Archivio tag: beast movie

Coccodrilli affamati in alta definizione: Black Water: Abyss disponibile in blu-ray disc

Il cinema a base di animali assassini è stato un sottofilone dell’horror molto prolifico tra la seconda metà degli anni settanta e la prima metà degli anni ottanta. Una moda scoppiata a seguito del successo del capolavoro di Steven Spielberg, Lo Squalo, dal quale hanno tratto origine molti film divenuti nel tempo piccoli e autentici oggetti di culto. Con l’arrivo degli anni novanta – tolte alcune dovute eccezioni – la macchina cinematografica sembrava aver perso interesse per questo sottofilone mentre con l’avvento degli anni duemila questi “animali killer” sembravano destinati a rimanere ad appannaggio di brutti film direct-to-video o improbabili produzioni televisive realizzate con pochi soldi e zero gusto artistico (qualcuno ha detto The Asylum?).  Ma negli ultimissimi anni sembra essere riemerso un certo interesse verso questo genere, in modo particolare verso squali (Paradise Beach – Dentro l’incubo e 47 metri) e coccodrilli (Crawl e The Pool), e proprio nelle settimane scorse CG Entertainment e Adler Entertainment hanno portato in alta definizione blu-ray disc Black Water: Abyss, l’ultimo incubo acquatico a base di coccodrilli affamati.

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The Pool, la recensione

Inserire un coccodrillo killer in un contesto cinematografico non è più una passeggiata, almeno non da quando animali acquatici impazziti e mutanti sono diventati una peculiarità di certo cinema trash direct-to-video (si, parliamo di The Asylum e affini) che ha abbassato moltissimo la media qualitativa di questo filone introducendo varianti che definire fantasiose è un eufemismo. Per questo motivo, trovarsi tra le mani un piccolo film come il thailandese The Pool, che un coccodrillo incazzoso ce l’ha tra i pochi protagonisti, è un grande sospiro di sollievo, la dimostrazione che anche le piccole produzioni possono ancora ambire a beast-movie dignitosi e qualitativamente concorrenziali.

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Valutazione: 6.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Jallikattu, la recensione

Il jallikattu è una pratica molto in voga in tutta l’India orientale, e consiste nel lasciare libero per un villaggio un bufalo: il giovane che riuscirà a fermarlo o domarlo sarà ricoperto di gloria ed onorificenze.

Il film di Lijo Jose Pellissery parte da questo presupposto per mettere in scena una discesa negli inferi rumorosa e caotica. In questo caso il bufalo fugge per errore, mandando all’aria il banchetto nuziale cui era stato destinato, scatenando l’ira di tutti gli abitanti del villaggio.

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Valutazione: 8.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Alligatori e uragani: arriva in blu-ray Crawl – Intrappolati

Arrivato nelle sale in piena estate, Crawl – Intrappolati si è presentato sin da subito come “l’horror di cui avevamo bisogno”, un film a dir poco necessario nell’eroico tentativo di tenere in vita il filone dei beast movie, nobile sottogenere dell’horror che ultimamente sembra sempre più lasciato in pasto alle scadenti produzione low cost destinate all’home video o alle emittenti televisive. Un discorso che può essere tranquillamente allargato a tutto il sotto-filone ma che diventa particolarmente “spaventoso” se prendiamo in analisi le pellicole che riguardano alligatori, coccodrilli e altri rettili acquatici. Tornando indietro negli anni, infatti, possiamo trovare autentiche perle come l’ineguagliato Allligator (1980) di Lewis Teague, il gustoso Killer Crocodile (1989) di Fabrizio De Angelis, Lake Placid (1999) di Steve Miner e Crocodile (2000) di Tobe Hooper. Dopo di che, in mezzo a una marea di scadenti produzioni televisive e direct to video molte delle quale marchiate dalla famigerata trash-maker The Asylum, possiamo citare giusto un terzetto di titoli che si fanno ricordare con gran piacere, tutti prodotti nel 2007: Paura Primordiale di Michael Katleman, Rogue di Greg McLean e Black Water di David Nerlich. Poi il buio. Fino a oggi.

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Crawl – Intrappolati, la recensione

Crawl - Intrappolati

Un argomento particolarmente florido nel filone horror dei beast movies è quello che interessa alligatori, coccodrilli e altri rettili acquatici. Non sono pochi, infatti, i film che hanno incentrato su questa particolare minaccia gustosi divertissment a base di sopravvivenza estrema, gore massiccio, un pizzico d’avventura e urla a squarciagola. Se torniamo indietro negli anni, possiamo trovare autentiche perle come l’ineguagliato Allligator (1980) di Lewis Teague, il gustoso Killer Crocodile (1989) di Fabrizio De Angelis, Lake Placid (1999) di Steve Miner e Crocodile (2000) di Tobe Hooper. Dopo di che, in mezzo a una marea di scadenti produzioni televisive e direct to video a cui ha contribuito la famigerata trash-maker The Asylum, possiamo citare giusto un terzetto di titoli che si fanno ricordare con gran piacere, tutti prodotti nel 2007: Paura Primordiale di Michael Katleman, Rogue di Greg McLean e Black Water di David Nerlich. Poi il buio, se non sporadici tentativi di utilizzare rettili realizzati in brutta CGI per filmetti da seconda serata televisiva. Fino a oggi.

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Valutazione: 7.5/10 (su un totale di 2 voti)
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Beast Movies – Parte 1. Il modello di Spielberg: L’ultimo squalo

Enzo G. Castellari, maestro del western e del poliziesco nostrano, dirige quello che è – insieme a Tentacoli di Assonitis – la migliore risposta italiana a Lo squalo di Spielberg: si tratta de L’ultimo squalo (1981), spettacolare mix di avventura, horror e film catastrofico.

Adrenalinico e “muscolare” come tutti i film del regista, questa versione italiana di Jaws rispecchia abbastanza fedelmente l’originale, riproponendone le atmosfere in maniera efficace, a tal punto che la Universal fece causa alla produzione italiana. Pur non potendo competere con i colossi americani, Castellari ha potuto però realizzare quasi sempre film ad alto budget, e L’ultimo squalo non fa eccezione.

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Beast Movies – Guida al cinema degli animali assassini Made in Italy

Il cinema horror si è spesso approcciato alla tematica naturalistica ed ecologista mostrandoci le conseguenze dell’azione scellerata dell’uomo sulla Natura. Come si è avvicinato a queste suggestioni? Semplice! Scatenato le forze della Natura sull’uomo stesso, spesso sotto forma del suo più nobile rappresentate: il regno animale.

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