Archivio tag: Claudio Bisio

Bentornato Presidente, la recensione

Nel 2013 esplodeva nelle sale italiane un successo inaspettato: Benvenuto Presidente, una commedia pungente e sopra le righe diretta da Riccardo Milani ed interpretata da Claudio Bisio e Kasia Smutniak. A distanza di sei anni, in un periodo storico in cui anche il nostro cinema inizia a scoprire le dinamiche commerciali (basta pensare al quantitativo di remake realizzati), la commedia italiana pensa bene di realizzare un sequel a quell’inatteso film sbanca botteghini. Con la regia migrata dalle mani di Milani a quelle dei giovani Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi e con Claudio Bisio pronto a vestire nuovamente i panni di Peppino Garibaldi, esce oggi nelle sale italiane Bentornato Presidente, una commedia satirica determinata a sbeffeggiare l’attuale condizione della politica italiana.

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Attenti al Gorilla, la recensione

Attenti al gorilla è una commedia diretta da Luca Miniero ed interpretata da Frank MatanoCristiana CapotondiPasquale “Lillo” PetroloFrancesco Scianna e Diana Del Bufalo. In realtà è presente anche Claudio Bisio ma solo perchè presta la voce a Peppe-il-gorilla.

Ogni volta che il regista Luca Miniero decide di girare un film surreale dai toni (fintamente) leggeri, sceglie di chiamare sul set un attore-non-attore il cui volto simpatico e scanzonato è ormai noto a tutti ovvero Frank Matano. Il loro sodalizio artistico è iniziato nel 2018 con Sono Tornato e continua anche quest’anno con Attenti al gorilla. Tutto, ma proprio tutto, ciò che succede nel film è implausibile e grottesco.

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Valutazione: 6.0/10 (su un totale di 1 voto)
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Arrivano i Prof, la recensione

Per i peggiori studenti, i peggiori professori. È la formula che sta alla base del rilancio del Liceo Manzoni di Milano, dove si ambienta Arrivano i prof in uscita l’1 maggio 2018. Il nuovo film di Ivan Silvestrini, già regista di Monolith e 2night, è l’adattamento italiano della commedia francese Les Profs.

In pratica, per risollevare le sorti del liceo con la maggior percentuale di bocciati, il provveditore, attraverso un diabolico algoritmo, invia nella scuola milanese un manipolo di scapestrati docenti.

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Gli sdraiati, la recensione

Michele Serra scrive una lettera a un figlio che non riceve risposta, la chiama Gli Sdraiati e ottiene un grande successo. È il turno di Claudio Bisio prendere ispirazione dal testo di Serra, portare in scena uno spettacolo teatrale intitolato Father And Son e ottenere un altro grande successo.

Francesca Archibugi e Francesco Piccolo rubano (un bel furto!) il titolo a Serra, strappano Bisio ai palcoscenici e scrivono un soggetto che diventa il nuovo film della regista romana a due anni da Il nome del figlio. Va detto che Gli Sdraiati film, un adattamento molto libero del testo originale, allarga lo sguardo e gioca di prospettiva. E diventa la storia di un incontro che è anche un po’ uno scontro e possibilmente un confronto fra un padre e un figlio. E bisogna aggiungere, che se Gli Sdraiati film funziona, lo fa principalmente sul versante paterno.

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Non c’è più religione, la recensione

Negli ultimi anni Luca Miniero si è imposto come uno dei maggiori esponenti della commedia italiana contemporanea. A partire dal suo primo grande successo Benvenuti al Sud e il fortunatissimo sequel Benvenuti al Nord fino ad arrivare a Un boss in salotto e La scuola più bella del mondo, infatti, il regista partenopeo ha collezionato una lunga serie di ottimi incassi al botteghino, non sempre accompagnati tuttavia da un altrettanto riscontro da parte della critica.

Una media di quasi un film all’anno che trova conferma anche in questo 2016 con Non c’è più religione, suo ultimo lavoro nel quale Miniero prova ad alzare il tiro soffermandosi su argomenti quali l’integrazione culturale e religiosa e la diminuzione del tasso di natalità in Italia. Tematiche delicate e attualissime che però vengono rese in maniera molto banale da una storia ricca di stereotipi e di gag comiche ormai fin troppo abusate per poter strappare una risata genuina e divertita.

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Hotel Transylvania 2, la recensione

Ah, i mostri! I cari vecchi mostri!

I ragazzini di un tempo crescevano con il mito di Dracula, Frankenstein e L’uomo lupo e stravedevano per loro. Quelle creature nate per spaventare e impersonate al cinema da Bela Lugosi, Boris Karloff e Lon Chaney Jr. sono diventate ben presto icone pop, immagini goliardiche, personaggi di e con cui ridere. Dai ripoff Universal con Gianni e Pinotto ai gloriosi Munsters, fino a tutta una serie di prodotti che hanno fatto merchandising con i caratteristici mostri classici: giocattoli, magliette, costumi di Halloween e perfino dolciumi e cereali! Non stupisce, dunque, che nel terzo millennio inoltrato i mostri più spaventosi della tradizione cinematografica diventino protagonisti di un franchise d’animazione che li rivede in chiave comedy… E che conferma l’appeal che questi simboli del terrore hanno verso un pubblico di bambini, anche oggi.

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Ma che bella sorpresa, la recensione

Direttamente dall’entourage milanese della Colorado Film e Medusa Film, arriva l’ultima commedia di Alessandro Genovesi, che solo qualche mese fa era uscito in sala con il buon Soap Opera. Come sempre più frequentemente accade nel panorama italiano, anche Ma che bella sorpresa è un remake e, dopo i francesi di Benvenuti a Sud e gli spagnoli di Fuga di cervelli, stavolta tocca ai brasiliani, per la precisione, ad essere finiti nelle mire dei produttori Maurizio Totti e Alessandro Usai con il film di Claudio Torres del 2009 A Mulher Invisivel.

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La gente che sta bene, la recensione

L’avvocato Umberto Dorloni è fiero della sua vita. Già, perché lui è uno di quelli che ce l’ha fatta: uomo in carriera, con una bella famiglia e una bella casa nel cuore di Milano. Tutto va a gonfie vele per lui e termini come crisi finanziaria, tasse e precarietà sono solo paroline da articolo di giornale. Eppure, nel suo microcosmo perfetto, qualche cosa improvvisamente va storta e, una mattina come un’altra, riceve la lettera di licenziamento. Ma nulla è perduto, perché Umberto, di abbandonare il giro della “gente che sta bene”, proprio non ne vuole sapere e questa sua tenacia lo porta ad entrare in affari con Patrizio Azzesi, l’avvocato più potente della città, che gli promette un importante lavoro a Berlino. Ma se la carriera sembra aver raggiunto una nuova svolta decisiva, la vita privata di Umberto inizia ad andare a rotoli sempre di più.

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INDOVINA CHI VIENE A NATALE? : la conferenza stampa a Roma

Approda oggi nelle nostre sale Indovina chi viene a Natale?, l’ultima commedia di Fausto Brizzi, che ruota attorno a una bizzarra riunione familiare in occasione delle festività natalizie. Il regista romano e l’affollato cast del film – Diego Abatantuono, Isa Barzizza, Claudio Bisio, Raoul Bova, Carlo Buccirosso, Cristiana Capotondi, Caludia Gerini, Rosalia Porcaro e i piccoli Niccolò Calvagna e Rosa Alessandra Enginoli – hanno presentato la pellicola in conferenza stampa a Roma.

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Indovina chi viene a Natale?, la recensione

È arrivata la vigilia di Natale e i fratelli Giulio (Diego Abatantuono), Antonio (Carlo Buccirosso) e Chiara (Claudia Gerini) stanno per riunirsi a casa della madre per passare tutti insieme il primo Natale dopo la morte di loro padre, un noto cantautore scomparso pochi mesi prima. Giulio, che è il fratello maggiore, gestisce una fabbrica di panettoni e arriva insieme a sua moglie Marina (Angela Finocchiaro), Antonio è invece il “fratellastro” nato da una scappatella napoletana del papà e arriva a festeggiare la festività insieme a sua moglie Elisa (Rosalia Porcaro) e i suoi bambini. Chiara, invece, porta con se Domenico (Claudio Bisio), il suo nuovo fidanzato e per l’occasione vuole presentarlo alla sua famiglia, ma i suoi due bambini Azzurra e Filippo sono molto possessivi con la madre e stanno escogitando i peggiori piani per far fare brutte figure a Domenico. Infine arriva per il Natale anche Valentina (Cristiana Capotondi), figlia di Giulio e Marina, che porta con se Francesco (Raoul Bova), l’uomo che vuole sposare… ma c’è un problema: Francesco non ha le braccia ma ai futuri suoceri non va a genio l’idea che la loro figlia oltre che da moglie dovrà fare da badante al suo uomo, così fanno di tutto per far lasciare i due.

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