmana a cantare a ballare senza il suo hijab in pubblico, nonostante fosse vietato dalla sua cultura, durante la trasmissione televisiva realmente esistente, Afghan Star. Secondo lo sceneggiatore Mitch Glazer, Rock the kasbah è una commedia molto divertente ma che in realtà racchiude anche un messaggio molto più profondo di pace e tolleranza, mentre il regista Barry Levinson insiste sulla credibilità e verosimiglianza delle situazioni a scapito di una comicità farsesca.

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Venezia 71. The Humbling, la recensione

Hemingway aveva le braccia più lunghe!”, afferma Simon Axler, il protagonista di The Humbling interpretato da Al Pacino, dopo aver tentato goffamente il suicidio usando un fucile come il leggendario scrittore. Un Al Pacino sul viale del tramonto, quindi, ma solo sul grande schermo.

Questo Festival del Cinema di Venezia 2014 sembra seguire il tema dell’attore in decadenza, non a caso, dopo Birdman, ecco che in questa pellicola Al Pacino si ritrova ad essere un famosissimo attore teatrale vecchio e stanco che crede di aver improvvisamente perso tutto il suo grande talento e che si ritira a vita privata dopo essersi gettato dal palco nel pieno di una performance. Da quel momento in poi, Simon è solo e disperato, l’unico suo pensiero è il suicidio. Nella sua vita, però, entra una giovane donna omosessuale, figlia di una sua vecchia collega, che gli confessa di aver sempre avuto una cotta per lui. Grazie a lei, Simon riesce a ritrovare la forza di vivere e di ritornare sul palco.

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Venezia 71. La vecchiaia di un mastro di chiavi, la ricerca di riscatto di un ex soldato e il torture porn che viene dall’Austria

Ancora proiezioni lagunari alla 71° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con due film in concorso e un terzo della sezione Orizzonti. Parliamo di Manglehorn di David Gordon Green con Al Pacino, Loin des hommes, escursione di Viggo Mortensen nella cinematografia francese e il torture porn austriaco Ich Seh, Ich Seh (Godnight Mommy).

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NORMAN BATES (PSYCO)

NORMAN BATES

Norman è il mite proprietario del desolato Bates Motel, edificio sormontato dalla sinistra dimora di famiglia situata in cima a una collina.
Il giovane, timido e solitario, si occupa prevalentemente della gestione della pensione e dell’anziana madre Norma, donna bigotta e possessiva.
Il suo unico, singolare hobby è impagliare volatili. Soprattutto corvi.

Al Bates Motel capita per caso, in una notte di pioggia, la prorompente Marion Crane, avvenente ladra in fuga. Norman la accoglie con gentilezza, le affitta la stanza numero 1 e si offre di prepararle la cena. La ragazza, tuttavia, si accorge subito, pur senza mai incontrarla, di quanto poco la bisbetica signora Bates apprezzi la sua presenza; madre e figlio, infatti, hanno una furibonda discussione in proposito che Marion non può fare a meno di ascoltare.
I due giovani cenano comunque insieme in salotto. Dalla loro chiacchierata emergono la profonda fragilità e solitudine di Norman, patologicamente legato alla burbera madre invalida che non osa abbandonare, nonostante la scortesia con la quale lei lo tratta abitualmente.